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  • Una cosa che da sempre avrei voluto dirti: t’amo.

    Non per gioco, non per scherzo. T’amo veramente, e proprio assai.

    Mi piaci, tanto tanto tanto. Quando ti vedo, quando siamo insieme, mi piace un sacco. Mi […]

  • Mi guardai intorno e non era cambiato niente. Anche la puzza di vomito era sempre la stessa. Tutto uguale, tutto lurido e dannatamente uguale; neanche la vetrata che conduceva sul retro era cambiata e quella era […]

  • Era estate. In una stradina sterrata viaggiava a velocità sostenuta un grosso camion, alzando un gran polverone. Arrivato davanti a una piccola casetta in legno, si fermò e da lì scesero due belle ragazze. Una er […]

  • Era una sera d’inverno e, mentre fuori impazzava una violenta tempesta, in una casa due innamorati, seduti sul divano, erano riscaldati solo dal loro amore e da una coperta di pile.«Amore, ho fame!» disse lei, avv […]

  • Ibiza. Un bagno. Un lavandino vecchio. Un ragazzo e una ragazza nudi.

    Così inizia la mia storia. O almeno questo è quello che ho sempre voluto credere.

    Ma forse dovrei fare prima qualche passo indietro. N […]

  • Sapeva sempre cosa cercare, quando passeggiava allegramente fra i mercatini, alla ricerca di rarità e oggetti con un passato glorioso. E anche quella domenica soleggiata, con un tepore primaverile che metteva il b […]

  • Sono rinato a vita nuova, da oggi un nuovo me è sulla terra! Bello! Oddio, ma devo riiniziare tutto?? Dunque, va bene spieghiamo dall’inizio.Si è vero, ho detto che è impossibile perdersi nella metro e nelle staz […]

    • Ciao Giorgio, il desiderio di partire è sempre più forte. Ti sono grata di aver condiviso questa esperienza (se non ho compreso male è la tua), è bello conoscere un po’ di quel mondo che tanto mi chiama.

  • Per raccontar la mia nuova avventura,farò, ma senza mai pretesa alcuna,usando Dante e rime e simil struttura.Una notte dolorante senza fin, senza lacune,a mendicar per casa van sollievo dal mio male,decisi che […]

    • Ciao Giorgio, di certo lo stile ricorda autori come Dante o Petrarca, o comunque gli albori della letteratura italiana, ma i contenuti sono goliardici e ironici, riportandomi alla mente Boccaccio! Uno stile coraggioso e ricercato, meriti i miei complimenti per il tentativo e per le risate che mi sono fatto, anche se purtroppo so bene quanto siano reali le difficoltà che incorre un paziente nei pronto soccorso!

    • Ciao Giorgio, la tua impietosa “Comedìa” mi ha fatto sorridere. L’ironia con cui hai ammantato le effettive disgrazie di un paziente alle prese con i gironi infernali del Pronto Soccorso ha sdrammatizzato il tono pur non togliendo alcun significato. A volte, il mezzo migliore per arrivare alla gente è questo: una sana ironia in grado di far riflettere.

    • Grazie Antonio! scrivere in terzine è stata una esperienza impegnativa ma allo stesso modo molto esilarante.

    • Grazie Antonio, scrivere in terzine è stata una esperienza molto impegnativa, una sfida, ma allo stesso modo esilarante.

  • C’è qualcosa di insito in noi umani, una complessa miscela di ordini insindacabili che arrivano direttamente dall’animo, e tutto ci ordina di ascendere. Armati dei più pionieristici strumenti per l’arr […]

    • Ciao Giovanni. Il racconto è scritto molto bene. La trama è fantasiosa e dal risvolto tenero. Vorrei dirti che, più di tutto, mi ha fatto riflettere il tuo incipit. Hai proprio ragione! L’uomo teme la morte, eppure ne è inconsciamente affascinato. E per questo motivo, sovente la sfida facendo delle cavolate assurde. Leggi cazzate 😂Alla prossima 🙂

