Alan & Mary

Serie: Inganno Imperfetto #2stagione

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«Se siamo tutti, possiamo iniziare» spiegò Peter, con un filo di voce.

Le persone presenti nella saletta privata del pub stavano parlando tra di loro a voce piuttosto alta e nessuno fece caso a quello che disse l’uomo.

«Scusate, fate silenzio!» urlò Anita, che nel frattempo si era arrampicata su un tavolo.

Il brusio cessò improvvisamente, così Peter ne approfittò per prendere il controllo della situazione.

«Buonasera e ben trovati» iniziò l’uomo. «Grazie per essere venuti senza fare troppe domande. Vi chiedo di sedervi, per favore».

Tutti obbedirono senza fare polemiche.

«Partirei raccontandovi la mia storia, i miei dubbi, le domande che la mia vocina interiore mi ha sempre posto e poi concluderei mostrandovi qualcosa che vi sconvolgerà. Vi chiedo solo la cortesia di non interrompermi e di prendere per buono quello che vi dico, almeno per adesso, e di non fare parola con nessuno delle cose che vedrete».

Le persone annuirono in silenzio.

«Per quelli che non mi conoscono, mi chiamo Peter e lavoro, come voi, per la Game Enterprise. Nel 2168 ho fatto richiesta di assunzione e una settimana dopo ho preso l’aereo per Canberra, come tutti voi, del resto. Una volta giunto a destinazione, sono stato trasferito qui a Sydney, ma, come sapete, altre persone sono sparse nelle grandi città di quest’isola. Ci pagano bene, il nostro lavoro è gestire gli avatar del gioco e la qualità della vita non è male, a parte i ragni e i serpenti velenosi». Un sorriso sghembo gli deformò il viso.

Tutti scoppiarono a ridere.

«Da quando sono qui, ho visto diverse cose strane; cioè, magari sono io a non essere abituato a certe pratiche però quella vocina che ho dentro mi dice che c’è qualcosa di strano. Partiamo da quei bei viaggi premio vinti da alcuni colleghi che poi non sono più tornati al lavoro; quegli spostamenti improvvisi di un compagno di lavoro da una città all’altra che portano a perdersi di vista, per intenderci; i licenziamenti inaspettati per i motivi più assurdi. Non vi siete chiesti dove siano finiti quei nostri amici?». Dovette mordersi le labbra per mantenere la calma. «Non ho più notizie di persone con cui facevo colazione quasi tutte le mattine. Ho provato a cercarli, ma sembra che nessuno li conosca, come se non fossero mai esistiti. Com’è possibile?» concluse osservando i presenti con aria preoccupata.

«È vero!» esclamarono alcuni.

«Sono grato alla Game Enterprise, ha dato lavoro a milioni di persone e ha reso il mondo un posto più sicuro, però continuo a sentire quella vocina dentro alla testa che mi dice che c’è qualcosa di strano». Fece una breve pausa durante la quale bevve un sorso di birra scura. «Alcuni mesi fa ho avuto un incidente al lavoro: i circuiti della mia poltrona da lavoro si sono sovraccaricati e sono stato attraversato da una scarica elettrica» sospirò. «Da quel giorno, tutto è cambiato. Le prime settimane ho pensato di essere pazzo; mi ero convinto di avere delle allucinazioni e di avere il cervello fritto da quello sbalzo di tensione. Vedevo cose talmente assurde che, se le avessi raccontate a qualcuno, sarei finito per essere rinchiuso in qualche manicomio. Invece, non è così! Quelle cose sono vere e ci hanno portato qui, oggi!».

«D’accordo, Peter, tante belle parole» intervenne Mitch, visibilmente adirato. «Che cazzo hai da mostrarci? Questo incontro sta diventando una pantomima. Sai cosa ce ne importa della tua vita, del tuo incidente o di quanto sei sfigato?».

Nella saletta si alzò subito un brusio che allarmò Peter facendolo diventare bianco come un lenzuolo.

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«Che ne dici di quella coppia seduta al bar?» chiese Mary, in tono malizioso.

«No, sono troppo giovani» rispose Alan, osservandoli. «Noi vogliamo una coppia di mezz’età». Si girò verso la ragazza e continuò: «Cazzo! Questa volta alla Game Enterprise avranno gli incubi per mesi». Scoppiò in una macabra risata.

Mary scosse la testa, ghignando.

