Atto secondo. La lama dimenticata

Serie: Frammenti maledetti

Quel giorno sembrò non finire mai. L’uomo senza identità accettò senza esitare l’offerta di Lia, unendosi così con lei e il vecchio Gregory attorno all’ottimo stufato di coniglio, di cui ne ebbe una porzione sostanziosa, nonostante i mugugni del vecchio.

-A volte mi chiedo se sei un adulto… il poveretto ha bisogno di forze! Deve nutrirsi!- disse Lia, porgendo il piatto all’uomo.

-Bah! Sono io quello che sgobba qui dentro! E la parte migliore tocca allo smemorato!- replicò il vecchio nonno, alzando lo sguardo e le mani al cielo.

-Caro nonno, è la tua nipotina Lia che si occupa della casa e fa da mangiare, per cui decido io!- sentenziò piccata la giovane, mirando Gregory con occhi severi. Il vecchio abbassò lo sguardo e fece per mangiare.

-Cosa mi tocca sentire…- bisbigliò imbronciato.

L’uomo non disse nulla. Nonostante si sentisse intimamente in colpa per i disagi che stava creando, soprattutto al vecchio Gregory, il fisico ignorò ogni vincolo morale e, in men che non si dica, il piatto venne spazzolato per bene, e la pietanza fatta scivolare giù per il vuoto ventre grazie ad un bel bicchiere di vino rosso. Quella sazietà si rivelò solo una falsa sensazione, perché anche la fetta di una buona torta di ciliege fece ben presto compagnia alla carne di coniglio.

-Ma… Era l’ultima! Lia!

La nipote tacque, ma fulminò le proteste del vecchio con una inequivocabile occhiataccia.

-A questo punto, visto che non sono desiderato, vado a spalare la neve e liberare la via, visto che oggi non nevica!- disse Gregory, sbattendo la porta vigorosamente. L’ospite, che aveva gradito quel pranzo, appariva comunque desolato.

-Mi spiace…

-Ti ho già detto che non devi. Sarai nostro ospite finché non ti rimetterai.

L’ospite annuì, ma stare seduti, senza far nulla, limitandosi ad osservare Lia mentre svolgeva alcune faccende casalinghe, non era certo il modo giusto per trascorrere una giornata. O almeno, questo fu il pensiero dopo una lunga ora, finché, con determinazione, e un pizzico di sofferenza, l’uomo si alzò, e mosse dei passi, piccoli e zoppicanti, riuscendo nell’intento di raggiungere la porta.

-Dove credi di andare con quella gamba?- chiese Lia, con le braccia ai fianchi.

-Sto bene. Ho bisogno di aria, ho bisogno di uscire.

-Ma… e va bene…

Lia tolse il grembiule e lo accompagnò all’esterno.

-Non da solo!- disse la giovane, ammonendolo col suo indice sinistro. L’uomo sorrise, scuotendo il capo. La neve ricopriva ancora gran parte della valle, nonostante il sole fosse alto in cielo senza nessuna nuvola che lo contrastasse, ma il gelo, implacabile, si faceva ancora sentire. Il vecchio Gregory aveva spalato la neve là attorno, accumulandola ai lati del viale, per lasciare libero almeno il tratto che conduceva nella sua abitazione. Ammirava lo scenario, smarrendosi tra il candore della neve e la placida luce di quel pallido sole.

-Questa dovrebbe essere l’ultima grande nevicata!- disse stiracchiandosi un po’. Poi vide la nipote in compagnia dell’ospite dirigersi verso una vicina abitazione.

-Ah! Altro che faccende di casa!- disse sconsolato,

-Dove stiamo andando?- chiese lo smemorato -In realtà avrei voluto aiutare tuo nonno…

-No, non è necessario, e forse, lui stesso non avrebbe accettato, brontolone com’è! Andiamo dalla signora Eveline, a trovare la sua cagnetta a cui io sono affezionata!

-Oh… Capisco…

Lia bussò alcune volte, ma nessuno rispose.

-Che strano…- disse Lia, aggrottando perplessa le sopracciglia.

-Magari sarà uscita… laggiù vedo che c’è un villaggio…

-Forse, ma io non…

In quel momento, annaspando tra cumuli di neve, una piccola palla di pelo marrone si avvicinò ai due abbaiando forsennatamente. Lia la riconobbe.

-Ma quella… è Netty!

-N… Netty!?

-Si! La cagnetta di Eveline!

Netty saltò tra le braccia di Lia, leccandole interamente il volto. Poi però, puntò il muso verso il paese, abbagliando e digrignando.

-Sta cercando di dirci qualcosa! Forse Eveline è nei guai!- disse Lia, assai angustiata.

-Non ci resta altro da fare che seguire la piccoletta!- disse lui, facendo qualche passo in avanti.

-La piccoletta si chiama Netty!- replicò seccata Lia.

-Va bene… ora lascia N… Netty e… Vediamo dove ci porterà!

