Agente Speciale

“Bel film, mi è piaciuto molto!” esclamò Nicola.

“Sì, hai ragione, anche le scene di combattimento erano fatte bene. Molto belli anche gli effetti speciali” commentò, felice, Anna.

I due ragazzi camminavano tenendosi per mano.

Arrivati nel giardino di casa, Nicola alzò lo sguardo verso il cielo per ammirare le stelle un’ultima volta prima di andare a letto e vide una luce accesa al primo piano della loro abitazione. Insospettito, si fermò, trattenendo a sé Anna. Attraverso le grandi finestre, scorse delle persone che stavano mettendo sottosopra il soggiorno.

“Ma che diavolo sta succedendo?!” esclamò, basito, Nicola.

Anna, che non si era accorta di nulla, ancora tutta presa dal film, sentendo lo strattone al braccio e poi quelle parole, sobbalzò; alzò gli occhi verso la finestra e rimase senza fiato.

“Devo avvertire subito Rick, qui sta succedendo qualcosa di molto strano” bisbigliò Nicola.

Prese lo smartphone dalla tasca della giacca e iniziò a scorrere le chiamate recenti: Mark Stiff, Robert Flag, Klaus Rush, Clark Fair…. “Rick Lerry”: CHIAMA.

“Rick, sono l’agente Cobb, stavo rientrando a casa con Valentine, ci sono gli agenti di Roobbler che stanno mettendo sottosopra l’intera abitazione”.

“Agente Cobb, Roobbler potrebbe essere nelle vicinanze. Wisdom e Thunder sono in missione e non possono aiutarti, mentre il dottor Flag… beh, non posso mandarlo, ci sono troppi civili nelle vicinanze. Presto, tu e Valentine rientrate alla base il prima possibile!” ordinò Rick.

L’agente Cobb chiuse la telefonata, afferrò Valentine per la mano e la trascinò verso il SUV nero parcheggiato nel vialetto di casa. Nel breve tragitto le riassunse gli ordini del Capitano.

Cobb mise in moto la macchina e ingranò la retromarcia quando una raffica di mitra investì il cofano e il vetro dell’auto, sprigionando una miriade di scintille. Per fortuna i SUV dell’Explor erano blindati e dotati di intelligenza artificiale per la guida automatica. I due agenti si diressero a tutta velocità verso la base più vicina per capire come gli agenti di Roobbler fossero arrivati a loro, temendo che una spia potesse essersi infiltrata tra i suoi compagni. Il danno era ormai fatto, ma era importante capire come fosse accaduto: il segreto che i due custodivano avrebbe potuto salvare l’intero pianeta.

Cobb sperava di essersela cavata semplicemente scappando e che gli agenti nemici non li stessero seguendo. Dopo qualche minuto l’auto sbandò improvvisamente, mettendosi di traverso sulla strada, per poi tornare immediatamente dritta: un SUV degli agenti nemici li aveva appena speronati, ma l’addestramento di Cobb era servito anche questa volta a salvargli la vita. I due agenti dell’Explor si accorsero di essere seguiti da quattro SUV scuri, senza targhe né adesivi di riconoscimento, che sicuramente non erano lì per una festa di benvenuto. Uno dei quattro mezzi gli si affiancò sulla destra, ma Cobb gli tagliò la strada, costringendolo a sbandare e facendolo finire contro un palo della luce.

“Meno uno!” esclamò Valentine, scoppiando in una risata.

Valentine era una bellissima ragazza dagli occhi scuri, slanciata, con lunghi capelli neri, carnagione chiarissima e curve da capogiro. Cobb ancora si chiedeva cosa ci trovasse in lui di così speciale.

“Computer, prendi il controllo dell’auto” ordinò l’uomo.

Cobb abbassò il finestrino anteriore sinistro, si sporse leggermente fuori, impugnò la sua pistola e fece fuoco. Al quarto colpo la ruota anteriore sinistra del veicolo che li inseguiva esplose e l’auto sbandò bruscamente, finendo in un fosso.

“Meno due” aggiunse l’uomo, rimettendo le mani sul volante. Senza scomporsi troppo, si girò verso la ragazza e le chiese sorridendo: “Pensi di potermi aiutare?”.

L’agente Valentine non perdeva mai il controllo, ma era malata di adrenalina. Si girò verso gli inseguitori, passò nel lato posteriore dell’auto, prese il bazuca posto sotto il sedile e sparò.

“Meno tre!” urlò a squarcia gola.

