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  • Il Francese spinse con le spalle contro la terra della trincea, scavandosi uno schienale. Allungò le gambe appoggiandole sulla parete opposta. Nessuno sarebbe inciampato su di lui, nessuno passava mai dalla sua […]

  • Giugno 2016LivornoDevo comprare una cartina e studiare le distanze, se avessi con me il mio cellulare in un attimo avrei googlato l’indirizzo sulla mappa e in pochi secondi avrei persino saputo quanto mi costa i […]

  • “D-dove mi trovo?”

    Si svegliò a fatica, confuso e senza energie. Ancora supino, allungò il braccio tentando di accarezzare i fasci d’erba attorno a lui. “Questa non è di certo la biblioteca in cui mi trovavo” a […]

  • Venerdì 24 Novembre 2017
    «Quello che lei conosceva non esiste più!»
    Me lo disse con un tono calmo, ma infastidito.
    Il camice bianco gli dava quell’aria grave che non lasciava spazio a dubbi sulle sue affer […]

    • Giochi affine con il tuo solito umorismo e ti diverti ad “ingannare” il lettore e siccome sai che lo fai bene, giochi pesante 😉
      Scherzi a parte, io giuro che al finale così non c’ero proprio arrivata, quindi bravo 😀

      • La cosa più umoristica è che anche questa, come quella sull’adolescenza, è una storia veramente accaduta, così come l’ho descritta. La mia irritazione per il tizio un poco arrogante, i miei pensieri sul passato e presente, il mio sentirmi a volte inadeguato.
        Non so cosa ci si possa aspettare da me, ancora non lo so, per ora questi buffi momenti mi colpiscono.
        Quella frase iniziale mi ha veramente infastidito, tanto che ho continuato a ripeterla in macchina al mio amico che mi aveva accompagnato: «ma ti rendi conto – quello che lei conosceva non esiste più – ma chi si crede di essere? Irritante, marooo, manco mi fossi svegliato da un coma – quello che lei conosceva non esiste più – maddechèee» . E così per un bel po’ mentre lui se la rideva.

    • Mi piace il tuo stile, non avevo proprio intuito dove andavi a parare ^^

      • Sono un “anziano dentro”, che va in tilt quando qualcosa nel suo mondo cambia.
        Comunque il fatto che abbia uno stile mi rassicura… Dovrebbe vero?

  • Il cadavere era accasciato in un angolo della stanza. La carne era straziata da numerose piccole ferite circolari dalle quali non usciva sangue. Ogni taglio era circondato da un alone bluastro fosforescente. Gli […]

    • Un racconto molto interessante e devo dire scritto bene, mi piace come descrivi tutti quei particolari -diciamolo- un pò schifosi e fai in modo che però si incastrino bene e senza scivoloni nel racconto, anche i dialoghi rendono lo stato della situazione e mi piace la tensione che hai creato, bravo!

    • Un mio lavoro che ha diversi anni ormai e non è mai stato pubblicato in nessuna delle mie raccolte. Ha una struttura semplice e lineare, che può essere un bene per un testo un po’ macabro (anche se spesso mi diverto a essere molto più contorto). Se riesce a mantenere la tensione, che dire: l’esplorazione ha avuto successo!

    • È stato interessante leggerlo. Hai saputo tenete l attenzione, dovute principalmente da parole usate bene… La fine mi è piaciuta avvicinandosi molto al mio precedente racconto… Chissà se si sono salvati Ian e Tessa!!

      • Magari lo scopriremo, prima o poi. Amo considerare tutto ciò che scrivo parte di unico mondo e, ogni tanto, inserire un Easter Egg con riferimenti ad altre cose che ho scritto. Ma se una seconda spedizione trovasse cadaveri freschi nel corridoio…

    • Molto ben scritto. Il labirinto lineare si accompagna ad una ripetitività degli eventi che dà la sensazione di essere diretti inesorabilmente verso una direzione da cui non vi è ritorno, mentre si fa strada il timore di non avere scampo. Bello anche il tema di un mondo sotterraneo terrificante parallelo alla civiltà ordinaria e distratta presente (forse) in superficie. Bravo Fabio, mi è piaciuto molto.

      • Che dire… felicissimo che sia piaciuto! E il tema del mondo sotterraneo, o nascosto oltre il velo del comunemente percettibile, è un tema che mi è caro. Il suo sviluppo è ormai, dopo anni, diventato davvero labirintico!

  • Ho passato tutta la notte in bianco a pensare a Federica con Paolo, al suo rifiuto alla mia cena per stare con lui. Infondo è il suo fidanzato, ma è proprio questo il mio problema.
    Il mio mercoledì è appena ini […]

    • Sbaglio o Marco è profondamente cambiato da quando ha cominciato a svolgere i servizi sociali? Questo personaggio si è evoluto, anche se il suo temperamento è ancora impulsivo, ma se non altro sembra più sensibile verso gli altri e meno incentrato su sè stesso.

