Beautiful Rain

Sei lì, ti vedo. Il mio cuore batte forte nell’avvicinarsi al tuo.

Quel posto era davvero bellissimo, non avevo mai visto nulla di simile. Un paesaggio da mozzare il fiato, prati e colline sconfinati fin dove potevo posare gli occhi. Alberi e rovine antiche a contornare quel luogo.

Cammino sull’erba, sono vestito in modo semplice ma elegante, un paio di jeans, delle scarpe e giacca grigia sopra una maglietta nera.

Strano. Mi pareva di essere vestito diverso.

Comunque, i miei occhi tornano a posarsi su di te che ne stai seduta ad ammirare il tramonto e le prime luci delle stelle.

Anche tu porti un paio di jeans, una maglietta e scarpe, nulla di particolare. Ma è il tuo viso pieno di meraviglia che blocca il mio respiro.

<<Sei in ritardo>> mi dici spostando lo sguardo verso di me.

Il tuo sorriso non ha niente a che fare con quell’affermazione. Il tuo sorriso è qualcosa che mi fa, ecco…non so più cosa pensare.

<<Perdonami…ho avuto qualche…difficoltà.>>

<<Non fa niente>> mi rassicura alzandosi. I suoi lunghi capelli si muovono sinuosi mentre lo fa. <<L’importante è che tu sia qui.>>

<<Si. Conta solo questo.>>

Si avvicina a me, e io mi avvicino a lei. Non smettiamo di guardarci. La prendo per mano, stringo le dita fra le sue.

Comincia a piovere mentre ci dirigiamo in un cortile abbandonato, ma non ci facciamo caso. Siamo felici, nient’altro ha importanza.

La fermo e la giro verso di me per abbracciarla. Lei mi lascia fare. Ci culliamo, e lentamente, come richiamati da una canzone lontana, cominciamo a ballare. Non balli da professionisti, ma era un ballo, un ondeggiare continuo fra il cullarsi e il muoversi a tempo di musica.

Rimaniamo lì. Solo noi due. Nessun altro. Noi due. Il nostro momento eterno.

La pioggia cade inzuppandoci i vestiti.

Non resisto. Le prendo il viso fra le mani e la bacio. La bacio con passione disperazione tanto che lei si aggrappa a me con le unghie quasi temendo che io sparisca da un momento all’altro.

Allontano le labbra appoggiando la fronte alla sua.

Lei mi guarda con una tristezza senza pari, una tristezza che fa male, che mi spezza.

La pioggia cade.

Lei mi guarda negli occhi con un’intensità che non riesco a distogliere lo sguardo.

Io le sorrido, un sorriso amaro, un sorriso che mi dilania.

La pioggia è fredda.

Lei mi accarezza il viso con la mano. <<Sai che questo è solo un sogno…>>

Io annuisco abbassando lo sguardo. <<Si…>>

La luce penetra dalle tapparelle della finestra. Il mattino è arrivato.

Gli occhi mi fanno male mentre distinguo i contorni della mia stanza. Qualcosa mi bagna il viso, mi tasto con le dita scoprendo che sono lacrime, avevo pianto…

Ora capisco perché pioveva…

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Discussioni

  1. Bellissimo, non posso dire altro. Ho letto i racconti che hai pubblicato qui fino a questo momento e destreggi la narrazione in prima persona alla perfezione: pur con poche parole, quelle giuste, riesci a trasmettere molte emozioni