Il missile attraversò il vetro posteriore, andando a centrare una delle due auto nemiche rimaste. L’esplosione attirò subito attenzioni indesiderate.

Le orecchie di Cobb ronzavano ancora a causa dell’esplosione ravvicinata, quando un rumore assordante, inconfondibile, gli attraversò il corpo, facendogli gelare il sangue. Era il rumore tipico di un aereo supersonico che infrange la barriera del suono.

Valentine contò a voce alta i boati: “Uno… Due… Tre…” si girò di scatto verso Cobb ed esclamò: “Di questo passo sarà su di noi in pochi secondi! Presto, avvia lo scudo mimetico, guadagneremo qualche minuto”.

L’uomo aveva già premuto il pulsante del mimetismo al primo boom sonico. Dopo tutto, solo uno stupido non avrebbe avuto paura di Roobbler.

L’agente Cobb era alto quasi due metri, aveva circa trent’anni, un fisico possente, con spalle larghe e muscolose, grandi occhi verdi che facevano risaltare i bei lineamenti del viso, incorniciato dai corti capelli neri.

Il SUV sfrecciò a folle velocità tra le stradine della piccola frazione di periferia. Le villette ai lati della strada sembravano macchie indistinte.

Una scia rossa e blu passò a pochi metri d’altezza dall’abitacolo del SUV: era evidente che l’alieno non li aveva visti. Le Stiff Idustries avevano prodotto uno scudo mimetico che neanche lo sguardo di Roobbler poteva individuare.

“È andata bene!” esclamò Cobb, tirando un sospiro di sollievo.

Il tettuccio dell’abitacolo venne improvvisamente scoperchiato e il SUV sbandò in maniera repentina. Cobb riuscì soltanto a rallentare la folle corsa, prima di schiantarsi contro il muro di un’abitazione.

Per fortuna, gli airbag dell’auto fecero il loro lavoro.

Roobbler si avvicinò compiaciuto al veicolo.

“Valentine, stai bene?” chiese Cobb, un po’ intontito per la botta. Aprì lo sportello e scese dal veicolo.

“Tutto bene” rispose, indolenzita, la ragazza, scendendo dall’auto.

“Klaus Josef Cobb, finalmente ti ho trovato! C’è anche l’agente Valentine, che bel colpo di fortuna!” esclamò Roobbler.

“Cosa ci fai qui? Vattene finché sei in tempo!” lo ammonì Cobb, cercando di intimidirlo.

“Non sei nella posizione di potermi dare ordini. Muori, maledetto!” rispose Roobbler, scagliandosi con rabbia verso l’uomo.

Cobb fece appena in tempo ad attivare il campo di forza respingente di cui era dotato il SUV: Roobbler rimbalzò letteralmente all’indietro, andandosi ad incassare nella parete di cemento armato alle sue spalle. Tutti erano a conoscenza dei poteri di quel demone, che infatti, pochi secondi dopo, uscì dalla parete incolume, più furioso di prima. Roobbler sembrava immortale: era in grado di volare, aveva una forza inimmaginabile, veloce come il vento, sprezzante della vita umana e desideroso solo di ricchezza e potere. In alcuni scontri con l’Explor, Roobbler aveva riportato delle ferite: ciò fece presupporre che, se poteva essere ferito, probabilmente poteva anche essere ucciso.

“Presto, Valentine! Scappa mentre lo distraggo” urlò Cobb.

“No, non voglio lasciarti da solo a combattere contro quel mostro!” rispose la ragazza.

“Fai come ti ho detto. È un ordine” replicò Cobb.

“Non così in fretta!” sghignazzò Roobbler.

Prima che chiunque potesse fare qualcosa, dagli occhi del demone balenarono dei laser blu che investirono i due agenti. Cobb venne sbalzato in aria, sbattendo la testa contro una terrazza dell’abitazione e ricadendo a terra intontito. Poco prima di svenire vide Valentine, non molto distante da lui, riversa a terra priva di sensi. Del sangue le usciva dalla testa.

“Questa è la fine” pensò Cobb. Poi tutto diventò ovattato e nero.

                                                                          * * *

Un suono irritante squarciò il silenzio irreale della stanza.

“È già mattina? Ma io ho sonno…” mormorò Nicola, tirando fuori un braccio da sotto le coperte per spegnere la sveglia.

“Buongiorno, amore. Dormito bene?” chiese Anna, stiracchiandosi.

La ragazza scese dal letto per andare in bagno.

