Bio-ducation

«Davvero!?» esclamò il bambino, gli occhi spalancati dallo stupore. «Quindi ci sono state due Guerre di Se–».

«Shh! Andrea, meglio non dire queste cose ad alta voce. Anzi, non le devi proprio dire. Sono cose che oggi si tende a dimenticare…conoscile, ma non dirle mai a nessuno!»

«Va bene zio, starò zitto».

«Non possiamo stare qua dentro!» borbottò Luca.

«Andiamo! Dopo il blackout dell’altro giorno non hanno ancora del tutto ripristinato l’impianto di sicurezza. Menomale che tempo fa cercai un modo per intrufolarmi qua dentro!»

«Ma perché tutto questo scalpitio per una biblioteca?!» continuò l’amico mentre strusciavano al buio.

«Perché da quando mio zio ebbe l’incidente tre anni fa nessuno più mi racconta belle storie sul mondo. Nella mia testa ora mettono solo stronzate da terza media!» Ah suo zio – quanto gli mancava! Strinse forte la collana che gli regalò poco prima dell’incidente, di quelle che davano per il giuramento militare o per le cariche importanti – come nel caso dello zio – che non si possono più rimuovere.

«Stronzate?» si domandò Luca, «che vuol dire? Dove hai imparato questa parola?»

Andrea sospirò.

Scesero dal condotto e piombarono nella biblioteca. Ogni libro era prezioso, come diceva lo zio del ragazzo. Però quei libri lì erano diversi da quelli della libreria sotterranea del parente scomparso. Erano più piccoli, con supplementi digitali scaricabili solo da determinati upload; altri invece erano semplicemente supporti fisici di copie digitali, il cui download era bloccato e misterioso.

Sperava di poterne leggere almeno uno.

Non era mai stato lì dentro – in pochi ci andavano ormai –, però si aspettava tutt’altro.

Finalmente Andrea era diciassettenne. Quel traguardo nella vita voleva dire tutto: era la maggiore età.

Poteva guidare capsule di ogni tipo, essere autonomo, adibire al fondo monetario familiare: poteva essere libero. Ma soprattutto, poteva iniziare a scegliere quello che sarebbe stato il suo futuro lavoro, grazie all’implemento degli ultimi upload e il conseguimento della Maturità Formale prima, e della Laurea Teorica poi.

Era impaziente di ottenere il nuovo upgrade per via della sua interminabile curiosità. Quando fece l’ultimo a quattordici anni, per il biennio superiore, restò male nel constatare che ciò che continuava a conoscere era ancora frammentato (aveva sperato che dopo l’update della scuola media avrebbe conosciuto meglio il mondo, ma non fu così). Sperava sempre di ritrovare negli upgrade l’emozione donatagli dallo zio, che né altri, né libri potevano fornirgli.

Per certi versi odiava il suo cognoscer, malgrado l’avesse dalla nascita – come tutti. Inizialmente voleva cambiare gestore, ma alla fine il problema erano le direttive statali. Loro decidevano quando attendeva ai giovani il prossimo upload.

Però era fermo al Rinascimento da tre anni! Voleva sapere cosa lo attendeva fino al 2138.

A volte si domandava perché lui e i suoi compagni dovessero aspettare per imparare.

“E’ perché intanto puoi avere la tua educazione militare” gli dicevano i genitori.

Però era assurdo. Intere aree dell’Internet si potevano sbloccare solo dopo determinati upgrade, che arrivavano lentamente durante tutta la fase educativa (fino ai 25 anni!)

Che noia!

Però oggi lui stava per ricevere l’upgrade finale del liceo, e finalmente poteva indirizzarsi verso l’università.

Voleva viaggiare, ma soprattutto andare a vedere la Terra, che suo zio diceva essere molto meglio di Marte, con molti più libri, antichi, su molte più materie.

Ah, suo zio. Sarebbe fiero di lui quest’oggi.

Avrebbe scelto qualcosa inerente allo spazio, o qualcosa di umanistico? Beh, avrebbe scoperto le opzioni una volta ottenuto l’ultimo upgrade. I suoi genitori, e chiunque altro, non potevano, neanche volendo, dare informazioni provenienti da upgrade superiori o specifici di un campo scelto all’università, quindi era tutta una sorpresa.

