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Serie: Misteri in blu


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tutto sta per concludersi?

«In avanti, alla baionetta!».

Jean mandò via i pensieri scettici su Davout. Anche se questi aveva la fiducia dell’Imperatore, Jean non lo aveva mai apprezzato più di tanto, ma adesso non era il momento di perdere tempo in dubbi.

Alla baionetta, tutti avanzarono verso le uniformi nere dei prussiani.

Jean si concentrò su un prussiano che aveva davanti a sé. I baffi, la bocca crudele, gli occhi cattivi, sembrava dover meritare la morte.

Dopo pochi istanti i francesi travolsero i nemici e Jean trafisse al petto quel prussiano. All’improvviso, il soldato avversario non era più temibile ma soltanto un corpo privo di anima che cadde riverso al suolo.

I francesi proseguirono nell’attacco.

Jean aveva la sensazione che, davanti a loro, ci fossero molti più soldati nemici, se non il doppio, ma non ci badò: era più giusto che agisse per sconfiggerli.

A un certo punto, i prussiani non ne poterono più e fuggirono verso oriente.

Jean interruppe la marcia con tutti gli altri, il suolo che era più un tappeto di cadaveri.

«Avete visto che bella carica abbiamo fatto?». Nicholas era entusiasta.

«Sì, è vero». Accanto a Jean c’era il caporale Charles che stava ripulendo la baionetta da un brandello di carne.

Volsero tutti lo sguardo verso i corazzieri e gli ussari che ancora inseguivano i prussiani.

«Com’è che si chiama questo posto?» domandò Nicholas.

«Auerstädt».

«Che brutto nome». Il fantaccino fece un ghigno.

«Non è importante il nome, ma solo che abbiamo vinto». Jean era determinato.

Charles e Nicholas si scambiarono un’occhiata, poi il caporale disse: «Abbiamo vinto eccome, ma quel che mi preme è scoprire di più di quel che dobbiamo fare».

«Certo, hai ragione, l’organizzazione segreta» sbuffò Jean.

«Infatti». Sembrò voler fare finta di niente alle parole di Jean, poi volse lo sguardo verso i prussiani che stavano nascondendosi nella vegetazione autunnale.

Jean si strinse nelle spalle. «Bene, allora potremmo fare qualcosa adesso. Sono anni che si parla dell’organizzazione segreta, ma io non ci ho ancora capito nulla».

«Be’, è semplice, è un’organizzazione che deve preservare gli ideali rivoluzionari in Francia, in tutta Europa, anche in tutto il mondo».

Secondo Jean, la stessa cosa non la si poteva dire a Haiti, ma lasciò perdere.

«Più che altro, non vi siete chiesti perché siamo qui ad Auerstädt e non a Jena, con l’Imperatore?».

«No, a dire il vero». Nicholas scosse la testa.

«Ecco, appunto, perché non siete avvezzi a quel che dobbiamo fare. Seguitemi».

Si avviarono lontano dal teatro della strage e dove c’era un incrocio di due strade incontrarono un gruppo di contadini sassoni.

Erano sul serio dei tipi ottusi, con sguardi bovini, ma quando Charles gli porse un po’ di denaro i loro occhi si illuminarono.

«Secondo me sono disonesti» commentò Nicholas.

«Finiscila». Charles parlò con loro in tedesco, e questi gli fecero strada.

Tutti insieme abbandonarono l’incrocio e giunsero nei pressi di una fattoria.

Di punto in bianco, i contadini fuggirono e fecero capolino dei soldati prussiani, le baionette che allungavano i moschetti.

«No!» sbraitò Charles.

I prussiani cercarono di arpionarli, ma Jean reagì uccidendone uno, poi scappò con tutti gli altri.

Si allontanarono dalla fattoria che Charles borbottava: «Mi hanno fregato, ci hanno fregato».

«Hai ragione». Secondo Jean, quel giorno poteva essere una giornata di festa, ma non per loro.

Serie: Misteri in blu


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Discussioni

  1. ” il suolo che era piu` un tappeto di cadaveri.” ” Charles che stava ripulendo la baionetta da un brandello di carne.” Con queste frasi hai reso bene l’ orrore dei combattimenti di qualsiasi guerra. La descrizione di alcuni volti rende piu’ vero il tuo racconto. In questo periodo, piu´ che mai, i racconti sulle battaglie toccano un nervo scoperto. Lo spargimento di sangue, i massacri e la miseria che ne consegue, coinvolgono, direttamente o indirettamente, tutti noi.

    1. Grazie del tuo commento! Io non sono mai stato in guerra, non invidio chi ha questa esperienza