«Che ne dici di quelli? Secondo me fanno al caso nostro!» esclamò la ragazza, indicando una coppia che stava pagando il conto della cena.

«Vediamo…» sussurrò il ragazzo, voltandosi verso la cassa. «Lui è brizzolato ed è vestito in giacca e cravatta; lei è bionda con la ricrescita nera, indossa un vestito elegante, ma le rughe sul collo lasciano presagire l’età e hanno le fedi al dito». Rimase in silenzio per qualche secondo, soppesando la decisione, poi aggiunse: «Ottimo, Mary! Andiamo a divertirci» ammiccò. Si alzò dallo sgabello e baciò con passione la ragazza.

I due poliziotti pagarono i drink e, senza farsi notare, seguirono la coppia che era uscita dal locale pochi secondi prima di loro. Dopo una decina di minuti arrivarono a una abitazione: una villetta a schiera disposta su due piani con innumerevoli vetrate al piano terra. Il giardino era ben curato e la recinzione era di legno bianco.

«Sono entrati in quella casa» bisbigliò Mary. «Come pensi di entrare?».

«Non preoccuparti di questo» rispose Alan, mostrandole un sacchetto con degli attrezzi da scasso.

«Pensi sempre a tutto, vero?».

«Ci provo» sorrise, palpandole il sedere.

«Falla finita, scemo!» starnazzò come un’oca.

I due ragazzi attesero che le luci al piano terra dell’abitazione si spegnessero e poi si diressero sul retro della casa dove i lampioni della strada non erano in grado di illuminare il giardino.

«Ci siamo» sussurrò Alan.

Il ragazzo estrasse alcuni arnesi da scasso e li inserì uno alla volta nella serratura della porta. Dopo pochi secondi un rumore secco annunciò la buona riuscita dell’operazione.

«Dopo di te» disse Alan, aprendo la porta.

«Che gentiluomo» rispose Mary, sgattaiolando furtivamente nella cucina dell’abitazione. Si guardò intorno e, lentamente, aprì un cassetto posto sotto ai fornelli. «Visto che non ho portato niente con me, questo mi sarà utile!» esclamò, sorridendo e impugnò un enorme coltello.

«Ottima scelta!» si congratulò Alan e afferrò la mannaia inserita nel ceppo dei coltelli. «Preferisco prendere questa, fa più scena» sghignazzò.

Uscirono dalla cucina e si avvicinarono alle scale. Dal piano primo si sentirono provenire delle voci e il ragazzo sentì un brivido di piacere corrergli lungo la schiena.

«Vado dalla coppietta» sibilò Mary.

«Allora io mi occuperò dell’altra questione». Una smorfia euforica si dipinse sul volto di Alan.

La ragazza si avvicinò all’uscio socchiuso della camera da letto, sbirciò e vide la donna in lingerie che, distesa sul letto, attendeva il marito.

«Però, non è male la signora» commentò Mary, mordicchiandosi le labbra.

La ragazza aprì lentamente la porta e con un balzo si mise a cavalcioni sopra alla donna. Con la mano sinistra le tappò la bocca e con la destra le appoggiò l’enorme coltello alla gola.

«Se non vuoi morire, non emettere un suono, hai capito?» chiese la ragazza.

La donna annuì con la testa.

«Dov’è quell’impotente di tuo marito?».

La donna girò gli occhi verso la porta del bagno.

«Ora stai ferma e non parlare, ho voglia di guardarti meglio» sussurrò Mary, squadrandola dalla testa ai piedi. «Mi piacerebbe divertirmi con te!». Le strizzò l’occhio e poi le morse delicatamente l’orecchio.

Si sentì il rumore dello sciacquone, dopodiché il marito fece capolino dal bagno.

«Forse è il vino ad avermi fatto male» spiegò l’uomo, massaggiandosi la pancia; poi alzò gli occhi e vide la moglie con un coltello alla gola. Gli si gelò il sangue nelle vene.

«Zitto, coglione!» l’ammonì Mary. «Questo pezzo di donna ti aspetta vogliosa nel letto e tu te ne stai seduto sul cesso come uno scemo?».

La ragazza fece scivolare il coltello lungo la gola della moglie fino ad arrivarle all’altezza del petto e, pian piano, tagliò i laccetti che tenevano legato il corpetto. Recisa anche la terza cordicella, il seno fuoriuscì da quel capo d’abbigliamento un po’ troppo stretto per poter contenere tutta quell’abbondanza.