      • Ciao!
        Non posso negare di essermi ispirato alla mia adolescenza, e immagino quella di tanti altri, in cui diventa “necessario” tentare la follia più in voga del momento pur di vivere. Il resto della storia è un puro sfogo “cyberpunk”, non lo nascondo, ma mi sono costretto a fare qualche riflessione.
        Grazie per avermi letto! 🙂

    • Ciao Giovanni, a parte il fatto che l’intero racconto è scritto davvero con grande perizia e cura, e ne ho apprezzato ogni singola riga, Asha è un personaggio davvero figo, mi piacerebbe vederla in azione in altri tuoi racconti, e anche la realtà futuristica è interessante! Ma il finale mi è piaciuto davvero tanto, un finale dove ho intravisto il lato malinconico di Asha! Davvero bello😁!

      • Ciao,
        dubito che Asha tornerà sugli schermi, nonostante io stesso mi sia affezionato a lei. La prossima serie che avvierò sarà su setting fantasy, ma anche lì ci sarà una forte figura femminile (come accade spesso nei miei racconti, sembrerebbe). Per il resto, grazie per avermi letto! 🙂

    • Ciao Giovanni, mi associo ai complimenti. Gli esseri umani cercano di contrastare il timore della morte, ma soprattutto della vita, sublimandolo in altri “bisogni”: sesso, “cazzate”, potere, cibo, gatti (bestie infide che ti rubano cuore e ragione, non ti fanno pensare e zampettano a sproposito sopra la tastiera). Mi sono piaciute moltissimo le atmosfere del tuo racconto. Mi hanno ricordato quelle di Blade Runner, uno dei miei film preferiti.

      • Ciao,
        in effetti c’è qualcosa del classico cyberpunk. L’incipit ha guidato il resto della storia, con la scelta di creare una protagonista dura e disinibita, in un certo senso. Giuro che la prossima volta rispetterò un po’ di più la traccia del video! 😛

      • Benissimo così, nel finale il video c’era tutto 🙂

  • Salve a tutti, mi chiamo Carlo e quella che sto per raccontarvi è la mia storia. Per fare ciò ho bisogno di andare un po’ indietro nel tempo, così che voi possiate vedere con i vostri occhi quello che mi è succe […]

    • Ciao Antonio, ho conosciuto una persona affetta da questa malattia invalidante. Come nel tuo racconto, il suo “dolore” più grande era quello di non ricevere attenzione da nessuno, medico o altro. Attribuivano il suo stato fisico ad una depressione (che accusava proprio perché nessuno le veniva incontro): solo dopo anni ha incontrato un medico che è riuscito a diagnosticare il suo disturbo. Un disagio che l’ha allontanata dai colleghi, amici e alcuni membri della famiglia. Ho ritrovato nel tuo racconto tutta la sua tristezza, uno specchio esatto della sua pena.

    • Ciao Micol, in questo racconto mi sono cimentato in una dei racconti più insidiosi per me, poiché descrivere la tristezza, il dolore, ecc… mi risulta difficile. Grazie per aver apprezzato il mio sforzo! ☺

    • Ciao Antonio, è sempre bello leggere i tuoi racconti, riesci a creare una grande empatia, a comunicarmi sempre nuove sensazioni. Tu hai preso in considerazione questa grave malattia, ma credimi, anche per le cose più banali certi medici o non ti prendono sul serio o ti spillano soldi senza una chiara risposta, magari dicendoti di operarti quando invece non c’è ne bisogno, come nel mio caso per una semplice microfrattura ad una caviglia. Purtroppo, anche coi medici, bisogna avere fortuna e trovare quello giusto😁!

      • Ciao Antonino,
        Ti ringrazio ancora una volta per le belle parole che hai nei miei confronti. Ti confesso che nei miei scritti cerco sempre di trovare un legame col lettore, perché credo che tra le tante cose cui uno “scrittore” deve prestare attenzione, l’empatia è quella più importante, se non una delle più importante.
        Per quanto riguarda i medici poi… meglio che sto zitto.

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