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  • (Immagine di copertina di Fabio Elia)Ed eccoci, dunque, sotto un cielo che sembrava volerci cadere addosso. Che sembrava urlarci, soverchiante, la nostra piccolezza, crepitare sopra di noi, pietrificandoci […]

  • (Immagine di copertina di Fabio Elia)Scilli ormai si era spasmodicamente appassionato a queste escursioni. Cercava freneticamente, sul web, percorsi o attività estreme, da praticare in paesaggi naturalistici. […]

  • “Ieri ho fatto un sogno: c’erano molte persone che urlavano il mio nome. Mi chiedevano di smetterla di tormentarli, mi imploravano di lasciarli andare o di ucciderli. Io ridevo e continuavo con le torture, sia […]

    • Andrea, davvero bello!!! Ma è l’episodio di una serie?

      • Grazie Tiziano. No è un racconto breve. Però se vi piace posso crearla una serie di episodi, oggi uscirà il mio nuovo romanzo e nei prossimi mesi un po’ di tempo lo trovo.

    • Intanto un grandissimo in bocca al lupo per il tuo romanzo (se vorrai promuoverlo su edizioni open è gratis basta seguire queste indicazioni: https://edizioniopen.it/promuovi-un-libro/ ). Riguardo la serie, si sarebbe bello se proseguissi questa storia con altri episodi. Sentiamoci se hai bisogno di assistenza tecnica per agganciare l’episodio “Pazzia” ad una Serie. Ciao!
      T

    • Bel racconto, bravo davvero, a me è piaciuto tanto!… Le atmosfere della novella mi hanno ricordato un po’, alla lontana, quelle del film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, con la inumana e crudele infermiera caporeparto molto affine, almeno per certi aspetti, alla sadica e crudele dottoressa… Ma la pazzia del titolo è riferita alla moglie Giovanna, alla dottoressa, ad entrambe o a tutto l’insieme?… Chissà!… Ancora complimenti!

      • Grazie Fabio!
        Il film non l’ho mai visto purtroppo, comunque spero che la storia non sembri scopiazzata.
        Riguardo al titolo… se riesco a pubblicare le altre puntate, scopriremo a “chi” si riferisce.
        Ciao.

    • bello, continua!

  • Capita, che la suggestione possa prendere il sopravvento, soprattutto quando hai quindici anni e “ci sono buone probabilità che tu possa essere un vampiro” – stupido Barberis, se qualcuno gli dicesse “ci sono buo […]

    • Lettura sempre molto piacevole ma assolutamente non banale. Non so perchè ma leggendo i tuoi scritti mi è tornata in mente una serie di libri che credo siano stati i primi del genere umorismo da me letti, ovvero la serie di “Firmato Furax” di Pierre Dac & Francis Blanche

      • Oddio non li conosco, devo assolutamente rimediare. Grazie ad ogni modo per l’accostamento che (vado sulla fiducia) sarà sicuramente edificante.

    • L’incipit – in questi casi, il primo episodio – ha di certo un ruolo importantissimo, ovvero quello di incuriosire il lettore, rendendo indomita la sua curiosità. Ma l’intento alla base di una serie, a mio avviso, sta nel coinvolgere costantemente il pubblico, episodio dopo episodio. Lo scrittore, cioè, deve essere capace di progettare scene narrative nelle quali l’intensità aumenta progressivamente. Questa non è cosa facile, e non lo è soprattutto con un genere letterario come quello utilizzato da te per Vladimiro. Inoltre, al di là della storia che risulta sempre più ricca di significati – espressi e non –, un plauso va fatto alla punteggiatura… elegante e ben curata.
      Tiziano, complimenti! 🙂

    • Terzo episodio e terzo centro! Davvero, sei riuscito ad incuriosirmi molto tant’è che non vedo l’ora di leggere il prossimo. Tante domande che richiedono una risposta e una scioltezza tale nel descrivere le azioni che si riescono ad immaginare senza problemi!

    • Bel colpo di scena, sono curiosa di leggere il seguito. La caratterizzazione del personaggio, Vladimiro, è davvero efficace e fa nascere un sorriso nonostante l’atmosfera post moderna da “Profondo Rosso”.

    • Tiziano, la comicità di questo racconto è qualcosa di impressionante… Ma poi, il calendario con maiali in intimo è geniale… e poi il colpo di scena finale… povero Vladimiro!

      • Si in effetti quel calendario ha riscosso un discreto successo 🙂 grazie davvero per i complimenti e per essere arrivato fin qui. Spero andrai avanti!

