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  • Ma come ho detto, i ragazzi non erano curiosi. Volevano solo tornarsene a casa. Si aprì l’altra portiera e ne scese una donna. Barcollava. Provò sei o sette volte ad alzarsi, ma ogni volta ricadeva indietro a sed […]

    • Ciao Riccardo, nonostante fosse prevedibile la presenza di una donna all’interno di quell’auto, tutte le certezze vengono soffocate da una profonda inquietudine che riesce a trasmettermi questo strano villaggio, soprattutto mi pensare questa “stanchezza” che continua ad aleggiare imperterrita. Il tuo stile è sempre “teatrale”, comunichi con il lettore come se questi fosse uno spettatore di un opera teatrale, è apprezzabile questa commistione. Sono curioso, chissà dove andrai a parare! Un saluto, alla prossima!

      • Grazie mille Antonino, preziosissime osservazioni..
        Mi piace pensare al lettore come spettatore, che spia la vita degli altri da fuori, senza mai arrivare fino in fondo a capire cosa li muova, ma dovendo farsi una sua idea, sempre incerta, a partire da quello che fanno e che dicono.
        Spero che l’interesse rimanga vivo anche per i prossimi episodi.
        🙂

  • Milleduecento passi.
    Sentiva ancora le risate dei bambini.
    Milleduecentouno passi.
    Milleduecentodue passi.
    Un uomo osserva i bambini.
    Milleduecentotré passi.
    La sua nemica bussa alla porta.
    Curiosità.
    Si a […]

    • Bello anche questo episodio. Mi piace tanto l’idea di utilizzare ciascuno di essi per raccontare una storia a se stante intervallata da quei passi che riportano il lettore al presente nel parco, alla passeggiata sovrappensiero.
      Complimenti.
      Alla prossima lettura…

  • Pochi granelli di clessidra, pochi ancora e si sarebbero scontrati contro la muraglia vivente. Un miscuglio inebriante di paura ed eccitazione fluiva nelle vene di Ghidon, pompando il cuore cosi forte da occupare […]

    • Ciao Daniele. Spero tu sappia che andrai incontro a conseguenze inimmaginabili se Ghidon muore 😡 Detto questo inizio il “pappone” alla “Misery non deve morire”/fan psicopatica. Mi piace da matti (non s’era capito) la caratterizzazione di questo personaggio, leggendo mi sono posta diverse questioni. È una ragazzo? E subito, No, come avrebbe fatto a celare l’identità in mezzo ai commilitoni? Mica è un film della Disney! 😂
      Insomma, via andando nel ragionare. Quindi, ti dirò quello che ordino a mia figlia quando gioca a ff e un personaggio ha bisogno di areiz: “rivivilo”!

  • Due ore prima.
    La seconda classe del treno Firenze-Milano era sovraffollata: per qualche disguido tecnico erano stati venduti più biglietti di quanti posti fossero realmente disponibili. Ovviamente ne erano nati […]

  •     Nessun volo, nessun atterraggio maldestro, niente di niente.    Jordan, Ombra e Terrore si ritrovarono in una stanza buia, il mobilio era scarno, quasi assente. Una parete si affacciava sul mare attra […]

  •     Terrore sfrecciava ad ampie falcate sulle dune, il vento si infrangeva sui baffi di Jordan provocandogli un piacevole pizzico, a tratti era un solletico.    Alla vista del mare, Jordan iniziò a ridurre l’anda […]

  •     La freschezza della grotta fu sostituita dal caldo torrido.    Jordan fece fatica a riacquistare la vista, la luce del salto spaziale lo aveva accecato costringendolo a chiudere gli occhi. Le ombre diven […]

  • Era arrabbiato. Ma come si permetteva? Come si permettevano? La Francia e altri paesi erano intervenuti in quell’affare interno. La Turchia aveva invaso la Grecia, sì, e allora? Se gli israeliani avevano in […]

    • Ciao Kenji. Come ti ho già detto non ho alcuna competenza di aeronautica militare (nemmeno civile), ma quello che sono arrivata ad apprezzare dei tuoi racconti è la parte umana. Di qualsiasi fazione siano, i tuoi piloti sono esseri umani (non supereroi) che hanno in comune il desiderio di sopravvivere e qualche vezzo che non stona (tipo l’almanacco) 😃

      • Ciao Micol, e grazie per avermi letto! Sì, in effetti i miei protagonisti non sono gelide macchine, ma uomini che hanno anche i loro difetti e lati umani. Riguardo l’almanacco ci tenevo a scrivere un racconto in cui si menzionasse questo oggetto e la scelta è caduta sullo Storm Basilisk di Futurguerra aerea.
        Ah, è un po’ che non leggo EO perché ho un sacco da revisionare. Questo weekend cercherò di recuperare.