La cagnetta, quasi rotolando come farebbe un batuffolo, li condusse in un boschetto lì vicino, dove una donna, priva di sensi, era distesa sul prato innevato. Lia corse in aiuto, ed entrambi la portarono a casa di lei, accompagnati dalla piccola e saltellante cagnetta. Lo stesso Gregory, riposto via il suo muso lungo, dette una mano, anche se non mollava mai la guardia nei confronti dell’uomo. Quando Eveline rinvenne, un urlo pieno d’angoscia e sofferenza riempì quelle povere mura, come se la donna fosse appena uscita da un terribile incubo.

-Calmati, calma Eveline! Ci siamo noi adesso!

Lia provò a darle conforto, ma la donna respirava a fatica, e la sua agitazione le aveva tolto persino la parola. Dopo un po’, Eveline prese fiato, e raccontò cosa le era accaduto. La donna, accompagnata dalla piccola Netty, era andata ad Arminia, il vicino paese, per alcuni acquisti. Sulla via del ritorno, però, alcuni uomini, che indossavano maschere nere, la bloccarono coi loro cavalli, anch’essi neri, intimando di dargli tutto ciò che possedeva. La minacciarono con la loro spada, e Netty, per istinto, con un bel balzo azzannò il braccio di uno di loro. Ma Netty era troppo piccola per opporre una valida opposizione, e venne cacciata via con facilità. Per rappresaglia, la donna venne afferrata e condotta tra quei muti e solitari tronchi di alcune querce, portandole via non solo il denaro, ma anche la sua dignità, il suo essere donna. Violata e umiliata, la donna sprofondò nell’oblio più terrificante, sino al suo risveglio.

-Non si può davvero stare tranquilli al giorno d’oggi!- lamentò Gregory, scuotendo il capo -Gente che ti assale, sconosciuti trovati nel fienile… Ah! Che tempacci!

E mentre lo diceva, fissò trucemente lo smemorato, e questi, senza far una piega, scostò lo sguardo. Era ben conscio della diffidenza del vecchio, e nel profondo, anche lui avrebbe diffidato di se stesso, vista la propria obliosa condizione. Ma Lia non era d’accordo, e i rimbrotti della nipote spinsero Gregory ad allontanarsi, per l’ennesima volta, tra lamenti e borbottii. Lo smemorato fissò Eveline, come in cerca di risposte.

-Hai… Hai detto che chi ti ha assalito avevano delle maschere… e cavalli… neri…

La donna annuì, tra i suoi lamenti di sofferenza.

-Maschere nere… Cavalli neri…

Lo smemorato andò su e giù per la stanza, ripetendo come un mantra quelle parole. Suoni ossessionanti che pungolarono le corde della sua fragile memoria e, all’improvviso, ebbe una folgorante immagine. Vide i cavalli neri, e la furia di uomini mascherati travolgere una coppia di giovani innamorati dai volti immersi nella foschia, con grande violenza. Poi il sangue macchiò copiosamente quella funesta immagine, e prima di sprofondare nell’oblio, vide l’elsa di una spada, su cui vi era raffigurata l’immagine di un drago rampante. L’ultima visione scatenò l’ultimo, vero, ricordo della sua vita.

-La… La spada! Devo ritrovare la spada!

-Cosa!? Che ti piglia?

-Lia, devo tornare nel bosco!

-Ma non sei ancora in condizione!

-Non importa! Devo andare!

Lia capì che contro quel testardo zoppicante ci sarebbe stato poco da fare, e affidando Eveline alle cure di Gregory, decise di seguirlo. Anche Netty, la cagnetta, si accodò alla coppia, abbaiando allegramente. I tre raggiunsero il vicino bosco di Tracandor, con le sue alte sequoie, senza allontanarsi troppo dal fienile in cui lo smemorato era stato ritrovato. Cercarono l’agognata lama tra cumuli di neve finché, saltellando e abbaiando, la piccola Netty non attirò la loro attenzione. La coppia si avvicinò, e disotterrarono una lama con l’elsa dorata. L’incisione era la stessa della visione avuta dallo smemorato.

-Dici che questa spada ti aiuterà?- sussurrò Lia, mirandola interdetta. L’uomo tacque, afferrò quella spada e la guardò sotto il riflesso del sole pomeridiano. Stavolta, però, la sua memoria non produsse nulla di nuovo.

-Non ha funzionato… Non ricordo null’altro…- disse in preda alla delusione.

-Forse non è tua…- replicò Lia, toccandosi il mento.

-Ma io l’ho vista! Perché allora? Perché è nei miei ricordi?

