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  • Primo luglio duemiladiciotto
    A volte sento un vuoto profondo. Un vortice di nulla che mi risucchia verso non so dove.
    È come battere le palpebre e in una frazione di secondo ritrovarsi sul precipizio di un […]

  • Driiin! Il telefono suonò.
    «Pronto agenzia investigativa De Fruitis».
    «Buongiorno, sono il barone de Marchis, avrei bisogno dei vostri servizi, l’’aspetto oggi alle diciassette al castell […]

  • Bosco delle Mille Lune.
    Zaira rinvenne all’ombra di giganteschi fiori luminosi, circondata dai cocci frantumati del povero Treno dei Sogni. Ancora dolorante al capo, si rese conto di essere atterrata su una l […]

    • Ottimo racconto. Le descrizioni sono state scritte molti bene e sono piene di particolari che aiutano l’immaginazione. Molto bravo!

      • Ti ringrazio Antonio, e benvenuto nel mondo di Zaira, è davvero un piacere averti qui, spero che apprezzerai anche il resto della storia😁! Un saluto!

    • Sicuramente! 😉👍

    • Ciao Antonino, la trama si infittisce. Le gesta dei vari personaggi si intrecciano senza sosta lasciando il lettore senza fiato.

    • Ciao Antonino, nella parte finale ho intravisto un piccolo omaggio al mio “amico” Marco Reo: se così è ne sarebbe oltremodo felice.
      Tornando all’episodio in sé, lo definirei un tripudio di colori, un’esplosione di fantasia! Mi domando se questo meraviglioso caos che hai creato troverà una sorta di legame con il mondo reale, o se il sogno ci trascinerà sempre più in profondità, facendoci perdere tra le vette dell’abisso.😊

      • Ciao Dario, sospettavo che avresti apprezzato la parte finale😊, ammetto che quando l’ho pensata mi sono ricordato del racconto del tuo “amico”, “Eppur si amarono”, anche se pensieri del genere fanno parte del mio bagaglio da quando andavo al liceo. Sul racconto hai ragione, è proprio un vortice di esplosioni fantasiose che a mio parere culminano in Habel, che quando l’ho creato stavo ascoltando “Nemo” dei Nightwish😁! Dove ci trascinerà Zaira!? Chissà, per ora rispondo con un “no comment”😂😂!

  • Anno 1899 – Fine del kali yuga. Fine del velo sottile, ma impenetrabile che separava il Cielo dalla Terra. Negli ultimi vent’anni un’energia sottile e inafferrabile era strisciata sulla Terra insieme ai demon […]

  • Il barone a quel punto si alzò e, vedendo il suo servitore spiaccicato come una gomma da masticare sotto la suola di una scarpa, lo sollevò per una zampa e, poggiando le labbra su quelle del ragno, iniziò a go […]

  • Era l’ennesima notte da lupo mannaro e sul piccolo villaggio, sul quale si ergeva il maestoso castello del barone Van Von Cruiff, grandi nuvoloni neri oscurarono la luna. L’ululato di famelici lupi face rab […]

  • Passò qualche giorno e col tempo la rabbia degli invitati si placò, così il barone e il ragno col favore delle tenebre poterono uscire dal loro nascondiglio stando sempre attenti a non incontrare la sposa che er […]

  • Era quasi riuscito ad entrare, quando uno dei due con tutta la gentilezza che contraddistingue gli uomini lupo afferrò per il mantello il barone che, credendo di essersi impigliato in qualcosa, cominciò a t […]

  • Era una di quelle notti invernali come ce ne sono tante in Transilvania, con un freddo gelido da ghiacciare le carni e una nebbia così fitta da non riuscire a vedere a un palmo dal naso. Quale migliore serata per […]

    • Certamente la parte col picchio è la migliore, esilarante, mi ha ricordato la comicità espressa in alcuni vecchi cartoni animati, mi hai fatto tornare all’infanzia! Ho visto che hai pubblicato in serie gli altri episodi, li leggerò con calma e piacere, ridere è molto importante, e il tuo Barone riesce davvero a farmi ridere e intrattenere😁! Alla prossima!

    • Ti ringrazio! È sempre un piacere per me riuscire nell’impresa di provocare certe reazioni.

  • Era passato un mese da quel maledetto incidente che mi portò via mio figlio e io, dopo aver trascorso tanto tempo in ospedale per curarmi, tanto era stato lo shock, finalmente ero uscito.
    Mi diressi dritto a […]

    • Un racconto disincantato, molto triste, dove hai ben raccontato lo sfogo di un uomo dopo una perdita del genere, anche se forse mi aspettavo un finale più tragico, ma quello è solo un mio parere, senza nulla togliere alla struggevole situazione che hai voluto ritrarre, e ho apprezzato la concitazione che mi hai saputo trasmettere. Buon lab, alla prossima!

    • Ciao Antonio,
      ad esempio io non sono in grado di soffermarmi a descrivere in maniera dettagliata le immagini di una scena. Non tutti sono in grado, tu invece hai una certa capacità fotografica. Mi sono mancate le suggestioni emotive, che unite alla capacità di cui ti lodavo prima, darebbero al racconto la stretta di abbraccio molto coinvolgente. Invece, forse e a mio opinabile parere, quell’abbraccio è troppo labile perché manca di pathos. Ad ogni modo, descrivere accadimenti reali come hai fatto tu, tenendo viva comunque l’attenzione del lettore, è una caratteristica preziosa.

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