  • (Immagine di copertina di Fabio Elia)
    Per raggiungere il rifugio Valgravio ci era voluta solo mezz’oretta. Giusto in tempo, perchè stava facendo buio e seguire il sentiero, in mezzo al bosco, sarebbe stato più dif […]

  •  A Natalia Ginzburg, l’essenza letteraria del perché scrivoLa guardavo scrivere piano, la poltrona alta a sostenerla e le sue collane appese al collo che erano come cigoli luccicanti su quel legno scuro, i cap […]

    • è un bellissimo ricordo ipotetico, una nostalgia verosimile, un passato virtuale. Che poi uno ci ricama tutte le sensazioni che vuole e chissà che non sia vera vita anche questa. Da qualche parte ho un piccolo ricordo di Agostino Lombardo (non virtuale) e me lo hai fatto venire in mente, ora lo cerco e ne faccio un racconto speculare al tuo

      • Ciao Maeb 😀
        Ti ringrazio per avermi letta e per questo bel commento!
        Sì la nostalgia del passato a volte rimane verosimilmente attaccata addosso e come dici tu, sopra ci possono essere tratte tutte le nostre sensazioni più forti…
        Felice di averti fatto tornare alla mente un tuo racconto e di averti dato questo spunto, adesso aspetto solo di leggero.
        Grazie ancora!

    • Marta credo tu abbia dato vita ad un nuovo filone narrativo (almeno su questa piattaforma) in cui potremo finalmente incontrare i nostri beniamini. In quanto “madrina” di questo genere hai una grossa responsabilità oltre ad un grande merito e sono sicuro ci seguirai. Non vedo l’ora di fare due chiacchiere con il buon vecchio Mordecai Richler o con l’avvinazzato Bukowski (e di sbronzarmi con entrambi).

      • Ciao Tiziano 😀

        Wow, che bellissima responsabilità!
        Seguirò certamente altri cari e inestimabili beniamini di letteratura e altrettanto piacevolmente mi unisco alla bevuta, penne e bicchieri allineati, qui c’è da sbronzarmi davvero di alcool e parole 😉

    • Bellissimo, pieno di poesia il modo essenziale, nudo, diretto con cui tratteggi il personaggio, il tuo rapporto con lei. Vero e intenso più di alcune realtà vissute sul serio. Brava 🙂

      • Cara Isabella,

        scusa i ritardi delle risposte e come sempre grazie di leggermi così appassionatamente!
        Un racconto essenzialmente semplice, lontano dal mio solito modo prolisso ma che mi piace per ciò che esprime, nudo, il termine che tu hai usato, secondo rispecchia alla perfezione ciò che per me è stata Natalia attraverso la sua scrittura, il parallelismo invece di una fantasia che sembra più vera della realtà, mi lusinga molto, grazie!

  • Uno strappo, una lacerazione. Uno sfregio celestiale. Ecco cosa sentì lei in quel preciso momento: un bisturi, una fessura lungo la schiena del cuore, un segno netto preciso irriguardoso. Ma neanche un po’ di sa […]

    • Interessanti come abbini diversi strati di cognizione per una separazione, i tagli, il bianco asettico, la grammatica, tutte queste molto nette e impostate sullo sfondo di qualcosa che invece sconvolge.

  • Cecilia aveva sentito dire che nel cuore della città i treni fossero diversi. Nel triste sobborgo dove bazzicava, nulla sarebbe mai stato davvero entusiasmante come nel centro della metropoli. In periferia, […]

    • La forza narrativa dei treni e delle stazioni è incredibile e tu mi stupisci sempre, incolli e trattieni poi ci lasci cadere come neve (sì, il duetto Giorgia-Mengoni mi hai influenzato :D) leggeri a creare uno strato pesante di sensazioni.
      Attendo con piacere i nuovi episodi!
      A tratti mi ha ricordato, seppur di tutt’altro genere, “Se tu fossi neve” di Eleonora Sottoli che ho avuto il piacere di conoscere e ti assicuro che quindi vuole essere un complimento.

      • Grazie! La neve mi piace parecchio e lo stesso vale per le stazioni 🙂 Controllerò l’autrice di cui hai parlato: mi ha un po’ incuriosito. Che altro dire… grazie ancora!