    • Ciao Kenji, a me appassionano tanto i dettagli di carattere storico, e riesci ben a combinare le informazioni geopolitiche del momento che descrivi con le reali rivalità esistite storicamente. Il senso di umanità espresso da Murad sta proprio nella vicenda dell’almanacco: è una cosa normale, in situazioni di pericolo soprattutto, confidare in qualcosa di superiore, anche se si tratti solo delle stelle, per poter avere il destino dalla nostra parte, ma purtroppo l’errore umano è sempre lì, mentre la fortuna, purtroppo, non ci assiste sempre. Egregio lavoro nel descrivere le evoluzioni e le crude emozioni dei tuoi personaggi. Un saluto, alla prossima!

      • Ciao Antonino e, come sempre, grazie per avermi letto! Sì, diciamo che voglio raccontare di guerre dal punto di vista umano e sì, mi piace molto la geopolitica.
        Alla prossima eccome 🙂

  • Il buio della notte di Ognissanti asfissiava le strade di St. Peter con una pioggia arrabbiata e fredda; i tuoni facevano un baccano tale da sembrare tanti cavalli impazziti e scalpitanti, idrofobi.
    Il Diavolo, […]

    • Semplice ed efficace. Brava! 😉

    • “Povero l’uomo certo… povero l’animo fiducioso, che di speranza cieco, non vede le braci del mondo che dall’Inferno creano un terreno unico di lotte e malefici.” Semplicemente stupendo! Riesci sempre a rapirmi con i tuoi scritti. ❤

      • Little star… mi mancavi 🖤. Sempre onorata della tua attenzione. Alzo il bicchiere e ti attendo tra carte e whisky…

    • Che belle che sono le tinte oscure con cui dipingi i tuoi racconti, ogni volta è una piacevole scoperta

    • Ciao Francesca. Parto dalla fine, dalla foto: oltre a essere uno scatto da incorniciare, è davvero evocativa. Già attraverso il tuo stile – che grazie a questo genere assume secondo me maggiore bellezza – il lettore viene totalmente immerso nei tuoi mondi, travolto dai significati espressi e da quelli nascosti. Ma quella foto lì, messa alla fine, è proprio una chicca dal valore squisitamente goticoso! La bellezza dell’oscurità! 🙂 Complimenti!

    • Ciao Francesca,
      mi sta affascinando la figura del Diavolo elegante che si mescola alla gente comune. Composto, ammiccante, leggero e crudele allo stesso tempo… Adesso vediamo quale sarà il destino del medico senz’anima…. Brava! 😊

    • Francesca, i tuoi racconti sono sempre avvolti da un fascino incredibile, le foto abbinate in questo episodio sono suggestive, dark al punto giusto, ma le immagini che tu riesci a imprimere nella mia mente attraverso le tue parole, con quella patina oscura, inquieta, ironica, ammiccante e sfacciata, sono senza alcun dubbio più forti! Il ritratto che fai di Lucifero è quello di un Principe inquieto, che “rimbalza” tra un anima all’altra in cerca di svago… e anime da dannare, ma… c’è ne una che si fa beffe di lui… inaudito, gli dà persino da pensare! Il concetto di anima è centrale in questo episodio, impossibile cogliere l’essenza della vita se il pneuma, o soffio spirituale, manca nel corpo… e un anima senza il corpo perde in sé il concetto stesso di vita… un bel dilemma filosofico, ma in fondo Lucifero ci ha guadagnato, e chissà se Jack farà parte del suo tenebroso mazzo di carte infernale… un abbraccio, a presto!

    • Francesca, il tuo Lucifero mi piace moltissimo e il tuo stile è particolare, accompagna il lettore in un’altra epoca.
      Sarà un piacere continuare a leggerti 🎃

  • 1. Mi chiamo Alfred. Ho quattordici anni. Qualche settimana fa ho trovato Excalibur in soffitta. Okay.Sì, proprio Excalibur, la spada delle leggende su re Artù, solo che non si tratta di un’arma magica ma è qu […]

    • Ciao Andrea, questa mattina non ho resistito e ho divorato la tua serie tutta in una volta. Mi serviva ridere e sapevo che i tuoi “bislacchi” cavalieri della Tavola Rotonda potevano venirmi in aiuto. Che dire, rinnovo i miei complimenti per il tuo stile di scrittura: pulito, semplice, evocativo e ironico. Questi episodi sono scivolati via come acqua fresca. Hai creato un piccolo universo fatto di personaggi con un loro ruolo ben determinato, caratterizzandoli al punto da renderli familiari al lettore. Attendo con ansia la conclusione, sperando in una seconda serie 😀

    • Cara Micol
      Sei sempre molto gentile. L’aspetto anche io, dato che quando scrivo sono il primo lettore… A presto!

    • Ciao Andrea, il tuo incedere ironico riesce sempre a smorzare la tensione persino di un racconto che evoca catastrofi in salsa spazio – temporali, e il tuo narrare riesce sempre a coinvogermi, nonostante una semplicità mai banale, ma in grado di rendere partecipe la mia fervida immaginazione. Un passato futuristico che minaccia il presente? O lo spazio tempo ha modificato le categorie della normalità e ci troviamo di fronte a nuove dimensioni? Di certo le mie riflessioni da nerd si perdono nei confronti della tua divertente e originale parodia! Alla prossima, in attesa del seguito, ovviamente!

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