Carcasse

Serie: LEVII-HATAN -seconda stagione-

Sembrava una follia essere felici in quel mattino gelato, dove la nebbia disegnava i paesaggi sbiaditi di acquerelli logori. Ma il sogno, l’incanto e il desiderio avevano superato perfino la follia: Meloria era viva. Dopo il suo inverosimile risveglio, non aveva voluto in nessun modo parlare dell’accaduto, rifiutando con asprezza qualsiasi domanda in proposito. Recuperato l’arco di cui Rega si era fatto carico, si era alzata in piedi con la pretesa di camminare sulle proprie gambe e riprendere il comando tacito della loro misera spedizione. Dopo soli pochi passi strascicati era caduta in ginocchio rifiutando ancora con ostinazione l’aiuto dei compagni. Mentre trascinava le gambe i compagni si muovevano intorno a lei come un recinto protettivo, ad ogni passo.

≪La volete piantare! Sto bene, lasciatemi aria!≫ sbottò rivolgendo uno sguardo truce a casaccio. Era il terzo ammonimento quella mattina, ma nessuno sembrava darle ascolto. Sul viso di Turi si delineava un sorriso ebete, che rimaneva lì, congelato. Dion accennava canzoni assurde che nessuno aveva messo a tacere, altrimenti supportato da Rega che lo seguiva con un fischiettare stonato. Severo parlava a raffica, elogiando il fratello sull’uccisione dell’orso più grande di Passo Burgado o sulle sue abilità di carpentiere.

Nessuno aveva più osato accennare all’accaduto del giorno prima, Dion ci aveva provato ed era stato fulminato con uno sguardo di fuoco da Meloria, che si rifiutava di rispondere. Qualcosa era cambiato in quello sguardo, nell’intensità e nel colore dell’iride ora più scura e punteggiata di piccole luci.

≪Ti porto l’arco?≫ le chiese Turi e le sue labbra si arricciano subito nel suo perenne sorriso da tonto. Meloria sbuffò e con una spallata superò Severo.

≪Lassù≫ disse la ragazza additando qualcosa otre la nebbia. Gli occhi degli accoliti si stinsero cercando di vedere al di là della cortina lattiginosa.

Profili scuri ed evanescenti si delineavano in cima a quella che sembrava una collina. Alberi, nerastri e scheletrici svettavano ritorti dalla terra verso il cielo.

≪Un bosco!≫ gridò Rega come se quella fosse la visione di una foresta lussureggiante e corse via, avanzando con fatica seguito dal resto del gruppo.

≪Alberi! Alberi significa fuoco!≫ vociò Severo.

≪Alberi vuole dire anche cibo! Cibo e pancia piena!≫ aggiunse Turi affiancando Meloria.

Le due cose di cui avevano davvero bisogno, il rinfrancante calore di un fuoco, e una brace carica di selvaggina.

≪È arrivato dunque il momento di mostrarci le tue prodezze con l’arco mia Signora!≫ scherzò Rega rivolgendosi a Meloria.

≪O di provare se tuo fratello ti sopravvaluta mio Signore!≫ rispose ridendo ≪un bell’orso sarebbe davvero perfetto, tanta carne e belle pellicce. Ne voglio una di quelle che portano le dame, lunga e calda con un colletto che si tira su≫ Meloria mimò il gesto alzandosi un immaginaria goletta.

Sudati e speranzosi arrivarono in cima alla scalata e lo scenario si aprì di fronte a loro.

La neve candida era intervallata dai tronchi rachitici e spogli, in quella che sembrava un’ ordinata armata di smilze sentinelle. Non una foglia era mossa dal vento gelido che le aveva rubate da tempo, non un filo d’erba o un cespuglio qualsiasi.

I sorrisi sui volti gelati si afflosciarono all’unisono.

≪Fuoco e carne è… questo legno marcio non è buono neanche per la segatura e gli unici animali che vedo qui siete voi≫ disse Severo sputando in terra.

≪Mio fratello è fatto così, è un modo per incoraggiarci, forza andiamo più avanti≫ rispose Rega accennando un sorriso che non venne ricambiato da nessuno.

I passi felpati erano attutiti dalla neve e i piedi si perdevano tra le volute ondeggianti della nebbia. Si addentrarono nel bosco scarno lasciandosi alle spalle la speranza di una cena degna di quel nome. Piccoli alberi sembravano essersi spezzati a metà, mostrando punte aguzze che intervallavano i tronchi più massicci.

Turi si fermò e strinse gli occhi girando su se stesso ≪porco boia!≫ esclamò guardandosi intorno.

Dion si lisciò il ciuffo zuppo ≪Ti sbagli amico mio, nessuno dei tuoi porci si aggira tra questo groviglio infausto! Ah come lo accoglierei di buon grado! Sarebbe una vera festa, una di quelle…≫

≪Nato da n’cane! Magari ci fossero li porci miei, volevo dire che…≫

≪Proprio quello che mi accingevo a spiegare, mio arguto porcaro. Anche se solo di un maiale si trattasse lo preferirei di gran lunga ad una di quelle bellezze nordiche, e ascolta ora le mie parole perché non le sentirai mai più. Le donne, da quelle parti…≫

≪Non ci capisci niente! Li vedi quei tronchi lì? Quelli divisi nel mezzo? Quelli sono… i tronchi dei lupi… i lupi degli arbusti!≫ lo interruppe Turi accorato ≪andiamo via vi dico, via finché si può≫.

