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SERIE e LibriCK Scelti per Voi

SERIE e LibriCK Edizioni Open Come Funziona

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  • La calma di una sera gelida stava per prendere il posto di un limpido pomeriggio. A chiazze una leggera nebbia calava sulle strade e velava le case, i lampioni appena accessi, le cuffie sulle teste delle persone. […]

  • Nelle settimane a venire la ragazza non smise neppure un giorno di prendersi cura del giovane uomo, e di quel bacio scansato non parlarono mai: si erano trincerati dietro la comoda illusione che non fosse accaduto […]

  • “Egli è giunto
    Dall’abisso ove dimora
    Tra i venti spira
    E reclama i nascituri
    Atenenyarhu
    Si palesa all’uomo
    Che sia maledetto!
    Venti volte cento lune dal giorno
    Il solenne momento della fine
    Un raccolto di anime […]

    • Ciao Michele, sono contento di rileggerti dopo tanto tempo. Questa introduzione lascia presagire una Serie che ruota attorno al dolore e, per una inspiegabile e masochistica ragione, questo genere di storie entrano in sintonia con il lettore, o almeno con me. Nei giorni scorsi hai mostrato all’interno del Gruppo una mappa, deduco quindi che c’è una struttura che va oltre la narrativa intimista (pure assai interessante) e non vedo l’ora di addentrarmi negli episodi successivi. A presto.

    • Ciao Michele. I veri “mostri”, quelli che la vita ci pone di fronte, sono ben più terribili di qualsiasi incubo. Sei riuscito a farmi scivolare nella pelle del tuo protagonista, forse gioca il motivo contingente, ma ho “respirato” il suo senso di impotenza. Troppo stanco per qualsiasi reazione, fosse pure la rabbia. Sono affascinata al tuo aprire le porte al mistero, al “Vincolo”. Spero di leggerti presto (magari giovedì?).

      • Come darti torto, spesso è l’elemento autobiografico (vedi praticamente tutto il materiale di King) che risulta alla base di ogni suggestione orrorifica.
        Grazie!

    • Tanta roba, Michele, tanta davvero. Bravo! Più leggevo e più sprofondavo, insieme al protagonista, in questo baratro d’angoscia che hai architettato con dovizioso – terrificante – trasporto. Non so ancora qual è il significato cardine del titolo che hai dato alla serie, ma di sicuro con questo primo episodio sei stato in grado di “vincolarmi” alla storia. Ed è questo che si deve fare in primis. Attendo il prossimo episodio. 🙂

  • C’era un gran sole, quella mattina. Proprio forte. Com’era possibile? Era dicembre e il sole, oltre a essere basso – più che normale – era fortissimo. Faceva caldo e Dario si chiese tutto ciò, prima di entrare i […]

  • Anche i più spietati serial killer dei giorni nostri non possono che “inchinarsi” nel sentire la storia di quella donna vissuta in Ungheria tra il 1560 e il 1614. Meglio conosciuta come Elisabetta Bathory, su di e […]

    • A mio parere il racconto è un poco confusionario, soprattutto quando stacchi da un personaggio per introdurne uno nuovo: aiuterebbe il lettore evidenziare gli stacchi con uno spazio in più o un segno tra un paragrafo e l’altro.
      Però il punto debole di questo racconto è la credibilità che richiedi a chi legge: i personaggi devono essere i più reali possibile, soprattutto nei loro punti deboli. Questo avvicina il lettore alla storia, in certi casi addirittura lo aiuta ad identificarsi con un personaggio… insomma crea un legame.
      Se rivedi il testo in termini, la stori ne guadagnerà in fluidità e credibilità.
      Alla prossima lettura.

      • Ciao Raffaele, normalmente adopero il tasto TAB per passare da un personaggio all’altro e salto un rigo nei cambi di periodi, ma qui non si può, comunque ho notato che altri usano degli *** quindi lo farò perché hai ragione. Per quanto riguarda le descrizioni dei personaggi non sono riuscito a fare di meglio in 1500 caratteri, altrimenti avrei dovuto tagliare altro a parer mio più importante. Spero che ti soddisferò con altre storie.

    • Ciao Ivan. Il limite dei caratteri gioca effettivamente a sfavore dei racconti pubblicati su Edizioni Open, ma è uno stimolo interessante. Io l’ho affrontato come un esercizio, mi ha insegnato a “guardare” al necessario per la storia tagliando tutto il resto. Mi ci è voluto un bel po’ prima di ingranare, ma alla fine sono contenta di esserci riuscita almeno in parte. Amo le serie proprio perché mi sento stretta nei caratteri di un solo LibriCk. Quanto al consiglio che ti ha dato Raffaele sono d’accordo, i lettori amano immedesimarsi con un personaggio che hanno imparato a conoscere bene, pregi e difetti, ed è entrato nel loro immaginario.

