Caos

Serie: Levii-Hatan

Meloria drizzò le spalle, tese l’orecchio e ripartì come una saetta. Davanti a lei Turi barcollava, allo stremo delle forze.

≪Non ci possiamo fermare! Sono vicini!≫ lo incitò la ragazza.

≪Li porci portati a spalla pesan come questo, ma quando li portavo mica dovevo correre con le frecce al culo!≫ rispose Turi sputacchiando, con Dion che dondolava pericolosamente sulle sue spalle.

Meloria lo superò svoltando ancora e Turi fece di tutto per stargli dietro. Dopo poco però la ragazza fece retromarcia ≪vicolo cieco! Torna…≫ le parole le morirono in gola, quando a poca distanza, i tre inseguitori ansanti li raggiunsero. Sul viso dell’enorme uomo oltraggiato dal poeta, scintillò il ghigno della vittoria.

≪Lasciatemi quel coglione e non vi farò niente. Siete nella tela del ragno…≫ il ghigno si allargò in un sorriso compiaciuto.

Turi fece rimbalzare gli occhi sui volti crudi degli uomini armati, e mentre indietreggiava perduto, Dion mugolò. Il poeta si svegliò con il capo che sbatteva sulle natiche di Turi, confuso. Meloria li raggiunse e tese l’arco tenendo sotto tiro il terzetto.

≪Stai bene? Sei in grado di camminare?≫ gli sussurrò senza distogliere lo sguardo dai loro aguzzini.

≪Bene, che parola ampia… vedo il mondo alla rovescia, il resto non so… ≫ Dion si agitò e Turi lo scaricò a terra con delicatezza. Meloria con lo sguardo mobilissimo cercava una via d’uscita, che proprio non riusciva a trovare. Gli uomini avanzarono di qualche passo accorciando le distanze e la ragazza mosse l’arco.

≪Solo una freccia… come pensi di abbattere gli altri due?≫ l’uomo rise rovesciando la testa all’indietro. “Tre contro tre” pensò Meloria guardando i suoi compagni. Era una battaglia già persa.

≪Di grazia buona amica, come pensi che ci tireremo fuori da questo brutto affare?≫ Dion si ravviò i capelli per nascondere il tremore della mano.

≪Ci hai messi tu in questo casino! Un modo c’è ma loro non devono vedere e qua è impossibile…≫ la ragazza indietreggiò mentre due uomini si facevano avanti con le braccia aperte.

≪Oh maledetta Silene!≫ imprecò Meloria mentre Dion cercava di capire il senso della sua frase. Ma d’un tratto accade un fatto del tutto inverosimile: per una manciata di secondi un muro alto e spesso si frappose tra i buoni e cattivi. Saldo e robusto, apparve, vacillò trascolorando e poi scomparve nel niente. Lo stupore fu tale che tutti i presenti si bloccarono increduli e imbambolati, ma non Meloria.

In quel minuscolo frangente di copertura, lasciò andare l’arco e si strappò dal collo una catenella e il suo ninnolo. Rapida come un animale braccato, stappò un piccola ampolla, e riversando il contenuto a terra disegnò un cerchio. Prese le mani dei compagni e recitò qualche parola disperata. E i tre sparirono.

***

≪Toglimi le mani dalla faccia! Spostati!≫ gridò Meloria cercando di venire a capo di quel groviglio di braccia e gambe. Il rompicapo fu complesso ma alla fine i tre si ritrovarono salvi, immersi nel buio totale.

Turi allargò gli occhi al limite cercando di vedere oltre ≪dov’è che siamo, qua è più buio che in pancia! Ma com’hai fatto?≫ disse.

≪Oh! Suppongo che tu abbia visitato diverse pance per fare il raffronto≫ inveì Dion lisciandosi i pantaloni.

Meloria tirò qualche manata a casaccio ≪Smettetela! Siamo da qualche parte nel Rostro. Ho usato la terra, ma voi come avete fatto piuttosto? Quel muro era sensazionale e…≫

≪Tre passeri spauriti in giro nelle ore notturne… e proibite…≫ disse una voce da qualche parte. Una torcia avvampò d’improvviso, rischiarando una figura scarmigliata: Tireo.

Ora, in una situazione come questa, il nostro impavido trio avrebbe dovuto tremare, ma la scena che gli si parava dinnanzi aveva del grottesco. Tireo, con il corpo cosparso di terra su cui aveva disegnato strani glifi, stringeva in una mano un uovo e nell’altra, levata al cielo, un lungo ramo bitorzoluto. Inoltre un solo calzino sbilenco indugiava sul suo piede destro.

≪No, non ditemelo, lo so già. Avete scorrazzato nella terra di sopra, è birra quella che sento?… Com’era la storia?≫ chiese poggiando il ramo e ficcando l’uovo sotto terra.

Turi si fece avanti ≪mi piaceva davvero, ma poi è successo il pandemonio e mica l’ho sentita la fine≫ rispose amareggiato.

≪Adoro le storie! Dove siete arrivati?≫ chiese Tireo giulivo.

≪Che Sole e Acqua erano amici e che volevano fare nascere Terra≫ rispose Turi eccitato.

≪Molto bene, la parte migliore. Sedetevi su…≫ Tireo come se niente fosse si accovacciò a terra e prese a raccontare.

