A distanza

Serie: L'educazione di Roisin


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Roisin mi racconta il suo tradimento, la sua fedelta'.

Passarono alcune settimane; con Roisin non parlammo più di Sabine, poi un venerdì sera andai da lei. Era sola a casa per qualche giorno.

Verso le undici, distese a letto, non ancora sazie, mi chiese di Roisin, se avrebbe potuto rivederla, quali fossero i miei piani.

«Da quando non vi sentite?»

«Da qualche giorno; ogni tanto ci scambiamo dei messaggi.»

Mi fece leggere le loro chat; parlando di me una volta Roisin mi definì la ‘Padrona del suo cuore’, usando la P maiuscola. Sabine rilanciò, usando più volte ‘Padrona’ per indicare me nel rapporto con Roisin, e quel termine non dispiacque alla mia amata.

Lo trovai intrigante, era un’espressione che Roisin non aveva mai usato in mia presenza. Sabine sorrise, complice.

«Me la lascerai vedere di nuovo?»

«Contattala, mettila nuovamente alla prova.»

«Fino a dove posso spingermi? Sai quanto la voglio.»

«Non hai limiti.»

«Ti amo, Nyam.»

La baciai con rabbia. Bacio di denti, lingue avide, mani a stringere i glutei.

«Mandale un messaggio adesso, voglio leggere.»

«Devo dirle che siamo insieme?»

«No, deve pensare che l’iniziativa parta da te.»

Prese il telefono, iniziò a digitare.

****

S – Ciao Roisin. Disturbo? È molto tardi.

R – Che sorpresa, bello sentirti. Dove sei, che fai?

S – Sono sola, penso a te, non riesco ad addormentarmi.

R – Mi fai arrossire.

S – Come quella sera?

R – Oh mamma… che intenzioni hai?

S – Provocarti. Sei sola? Posso venire da te?

R – Ma sei pazza…sì, sono sola, ma no, non puoi!

S – Non dirmi che non ti piacerebbe.

R – Certo che mi piacerebbe, lo sai.

****

La chat prometteva bene, spinsi l’acceleratore.

«Telefonale. Solo audio, non deve vedermi.»

La chiamò subito. Ero seduta contro la spalliera, la feci sedere fra le mie gambe, le mie mani andarono subito ai suoi capezzoli.

«Eccomi, volevo sentire la tua voce.»

«Ciao Sabine.»

«Dove sei?»

«A letto, a casa.»

«La tua Padrona è con te?» Amai quella domanda, e la risposta di Roisin mi piacque ancora di più.

«Mi piace che tu la chiami così; no, non è con me.»

«Le parlerai di questa telefonata?»

«Questa non è una semplice telefonata di saluti, giusto?»

«No, affatto; ti dispiace?»

«No, ma dammi un minuto, cerco gli auricolari.»

Il mio telefono vibrò, era Roisin.

****

R – Amore, Sabine mi ha telefonato e mi sta facendo delle avances. Mi ha chiesto se può venire a trovarmi, le ho detto di no. Come devo comportarmi?

****

Non le risposi, volevo vedere cosa avrebbe fatto. Feci leggere a Sabine, le feci segno di continuare.

«Ma dove eri finita?»

«Eccomi, non trovavo gli auricolari.»

«Allora, mi fai spazio nel letto con te?»

Roisin fu bravissima, spostò la conversazione su argomenti neutri, nonostante i tentativi di Sabine di flirtare. Chiaramente stava aspettando una mia risposta.

«Sabine, mi concedi cinque minuti? Ti richiamo io.»

«Certo, a dopo.»

Il mio telefono suonò. Era Roisin.

«Roisin, ciao amore. Tutto bene?»

«Nyam, scusami l’orario, spero di non disturbarti.»

«Tranquilla; dimmi.»

«Ho promesso di non mentirti e quindi…ecco, non so se hai visto il mio messaggio.»

«Sì, l’ho visto.»

«Amore, cosa devo fare?»

«Ancora non hai imparato a chiedere?»

Restò un po’ in silenzio, poi…

«Amore, posso flirtare con Sabine?»

