Abbagli

Cleopatra, Poppea, Paolina Bonaparte. Cos’hanno in comune queste tre figure femminili della storia? Pare facessero tutte il bagno nel latte d’asina, elisir dalle mille proprietà cosmetiche e curative. Ora, detto questo, cosa può fare invece Anita Tognoni, sedici anni di salute, originaria di Solesino, in provincia di Padova, figlia di un operatore ecologico, per quanto col posto fisso eh? Il bagno nel Tavernello. Alla faccia delle sue amiche più carine e più magre; in barba alla cellulite e alle tisane di sua nonna (che poi, sono dei lassativi); di ritorno da scuola si è chiusa in bagno con il cartone da tre litri di suo padre e ha disciolto il nettare rubino direttamente nella vasca. Col rubinetto a perdere, in barba all’avarizia! E dopo aver goduto del tepore dell’acqua ed essersi tappata il naso, per gli effluvi eccessivi, ha abbandonato il capo all’indietro, stile “pippatore di coca”, concedendosi un bicchiere e una riflessione.

A breve prenderà il cellulare, per un selfie. Ma non ancora. Non ancora.

Sarà abbastanza “figa” per i suoi amici? Con qualche petalo di rosa, debitamente raccolto dal como’ di sua nonna, crederanno che si trovi nel bel mezzo di un bagno rilassante ai tuberi, in una qualche beauty farm di lusso? La risposta è sì. Perché l’essere umano è stupido. Crede a tutto quello che gli si vuol dare a bere. È invidioso, pensa sempre che l’altro sia meglio di lui, o più fortunato. Perché l’apparenza è tutto, e allora diamo alla gente una bella vasca piena fino all’orlo di Tavernello e ci invidierà.

Anita Tognoni è proprio soddisfatta. Se non fosse che sente sua nonna, d’improvviso, bussare alla porta.

– Occupato! – le grida. Mentre un presentimento l’assale. Oddio, non è che nonna ha un’urgenza, di quelle delle sue impellenti? E allora addio selfie alla beauty farm.

Ma la povera donna continua a battere. Con tenacia. Non sente ragioni.

Anita deve desistere. Toglie il tappo dalla vasca e la fa entrare, dopo essersi avvolta in un asciugamano. Spera che lei non avverta la puzza di vino, perché si sente una scema. Ma d’altra parte, se proprio vogliamo parlare di cattivi odori, fra poco li’ dentro sarà una gara dura…

Anita Tognoni batte in ritirata. Sconfitta dai lassativi di sua nonna, ad un passo dalla gloria. E va in lavanderia, a fotografarsi accanto all’oblo’ della lavatrice. Hai visto mai che credano sia partita in aereo?

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Commenti

    1. Cristina Biolcati Post author

      La mia protagonista cerca di adeguarsi alla società, anche se poverina non ha i mezzi. È molto giovane e quindi lo fa ingenuamente. Credo però che questo sia un problema che sta emergendo sempre più preponderante: il voler apparire a tutti i costi. Come dicevi tu. Grazie di cuore per il tuo commento, Annalisa. Un saluto.

    1. Cristina Biolcati Post author

      Grazie per avere letto il mio racconto, Isabella. Purtroppo è così. Coi social ci atteggiamo un po’ tutti come fossimo figli di Onassis e fratelli di James Bond. Invece, la vita è più banale di così. La ragazza nella vasca io la vedo tanto giovane. Per cui ho avuto l’idea di cavalcare l’onda di questi falsi miti. Alla prossima 🙂