Achetus

Serie: Fuga da Dim-Hora

“E’ inutile non si smuove” sbuffò Lucanus battendo tutti e  quattro i pugni sulla barriera invisibile.
Avevano provato di tutto: il guerriero l’aveva tempestata con le sue possenti lame, Aedes lo aveva imitato assalendola con l’affilatissimo stiletto. Ma non ottennero niente di più di qualche leggero graffietto su quella superficie impenetrabile.
“Provate a spingere” suggerì la voce ovattata di Lampiryd dall’interno. “So per certo che questa barriera non é fissata al suolo.”
I due compagni seguirono il consiglio della maga e presero a spingere come forsennati, ma nemmeno così risolsero un granché. Nonostante si dannassero e sbuffassero, non guadagnarono un millimetro.
“Da soli non ce la farete mai.”
La voce che li interruppe era dolce e armoniosa, intonata e gentile, apparteneva a uno strano insetto nero che se ne stava appollaiato in un angolo buio, seduto sul bordo dell’altopiano con le zampe inferiori pericolosamente a strapiombo sull’abisso.
Aveva una faccia simpatica e bonaria e portava  un assurdo berretto a punta  ornato da una piuma, dallo strano cappello spuntavano due lunghe antenne. Nelle quattro zampe impugnava una cetra.
“Tu chi diavolo saresti?” sbottò Aedes.
Il
nuovo arrivato si alzò in piedi e spiccò un salto notevole mettendosi di fronte ai due, quindi si produsse in un inchino elegante, togliendosi il copricapo piumato .
“Lasciate che mi presenti a lor Signori, sono Achetus, il più grande musicista di Dim-Hora.”
“Oh no un grillo” borbottò Lucanus, indicando sconsolato la cetra. “Uno di  quegli stupidi insetti canterini.”
“Molto peggio amico mio” rispose Aedes, spostando l’attenzione del guerriero sulla spada che penzolava dal fianco del grillo.“E’ un bardo.”
“Cos’hai contro i bardi?” chiese Achetus risentito.
“Già il canterino ha ragione, non sarà un guerriero dotato o un potente mago ma può sempre esserci utile. Può darci una mano a spingere” disse Lucanus.
“Grazie prode guerriero. Anche se non sono sicuro che sia un complimento.”
“Ma certo che non è un complimento” disse Aedes. “A nessuno piacciono i bardi. Sono inutili, lo sanno tutti. Nessuno vuole un bardo nel gruppo, immagina i discorsi la sera all’osteria con i compagni di battaglia, dopo l’ennesima, meritata, vittoria.
Ehi tu quanti ne hai ammazzati. 7 e tu quanti ne hai fatti fuori? Ne ho uccisi solo 6 e invece tu? Beh io ho cantato una canzoncina.
Capisci cosa intendo? E’ imbarazzante.”
“Ascoltami bene Succhiasangue, sappi che noi Bardi sappiamo combattere molto bene, siamo maestri di spada e infallibili con arco e frecce, solamente preferiamo supportare i nostri compagni con la musica. La musica aumenta le prestazioni. E’ risaputo. Lo sapevi che non si può correre una maratona con la musica nelle orecchie, altrimenti si è facilitati? E’ scienza bello mio, informati.”
“Bah secondo me sono tutte leggende metropolitane. Poi cosa diavolo è una maratona?”
“Se non ci credi allora mettimi alla prova, tentate di nuovo mentre io suono e ti stupirai del potere della musica. Tra l’altro mi sembra che la signora ne abbia bisogno.”
“Lampiryd” gridarono all’unisono, voltandosi.
La potente maga si era accasciata a terra, avvolta nel suo mistico mantello, teneva le piccole zampe contro la parete invisibile e  in viso un’ espressione di dolore sfigurava i lineamenti alteri, sembrava respirare a fatica.
“So che non volete il mio aiuto ma vi do un consiglio, usate le lame per far leva alla base della barriera, come ha detto la maga, non è fissata al suolo.”
“Aiutami a tirarlo su” ringhiò Lucanus, dopo aver infilato le lame delle spade sotto il bordo della barriera, come aveva indicato il grillo. “E tu suona meglio che puoi.”
Aedes e Lucanus impiegarono ogni energia residua per sollevarla, ma dopo averla alzata di qualche millimetro non furono più in grado di andare oltre. Rimasero comicamente bloccati sotto quell’enorme massa trasparente, sfiniti dal quel peso enorme, stringendo le else delle spade con forza per non perdere terreno, ma senza riuscire a ottenere risultati migliori. Erano ormai sfiniti dallo fatica.
Poi Achetus iniziò a cantare, il testo non era un granché dato che l’unica parola usata dal bardo era “crii”, ma la melodia della sua voce, incalzata dal suono della cetra, donò nuove energie ai due. Fu come se le note fossero entrate nel loro corpo pompando energia nei muscoli.
I due compagni si sentirono rinfrancati da quello strano sortilegio, riuscendo a duplicare gli sforzi profusi. Ben presto riuscirono a sollevare il bordo abbastanza in alto perché Achetus, dopo aver abbandonato la cetra, potesse infilarsi all’interno e trarre in salvo la maga semi svenuta.
Appena Lampiryd fu fuori, Aedes e Lucanus sfilarono le spade facendo ricadere la barriera al suo posto, con un tintinnio assordante e si sdraiarono al suolo spossati. Nel frattempo Achetus aveva adagiato la maga  priva di sensi, scuotendole dolcemente le spalle per farla rinvenire e sussurrandole parole di conforto con la sua voce d’angelo.
“Ehi giù le zampe amico” disse Aedes appena riprese fiato. “L’ho vista prima io.”
“Non dire scempiaggini.”
A rispondere al Succhiasangue fu la maga, con un tono freddo e tagliente come un rasoio. Si sollevò da terra, fluttuando a mezz’aria. Lampiryd si era ripresa completamente in pochissimo tempo, non sembrava affatto essere stata a un passo dall’asfissia.
“La ringrazio messere per avermi salvata” disse invece al bardo con un tono più dolce ma altrettanto distaccato, mentre spolverava il mantello.
Poi si rivolse al grosso guerriero, ignorando del tutto Aedes.
“E grazie anche a voi due, non avrei avuto scampo li dentro, vi devo la vita. A tutti e tre. Dove siete diretti se posso chiederlo?”
“Viaggiamo verso il monte Sofha. Io e il Succhiasangue vorremmo chiedere al Saggio Mantis il segreto per fuggire da Dim-Hora.”
“Ho sentito parlare di lui, dicono sia un vecchio scorbutico e solitario che da molti anni ormai si è rassegnato alla prigionia. Non combatte più e non vuole ricevere nessuno. So che se ne sta da solo a pregare tutto il giorno. Siete sicuri che sappia come fuggire da qua?”
“Se qualcuno in questo inferno sa come fuggire, quello è sicuramente Mantis” disse solennemente Lucanus.
“Bene allora potrei unirvi per qualche tempo a voi, se non avete nulla in contrario. Anche io vorrei andarmene da questo luogo orribile. Manco da molto dal Tempio e le mie sorelle saranno preoccupate.”
“Una maga potente come te ci farebbe comodo, la via per il monte Sofha è piena di pericoli, senza contare che potremmo imbatterci in Loxos e i suoi tirapiedi.”
“Sono d’accordo col mio socio” disse Aedes passando una mano attorno alle spalle della maga. “Sei dei nostri zuccherino. Benvenuta nel gruppo.”
Lampiryd lo allontanò con un gesto secco e schifato, puntandogli il bastone in faccia. L’estremità  dell’arma, a forma di globo, pulsava di energia lucente.
“Se osi ancora toccarmi giuro che ti do fuoco.”

