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  • Qualcuno mi inseguiva. Ero spaventato dalla felicita che in quell’istante copriva il mio animo. Qualcosa doveva per forza succedere. Pensavo che niente poteva mai essere cosi bello. E poi quel silenzio mi faceva s […]

  • Nella chiesa dove vado io c’è un vecchietto che poverino trascina la gambetta, è sempre solo e mi fa un po’ pena per cui ho preso l’abitudine a salutarlo: “buongiorno” gli dico quando lo vedo, e gli sorrido anc […]

    • Non è facile scindere lo spunto autobiografico dal raccontare esattamente i propri fatti successi nella realtà, lo capisco. Se l’hai omesso hai fatto bene, vuol dire che nella tua storia di narrazione non serviva. Aspetto di leggerti ancora.

    • Scrittura ironica e storia godibilissima.

  • Oggi è un giorno migliore. Oggi, è un giorno preso dal passato e portato fino a qui. Non sarei me stesso altrimenti, non sarei il Demetrio che tutti conoscono. E’ difficile scrollarsi di dosso l’odore della pioggi […]

    • Ciao. Hai descritto un’esperienza che ha cambiato radicalmente la mia vita. Il tempo è un concetto volubile, serve un dramma per comprendere che a importare è la qualità non la quantità. Il risveglio, la voglia di spiegare le ali. Le tue riflessioni hanno colto il segno.

    • Tanti temi delicati e tanta sensibilità nel tuo racconto, davvero bravo!

    • “Si vince sempre insieme”. Temi importanti, riflessioni azzeccate, stile diretto.

  • Il viale di foglie scricchiolava sotto i miei passi: camminavo lenta in un mattino qualunque, respirando l’aria pulita che tanto mi era mancata.

    Da due settimane ero tornata a casa, nella vecchia tenuta di f […]

    • Buonasera! Esattamente, è un ricordo indelebile.

    • Un acquerello, dai colori tenui e ad un tempo dai contenuti profondi e intensi. Sei stata bravissima nello spostarti più volte nel tempo con estrema naturalezza, seguendo il flusso dei tuoi pensieri, planando dolcemente dalla descrizione del presente alla rievocazione dei ricordi. Un bellissimo omaggio ad un nonno speciale. Brava 🙂

      • Grazie mille per il gentilissimo commento e soprattutto per i minuti spesi a leggerlo! Mi è molto caro, e questa volta ho scelto di condividerlo.
        Un caro saluto. : )

    • Rosanna hai un’introspezione di sentimenti a dir poco poetica e delicata, riesci a muoverti benissimo nel tempo e nel ricordo e descrivi, con un grazia bellissima, ogni pezzo del tuo racconto. Davvero brava!

    • Ho passeggiato con te lungo il viale, ho osservato le nuvole, ho sentito la pioggia, ammirato l’arcobaleno, ho rivissuto i miei ricordi di bambina e accarezzato quello del mio caro nonno…. grazie Rosanna per le emozioni che mi hai regalato 💖

    • Un racconto poetico.

    • C’è tanta nostalgia in questo racconto, smuove sentimenti che tutti, chi più chi meno, abbiamo dentro.

      • Sì, tanta tanta nostalgia! Lieta di aver trasmesso qualche emozione. Grazie per averlo letto!😊

  • Nino cammina lungo i binari. Piove a dirotto sul cemento della periferia. Le baracche poco distanti si trasformano in un mostro informe dalla testa mozza. È l’ immaginazione, ma la paura dell’ignoto e l’in […]

    • Ciao, è un racconto davvero “difficile”. Apre gli occhi a una realtà che vorremmo tenere lontana o che affrontiamo con forse facile ironia: il mio racconto nasce da uno scenario “buonista” e prende la “malattia” solo come pretesto. Il tuo è crudo e reale. Apre spunti a molte riflessioni estranee alla “patologia” in sé. I videogiochi hanno due volti contrari? In certe situazioni possono salvare (esperienza personale) e mettere un trauma in “attesa” per poterlo affrontare quando si ha la forza di farlo. In altre condannare. La verità è che siamo impotenti e l’unica possibilità di comprendere è quella di accettare e amare comunque.

    • Oltre al denso contenuto che tu chiudi nel tuo racconto, mi ha colpito il tuo modo di scrivere, davvero molto bello. L’inizio mi è piaciuto davvero tantissimo, descrizione molto intensa e avvolgente, complimenti!