“Ho fatto uno strano sogno… Ero un agente dell’Explor… C’erano degli inseguimenti… c’erano Rick, Stiff, Flag…. È stato divertente, ma già inizio a ricordami poco o niente. Peccato!” esclamò Nicola, seguendola con lo sguardo.

“Sempre pronto a salvare il mondo?” chiese Anna, sorridendogli, per poi scomparire nell’altra stanza.

“Che sogno strano!” borbottò tra sé e sé il ragazzo. “Oggi ho quel colloquio di lavoro. Speriamo vada bene, mi piacerebbe lavorare in quella nuova azienda”. Fece una doccia e indossò un abito elegante. “Sembro un Men in Black” osservò, ridendo.

“Sei bellissimo” gli rispose Anna, sorridendo. Poi si avvicinò e lo baciò. “Vieni, andiamo a fare colazione”. Lo prese per mano e andarono in cucina.

Nicola accese la televisione per guardare il telegiornale, ma disattivò l’audio. I due fecero colazione sul bancone dell’isola della cucina: latte e caffè, accompagnati da qualche biscottino.

Nel frattempo, sul display del cellulare di Nicola, lasciato sul comodino in camera, comparve l’anteprima di un SMS:

Mittente: Nicola Giuseppe Corsi.

Oggetto: La Protect Spa è lieta di confermarle l’appuntamento per questa mattina…

                                                                       * * *

Intanto, sul televisore ignorato dai due piccioncini, la notizia della giornata era soltanto una: “Strano fenomeno avvistato nello spazio”. Il telescopio Hubble aveva fotografato una sorta di fenditura nello spazio, vicino al sole, dalla quale proveniva una fioca luminescenza.

I complottisti già parlavano di “fenditura spazio-temporale per il collegamento tra universi paralleli” e del fatto che il governo ne fosse già a conoscenza da anni.

Pubblicato in LibriCK scelti per Voi

Commenti

  1. Simone Plozzer

    Molto bello! Bello e scritto bene. Un action frenetico che ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Leggendo poi le anticipiazioni che hai lasciato qui nei commenti direi “wow”..! Sono molto curioso di leggere il resto.

  2. Pamela Di Mambro

    È un racconto che sicuramente merita di avere un seguito, perché lascia il lettore con il desiderio di sapere di più, andare oltre. Buona la struttura, i colpi di scena, ben fatti i dialoghi e la concitazione è resa con la velocità di una corsa all’ultimo respiro. Complimenti!
    Pamela Di Mambro

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    1. Andrea Bindella Post author

      Grazie mille Marta, sei molto gentile!
      La storia è ispirata ad un sogno che ho fatto ed è una piccola parte del nuovo romanzo che sto scrivendo. Il libro avrà una trama molto particolare.

    2. Andrea Bindella Post author

      Scusa se non ho risposto subito, il lavoro questa settimana occupa tutta la mia giornata.
      Non ho scritto ancora la quarta di copertina quindi devo pensarci per poterti rispondere, vorrei evitare spoiler sulla trama.
      Comunque se può interessarti, ho già pubblicato due romanzi e su http://andreabindella.com puoi trovare tutte le info.
      A breve ti scriverò qualcosa di più su “Agente Speciale”.
      Un saluto e grazie!

    3. Andrea Bindella Post author

      Finalmente sono riuscito a trovare un po’ di tempo per rispondere alla tua curiosità 😉

      Premetto che il romanzo non è ancora finito e quindi, come sempre mi succede, il carattere dei personaggi mi porterà sicuramente a fare dei cambiamenti durante la stesura.
      Posso dirti che da una frattura dimensionale, nei pressi del sole, arriverà sulla terra un alieno che la eleggerà a propria dimora. L’alieno, invincibile e spietato, cercherà di sottomettere gli umani. Alcuni proveranno a tenergli testa, tentando di ucciderlo. La storia sarà in bilico tra il sogno e la realtà, portando il lettore a chiedersi cosa sia reale e cosa immaginario. Nelle pagine finali tutti gli indizi troveranno la giusta collocazione, svelando la verità.

    4. Marta Borroni

      Finalmente rieccoci 😀
      Suspense, mistero, fantasy… sembra davvero esserci tutto nel tuo libro, caspita, immagino che non sia facile dirigere tutte queste prerogative, detto così il libro promette davvero tantissimo e ti faccio i miei più sinceri complimenti per la tua idea, soprattutto perchè il dubbio fra reale e finto, a livello narrativo, è molto intrigante per il lettore!
      Ora aspetto solo di leggerti 😀
      Grazie per avermi raccontato, in anteprima, il tuo nuovo libro!