«Perché me lo chiedi?»

«Non mi aspettavo che mi cercasse stasera, e questo inizio di flirt mi ha riacceso il desiderio di lei, e mi piacerebbe stuzzicarci un po’, spero che a te faccia piacere. Ma rispetterò comunque le tue decisioni.»

«Sì, voglio che tu flirti con lei.»

«Grazie, amore mio; per favore, dimmi che limiti ho.»

«Flirt a distanza, via chat. Di tanto in tanto mi dirai come procede, ti darò altre istruzioni.»

«Mi stai facendo provare emozioni che rasentano la follia, e non so come ringraziarti. Desidero flirtare con un’altra donna e te lo confesso senza vergogna, e dirtelo mi eccita la fantasia. Flirtando con lei ti tradirò, ed il fatto che tu mi autorizzi a farlo -che tu lo voglia- mi lega ancora di più a te, sono tua. Fino in fondo. È così che mi vuoi, è questa la fedeltà che vuoi da me?»

La amavo, stava interpretando alla perfezione i miei desideri, mi stava dando una soddisfazione dopo l’altra. Era fedele e sgualdrina, come la volevo io; glielo dissi.

Quella conversazione fece esplodere il desiderio mio e di Sabine. Il suo telefono vibrò mentre ci stavamo baciando con passione.

****

R – Eccomi, Sabine. Solo chat, niente voce, niente video.

S – Hai chiesto il permesso della tua Padrona?

R – Sì, e mi ha dato le regole che ti ho detto.

S – La stai per tradire con me?

R – Lo sto già facendo, lo sa, lo sappiamo tutte quante. È questo che volevi quando mi hai cercata?

S – Lo speravo. Come devo immaginarti?

R – Luce spenta, silenzio in casa. Lenzuola turchesi. Pigiama di seta a fiorellini, me l’ha regalato Nyam. Slip di cotone bianco.

S – C’è posto per due nel tuo letto?

R – Sì.

S – Un giorno mi ci farai venire?

R – Chissà, forse; ma non oggi. E tu, sola in casa?

S – Sì, marito in missione, figli al campo scout, io a letto, svestita. Luci soffuse, lenzuola blu notte, stropicciate dal mio muovermi cercando il sonno, desiderando te. La tua carnagione chiara risalterebbe benissimo su queste lenzuola.

R – Ti immagino, e mi piace quel che vedo nella mia fantasia. Sei seduta?

S – Sono seduta, una mano a carezzarmi. Sfilati il pigiama.

****

Era vero, con una mano si toccava, ma era una mia mano a guidarla, a darle il ritmo, a farla carezzare come lo volevo io. Le mie labbra a baciarle il collo, il viso. Avrei voluto lasciarle segni profondi, ma il suo essere amante clandestina ci imponeva prudenza.

Il mio telefono squillò.

«Amore, è nuda a letto, si sta carezzando mentre chattiamo. Mi ha chiesto di togliermi il pigiama, posso chiederle di svestirmi, posso carezzarmi anch’io?»

«Fallo.»

****

R – Spogliami tu.

S – Eccomi, nuda di fronte a te. Ti porto davanti ad uno specchio, mi metto dietro a te. Ti strapperò la blusa, voglio far saltare i bottoni, voglio godermi la vista del tuo seno improvvisamente libero.

R – Fallo, lo voglio.

S – Te l’ho strappato, te l’ho lacerato, le mie mani corrono ai tuoi seni, a massaggiarli con forza.

R – Prendili. E mentre lo fai guarda la mia mano che scivola sotto l’elastico dei pantaloni, brucio di desiderio.

S – Mi chino, te li abbasso con forza, insieme agli slip. Ti volto, ti prendo, ti porto al letto, mi sdraio a fianco a te, ti bacio con forza.

R – Restituisco il tuo bacio, voglio da te quel che ancora non mi hai potuto dare.

S – Cosa?

R – La tua lingua ovunque su di me.

****

Persa nelle mie carezze e in quel gioco, Sabine iniziò a descriverle una lunga passeggiata a leccare ogni centimetro del suo corpo.