«Riunione di famiglia!» sbottò Alan, entrando nella camera. Teneva per i capelli i figli della coppia e aveva dipinto sul volto un bel sorriso sornione.

«Lasciali andare!» urlò subito la donna. «Faremo tutto quello che volete, ma non fategli del male!» scoppiò in lacrime.

«Che cazzo stai facendo?» chiese Alan a Mary, scoppiando a ridere. «Hai voglia di fare sesso con quella sgualdrina?» chiese perplesso.

«Perché, tu no? Ma l’hai vista bene?» rispose Mary, leccandole il collo. «Sa di cioccolato» spiegò con tono sensuale ed emettendo un leggero mugolio.

«Cazzo! Questa cosa sta prendendo una piega inaspettata» sghignazzò, incredulo, Alan.

«Chi siete? Che fate in casa nostra?» urlò, furibondo, l’uomo.

«Tappati la bocca se non vuoi vederli morire» lo minacciò Alan.

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Serie: Inganno Imperfetto #2stagione
  • Episodio 1: Terra 2486
  • Episodio 2: Alan & Mary
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    Commenti

    1. Antonino Trovato

      Ciao Andrea, dinamicità e tensione dominano la scena in maniera fantastica, sai sempre come tenermi sulle spine, e Alan e Mary… beh, la loro azione quasi da “Arancia Meccanica” mi è piaciuta da matti, ho divorato ogni movimento e dialogo con grande gusto! Ma ovviamente, ancora si brancola nel buio, e una volta finita, lo rileggerò ancora e ancora, perché così potrò gustarmi al meglio il racconto nella sua interezza e avere una visione d’insieme… qualcosa ancora mi sfugge😅😅😅! Una delle migliori serie mai lette qui, mitico! Un caro saluto Andrea, alla prossima!

      1. Andrea Bindella Post author

        Ciao Antonino, sono felice che ti sia piaciuto anche questo LibriCK! 🙂
        Grazie per le bellissime parole, sei troppo gentile.
        Alla fine della terza serie ci sarà una sorpresa! 😉
        A presto!!!!!

    2. Micol Fusca

      Ciao Andrea, confesso di non vedere l’ora di vedere pubblicata l’intera serie in modo da poterla rileggere ed avere una visione d’insieme. So che tutto questo si dipana da una radice in comune, ma non riesco ancora ad isolarla del tutto 😉 Sono sicura che mi attenderanno altri colpi di scena, dopo aver letto il penultimo episodio (StarCraft) pensavo a tutt’altro sviluppo.

      1. Andrea Bindella Post author

        Ciao Micol, sono contento che hai letto anche questo capitolo. 🙂
        Vedrai che verso la fine le tessere del puzzle ti daranno una visione d’insieme. 😉
        Nessuno aveva mai paragonato Terra2486 a StarCraft… ci rifletterò! XD
        A presto.

    3. Giuseppe Gallato

      Alan e Mary… che gran figli di buona donna! Ahahahah 🙂 La tensione in questo episodio è stato un crescendo… e crearla principalmente attraverso i dialoghi non è per niente semplice. Dialoghi dinamici, che svelano, scoprono, si muovono… parlano con il lettore, lo coinvolgono. Così si fa, davvero bravo! 🙂
      Ps. Complimenti per l’uso del punto e virgola, segno d’interpunzione non sempre facile da gestire. 🙂 Al prossimo episodio, folle. 🙂

      1. Andrea Bindella Post author

        Grazie Giuseppe sei troppo gentile!! 🙂
        Mi fa molto piacere sapere che anche questo capitolo ti sia piaciuto.
        Un abbraccio, alla prossima.
        Ciao!! 😉

    4. Enrico Luigetti

      L’ho sempre detto che degli Australiani non ci si deve fidare!! XD
      Comunque il signor Anderson non sta tanto bene di testa e pure la fidanzata non mi sembra messa tanto meglio… per fortuna che sono due poliziotti. XD
      Ciao!!

      1. Andrea Bindella Post author

        Ciao Enrico! 😃👋
        Gli Australiani sono un popolo subdolo 😅🤣 mai fidarsi 😇
        Felice di averti letto, a presto 👋

      1. Andrea Bindella Post author

        Ciao Riccardo! 😄
        Prometto che non ti farò aspettare troppo 😃, grazie per aver letto anche questo capitolo.