Lia non replicò, anch’ella avvolta nelle tenebre dell’ignoranza. Rialzandosi, s’accorse che Netty era sparita. La cercò nei dintorni, ma invano. In lontananza, però, sentì la cagnetta abbaiare ripetutamente. Lia corse verso quei segnali sonori, e lo smemorato la seguì tra mille difficoltà, impugnando quella lama. Dopo alcuni passi, non la vide più, e la stessa Netty aveva smesso d’abbaiare. Insospettitosi, cercò di accelerare il passo nonostante le palesi difficoltà, ed istintivamente, mise due dita in bocca, emettendo un forte fischio. Poi invocò il nome della giovane, gridandolo al cielo con quanto fiato aveva in corpo. Ma la ragazza non rispose. In compenso, lo smemorato vide avvicinarsi un destriero bianco, che lo affiancò affettuosamente.

-E tu? Da dove sbuchi?

Lo accarezzò delicatamente sul muso, e nel farlo, un frammento si riaccese, come per incanto.

-Percy… Tu sei Percy! Mi ricordo di te!

Il cavallo nitrì, quasi annuendo a quella affermazione, ma in quel fulgido istante, lo smemorato vide il mondo eclissarsi, e perdendo i sensi, fu avvolto nuovamente dalle tenebre del suo inferno carico di memorie sconnesse.

Serie: Frammenti maledetti
  • Episodio 1: Atto primo. Identità smarrita
  • Episodio 2: Atto secondo. La lama dimenticata
  • Episodio 3: Atto finale. La chiave dei ricordi
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    Commenti

    1. Fabio Volpe

      Ciao Antonino.
      Lo smemorato, che personaggio 🙂
      Anche in questo pezzo hai tenuto bene il ritmo dei dialoghi botta e risposta.
      Confermo che è una bella lettura e si fa leggere volentieri (considera sempre che io mi sto avvicinando piano piano a questo genere)
      Ancora complimenti

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Fabio, grazie mille! Lo smemorato ti riserverà una sorpresa nel finale, e per quanto riguarda il genere, questo racconto è molto classico come fantasy, ma se ti va di leggere fantasia pura, allora prova con l’altra mia serie, Cronache di una Sognatrice, a partire da Oltre i confini della realtà! Ti aspetta un mondo tra colori e oscurità, semplice ma non senza una trama ricca di azione e colpi di scena😁! Ti ringrazio ancora, e spero che il finale di questo piccolo racconto non ti deluda😊!

    2. Chiara Rossi

      Sempre più curiosa di sapere come si conclude la serie, perciò vado subito a leggere l’ultimo episodio… ma prima vorrei farti di nuovo i complimenti perché la serie si legge con naturalezza, i personaggi sono ben descritti come le relazioni tra di essi, e il mistero che intorno allo smemorato invita ad andare avanti.

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie davvero Chiara, averti trasmesso sensazioni positive e grande curiosità sono per me motivo di grande gioia e orgoglio😁!

    3. Antonio Rispoli

      Ciao Antonino,
      Leggendo quest’episodio e notando le varie sfaccettature dei personaggi, vedo un qualcosa che, a parere mio, solo i veri scrittori hanno. Quelle immagini nitide che si creano nella mente sono un biglietto da visita che spero non perderai mai.

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Antonio, ti ringrazio davvero tanto per le belle parole spese. Per essere veri scrittori servono molti fattori, ma spero davvero di non perdere questa caratteristica😊!

    4. Giovanni Pignataro

      Non ti offendere e prendilo come un complimento, il vecchio mi ricorda, per il suo essere così scontroso, il vecchio dell’alpe di Heidi nella prima puntata e come la stessa la bambina nella sua gentilezza, personaggi fortemente e meravigliosamente caratterizzati.

      1. Antonino Trovato Post author

        Giovanni, per me è un grande complimento quello che mi fai! Chi non ha amato Heidi e i suoi personaggi, soprattutto il vecchio nonno? Per me è un onore che tu abbia paragonato Gregory al nonno di Heidi!! Detto questo, ti ringrazio immensamente per aver letto e commentato!!!

    5. Dario Pezzotti

      Voglio farti una piccola confessione: quando gli avvenimenti descritti su carta (o su schermo) si tramutano in immagini nella mia testa, significa che quel che sto leggendo mi piace! Forse sto semplificando troppo, ma è così. Questa tua serie è quasi un film!🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Ti rivelo che in effetti hai ragione! Io ciò che scrivo lo vedo, non lo immagino soltanto, io cerco di vivificare i miei personaggi, per me è come se stessero parlando davvero, forse è un modo per compensare uno stato di solitudine interiore…

      1. Antonino Trovato Post author

        Ti ringrazio Vanessa, mi fa piacere che l’alone di mistero che avvolge il protagonista ti abbia coinvolto!

    6. Giuseppe Gallato

      Che finale! E che episodio! Veramente molto bravo, complimenti! Ho apprezzato ogni cosa: lo stile, la punteggiatura, il testo scorrevole, i personaggi e tutto l’impianto narrativo. Vado immediatamente a leggere il seguito! 🙂

    7. Micol Fusca

      Ciao Antonino, il racconto continua a stuzzicare la curiosità. Anch’io rimango in trepidante attesa della conclusione tenendo in buon ordine la mia losca fantasia.