Aspettando Scrivendo – Deliri depressivi di uno scrittore senza editore

Serie: Il giovane Philip J. Carraldo

Ho capito tutto deve esserci sicuramente un errore, anzi c’è di certo un errore. Ma si dai avranno sbagliato indirizzo o numero di telefono ed in questo momento staranno cercando un modo per contattarmi. Devo solo continuare ad aspettare e tutto si risolverà.

La mia mente infima ed infame come è sta elaborando uno stratagemma per non rivelare il vero pensiero al suo interno, so per certo che c’è sotto qualcosa ne sento il pulsare. C’è un inganno con anni di sviluppo da parte del mio inconscio che si ostina a scrivere pur non avendo un editore che legge. Ma è tutto proporzionato, in nove mesi ho scritto sei romanzi, per la legge dei grandi numeri prima o poi qualcuno si farà sentire anche solo per sapere come sto, me lo devono, ho scritto un mare di parole e me lo devono per dio. 

Ok adesso va meglio, mi rilasso, mi siedo e cerco di stare calmo perché in fin dei conti deve esserci un errore di fondo, ma si dai non può essere che in questo ultimo anno non sono riuscito ad attirare l’attenzione di nessuno nemmeno di quel cane del mio vicino. Gli ho dato la stesura del sesto libro un mese fa ed il bastardo non si è fatto sentire. Forse è morto. Dovrei andare a sincerarmi che sia vivo? No parrebbe troppo strano ed in fin dei conti siamo ancora acerrimi nemici per la questione dei tendaggi del palazzo.

Sento un profondo disinteresse da parte della mia stessa persona, sono sul baratro del mollare tutto e tornare a lucidare legni, alla fine ci si guadagna un bel pezzo di paga e non si perde troppo tempo ad aspettare. Ecco il vero problema se esistesse un servizio che ti dicesse quanto vali in poco tempo nessuno avrebbe manie depressive ed un disfattismo che ti logora all’interno. Sono sempre sul ciglio del mollare tutto, tanto chi mi legge? Ma soprattutto che diavolo continuo a scrivere a fare? Sono l’invisibile uomo della terra che produce fogli trasparenti, potrei inviare un manoscritto di vetro e mi tornerebbe intatto col destinatario sbagliato e le lettere al contrario, nemmeno la briga di leggere correttamente il mio nome. Ma glielo faccio vedere io chi è Philip. j. Carraldo. Roba che mi dovranno correre dietro come si è fatto finora con tutti quegli artisti da due soldi che pubblicano appena ruttano un  centinaio di parole. Ed io sono qui, in casa solo come un babbuino che è stato esiliato dalla tribù, solo perché ho la colpa di scrivere. Non sono buono per la società perché non sono un lavoratore e non sono buono per tutto il resto perché non ho un editore a consolidare l’etichetta “scrittore”. Ma allora che diavolo sono? ci penso e non ne viene fuori nulla. intanto scrivo, mi sembra logico è l’unica cosa che so fare. Ma tu pensa che pezzo di imbecille sto qui a scrivere di me stesso ragionando e allo stesso tempo deprimendomi e cercando di capire di che pasta devo farmi per piacere ad un editore. Io continuo a scrivere tanto peggio di così non può andare, male che va mi bussa il vicino e mi dice che non ha avuto tempo di leggere la mia stesura, ma allora che cavolo me lo hai chiesto a fare?  Oh si lui è totalmente pazzo, come la moglie e quel cane che fa la pipì nei posti dove annusa, alle volte mi sembra di vederlo sorridere quel cane. Comunque  il mio vicino è pazzo, la moglie dice che da mesi non dorme per colpa del meteorismo, già però si gode la vita in una bella casa grazie al posto in società che si è procurato non scrivendo. Io scrivo e mi sembra di scomparire lentamente, nemmeno il meteorismo si prenderebbe la briga di consultarmi. 

Di tanto in tanto corro in bagno per guardarmi allo specchio e verificare di essere sempre io, incredibilmente sono ancora visibile. Respiro profondamente, chiudo gli occhi, andrà tutto bene qualcuno prima o poi si degnerà di dirmi se ho talento nella scrittura o no. 

No aspetta cancella, il talento devo averlo per forza se no che cavolo li ho scritti a fare sei libri, un folle scriverebbe senza avere talento. Che palle adesso sono in nevrosi pensando che probabilmente ho dedicato un anno della mia vita alla scrittura senza però avere talento. Ma va bene così io adoro scrivere. Sorrido alla fine sono ancora visibile. 

Poi c’è il momento dell’idea buona. Si è vero mi è venuta una grande idea, mi metto su a scriverla tempo due mesi e sarà pronta, poi la rileggo, la stampo e la invio agli editori. Ti pare che quelli si vedono recapitare un pacco e fanno finta di nulla? ma dai mica sono ciechi. E se mi odiano? Eh no se mi odiano è tutto inutile, che glie li mando a fare i libri se mi odiano, contro l’odio non si può fare nulla. Però se mi odiano io esisto. Si però non ho speranze, cioè praticamente non ho scampo.

