“La mia Paola”

Serie: Al riparo dai sogni

PARTE QUINTA (Finale)

Quando la porta si aprì, Livio comparve sulla soglia e corse ad abbracciare suo padre.

Una donna sulla sessantina, magra e un po’ ricurva, venne a riceverli. Si presentò come Lucia.

“Io e Loris viviamo insieme da tanti di quegli anni, che ho persino perso il conto.”

Questo disse, mentre li faceva accomodare in un’ampia cucina, coi mobili in legno e un focolare acceso, come quelli di una volta. La casa, così come la tenuta, era antica. E non sembrava fossero stati fatti molti lavori di recente, tranne il cotto lucido dei pavimenti e le travi verniciate di fresco del soffitto. Era davvero un bel posto: tranquillo, in alternativa al caos della città.

Un uomo anziano, che somigliava in modo impressionante all’Ammiraglio, comparve sulla porta. Una coperta a scacchi era adagiata sulle sue gambe, però la scarpa che poggiava sulla pedana della carrozzina era soltanto una. Loris Orioli si muoveva su una sedia a rotelle, di quelle a motore.

“Benvenuti!” disse. Il suo sorriso era aperto, le guance rubizze.

Alex e Francesca si guardarono soddisfatti. Si sentivano un poco come gli eroi di un film poliziesco.

“Livio mi ha spiegato la situazione” continuò Loris. “Non immaginavo che fosse capitato questo a mio fratello. Dopo la morte di Paola avevo perso i contatti.”

E abbassò lo sguardo, quasi si sentisse in colpa.

“Quando mio fratello era nel pieno delle sue facoltà, era un tipo tosto. Era impossibile fargli cambiare idea. Adesso però è diverso.”

“Lo zio vuole dire che non sapeva che il nonno fosse malato” sentenziò Livio, che come al solito amava andare al sodo nelle questioni. Entrambi avevano le loro colpe, nessuno escluso.

“Venite, la cena è servita!” esclamò Lucia, che ruppe il silenzio.

Una porta si aprì su una sala da pranzo imbandita. A capo tavola c’era lui, l’Ammiraglio, felice e sorridente. “Il nonno sta bene” sussurrò Livio a suo padre. “Va tutto alla grande, papà!”

Quella sera cenarono immersi in un’atmosfera d’altri tempi, che sapeva di favola. Ottime le pietanze cucinate da Lucia, che era davvero una cuoca provetta. Avevano tante cose da dirsi. L’Ammiraglio, dal canto suo, forse non riconobbe nessuno. Ma la felicità di trovarsi in quel clima di festa fu incontenibile, tanto che si mise a cantare.

Loris chiese ad Alex di lasciarlo a dormire lì. Era in buone mani, molto più che se fosse tornato a Villa Godiva. Sicuri di questo, i tre rincasarono. La ruota era stata sostituita, i problemi lontani.

Alex depositò Francesca davanti a casa, appena in tempo per assistere all’arrivo di un  messaggio.

La mamma di Capponi era morta.

Una volta sepolta la madre, Capponi si trasformò in una persona migliore. La parsimoniosa genitrice doveva avere schiacciato la sua personalità, inducendo il prossimo a confondere lo sfinimento del figlio per una mancanza d’interesse o addirittura una scarsa passione.

Lui era tutto euforico di tornare al lavoro, il lunedì seguente, e disse a Francesca di tenersi pronta. Avrebbero riaperto i battenti più forti di prima. Avrebbero anche rinnovato il mobilio e magari organizzato delle presentazioni di libri, in aggiunta alle recensioni e all’ottimo lavoro che lei stava già facendo. 

Tanto che Francesca lo mise al corrente del libro dell’Ammiraglio (omettendo la trafila che avevano fatto per farlo stampare). Capponi rispose con entusiasmo. Ricordava “quel caro vecchietto” e avrebbe pensato a tutto. Sarebbe stato un onore, iniziare la nuova era delle presentazioni alla Libreria Capponi proprio con LA MIA PAOLA, il romanzo d’avventure dell’Ammiraglio Orioli.