Alla cerimonia di oggi c’era anche Luca, il suo grande amico d’infanzia, la luce grazie alla quale superò la perdita dello zio e che l’aveva sempre supportato nelle sue iniziative “folli come lui”, come gli diceva sempre.

Alla fine solo una volta sono stati beccati e catturati, ma per fortuna non ci furono particolari conseguenze, se non la rimozione di ciò che videro nella biblioteca – anche se lui, stranamente, ancora ricordava.

Ed eccoli lì, tutti i ragazzi della sua età della sua classe militare ad accedere alla Porta Magnetica per il passaggio immediato dell’upgrade.

Luca fu il primo tra i due; una volta passato gli sorrise.

Poi toccò finalmente ad Andrea: e un allarme vicino alla porta suonò immediatamente.

Andrea si spaventò. Cosa era successo? Nella testa gli balenarono ricordi casuali, poi perse lucidità per un attimo, cadde, onde arcobaleno davanti alla sua retina.

Venne preso con la forza e portato via dalla cerimonia. Dottori? Forse si era sentito male?

Era disteso.

Vedeva tutto sfocato e si sentiva strano.

Aveva un casco appoggiato sulla testa, e delle persone intorno a lui parlavano, ma Andrea non capiva cosa stessero dicendo. Provò un po’ di paura: cosa c’era di sbagliato in lui?

All’improvviso un forte mal di testa, quindi riemersero tantissimi ricordi dello zio ed esperienze passate.

Si contrasse, strinse i denti.

Voleva tornare da Luca e dalla sua famiglia. Tornare alla cerimonia di upgrade. Poter scegliere della sua vita.

E conoscere.

E sognare.

E poi buio.

Dopo l’upgrade di Laurea Teorica in agricoltura marziana, e la specialistica in terreni ferrosi, negli anni successivi finì sia l’addestramento quindicennale obbligatorio che il corso cognoser-pratico per la Laurea pratica, a venticinque anni, in agricoltura.

Andrea era felice. Da anni oramai viveva nelle terre limitrofe della capitale del Marineris, insieme a sua madre. Lì poteva praticare tutto ciò che aveva imparato, ed occuparsi delle piantagioni dei laboratori Tharsis. Lì una collega spesso lo guardava con interesse; forse un giorno si sarebbe fatto avanti.

Ogni tanto andavano a casa dei medici, che approfittando delle cure statali offerte alla madre, facevano un controllo completo anche ad Andrea. E i giorni da ingegnere agricolo passavano felici.

Un giorno gli venne in mente una parola. “Stronzata”. Continuava a ripeterla, nella mente, senza conoscerne il significato. Poi, giorno dopo giorno, iniziò a ricordarne altre, sempre senza significato.

Un giorno ricordò la parola “guerra”. Non era una parola come le altre quella. Gli suggeriva qualcosa di profondo. Istintivamente guardò il ciondolo della collana che gli aveva regalato la madre da bambino, del tipo militare che non viene via. Lo rigirò tra le mani.

C’era una minuscola scritta sul lato, ma non ci badò.

Tenendosi lontano dall’unica libreria di casa, dalla quale provava ribrezzo, il giorno dopo i suoi trent’anni, uscendo per andare a lavorare come tutti i giorni, Andrea incontrò un uomo alto, muscoloso.

Gli ricordava qualcuno, ma non sapeva chi.

«Andrea!» disse questo in lacrime, «avevi ragione tu!»

«Ci conosciamo?» chiese lui.

«Ma certo, vecchio scemo!» disse ridendo, «non c’è molto tempo. Ci hanno separati tanti anni fa. Sarà strano, e farà un po’ male…. STRONZATA! Biblioteca Nazionale del Marineris! Ci hanno presi! Luca e Andrea!»

Appena la mente dell’uomo fece un’associazione tra quelle parole, ebbe come un click nella testa, e iniziò a dolergli.

Nell’emicrania improvvisa si gettò a terra. Il ciondolo uscì fuori dalla divisa, quello monotono che portava da anni al collo. Ma divenne interessante all’improvviso. In un impeto di curiosità lesse la famosa scritta sul lato interno: Prima e Seconda Guerra di Secessione.

Andrea gridò, poi puntini colorati tutt’intorno; infine buio, e felicità di sentire la testa come espandersi.

Andrea, quarantacinque anni, leader del movimento Anti-Marineris.