    • No, non sbagli! Quel che volevo era proprio questo. Far capire a Marco che stando su un piedistallo a giudicare tutto non l’avrebbe portato da nessuna parte. Ora invece, dopo aver provato diverse emozioni con diverse persone ha capito che siamo tutti uguali, si sta riconoscendo negli altri!

    • Brava Sofia. Aspetto sempre con curiosità ogni nuova puntata della tua storia e non rimango mai delusa. “…il pianto di Tango è come la storia di Gigi, è come il primo disegno di Amanda e come l’amore non ricambiato di Davide…” Non ti nascondo che questa frase mi ha commosso.
      Trovo molto bello il fatto che la parte migliore di questo ragazzo stia venendo fuori quasi suo malgrado.

      • Sono felice di non deluderti mai cara Isabella!
        Ho provato sulla mia pelle il fatto di aprire il cuore alle persone “diverse” da me. Ti dirò che il risultato è proprio quello di un miglioramento. Se le persone distruggessero ogni tipo di pregiudizio, come ho fatto io, oltre ad imparare cose nuove, vivrebbero meglio!

    • Ritrovo anche qui la tua sensibilità e vedo che episodio dopo episodio la struttura della tua storia si rafforza sempre di più, brava, continua così!

  • Ipotesi sulla possible evoluzione dell’Editoria, Visual Novel e consigli utili su come ci si presenta ad una Casa Editrice. Questi gli argomenti al centro della video intervista a Marco Frullanti, Direttore […]

    • Da super ignorante dei videogiochi, devo ammettere che è molto interessante scoprire queste combinazione tra narrativa e gioco ed è davvero interessante questa possibilità di poter creare storia in modo così interattivo e personale!
      Difficile sapere come proporsi ad una casa editrice, si rivela sempre utile avere consigli da chi ne fa parte e ci lancia questi essenziali e mai banali modi di porsi per far arrivare al meglio le nostre opere.
      Grazie a Edizioni Open per farci scoprire queste realtà innovative e sempre più contemporanee 😀

      • In questa chiacchierata abbiamo cercato di bilanciare il tema nuovo delle visual novel con quello più classico dei consigli su come porsi agli editori. Felice di sapere che ti sia stato utile e grazie Marta per la costanza con cui ci segui! 🙂

  • Certe volte, certe insicurezze, certe incertezze, incerte indecisioni, incerti equilibri, in certi sogni… la guardavo, era li davanti a me, a due passi; il suo sguardo in direzione lontana, congelato, come se d […]

    • Mi è piaciuto questo racconto che esprime bene la malìa e la curiosità di un primo incontro, il fascino e gli interrogativi che ci piombano addosso quando vediamo una persone che ci attrae, che ci conquista. È bella questa ragazza gelida e dolce, forte e fragile ad un tempo. Bello il modo in cui il narratore vorrebbe proteggerla dalla volgarità e ottusità degli sguardi di chi non ne vede l’essenza delicata e nobile, che lui pensa invece già di intravedere. Bello anche l’accenno ad una preziosa possibilità, racchiusa nello scrigno più adatto: un sorriso.

    • Grazie Isabella, visto che sei così gentile, posso chiederti cosa hai capito del finale? Forse avrei dovuto aggiungere alla ragazza qualche dettaglio in più invece del solo vestito a fiori (ho mancato le scarpe!)… sinceramente, non mi offendo, magari prossima volta sto più attenta. Grazie mille per leggermi e per il commento, apprezzo molto. (dai scrivi anche tu! ferma a gennaio)

      • Ciao Maria Anna 🙂 scusami ma ho visto solo ora il tuo messaggio! Dell’abbigliamento della ragazza avevo capito benissimo che si trattava di un altro giorno in cui lui la rivede, la reincontra. Dopo essersi rimproverato forse per giorni del suo approccio maldestro, quando la ritrova sulla stessa linea metro il sorriso di lei gli fa capire una simpatia, una curiosità che sembra aprire una possibilità. Forse proprio per la tenerezza di quel primo approccio “sbagliato”. Ho capito bene?

    • Pensieri e sensazioni ad incastro, sguardi e fantasie mixate, hai racchiuso un potente elisir umano creando questa atmosfera d’incontro sfuggente. Complimenti!

    • Subisco il fascino delle storie metropolitane, del tempo che si ferma tra i ritmi frenetici della città, delle insicurezze (peraltro esplicitamente citate a inizio racconto) di chi rompe il silenzio per primo, di chi invade la sfera altrui col timore di sembrare invadente. Ho dovuto leggere la storia due volte per coglierne le sfumature: hai un linguaggio molto delicato e pieno di interstizi, non sempre visibili ad una prima occhiata (c’è da dire che potrebbe dipendere da me e dalla mia scarsa capacità di concentrazione) e mi domando se hai anche un’anima da poetessa che di tanto in tanto si intromette nel tuo stile narrativo.