    • Racconto breve ma dagli innumerevoli spunti che inducono alla riflessione anche il lettore più disattento e superficiale. Interessanti gli intercalari partenopei che denotano la passione ed allo stesso tempo il senso di frustrazione del protagonista. Da non trascurare la figura di Aida deus ex machina che nel caso di un maggior numero di battute l’autrice avrebbe potuto meglio approfondire il già ben delineato personaggio. Un applauso all’autrice ed un incoraggiamento a scriverne degli altri per appagare la fame di lettura per gli utenti web.

  • (Immagine di copertina di Fabio Elia)Una volta entrati dentro il bivacco, mi sono levato di dosso i vestiti fradici e mi sono infilato dentro il sacco a pelo, camminandoci dentro. Finalmente capivo come facesse a […]

  • Ai tempi dei pirati, dovete sapere, c’erano parecchi pirati. Fra le schiere di quei farabutti circolavano varie voci riguardo un mare particolare, molto piccolo, ma che aveva la caratteristica di trovarsi c […]

  • Vi capita mai di sentirvi inesorabilmente soli? Anzi, credo che non occorra porre una domanda di questo genere, perché la solitudine è qualcosa che nasce con noi, è un sentimento innato.
    Il mio lungo cammino è […]

    • Da scrittrice so che è illecito chiedere dove iniziai il racconto e dove finisca la storia personale, ognuno nei proprio racconti rielabora a suo modo esperienze proprie e altrui, come ha già scritto Assunto tu la scrivi come se fosse direttamente vera, per cui lo stile del racconto viene sopraffatto quasi dal resoconto di una donna disperata, tratti un tema non facile, enormemente ostico, e si sente tutta la disperazione della donna qui descritta, quindi complimenti per aver tirato fuori a tutto questo, brava!

      • Sono enormemente grata per i vostri commenti, è proprio questo quello che voglio esprimere, la realtà dei fatti, cosa si prova. Grazie ancora!

    • La storia trasmette tristezza e paura, ma il finale restituisce speranza😊
      Complimenti!

    • Racconto struggente, che evoca rabbia e infinita solidarietà per la vittima. Da genitore ho trovato agghiacciante l’ignavia della madre. Grazie di aver dato voce a questa povera ragazza e di aver riacceso in lei la candela della speranza.

      • Grazie a tutti voi che apprezzate quello che provo a raccontare! Spero davvero che venga letto da molti, perchè il tema è molto profondo!

    • Storia toccante, straziante. Bellissimo il riscatto finale, quel rivedere la luce e poter finalmente respirare. Le parole scivolano come lame, raccontando con incredibile efficacia l’orrore di una triste realtà che, purtroppo e fin troppo, lacera questo nostro mondo. Complimenti per la capacità di trasmettere tanto! Un saluto.

  • Uno sfarzoso lampadario, dal quale si spande una fioca luce violacea, illumina la stanza in cui, ordinatamente in fila indiana, sei uomini si apprestano ad incontrare il destino.
    La regina dei vampiri attende, […]

  • Un leggero bussare distolse il Professor Giuli dall’esamina dei documenti posati sopra la scrivania.
    Anna, la sua segretaria, aprì la porta sporgendo il capo per attrarre la sua attenzione. – Il Professor Mart […]

    • Complimenti Micol. La trama è originale, carina. L’atmosfera è particolare, ben delineata, affatto banale; ottime anche le descrizioni e le pennellate dei tratti caratteriali. La vicenda, di per sé drammatica, è narrata con grande leggerezza, fino al gradevole finale. Brava!

    • racconto strano, particolare, bello; Mi ha un po’ annoiato
      il lungo colloquio iniziale, forse avrei preferito meno spazio all’inizio e
      più nell’incontro tra mamma e medico, ma se ce l’hai evitato almeno ti è
      grato il cielo; bravo.

      • Ti chiedo scusa, ma non ho ben capito cosa intendi per “incontro tra mamma e medico”. La figura della madre di Giuli è solo accennata per dare voce al desiderio (della madre) di normalità. Lucia è una paziente di cui è innamorato il medico (lo psichiatra). “Brava”, sono una gattara quasi cinquantenne (- 2 al grande evento: si festeggia, spero, in Giappone).

    • Ciao Micol. Racconto scritto molto bene e idea sviluppata egregiamente! Questi temi poi mi affascinano parecchio! Complimenti!

      • Ciao Giuseppe, sei sempre gentilissimo. Anch’io sono affascinata dal “sonno”: sarà per questo che dormo come un tasso. Partecipi a questa edizione? Spero di leggerti presto.

    • Ottimo racconto. Idea originale ben sviluppata, anche grazie a una sottile ironia che trapela qui e là.

    • Grazie mille Cristina, spero di leggerti ancora perché sei riuscita a sorprendermi.

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