“Ehi ragazzi anche io sto cercando di scappare da qua. Non è che potrei venire anche io con voi?” disse Achetus, che era rimasto in disparte.
“Ma certamente Achetus” rispose la maga. “Hai contribuito a salvarmi la vita, ciò fa di te un compagno fidato.”
“Voi mi lusingate mia Signora. Sono lieto di unirmi a voi e a questi prodi guerrieri. Per ingannare il tempo del viaggio comporrò una canzone per celebrare la nostra unione” disse il bardo prendendola a braccetto e incamminandosi.
“Tu non dici nulla?” sibilò Aedes a Lucanus, quando i due furono abbastanza lontani.
“Sono d’accordo con Lampiryd, ci ha dato un bell’aiuto con l’idea della leva, può rivelarsi un prezioso alleato.”
“Non ci posso credere! Tu vuoi dare il nostro ultimo posto a un bardo?”
“Che vuoi dire?”
“Voglio dire che, come sanno tutti, le squadre sono composte da quattro persone. Abbiamo l’assassino, che sono io, abbiamo la maga. E davanti un bel carroarmatone corazzato di nome Lucauns. Non ci serve un bardo! Ci serve qualcosa di più incisivo, tipo… un chierico! Ecco Mantis sarebbe perfetto.”
“Beh se dopo aver incontrato il Saggio Mantis sarai sempre dell’idea che sia meglio di Achetus , allora potremmo lasciare che il chierico si mangi qualcuno, liberando un posto. ”
“Bravo mi sembra un’ottima idea… Ehi aspetta, ma davvero può farlo?”
Lucanus non rispose, sorrise divertito e affrettò il passo per raggiungere i compagni.
“Muoviamoci, tra poco sarà l’alba. Dobbiamo trovare un posto per nasconderci dagli umani.”