≪Dunque Sole e Acqua che avevano creato un unico granello di Terra decisero di posarlo sul dorso dell’animale più grande che popolava il mare sconfinato: Leviatano. Quel granello divenne sasso, pietra, roccia ed infine montagna. Dune ondulate di sabbia bianca, dolci declivi e punte aguzze. Acqua riempì le valli aride e Sole ne scaldò la superficie. Piccoli germogli verdi divennero erba, cespuglio ed infine albero. Acqua e Sole li nutrirono e si divertirono a creare fiori ameni e frutti succosi. Ma i fiori appassivano e la frutta marciva senza che nessuno, oltre loro, potesse goderne. Crearono allora piccoli insetti, che divennero farfalla e infine aquila e tanti ancora. Li colorarono con tinte nuove e sconosciute. Ma mancava sempre qualcosa: un animale in grado di riconoscere la grandezza di Sole e Acqua e astuto come il loro peccato di superbia. Così nacque Uomo. La venerazione per Sole e Acqua era totale e Uomo faceva loro offerte e dedicava preghiere agli unici creatori, che gongolavano.

Notte però, quando calava il buio e i colori del mondo andavano perduti, sussurrava agli uomini la grandezza di Sole e l’inadeguatezza di Acqua e viceversa.

Presto gli uomini iniziarono a dividersi in Credo differenti dando a Acqua e Sole dei nomi. I nomi che sono arrivati fino a noi, non sono che le rimanenze di parole più complesse: Acqua divenne Silene e Sole Tartaros.

I due Creatori iniziarono così ad odiarsi, contando continuamente quanti uomini stavano per l’una e quanti per l’altro.

Silene chiamò i propri discepoli Natanti, dotandoli dei polmoni dei pesci e della stessa empatia per l’acqua. Li portò con sé nelle liquide sale del suo ventre, creando per loro isole fluttuanti tra le correnti.

Sole si sentì in dovere di chiamare i propri adepti Camminatori e di dar loro il dominio di Terra.

Così scoppiò il caos. Mentre Natanti e Camminatori si uccidevano in nome del vero ed unico creatore, Sielene e Tartaros indissero a loro volta una battaglia mai vista prima.

Gorghi feroci e onde enormi si allungarono verso Sole che li ricacciò con fulmini e tuoni. Per cinque giorni e cinque notti Sielene e Tartaros duellarono fin quando Leviatano, sfinito dal reggere il peso di Terra in mezzo a quel caos, si rovesciò. Terra si schiantò in mille pezzi andando a formare il fondale marino, mentre il cetaceo giacque, riverso, con l’enorme ventre verso il cielo. In breve morì inchiodato dalle montagne semi-sommerse del suo dorso.

Pochi Camminatori si salvarono, e altrettanto pochi Natanti sopravvissero.

Sole e Acqua non crearono più niente, attendevano impazienti l’arrivo di Notte che oscurava la reciproca visione. Ma quando il buio calava, tra il gemere del vento e lo sciabordare delle onde, un lieve sghignazzo s’udiva, e nel cielo una falce di Luna brillava bianca come un sorriso. Notte cantava la sua vittoria.≫

Dion sbatté le palpebre, rapito dalla visione così reale di Leviatano morente, mentre un’unica lacrima calò sul viso di Turi, lenta come una carezza.

Serie: Levii-Hatan
  • Episodio 1: Porci e poesie 
  • Episodio 2: A sud-ovest di Kētos
  • Episodio 3: I Magistri
  • Episodio 4: Aquaria 
  • Episodio 5: Radici
  • Episodio 6: Portanza
  • Episodio 7: Neracciaio
  • Episodio 8: Fuga
  • Episodio 9: Caos
  • Episodio 10: Illusione
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    Discussioni

    1. Mi sa che Tireo c’entra qualcosa col muro…
      Molto bella la mitologia della creazione che spiega anche il dualismo tra natanti e camminatori

      1. La storia della creazione da origine anche a tutta la serie e alle conseguenze che verranno più avanti. Una balena che porta il peso del mondo… Grazie per la tua attenzione

    2. Stiamo giungendo al termine della stagione e la parte finale di questo episodio calza a pennello, visto che la storia della creazione ha svelato qualche mistero. Bello l’ingresso di Tireo e Turi mi ha sorpreso, nonostante sia rozzo, riesce anche a commuoversi. Ci vediamo per l’ultimo episodio, poi tutti al mare! Ahahah

      1. Ciao Ivan! È già fine della prima stagione, ma ancora lontani dalla meta… Turi alla fine è un cuore dolce e Tireo completamente folle, ma tra la ragione e la follia ci stanno in mezzo tante cose. Ti ho preso in parola ed ho pubblicato anche l’ultimo episodio della stagione, voglio andare al mare!!!!
        Grazie ancora di aver letto 🙂

    3. Meloria viene caratterizata sempre più, adesso scopriamo che bestemmia pure, diciamo una “vera dura”.
      I magistri, nella fattispecie Tireo, sono i tipici maestri che sanno e vedono tutti, e in questo caso è intervenuto con il muro salvando i suoi adepti.
      Sole e Acqua sono davvero due minchioni, hanno rovinato tutto, tuttavia mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa in più su Notte e sono sicuro che anche lei abbia i suoi proseliti.
      Bel episodio, brava.
      Al prossimo

      1. Ciao Eliseo, come al solito vedi lontano! Una delle due l’hai azzeccata in pieno, vedrai nel proseguo.
        Esatto Meloria è una vera dura, e ne darà prova.
        Ti ringrazio ancora per aver letto e per il tuo acume… (già proprio dei minchioni quei due!) 🙂
        A presto

    4. Molto bello il brano con la Leggenda della creazione è bello vedere anche la reazione di Turi che mostra più di quel che dice.
      Sono sempre più curioso di vedere come andrà avanti l’addestamento

      1. Grazie Alessandro, la leggenda della creazione avrà un peso notevole sul proseguo della storia. Turi in fondo è un dolcione😉
        Grazie di essere passato