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    • Meraviglioso. In un monotono giorno di pasqua, una sana storia di fantascienza che tocca, peraltro, il tema immortale dei limiti (via via superati) dell’intelligenza artificiale. Grazie Pincherle!

    • Oddio… mi viene da chiedere e se fossimo davvero tutte macchine? Un ottimo racconto con eccellenti spunti per un soggetto filmico… grazie 😉

    • Esisto” è un racconto di fantascienza che ci proietta in un futuro forse possibile? Devo ammettere che un po’ mi spaventa sinceramente. Che della macchine, dei robot possano diventare umani spero sia un’ipotesi talmente remota da arrivare all’assurdo. Comunque questo racconto ben costruito, incuriosisce e fa pensare ai limiti che la scienza ancora ha, e che sinceramente spero continui ad avere!
      Marco

    • Non sono un amante della fantascienza ma questo racconto mi ha trascinato nei meccanismi (virtuali) della vicenda.. bello il ritmo, bello Alessandro.. Crudeli gli umani quindi pure reale!!
      L’ho letto molto volentieri.
      Bravo

  • ATTO 1 – CARNEVALE
    Sarà molto bello vivere insieme!
    Le farò le trecce al mattino, le preparerò ogni giorno un pranzo buono e diventeremo inseparabili. I presupposti ci sono tutti: lei mi sembra incuriosita. Mi s […]

    • Grazie Tiziano!
      Mi fai felice!

    • Pincherle, davvero ben concepito, mi è piaciuto tanto! Ha arricchito la mia fugace pausa pranzo, mi sono anche unto di olio mentre lo leggevo, ma ne è valsa la pena. Angosciante come un incubo; scorrevole e avvolgente. Bravissima! Da fruitore consumato di storie horror e thriller psicologici avevo intuito il colpo di scena, e non vedevo l’ora di arrivare fino in fondo per vedere come avresti svelato quel momento. Grazie per aver condiviso questa storia! 🙂

  • Donna Carmela era assopita quando bussarono alla porta centocinque del reparto medicina interna dell’ospedale. Distesa in posizione supina, con le lenti bifocali rincalcate sul naso e una rivista di gossip sul g […]

    • Hai capito donna Carmela, vispa e azilla nonostante tutto. Vedo con piacere che i tuoi racconti hanno sempre di più un taglio ironico (anche se ogni tanto si affaccia l’animo malinconico dell’Autrice). È molto bello il ricorso al dialetto, mi hai dato un’idea 😉

    • Ahahah è vero da un po` di tempo l’ironia si affaccia sempre più insistente trai.miei fogli 🙂 .., grazie Tiziano e felice di aver scatenato in te un’idea 🙂

    • leggendo il tuo racconto sentivo parlare donna Carmela con la sua voce…
      hai un bello stile, di certo non banale e quello che scrivi si lascia leggere molto volentieri.

      • Grazie Matteo… non ci crederai ma Donna Carmela era parcheggiata da un po’ senza finale… e poi si è accesa la lampadina 😉

    • Bello, scorrevole, l’ho letto tutto d’un fiato.

    • Bello. Uno spaccato riuscitissimo.

  • Aveva pensato che darsi un appuntamento di giorno sarebbe stata una novità.

    Aveva pensato che tutto meritasse una luce diversa, naturale, e senza gli artifici che nella penombra confondono. Luci di lampioni, […]

    • Bello per originalità e stile. Complimenti!

    • “Che fine fanno i personaggi di cui non si ha più bisogno? Loro e quelle storie che non funzionano, dove vanno a finire quando ci si dimentica di loro?” Me lo chiedo anche io, a volte. Alcuni aspettano da anni e credo ormai siano pure leggittimamente arrabbiati.

    • Ciao Matteo, abbiamo aggiunto una copertina provvisoria alla tua opera. Puoi modificarla in qualsiasi momento con una di tuo gradimento. Il tuo LibriCK ci è piaciuto e abbiamo pensato di dargli risalto nella HOME e nella sezione SELEZIONATI. Grazie e alla prossima!

    • Davvero interessante. Se penso a quanti personaggi ho parcheggiato anche io in quel limbo… originale, mi piace, mi porta a pensare, e quando una lettura induce alla riflessione è sempre una buona lettura. Grazie 🙂

    • grazie!

    • Capisco profondamente le sensazioni che descrivi. Mi piace molto il tuo stile e continuerò a leggerti!

  • Scritto a quattro mani (o forse a due mani e due guantoni) insieme al collaudatissimo autore Larry Slowman, True – la mia storia di Mike Tyson conquista un posto da campione nel panorama delle biografie sportive p […]

  •  

    Lei
    Mi mancava l’aria, non sentivo più niente…solo passi sconclusionati su nuvole danzanti. Un silenzio opaco, come luce da penombra, duro… completo. Un viso inespressivo, il mio… con un solco umido. Minut […]

  • Non la sopporto più, uno di questi giorni la accoppo facendomi crollare come le twin towers, ma portandomi sotto un solo corpo morto.
    Questa fulminata, mi ha colorato le pareti di giallo ocra, disseminandole di […]

  • Io e lei. Io, lei e questa stanza appena rischiarata dai neon dove la luce del giorno non entra mai. Io, lei e queste pareti chiare che hanno visto e sentito troppo e per troppo tempo. Io e lei. All’inizio, q […]

    • Storia brillante e angosciante. In poche pagine un concentrato di trame sottintese.

    • Racconto montato ad arte, ma dallo stile e dall’eloquio un po’ pretenzioso, considerato il soggetto narrante…

      • Ciao Virginia, grazie. Intendi dire che trovi la forma poco coerente con il personaggio? Che cioè una che si occupa di smacchiare abiti in una tintoria si esprimerebbe diversamente?

    • Non è sempre così scontato spiegare perché ciò che leggiamo ci colpisce, al di là della critica letteraria (che da semplice lettrice non spetta a me) .
      A volte non è neanche l’argomento, è un passaggio, un periodo, una frase, una parola, qualcosa dentro quella storia graffia la pelle dell’anima e arriva al cuore. E questo mi è accaduto. Il racconto mi piace perché ho visto le macchie, ho annusato il dolore, ho sentito il sapore di quel “liquido chiaro…” , ho assistito all’affrancamento della protagonista, e dentro di me si è creato movimento, emozione ed immedesimazione. Grazie Marco.

    • Un racconto che va nel profondo. Nella disperazione di una quotidianità dura. Scritto bene e soprattutto narratobene.

  • Lo ammetto. Sì, lo ammetto. Le amo tutte. Ognuna di loro, ognuna in modo diverso. Messa così la cosa uno potrebbe anche accusarmi di superficialità, di infantilismo. Me ne rendo conto, ma la faccenda non mi in […]