    • Ciao Ivan, io posso dirti che mi sarebbe piaciuto saperne di più circa le vicende di Elisabetta Bathory, ho apprezzato la primissima parte. Per il resto concordo con Raffaele e Micol, la caratterizzazione dei personaggi e delle ambientazioni secondo me è importante perché permettono al lettore di visualizzare nella propria mente e immedesimarsi nella situazione. Le 1500 parole ti spingono ad essere concreto, sintetico, quindi dovrai sacrificare le parti superflue per concentrarti solo sui fattori più importanti e dare alle tue storie conclusioni meglio costruite. Inoltre, se 1500 parole ti stanno strette, puoi scrivere delle serie, anche di due o tre episodi, che ti consentiranno di dire qualcosa in più, ma credo che con la pratica padroneggerai il tutto😁! Un saluto, alla prossima!

  • Al ritorno di John la sparizione di Charlie scatenò una vera e propria battuta di caccia. Appena saputo della fuga del serpente Marianne si piazzò sopra il tavolo della cucina: non scese da lì se non quando il ma […]

    • Ciao Micol, ormai tra Nicolas e Moo si è creata un’empatia eccezionale, per il bimbo ormai è il suo migliore amico, non so se è lo stesso per la creatura, ma credo di si. È questa grande amicizia che rende magica questa storia, perché l’un l’altro hanno colmato la loro solitudine. È chiaro che sta per accadere qualcosa, il finale offre un bel gancio per il prossimo episodio a mio parere. Ho solidarizzato con Marianne: meglio le tartarughe! Un caro saluto, alla prossima!

  • Una stanza enorme, soffitti altissimi sopra di lui, talmente alti che quasi sembrava di veder le stelle a tratti balenare. Arazzi di seta alle pareti, su quello lì davanti un drago, uguale a quello che era appena […]

    • Ciao Lorenza, le cose per il povero Arthur si complicano. Confido che zio Merlino prima o poi gli tenda una mano 😀
      Al di là del tono leggero, la tua serie propone una riflessione sulla crescita e il distacco. I genitori tendono a conservare l’immagine di quando figli erano bambini, una volta diventati adulti si sentono impotenti: a volte inutili. C’è da costruire un nuovo rapporto, le radici piantate a terra devono dare sostegno a un albero meraviglioso che ha diritto a ergersi alla vita in totale autonomia.

  • Camminando a testa china pensa a come potrà giustificare le sue scarpe bianche sporche. La vista di Ben, il suo maggiordomo, che la va incontro, la mette in agitazione. Quando gli è vicina, abbozza un s […]

    • Ciao Linda, hai dedicato questo episodio alla figura di Kathrin, eppure lasci intravedere che c’è ancora molto da dire su questo personaggio, su cosa l’affligge e persino sulla sua famiglia. E poi hai accennato al fratello, Christian, anche lui afflitto da qualcosa, e mi incuriosisce la forte empatia provata da Kat, tanto forse da fare ammalare persino lei, o comunque da dare in lei tale convinzione. Ci sono dei segreti? Chissà… sono piacevolmente curioso di saperne di più, di continuare ad immergermi nelle tue descrizioni e soprattutto di capire come si evolveranno i possibili intrecci con gli altri protagonisti! Un saluto, alla prossima😁😁😁!

  • Mya Bloom scrutava l’orizzonte dalla torre dalla propria camera, incerta se infrangere le regole per l’ennesima volta o provare a comportarsi da brava Lady. Suo padre le aveva spiegato che le ore prima del “Gi […]

    • Ciao Simona, finalmente in veste fantasy! Come puoi immaginare sono felicissima. P è partita con il botto. Amo particolarmente le ambientazioni e caratterizzazioni di Marion Zimmer Bradley nel ciclo Darkover e mi ha sempre affascinato il legame “catenas” stipulato da due persone che offrono la loro vita una all’altra. Anche se la mia è solo una sensazione, penso che quello fra Lakas e Ike mi coinvolgerà altrettanto 😀

      • E’ partito l’invio prima che potessi correggere la prima frase: “Per me la tua serie è partita con il botto” 🙂

      • Buongiorno Micol, é sempre un piacere vedere un tuo pensiero circa uno dei miei lavori. Ebbene sì, ci stavo lavorando da qualche mese a questa storia e ormai é quasi pronta. Spero proprio ti piaccia!
        A presto,
        S.

  • Santa Claus, il mio vero nome è Santa Claus!!! Non vedete che ho anche l’aureola?! Si ok forse è un tantino invisibile in effetti ma voi dovreste sforzarvi e guardarla come quando cercate il disegno strano de […]