L’Ammiraglio era rimasto dal fratello e pareva trovarsi molto bene. Tutti sapevano che lui aveva bisogno di compagnia, di clamore. Per cui, organizzare un piccolo evento, ogni tanto, tipo la presentazione del suo libro, oppure una festa con della musica e dove si potesse ballare, venne preso dalla famiglia come un impegno. Alla tenuta Orioli c’era un sacco di posto, chissà quante belle feste di potevano realizzare.

La presentazione alla libreria Capponi fu un successo. Francesca ci aveva visto del potenziale, in quel libro, e aveva ragione. Alla lettura di alcuni brani furono presenti in molti, perché Capponi aveva fatto le cose in grande, spargendo la voce sui social e distribuendo addirittura dei volantini.

Inoltre, si presentò anche il suo compagno, di cui nessuno aveva mai saputo l’esistenza, che era altresì possessore di una casa editrice, per quanto piccolina. E che non si lasciò sfuggire quella bella storia, piena di magia e sentimenti positivi.

Presto quindi LA MIA PAOLA sarebbe diventato un albo illustrato, pubblicato da LaZAgara Edizioni,  nella persona di Furio Zagara, il compagno mingherlino e dal sorriso furbo di Emilio Capponi.

“Guarda nonno” aveva detto Livio all’Ammiraglio, tendendogli uno dei libri che erano stati sistemati in bella vista sul bancone. Lui lo aveva preso fra le sue mani rugose e aveva carezzato la copertina lucida. Un breve istante, per poi tornare vacuo, con quel suo sguardo d’albume. Livio lo aveva fatto sedere al posto, riservato con cura. Francesca però aveva intravisto una lacrima, quando il vecchio aveva lasciato andare la mano sul volto patinato di Paola.

Alex, abbandonata la tuta da ginnastica e per una volta molto elegante, riprese l’intero evento col cellulare, fiero di scattare a Francesca le foto più belle. Lei ormai era entrata nella sua vita e ne faceva parte a tutti gli effetti.

Quando la cerimonia terminò, la combriccola si spostò a Villa Orioli. Capponi e il suo compagno compresi. Là Lucia aveva preparato per loro un bel rinfresco, con pasticcini e spumante per festeggiare. Inoltre, c’era pronta la musica. Avrebbero ballato, per la gioia dell’Ammiraglio.

La piccola libreria chiuse la serranda, ma solo perché l’ora era tarda.

Appesa rimase a ondeggiare la recensione, finché il refolo di vento perse intensità, col serrarsi della porta.

Fine

Serie: Al riparo dai sogni
  • Episodio 1: Un ragazzo alla porta
  • Episodio 2: Villa Godiva
  • Episodio 3: L’idea di te
  • Episodio 4: Ammiraglio, dove sei?
  • Episodio 5: “La mia Paola”
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    Discussioni

    1. Che dire, una favola malinconica, dove la tristezza per il passato perduto e la condizione attuale dell’ammiraglio sono contrastate dall’intrapendenza allegra e generosa di Livio, e da quel “qualcosa” che si sta creando tra la generosa Francesca ed Alex. Tutto è scritto e descritto molto bene, soprattutto i personaggi. Il finale è volutamente strutturato in modo tale da far incastrare tutti i pezzi, e direi che è il minimo che l’Ammiraglio si meritasse!

      1. Sergio, grazie per la tua lettura attenta e per i tuoi commenti lusinghieri. Mi fa piacere di averti intrattenuto piacevolmente, con questo mio racconto. Un saluto.

    2. Ciao Cristina, la tua storia è un vero balsamo contro la tristezza 😀
      Di tanto in tanto ci vuole proprio un bel sogno ad occhi aperti, una ventata di ottimismo e di dolcezza. Sento la tua come una “storia di altri tempi” e credo che ce ne sia bisogno. Spero che prenderai in considerazione l’idea di scrivere le favole di Paola e farci conoscere il mondo incantato che l’Ammiraglio ha creato per lei 😀

    3. Ciao Cristina, ho divorato questo bel lavoro che ci hai regalato. Si tratta di una di quelle storie che fanno bene al cuore, dove al centro di tutto c’è la bellezza della vita, anche quando questa ci porta in periodi e situazioni non propriamente semplici.
      Come l’ha definita giustamente Alessandro, una favola moderna, leggera, piacevole e e ben scritta. 🙂