Serie: Fuga da Dim-Hora
  • Episodio 1: Aedes e Lucanus
  • Episodio 2: Lampiryd
  • Episodio 3: Achetus
  • Episodio 4: Battaglia sul monte Shofa – Parte 1
  • Episodio 5: Battaglia su Monte Sofha – Parte 2
  • Episodio 6: Mantis
  • Episodio 7: Il Tempio di Mantis
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    Commenti

    1. Ivan Collura

      Ma lo sai che introducendo Achetus in quel modo, quasi me lo ha fatto piacere più di Aedes? Mi aspetto grandi sorprese da te, perché proprio non riesco a capire come ai tuoi personaggi non venga in mente di passare sotto la porta, almeno ai più piccoli…

      1. Alessandro Ricci Post author

        Ahahahah se gli Eroi seguissero il buon senso non ci sarebbero più avventure.
        In realtà non ci ho pensato a questa evenienza “Fuga da Dim-Hora” è un po’ fantasy e un po’ favola e nessuno chiederebbe a Pollicino perchè diavolo continuasse a seguire suo padre, che ogni giorno lo abbandonava nel bosco 🙂
        Grazie ancora per la tua attenzione, spero di non deludere le tue aspettative in futuro.

    2. Giuseppe Gallato

      L’ingresso del nuovo arrivato Achetus è spettacolare: “si alzò in piedi e spiccò un salto notevole mettendosi di fronte ai due, quindi si produsse in un inchino elegante, togliendosi il copricapo piumato.” 🙂 E poi… viva i bardi! Sempre! Detto questo, la serie è sempre più coinvolgente; episodio dopo episodio sia i personaggi che la storia prendono sempre più forma nella mia mente. Bravo, davvero bravo! Al prossimo capitolo. 🙂

    3. Vanessa

      Uh, io Achetus lo trovo affascinante. Mi sa di personaggio elegante e peperino. Questa serie ha il sapore di una fiaba che vuole insegnare qualcosa. È un piacere leggerla!

      1. Alessandro Ricci Post author

        Grazie Vanessa, sono contento che il prode Bardo incontri i tuoi gusti, vedrai che non ti deluderà

    4. Antonino Trovato

      Ciao Alessandro, i tuoi personaggi sono davvero simpatici e la loro umanizzazione li rende ancor più vicini a chi legge e facili da visualizzare in mente, mentre la tua ironia è sempre travolgente, il mondo da te creato mi piace assai, mi diverto perché ogni passaggio è scorrevole e gradevole. Ma il tuo mondo e i tuoi piccoli personaggi mi danno anche spunto per riflettere sul fatto che usi il fantasy per immergermi, in qualche modo, su quello che è il punto di vista di queste creature nei nostri confronti: i veri “mostri” senza rispetto siamo noi e la prigionia di Lampyrid ne è la prova! Il party si rimpolpa, e poi il bardo è necessario per rallegrare le missioni! Non vedo l’ora di leggere il seguito, sperando che Mantis non si mangi tutti😂😂! Un caro saluto, a presto!😁

      1. Alessandro Ricci Post author

        Grazie infinite Antonino i tuoi post mi riempiono di gioia e grazie per i suggerimenti che mi aiutano a migliorare.
        In effetti il cambio di prospettiva è un argomento che mi stuzzica molto. Sono empatico anche con gli insetti.
        Ci vediamo al prossimo episodio

    5. Micol Fusca

      Ciao Alessandro, se Mantis prova a smembrare il party lo mangio io! ;D A parte questo, la vicenda si fa sempre più coinvolgente e l’originalità di aver dato ai protagonisti il “volto” di molte creaturine che conosciamo bene non fa che aumentarne il fascino. Il tuo ecosistema è davvero unico.