Il mio telefono squillò.

«Amore, ti sto tradendo, nel nostro gioco mi ha svestita con forza, mi è piaciuto. Mi è parso di sentire sul mio seno la forza delle sue mani che mi strappavano il pigiama a fiori che mi hai regalato tu. Ora mi sta descrivendo la sua lingua sul mio corpo, mi pare di sentirla ovunque su di me.»

«Quanto vorresti che fosse vero?»

«Da morirne.»

«Ti stai carezzando, vero?»

«Sì, come piace a te, solo dall’esterno.»

«E quanto ami questo gioco di chattare con lei mentre parli con me, questo intersecarsi di reale e virtuale?»

«Ne sto impazzendo.»

«Continua il gioco.»

****

S – Risalgo, mi stacco da te, i tuoi sapori mescolati in bocca. Mi sdraio sulla schiena, vieni su di me, voglio sentire il peso del tuo corpo.

R – Salgo, ti schiaccio contro il materasso, senti le mie forme che si appiattiscono su di te.

S – Baciami, prendimi come io ho fatto con te.

R – Immagino i tuoi sapori. Li conosco solo attraverso le labbra di Nyam, desidero assaggiarli alla fonte.

****

Roisin descrisse ogni istante di quel lento leccare e sfiorare, leggere le sue parole aumentò ancora il desiderio mio e di Sabine, entrambe le mani su di lei. Lei si voltò, con una mano sfiorò il mio sesso. Le desideravo entrambe, alla follia.

Telefonai a Roisin.

«Roisin, amore mio, con che intensità mi stai tradendo?»

«Completamente, amata mia, le sto descrivendo come la mia lingua danzerebbe su di lei se solo potessi. Non puoi immaginare quanto vorrei poterla bere.»

«Sei pronta ad andare oltre? Sarà un grosso choc, cerebrale e fisico.»

«Ho il cuore in gola. Sì, ti prego Nyam, fammi andare oltre.»

«Ora ordinerò un Uber che ti porterà da lei. Sarà alla tua porta fra 15 minuti, non hai tempo per doccia o trucco. Vestiti con una gonna ed un pulloverino di cotone ma non indossare biancheria intima. Non hai limiti, ti sei meritata la mia fiducia.»

«O mamma mia, non me lo aspettavo, amore come posso ringraziarti?»

«Con il tuo amore.»

«Ti amo alla follia.»

«Anch’io.»

Attaccai, dopo un attimo il telefono di Sabine suonò.

«Sabine, Nyam mi ha ordinato di venire da te. Niente doccia, niente trucco, niente biancheria, niente limiti. Mi vuoi? Posso essere lì fra 30-40 minuti.»

«Ti voglio, vieni.»

Attaccò il telefono, e ci baciammo con forza.

Serie: L'educazione di Roisin


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Discussioni

  1. Un triangolo così ingarbugliato non lo avevo considerato. In verità di triangoli me ne intendo zero. Trovare appagamento nell’incitare un tradimento mi trova un po’ sgomento, ma di dissentire non me la sento. Poi, ripensandoci bene, saranno fatti vostri anche perchè la geometria non è un reato. C’è chi fa le crociate contro il diverso, Ki rill ancia con queste storie che mettono in luce un altro universo. Bella la regia di un ménage a tre dove il sesso spinto è ad ogni piè sospinto.

    1. Mi inchino a cotanta maestria, e sentitamente ringrazio con l’anima mia.
      Di mille universi il mondo e’ fatto, ed immensamente amo un mondo siffatto.

  2. Leggendo gli ultimi episodi della tua serie mi sono interrogata sulla fiducia. Quella completa, il darsi ad un’altra persona al 100% senza zone d’ombra, luoghi segreti in cui riposare tranquilli. Credo sia un atto di enorme, estremo coraggio

    1. Mi piace che le cose che scrivo aprano degli interrogativi, e ti ringrazio per porteli e volerli condividere qui. Si, fiducia l’una dell’altra, coraggio estremo. Un abbraccio.