Suona il campanello della porta. Si l’ho sentito, mica sono pazzo. Chi diavolo suona a quest’ora del giorno mentre sto scrivendo e pure l’ho detto a tutti che sono uno scrittore, maledetti condomini.

Apro la porta e mi trovo davanti quel pazzo del mio vicino. Un odore di pestilenza e marciume mi arriva alle narici in tenuta mimetica l’odore è tanto sottile quanto pungente, questo è un attacco a sorpresa.

” oh sei in casa ” mi dice. É vestito di un completo grigio sporco di qualcosa.

 “certo” rispondo  e nel mentre la mia mente vomita parola che andrebbero impresse sulla carta. ma dove è quella dannata macchina da scrivere? Nel mezzo dei miei deliri sento  due parole distinte.”mi è piaciuto” 

“cosa? ” chiedo io, non ho tempo da perdere con questo tizio, e poi la sua puzza mi sta uccidendo dentro, ho quasi voglia di gettarmi sott’acqua. Mi devo ricordare questa metafora la prossima volta che scrivo di una puzza, anzi me lo appunto nella mente “ricordarsi di dire che per scappare da un odore malevolo ci si ficca sotto acqua. punto”

“bello stupendo, mi è piaciuto da matti” dice lui, e per mezzo secondo per me è l’uomo più bello sulla terra. a parte la stempiatura, le borse sotto gli occhi e la puzza tremenda di peti.

“quale personaggio ti è piaciuto? ” devo assolutamente sapere cosa gli è piaciuto,

“Mattew il netturbino “risponde con un viso così tondo che avrei potuto schiaffeggiarlo solo per il piacere di sentire il rumore della mia mano sulla sua faccia.  Ma come si fa a rispondere Mattew il netturbino? Il personaggio ritardato a cui faccio fare sempre le stesse cose per dare contorno ad alcune scene. Mio dio che rabbia vorrei triturargli il naso a forza di cazzotti. Lo ringrazio e lo saluto, non ho tempo da perdere, devo scrivere tutto quello che ho pensato fino ad adesso, aspetta come era quella cosa della puzza? Maledizione ma ti rendi conto, quel pazzo puzzolente ha letto duecento pagine e si è affezionato al più inutile dei personaggi. Non devo pensarci, respiro e chiudo gli occhi. In fondo i gusti son gusti. Mio padre dice che faccio bene a cercarmi un altro lavoro quello dello scrittore fino ad adesso non mi ha fatto guadagnare nemmeno un soldo. Ma lui che ne sa, non ha mai scritto nulla. Che ne sa la gente che non scrive, dovrebbero metterlo come cartello in tutti i tribunali “diffidiamo da chi non scrive” invece di quella panzana della legge è uguale per tutti.  

Oggi poi ho un buco allo stomaco ed un mal di testa che mi impediscono di scrivere cose belle, tutto quello che mi esce è rilegato in un simbiotico mare di nullità. Mi sembra di leggere sempre le stesse cose e di dire sempre le stesse parole. Ho cercato la parola “come” in un capitolo è l’avevo inserita diciassette volte come se non avessi altro da scrivere. Ecco l’ho fatto di nuovo. Tante volte mi chiedo se non era meglio avere qualcos’altro per la mente. Ora non mi viene in testa nulla, ma insomma altro a cui dedicare tempo invece di mettermi a scrivere. Devo assolutamente trovarmi un lavoro. Certo sarebbe bello essere pagati per scrivere ma di questi tempi la gente non legge più. Mio padre dice che ho scelto il peggior mercato su cui puntare. Mio fratello dice di puntare sul fare video e metterli sul web, si fanno un sacco di soldi. Dice lui. Da sei mesi fa gli addominali di fronte la telecamera ed ha iniziato ad avere un seguito. A questo punto della mia vita vorrei lavorare in un luogo chiuso senza la possibilità di incontrare nessuno e vedere nessuno, io da solo con i miei pensieri e una macchina da scrivere. Si ma che lavoro é ? Potrei chiedere di far il guardiano notturno? Almeno sarei certo di non incontrare un altro scrittore. Dio ce ne scampi.

Serie: Il giovane Philip J. Carraldo
  • Episodio 1: Aspettando Scrivendo – Deliri depressivi di uno scrittore senza editore
  • Episodio 2: Diecimila parole al giorno. 
  • Episodio 3: Ricucito in Tempo
  • Episodio 4: Biografia essenziale
  • Episodio 5: Preludio di un nuovo romanzo
  • Episodio 6: Taccuini e Quadernacci
  • Episodio 7: Luci della ribalta
  • Episodio 8: La santa domenica dei manoscritti inviati
  • Pubblicato in Serie Top

    Commenti

      1. Francesco Barone Post author

        Ti ringrazio Giacomo, eh si avevo proprio voglia di distribuire un pò di quell’ansia che avevo da parte

    1. Tiziano Pitisci

      difficile non rispecchiarsi, almeno in parte, in queste riflessioni angosciose. Sei però riuscito a descriverle usando la sottile arma dell’ironia, l’unica in grado di esorcizzare anche i timori più deprimenti.

      1. Francesco Barone Post author

        ti ringrazio moltissimo.
        È un piacere trasmettere l’arte dell’attesa nevrotica e depressiva