    • Ciao! Finalmente sono riuscita a leggere. Non vedevo l’ora di conoscere la famosa Cecilia.
      Sembra una tipetta che ne ha passate tante. Mi si è stretto il cuore alla fine, era abbastanza prevedibile cosa sarebbe successo ma non vuol dire che sia stato meno doloroso.
      Sono estremamente curiosa di scoprire da cosa sta scappando Cecilia e dove sta andando.
      Grazie per avermi assecondato nella mia idea folle XD

      • Ciao! Ne ha passate eccome xD A volte le cose più prevedibili sono proprio le peggiori da sopportare: sai che arriveranno e aspetti solo che lo facciano presto per poi finire 😀

    • Tieni conto che è un romanzo completamente diverso dal tuo genere, ma la neve e i luoghi come le stazioni le fanno da padrone su una New York assai moderna.
      La neve mi piace in montagna, quando non da problemi, però è innegabile che sia ipnotica! Quanto alle stazioni, sanno di vecchie visioni e nostalgia passata… alla prossima fermata, o meglio racconto 😀

    • Un ottimo inizio. Vedo come continua la storia. 😉

      • Vedi vedi, che secondo me ti piace 😀 Nel caso contrario, va bene uguale! Un emozione è sempre un emozione 😛

    • Buono inizio, probabilmente ci sarà una buona evoluzione del racconto andando avanti.. Bene così!

      • L’evoluzione c’è, questo è certo, buona o cattiva sarà da vedere! Posso garantire che almeno un minimo la serie si farà ricordare 🙂 Spero. xD

    • Uno stile molto descrittivo che a tratti ho fatto fatica a seguire ma la storia mi incuriosisce e hai centrato diverse volte il punto.

      • Ciao, grazie per il commento 🙂
        Puoi meglio spiegarmi le tue impressioni sulle descrizioni? Mi aiuta molto a indagare il mio stile e migliorarlo 🙂
        Grazie!

      • Per esempio questo pezzo l’ho trovato molto “pesante”.
        In periferia, locomotive scassate trainavano vagoni desueti, imputriditi dal tempo; le carcasse metalliche facevano da sfondo a murales intricati e mistici, nei quali le bande e i giovani ribelli sfogavano le visioni dettate dagli acidi.

        In periferia, locomotive scassate trainavano vagoni desueti, imputriditi dal tempo; le carcasse facevano da sfondo a murales enigmatici, nei quali le bande e i giovani ribelli sfogavano le visioni lisergiche.

        già così sarebbe stato più scorrevole. Ovviamente questo era un esempio non intendevo fare il “maestrino”.

      • No, figurati, è utile ascoltare opinioni, sempre e comunque. In caso di revisione futura avrò qualche idea in più 😛
        Alla prossima.

    • Ciao Giovanni. Devo dire che mi è piaciuto molto questo primo episodio. L’unica cosa che mi ha rallentato la lettura è stata la parte descrittiva iniziale dei treni e del degrado.
      Il personaggio di Cecilia ha del potenziale e tanti segreti da svelare. Vediamo come continua! Bravo.

    • Lettura interessante, con qualche immagine davvero bella.

  • Qualcosa da fare in casa si trovava sempre – appendere il quadro da mesi in attesa sulla sedia – sostituire le pile al telecomando – stringere la manopola del rubinetto – riporre nella cripta dell’armadio i teli d […]

  • L’uomo, legato con delle spesse corde ad un grande masso, attende che il fato venga a fargli visita.Osserva il cielo, dipinto nei colori del crepuscolo: quel momento della giornata che non appartiene a nessuno. M […]

    • Quello che mi piace di queste cronache è il confronto e il contrasto tra due mondi, descritto con crudezza e tensione. Apprezzatissima anche la capacità di saper condensare tutto in storie lampo, brevissime (come nello spirito di Edizioni Open) che diventano una fotografia di un’intera storia.

    • Normalmente, le storie di vampiri non sono il genere che prediligo. Vistane anche la brevità, però, ho letto tutti e tre i racconti della serie. E mi sono piaciuti pure tanto!… Avvincenti, colmi di inquietudine, crudeli al punto giusto, senza mai scadere nel compiacimento… Ben scritti, un misto tra un qualcosa di letterario e un qualcosa di fumettistico. Almeno così mi è parso… Complimenti…

      • Lo scopo di queste storie è descrivere sentimenti, stati d’animo; mettere nero su bianco le piccolezze umane.
        Sono felice che ti sia piaciuto.

    • Altro capitolo incentrato sui sentimenti, sul mostrare determinati sentimenti in un determinato modo: a tratti crudeli, spietati, disumani come le creature protagoniste. I richiami alla pochezza umana sono palpabili, scelta narrativa azzeccata. Bravo! 🙂