Perse una gamba nella Battaglia di Curiosity, ora robotica.

Si ricordava con fierezza del discorso che Luca gli fece, cambiandogli la vita e facendolo risvegliare: “…è come se si fosse aperta una bolla nella tua mente, dove tutte le informazioni bloccate dal cognoser, che apprendevi grazie a tuo zio, andavano a deporsi, bypassando il sistema. Questo fece scattare l’allarme alla cerimonia. Poi ti catturarono… Ma hai fatto crashare il cognoser. Sei stato l’unico, sei speciale!”

Lo zio, alto funzionario del plotone terrestre, generale di prestigio, fece in modo che si potesse riattivare in lui la sua “bolla”, in caso di manomissione futura. Aveva sempre creduto in lui.

Luca era entrato nella Resistenza durante l’assenza di Andrea, insospettito dagli eventi, e quindi l’aveva cercato.

Ed ora il suo migliore amico era lì, vicino a lui, per l’attacco finale alla Capitale. Dall’altro lato la ragazza che lo guardava, una spia della Resistenza. Aveva avanti oltre quarantamila uomini e donne e non, liberi dal giogo del cognoser e dal potere centrale.

«Oggi» gridò, «finirà l’era del controllo conoscitivo, del piegamento e dello sfruttamento militare! Il cognoser, imposto alla nascita a chiunque, annulla il pensiero logico, la volontà, la libertà, il progresso della civiltà, la felicità, l’individualità, la coscienza; mezzo per manipolare e alterare la conoscenza senza che si venga indagati. Loro controllano la storia. Controllano il più grande strumento per la nostra identità e il potere assoluto. Oggi, se perdiamo, Loro cancelleranno questo evento dalla storia e dalla memoria marziana, come hanno fatto con le Guerre di Secessione, i primi tentativi di abbattere la dittatura.

«Chi controlla la conoscenza controlla il mondo, ma la conoscenza è di dominio pubblico».

Si girò. Alzò il braccio contro il Castello. «Per la CURIOSITÀ’, la CONOSCENZA e la STORIA!»

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Discussioni

  1. Un racconto fantascientifico ben articolato, continua così, anche Leonardo era centinaia d’anni avanti, all’epoca era considerato un visionario, chissà cosa aspetterà le generazioni future, continua così Roberto, un abbraccio

    1. Grazie mille! Troppo buono. Continuerò a far evolvere un piccolo universo fantascientifico, e magari tanti altri.

  2. Ciao Roberto, finalmente ti leggo! Il racconto ha una trama sofisticata e interessante. Ci sono i temi cari al genere fantascientifico, l’idea di un potere controllante e dominatore. È vero, la conoscenza rende liberi o se non altro è uno dei principi per cui vale la pena lottare: mi piace l’idea dell’upload per l’istruzione, chissà, nel futuro studiare sarà più facile ma siamo sempre allo stesso punto: le tecnologie evolute portano con sé grandi opportunità ma anche grandi rischi.

    1. Sono molto contento che ti sia piaciuto! Inoltre hai colto perfettamente lo spirito del quesito che mi pongo circa la complessità del progresso: i mezzi sofisticati che man mano l’uomo crea hanno giudizio solo in base al tipo di utilizzo che se ne fa. Spero di poter approfondire in futuro il tema, che insieme a quello della conoscenza mi è molto caro.

  3. Ciao Roberto, anche questo racconto conferma la mia idea: devi scrivere una serie sci-fi, perché anche qui c’è tanta carne al fuoco, il tema dell’oblio, del controllo mentale, della schiavitù delle coscienze e la fine di ogni libertà e sogno e la annessa ribellione che rappresenta il risveglio di ogni anima assopita o peggio, quasi cancellata. Riappropriarsi del passato per sperare in un futuro libero e migliore. L’idea che hai elaborato mi piace moltissimo, ma svilupparla ancor di più (soprattutto se viene condita da elementi horror, di cui sono appassionato) sarebbe davvero il massimo?!

    1. Ciao Antonio e grazie come sempre del commento! In verità – benché non sia ancora deciso – non posso negare di una possibile connessione di questa storia in un “universo” comprendente la precedente (Corsi e Ricorsi), la cui serie è in lavorazione!
      Spero possa vedere presto la luce, anche se prima mi sono gettato in una serie di tutt’altro genere ? che spero di pubblicare tra un due settimane