Amore.

L’amore è un errore e ostinarsi ad amare qualcuno o qualcosa è continuare a sbagliare, soltanto accumulare una serie continua di peccati, tutto ciò che è al di fuori di questo piccolo nucleo nero è illusione e vana speranza.

Una sera, prima di andare al lavoro, quella settimana ero in turno di notte, decisi di farle una sorpresa. Uscii di casa prima, andai in una gelateria e le comprai una bella vaschetta di gelato. Quando le suonai il campanello con il pacchetto in mano, mi sentii come un timido ragazzino che andava a prendere la sua fidanzatina per la prima volta, mi intenerii da solo. Non mi accolse in casa, come d’altronde non aveva ancora mai fatto sino ad allora, adducendo come scusante che non era sola, con lei c’era la sorella con la quale era impegnata a fare qualcosa. La sorella non l’avevo mai vista né conosciuta. Al momento ci rimasi un po’ male, ma d’altra parte anch’io non l’avevo ancora mai portata a casa mia a farle conoscere la mia famiglia. Mi fece aspettare una sacco di tempo, davanti al citofono del portone della palazzina dove abitava e quando alla fine arrivò, ebbi l’impressione che in quella eterna manciata di minuti, si fosse cambiata e truccata, per me. Non potevo esserne sicuro, ma anche solo il dubbio che in realtà fosse così, mi compiacque.

“Sì, ma che gusti ce l’hai?”

“Mah guarda, un po’ di tutto, è misto.”

“No, a me frutta e crema no, io voglio cioccolato e nocciola.”

“Ehm, ho capito.”

“Beh, se mai il gelato lo do a mia sorella.”

Mi prese la confezione di gelato dalle mani con decisione e poi con mia estrema sorpresa, mi si avvicinò con uno scatto in avanti e mi baciò sulla guancia. Io le sorrisi quasi spaventato e tutto ciò che in quel momento riuscii ad esprimere si concretizzò così:

“Sei diventata tutta rossa, hai le guance tutte rosse.”

Che idiota! Lei voltandosi indispettita, mi rispose:

“Sì, ma non me lo devi dire.”

Me ne andai asciugandomi l’umido che mi aveva lasciato sulla guancia e portandomi appresso un sorriso inebetito stampato sulla faccia, che credo non mi abbia lasciato per tutta quella notte. Un piccolo bacio, ero contento perché speravo che quello fosse un preludio, poi se tutto fosse andato per il meglio, sarebbe arrivato il resto.

In fondo, era questo ciò che volevo, ciò che avevo cercato. Tutto il resto poi arrivò, forse non era proprio come me l’aspettavo o come me l’ero sognato, ma tant’è, la mia insignificante esperienza di vita non mi aveva ancora insegnato che in molti campi della vita, compreso l’amore, tocca spesso scegliere tra il male e il peggio e il male molte volte è semplicemente la solitudine.

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Commenti

  1. Martha Canu

    Aldilà degli errori di battitura e qualche ripetizione di troppo, hai un buon stile e qualcosa da raccontare … continua così, aspetto un altro racconto, sono sicura sarà un crescendo! Lasciati andare, sei bravo e pieno di talento

    1. Andrea Marzola Post author

      Grazie per avermi dedicato un po’ della tua attenzione e naturalmente dell’incoraggiamento. Questo è un testo molto breve e quindi semplice da gestire. Ti assicuro che ciò che ti è risultato stonato nella tua lettura, ripetizioni, punteggiatura o quant’altro è perché semplicemente avevo piacere di stenderlo così. Grazie saluti.

    1. Andrea Marzola Post author

      Daniela, sono lieto di avere stimolato la tua attenzione e di averti lasciato l’amaro in bocca, come dici tu. In fondo, il motivo di questo raccontino questo è. Grazie ancora.

  2. Sara

    A pelle questo breve racconto mi trasmette malinconia. Disillusione , forse tristezza , la solitudine come compagna di vita. Una vita a metà , dove l’amore è cecità , un andare bel buio. Personalmente non mi ha entusiasmato ma forse tu volevi fare questo trasmettere il disincanto e l’assenza. Continuerà la storia?

    1. Andrea Marzola Post author

      Sara, lieto di avere suscitato il tuo interesse. No la storia non continuerà, ho provato a descrivere in poche righe una scheggia di malinconia, per il resto hai già detto tu nel tuo esaustivo commento. Grazie.