Ballerine

Serie: Il cacciatore di sogni

  • Episodio 1: Prologo
  • Episodio 2: Ada
  • Episodio 3: Ballerine

Alla residenza ospedaliera San Giovanni Miglianello* le giornate erano scandite da orari ben precisi. Sveglia alle 7,30 e somministrazione della terapia, poi igiene personale e colazione. Dopo le 9 gli ospiti dovevano lasciare la stanza, chi con le proprie gambe, chi con deambulatori o sedie a rotelle, perché cominciavano le “grandi pulizie”.

Ennio detestava quello sfollamento forzato, soprattutto d’inverno, ma ormai il freddo aveva lasciato il posto a una temperatura più che sopportabile e le vetrate della sala da pranzo erano aperte e si cominciavano a vedere le viole che spuntavano nei vasi di terracotta vicino al muro.

Quella mattina la nipote gli aveva tagliato i capelli e la barba prima di scappare al lavoro e subito dopo lo aveva costretto a guardarsi allo specchio. Le sopracciglia cispose, le borse sotto gli occhi, che le facevano sembrare due prugne secche e il collo rugoso come quello di una tartaruga, lo avevano messo di cattivo umore.

Ma quando la portantina lo aveva sistemato sotto al gazebo, dal quale il glicine scendeva a grappoli, si era incantato a guardare i fiori viola che spandevano profumi nell’aria fresca e gli era tornato il buon umore. La moglie era poco distante, assorta nel suo mondo inaccessibile, con la testa reclinata da un lato come un uccellino addormentato.

Si allungò per prendere uno di quei fiori, ma l’artrosi non gli permetteva di distendere il braccio.

«Lo sa che è vietato strappare le piante, Antonioli.»

La voce alle sue spalle lo fece sobbalzare. Era Ada, l’infermiera che sembrava Jeeg Robot; era uscita per riportare dentro uno dei pazienti. Ennio si girò a fatica, per via della cervicale che gli impediva i movimenti. «Il glicine è una pianta che sbiadisce al sole e sfiorisce altrettanto in fretta. Volevo regalarne un mazzetto a mia moglie Mirta.»

L’infermiera annuì. «Be’, tra qualche giorno è il suo compleanno e in genere, quando si festeggiano gli ottant’anni, organizziamo una grande festa. Ha pensato a cosa regalarle?»

Ennio era ancora indeciso, con la nipote stavano organizzando una gita al lago insieme ad alcuni parenti, ma al regalo non aveva ancora pensato. L’idea gli venne sul momento. «Potrei regalarle un carillon. Ha presente quelli con la ballerina che danza al suono della musica?»

Ada lo guardò severa, la fronte corrucciata.

«Non le piacciono i carillon?» la incalzò Ennio.

«Non è il carillon» rispose Ada spingendo via il paziente che doveva prelevare. «È che non sopporto le ballerine.»

Ennio si accorse che la voce le si era spezzata, come se avesse il singhiozzo.

Come se avesse provato un dolore.

Nota*: Nome di fantasia (qualsiasi riferimento a strutture realmente esistenti è puramente casuale).

Serie: Il cacciatore di sogni
  • Episodio 1: Prologo
  • Episodio 2: Ada
  • Episodio 3: Ballerine
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    Commenti

    1. Dario Pezzotti

      Su Jeeg robot sono morto!😁
      Leggerti è un piacere, una breve ma salutare boccata di ossigeno. Questo donnone cosa ci riserverà? Verremo a conoscenza del suo passato da ballerina?

      1. Angela Catalini Post author

        In effetti ero indecisa tra Mazinga e Jeeg Robot, ma il mio cartone animato del cuore resta per sempre Goldrake ♥ Sono capitoli brevi e indolore, devo impegnarmi di più per annoiarvi come si deve ahahah. A presto Dario e grazie 🙂

    2. Giuseppe Gallato

      Ciao Angela, mi associo a quanto detto da Massimo. Inoltre, trovo nella tua scrittura un uso della punteggiatura fine (sì, sono fissato con la punteggiatura!). Già, con questo finale si lascia intendere che “Jeeg Robot” sia un ex ballerina, o qualcosa del genere. Curioso di leggere il prossimo episodio. 🙂

      1. Angela Catalini Post author

        La punteggiatura è sempre stata un disastro, qualcosa di cui non verrò mai a capo, se è venuta bene è un puro caso 😀
        Grazie per aver letto anche questo episodio e a presto 🙂

    3. Angela Catalini Post author

      Ciao Massimo, è la prima volta che qualcuno definisce la mia scrittura “accogliente e calda” e devo dire che mi piace molto come definizione, quindi ti ringrazio. Sei troppo intelligente e hai già capito che la nostra infermiera aveva a che fare con la danza, in fondo si chiama Ada…
      Nei prossimi giorni arriverà il terzo capitolo, come sai sto scrivendo anche altro e devo saltare da una liana all’altra come Cita 😀 😀 😀
      PS = grazie per il commento molto gradito.

    4. Massimo Tivoli

      Mi è piaciuto molto questo episodio, con la tua scrittura accogliente e calda. Le scene sono vivide e anche gli odori. Bello il cliffhanger sul finale: Il donnone probabilmente era un ex ballerina? o qualcuno vicino a lei lo era? Non mi resta che leggere il prossimo episodio che, spero, esca presto 🙂