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  • «E anche oggi siamo qui dolce Margaret» le voci dirompenti di questi due giovani adolescenti, risvegliano il mio inconscio, costretto a lottare con me stessa.
    Il mio sguardo, che un attimo prima era perso ad o […]

  • Si ritrovarono nella macchina tutti assieme. La noia amplificò la nostalgia nei loro occhi; più s’annoiarono, più imprecarono.
    “Oggi ho visto un film di Cronenberg”
    “Non ti riprendi, sempre film”
    “Com’ […]

  • Il vento sibila frizzantino spingendosi dal mare fino alle rive come un caro fratello abbraccia la propria famiglia, snodandosi poi tra alti torrioni di un’era medievale ancora viva e percettibile. Alcuni uomini s […]

    • Ho visto i mosaici, il carretto dei saponi e lo sguardo magnetico delle donne velate, i grandi scaffali della biblioteca; ho sentito le grida degli uccelli del porto, gli aromi di curcuma, olive e formaggio, la delizia del pane caldo tostato. Ho visto la luce artificiale disegnare sui muri, quando è ancora inutile, la luna tenace che insiste con la sua presenza. Insomma, ho adorato questo racconto, il tono particolare del narratore che assiste a tanta ricchezza di sensazioni, facendone una cronaca poetica e distaccata ad un tempo, quasi con rassegnazione. Bellissimo, complimenti.

      • Io ho letto e riletto in questo tuo commento le sensazioni che sembrano provenire dallo stesso tono e vena poetica di una città impossibile da dimenticare. Ti ringrazio di cuore.

    • Anche se non avevo ancora trovato il tempo di commentarti, ti ho seguito e letto spesso, mi piace quasi tutto quello che scrivi e quindi meriti dei super complimenti per la tua bravura, anche per questo racconto che non delude l’aspettativa e mi trasmette, molto golosamente, un mondo che avrei voglia di vivere davvero! BRAVO!

      • Ti ringrazio veramente tanto per ciò che mi hai scritto. Non immagini la felicità nell’essere riuscito a trasmettere uno dei tanti mondi di cui ho fatto parte.

    • Entra nei particolari in modo dirretto e ficcante. Bello!

      • Grazie caro, mi fa veramente tanto piacer. Spero di migliorare sempre più e riuscire a proporre testi che si avvicinino all’eccellenza che ho trovato nei tuoi ed in quelli di tanti altri scrittori.

    • Questo racconto è vivo…pulsa, delizia.. incanta.Tu sei molto bravo nelle descrizioni e viene voglia di sapere cos’altro hai scritto…ho trovato questo racconto molto poetico e pieno di energia…amo chi scrive come te..e ho amato molto il tuo racconto! Complimenti.

    • In questo racconto la vera protagonista è Tangeri.
      Sabil le presta soltanto la voce, per questo gli intermezzi sulla sua vita un po’ ci allontanano da questa particolarità.
      Nello specifico, desidero chiederti, in quello che sembra un contrasto tra gli “alti torrioni di un’era medievale” e il “profumo di sepolcro moderno”, a cosa si vuole alludere?
      Anche in questi pescatori sorpresi a “rubare”, non è molto chiara quale sia la loro colpa, dato che sembrano provare anche “rispetto per la tradizione”, che in realtà nel racconto non troviamo nessuna informazione su di essa.
      In verità, Sibil vive la città solo di notte, perché di giorno lavora alla biblioteca nazionale, proprio durante la narrazione di quest’attività viene inserito un aspetto curioso sulla sua personalità:
      “penso spesso che qualcuno prima o poi verrà nella nostra biblioteca e mi chiederà uno di questi tomi”.
      “Sono geloso se qualcuno tocca i miei libri”.
      Vorrebbe oppure no che qualcuno “chiedesse” o “toccasse” i “suoi” libri? Qui sembrano emergere dei pensieri contrastanti.
      Grazie per la lettura.
      Alla prossima.

      • Ciao Valentina grazie per la lettura ma soprattutto per gli spunti di approfondimento.
        Gli alti torrioni medievali stanno a simboleggiare quello che è l’impronta molto antica e fortemente radicata di questa città, nonostante i vari tentativi di modernizzarla fino all’osso.
        “Il sentore di sepolcro moderno” è un allusione proprio a questo fatto, cioè una parte di città costruita in modo moderno che tenta di chiudere definitivamente con il passato anche se molto difficilmente proprio perché la bellezza di Tangeri sta nei luoghi molto vecchi e non negli Hotel lussuosi o nelle moschee da migliaia di metri quadri. Ho usato le parole “sepolcro ” e “moderno” perché trovo queste due parole molto strane da sentire insieme ma comunque si sposano perfettamente, se avessi detto “sentore di tomba moderna” non avrebbe avuto la stessa sonorità. Mi piace giocare con i toni avvicinando quelli più improbabili. Quando passi dalla zona del porto e ti avvicini all’Ex ambasciata francese e poi sempre di più vai verso il lungo mare senti proprio come se le vecchie costruzioni stiano soccombendo ad un regime di architettura più occidentale e moderna. Ed ecco quindi un sentore di sepolcro moderno. (intenso ed amabile perché ai fini di un cittadino sono comunque sempre bene accette certe modernità)

        Riguardo i marinai che si sentono come dei ladri, ricordo perfettamente le parole mio nonno , capo Rais (capo tonnara), come suo cugino e come suo padre, per la Tonnara dell’isola di Favignana,mi disse che andare tutti i giorni per mare e tirare su centinaia di pesci con le reti faceva sempre uno strano sentimento, come un colpo al cuore. Erano e sono costretti in un certo senso a fare quel mestiere perché dovevano e devono mangiare. La frase esatta fu: “fa strano abusare del mare”. Quindi ho voluto raffigurarli in quel modo, soprattutto quando si trovano vicino al porto e tirano qualche occhiata guardinga ai non marinai. Mio nonno mi ha sempre dato l’impressione di non volersi far guardare mentre tirava su qualcosa dal mare. In realtà non hanno colpa, ma se la sentono addosso per il grande dono che il mare ogni giorno fa a questi uomini.

        Per le contraddizioni interne di Sibil, beh è molto semplice, tutti i miei personaggi sono combattuti, (certo il lettore non lo sa))vogliono sempre venire a capo di una situazione personale con qualcosa o qualcun. In questo caso Sibil vorrebbe tanto avere a che fare con qualcuno che gli chieda dei suoi libri, o tomi antichi. Ma ne è assolutamente geloso. Un pò come lo è un genitore con il proprio bambino. Fa piacere che qualcuno ti chieda di tuo figlio o voglia vedere le sue foto, ma immagina se uno sconosciuto prendesse in braccio il tuo bambino. É uno strato sottile di gelosia morbosa ed attaccamento alle radici più antiche di un essere umano. In questo caso i libri, di cui lui ne è il custode.

        Spero di aver snocciolato le questioni da te toccate, dispiace non aver potuto scrivere di più in questo racconto, sento che ci si poteva riempire diverse pagine.

        un cordialissimo saluto

  • A volte invidio Linda Fabbri.So che può sembrare strano visto che io sono qui circondata da amici e parenti e lei si trova quattro piani più sotto, in una camera mortuaria, in attesa che i suoi genitori riescano a […]

  • Che faccia hai questa mattina, ti senti bene?
    Ho dormito poco.
    Come mai? Sei uscito?
    No.
    Sei stato male?
    No.
    É successo qualcosa?
    No.
    Allora?
    Niente.
    Come niente?
    È solo che avevo dei pensieri, pensieri che m […]

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