      • Grazie Tiziano per i complimenti ricevuti e per gli aggettivi che hai usato, GRAZIE!!! Come pure per…interstizi, mi piace molto come definizione! Ok hai fatto tana! 🙂 In effetti è un pò il mio modo di scrivere, tendo sempre a giocare a nascondino con le parole, cercare di coinvolgere chi mi legge ad una lettura meno “passiva” (lo so è una contraddizione, il leggere è attivo ma… non so come spiegarti), per questo ho bisogno ogni tanto di sapere se ho esagerato… in effetti tu l’hai dovuto rileggere due volte (e non sei il solo fidati, la colpa è mia) ma grazie davvero per averlo fatto!!! Non tutti sono disposti, ma non me la sento di cambiare, son così! :P), … per la poetessa che dire…l’esagerato forse qui sei tu :))), battute a parte, grazie davvero!!! troppo buono…forse questo commento me lo rileggerò più volte :))!

  • Settembre 2016BergamoLe case diroccate sono contornate di sigilli bianchi e gialli, delimitati tra le spighe ci sono i resti di quello che è ancora un crimine sconosciuto, Ylenia è scomparsa ed è l’unica cosa […]

    • Ciao Marta 🙂 come sempre bravissima nelle ambientazioni, nel richiamare con pochi tratti l’intensità dei ricordi (la ruota della bici sul selciato, l’ortica sulle caviglie…); sembra di sentire l’odore dei fiori e il ronzio delle api di quella campagna. Bello anche il ritmo tra dialoghi e pensieri, lo svolgersi in parallelo dei loro sentimenti e dell’indagine che si snoda. E, inevitabile, il contrasto tra la bellezza della natura e le tristi vicende umane.

    • Ciao Isabella 😀
      Sono felice quando qualcuno mi dice che sente i luoghi, i profumi e riesce a immedesimarsi nelle sensazioni che legge nella storia, vuol dire che sono riuscita a trasmettere non solo il senso della storia ma anche i momenti che in esso si svolgono, e credo che sia un’esperienza di tempo alternativo davvero magica!
      Ho giocato appunto su questo nell’episodio in questione pensieri e azioni in parallelo, soprattutto divisi tra Fabrizio e Beatrice, mentre intorno a loro si srotolano questioni burocratiche presenti e passate, riesci a cogliere sempre il senso di ogni cosa che scrivo e di questo ti ringrazio davvero tanto!

    • Concordo con @isabella sul ritmo dei dialoghi, aggiungendo che rispetto ai precedenti episodi mi sembra cresciuto senza che questo abbia sottrato spessore agli affreschi introspettivi o alle descrizioni, sempre dense di dettagli e di sensazioni di ritorno. Marta ha forse trovato il suo genere prediletto grazie a questa Serie? Mentre mi accingo a leggere l’episodio successivo, mentre mi avvicino alla fine di questa mini saga, so già che ci sarà una seconda stagione; so già che non finisce qui; so già che c’è ancora tanto da leggere. E meno male.

      • Ciao Tiziano!
        In questo episodio c’è tutto il focus sul luogo, cioè su quello che esso crea nei due protagonisti e di come questo, in modo ambivalente, li unisca e insieme li divida.
        Fabrizio si delinea sempre di più come personaggio mentre in Beatrice, nonostante la sofferenza, voglio marcare la forza e la tenacia, nonostante gli ovvi momenti di sconforto e dubbi.
        Quando ho scritto gli episodi finali, avevo già in mente quasi tutta la seconda stagione, sono scritti quindi in funzione di quella… anche se è un azzardo, difficile farsi seguire per così tanto “tempo”, ma il bello di questa piattaforma p anche questo, spingersi sempre oltre 😉

    • Ciao Marta, il triste ritorno alla comunità che ha ospitato Beatrice lascia intuire verità scomode che potrebbero presentarsi nella quotidianità dei ragazzi che affrontano un’esperienza simile. Spesso ci dimentichiamo di loro, etichettandoli. L’ambientazione della tua serie ha saputo coinvolgermi a livello empatico.

  • All’inizio il risveglio dei morti ci ha uniti. Niente più nazioni, niente più razze, niente più ricchezze e ceti sociali.
    La società è crollata e tutto ciò che aveva significato prima ha smesso di essere importa […]

    • Bellissimo Andrea! Già il contesto di apocalisse zombie mi piace, poi in questa nuova chiave di lettura direi: fantastico. In più ci leggo anche una certa cura estetica, oserei dire quasi “poetica”, nella stesura. “Temi il vecchio nella terra dove si muore giovani.” e ho detto tutto. Grande cazzo

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