Bestiame in Decomposizione

Serie: Relicta: Il Pastore dei Morti

“Tu. Lì.”

“Forza!” esorta l’altra guardia spingendo i poveracci, ammutoliti dallo sgomento e la paura. Usa una verga di legno, stretta in vecchie garze, per dirigere i cadaveri ambulanti scesi dalla carrozza.

Uno a uno, si lasciano guidare per poi allinearsi di fronte alle fessure buie della maschera corvina che li osserva, senza proferire parola.

“Sono tutti qui, padre. Nuovi nuovi, pronti per essere condotti a miglior vita.” Quello che pare il capo, dei due, mastica le parole assieme a un bastoncino aromatizzato.

L’altro passeggia alle spalle dei morti e scruta il panorama notturno; ad ogni passo, la cotta di maglia tintinna sotto il corpetto di cuoio. La sua mano stringe nervosamente l’impugnatura di una spada, infilata nella cintura senza fodero.

Dopo un passo avanti, il becchino piega la testa squadrando il prigioniero di fronte, per poi estrarre dalla scarsella un piccolo oggetto, radiante luce verde. Lo serra in pugno, facendo lamentare il cuoio dei guanti, per poi protendere la mano verso la persona, fonte della sua attenzione. Non è come gli altri: è consumato già dalla decomposizione, e tutti quelli in grado di percepire odori comprendono quanto il tempo, per un non-morto, possa essere crudele. A dir poco repellente, orribile e con piccole creature a brulicare tra le sue viscere, parte delle quali è stata già disseminata nello scendere dalla carrozza.

Aprendo la mano, mostra allo sventurato il cristallo, l’obolo: “Ti serve. Nutriti.”

Tutti, soprattutto l’imputato, sono rapiti dal prodigio, dal frammento di anima che giace placido sul palmo del becchino. Dalla più spenta alla più viva, ogni pupilla imprigiona il riflesso di quel cristallo, quasi trattenendo negli occhi un piccolo fuoco fatuo. Non è altro che brama, e ogni non-morto desidera quel che il sacerdote ora offre.

“No. Non è per te.” il guardiano mascherato si pronuncia tempestivo, all’accorgersi di un mezzo passo, da parte di uno dei quattro, attirato dalla fame.

“Fai quel che dice il Padre.” ordina una guardia, così questi afferra l’oggetto, portandolo a sé, al petto; la luminescenza passa attraverso le carni sottili, mettendo in evidenza ogni osso della mano, contro luce.

In quel che forse un tempo era un sospiro, il morto si abbandona in un’espressione di godimento, di pace e l’energia dell’obolo si spegne piano. All’aprire la mano, il prigioniero non ha più il cristallo, ma tutti sono meravigliati dalla carne che lentamente riprende colorito e rigenera le parti deteriorate dagli elementi. Il grigiore e il verdastro della decomposizione tornano a un colorito albino, così come l’odoraccio insostenibile ora rientra nel sopportabile.

“Direi che abbiamo finito.” conclude la guardia, indifferente a quel che potrebbe aver già visto centinaia di volte.

“Non volete restare per la notte? Partirete domani mattina.” risponde il becchino, con voce gentile.

“No, padre.” si volta, con un piede già sulla pedana della carrozza: “Il Confine mi mette paura, lo lascio ai morti.”

“Buona vita.”

“Buon riposo, Padre.”

Serie: Relicta: Il Pastore dei Morti
  • Episodio 1: Il Morto in Attesa
  • Episodio 2: Bestiame in Decomposizione
  • Episodio 3: I Bisogni dei Vivi
  • Episodio 4: Le Risa del Neonato
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    Commenti

    1. Micol Fusca

      Ciao Bellard, una delle cose che ho apprezzato fin da subito è che i tuoi racconti sono brevi, concisi: lapidari! (battuta scontanta, lo so). A differenza della serie Emotikon in questa ti muovi in un ambiente che appartiene al concetto di fantasy più classico. Inutile dirti quanto io apprezzi le atmosfere dark. Attendo di conoscere più dettagli del tuo personale Inferno.

      1. Bellard Richmont Post author

        Sì, questa serie fa parte del genere grimdark, ossia il genere con il quale ho esordito come autore self nel 2017. Per quanto riguarda il dark… tutto quel che scrivo, alla fine, diventa sempre dark XD