≪Ancora con questi lupi, non vedo nessuna traccia sul terreno. Nessun lupo vive qui. E poi guardaci, siamo in cinque e tutti ben armati.≫ Meloria calciò la neve con la punta dello stivale per sottolineare la sua irritazione.

≪Ma quel Rostro v’ha proprio accecato l’occhi è? Non li vedete quelli? E voi due grandi e grossi che siete tipi da montagna, manco voi li vedete?≫ rispose Turi spostando gli occhi dai suoi compagni fino ai mastodontici gemelli.

Severo fece spallucce cercando di capire di cosa stesse parlando Turi e Rega pestò i piedi intorpiditi a terra, nella premura di riprendere il cammino.

≪Allora ve lo fo’ vedere io se cosa dico son stupiderie, ‘ndiamo≫ Turi li superò esortandoli a seguirlo. Dopo qualche passo deciso si fermò di fronte ad un tronco rotto e ritorto ≪ecco, un morto. E lì ce n’è un altro e un altro ancora≫ disse additando qualcosa di informe che sembrava nascere dall’albero stesso. Il gruppo si avvicinò ora incuriosito e quando Meloria fu ad un palmo dall’oggetto dell’interesse fece un passo in dietro. Si voltò osservando gli altri arbusti spezzati ≪carcasse…≫ disse con voce flebile.

≪Ecco come si chiamano! Carcasse! Mica mi veniva…≫ rispose Turi con entusiasmo.

La ragazza si avvicinò ≪non capisco, perché degli animali morti stanno infilati su questi tronchi, i lupi non posso fare una cosa del genere!≫

≪E ‘nvece si! I lupi degli arbusti sono ‘mpalatori. Non è che son grandi come lupi e allora quando devono prendere animali più grossi di loro si muovono in gruppi. Acciappan la povera bestia da ‘na parte e dall’altra e la ‘nfilzano come ‘no spiedo! Poi se la mangiano con calma. Coda Fina, il porco mio lo sa bene, ma è furbo lui, e nun s’è fatto pigliare≫ disse Turi mimando ogni parola in un gesticolare febbrile.

Le carcasse campeggiavano tutt’attorno come un tetro ammonimento ai viaggiatori troppo audaci.

≪Che cosa a dir poco macabra! Comunque, quattro o cinque lupi, impalatori o no, non ci spaventano di certo, nevvero amici?≫ Dion rivolse un sorriso incoraggiante in direzione dei gemelli.

≪Si se son quattro o cinque… ma se c’è il branco…≫ Turi buttò lì la frase e s’interruppe.

≪Al di là delle montagne Burgado non ci sono questi lupi così astuti≫ disse Severo

≪Mai visti≫ aggiunse Rega.

≪Andiamo avanti, e non pensiamo più ai lupi≫ Meloria con gli occhi ancora piantati sugli scheletri spolverati di neve, proseguì addentrandosi nella foresta spoglia.

I morsi della fame aumentavano con l’accrescere della desolazione del paesaggio, mentre le estremità gelate cercavano appoggi saldi su un terreno ostico. A tratti sprofondavano nella neve fin sopra le ginocchia, e l’ora delle lunghe ombre aveva rubato il canticchiare di Dion, i racconti di Severo e il sorriso ebete di Turi.

≪Basta fermiamoci, cosa ci rimane da magiare?≫ disse Meloria esausta.

≪Niente.≫ Turi la guardò con commiserazione, come se fosse sua la colpa della mancanza di cibo. Senza aggiungere una parola si strinsero intorno al misero tronco di un albero, ricoperti di pellicce fradice. Quando il sole calava definitivamente al di là di un orizzonte invisibile, mischiati ai lamenti del vento si udirono i latrati acuti dei lupi. 

Serie: LEVII-HATAN -seconda stagione-
  • Episodio 1: Luce e Ombra
  • Episodio 2: Ricompense 
  • Episodio 3: O-Missione
  • Episodio 4: Identici
  • Episodio 5: Cerchi nella neve
  • Episodio 6: Il tocco della Falce
  • Episodio 7: L’Ultima Porta
  • Episodio 8: Carcasse
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    Discussioni

    1. Ciao Virginia, ero in attesa dei lupi e non si sono fatti aspettare 😀
      In questo arco narrativo Turi sembra il più assennato, d’altra parte anche prima che la sua vita si ingarbugliasse il suo era uno sguardo “pratico”: a questo punto, meno male che c’è lui!

    2. Ragazzi, ma questa stagione è un vero e proprio calvario per i nostri! Non bastava il freddo, il teletrasporto che non funziona, la quasi morte di Meloria e la fame.. Ora pure i terribili Lupi degli arbusti!
      Che per lo meno abbiamo scoperto perché si chiamano così.
      Sta diventando sempre più una storia di sopravvivenza, dove i nostri dovranno esser bravi ad escogitare una soluzione.. Io confido nell’arguzia contadina di Turi, e nell’intraprendenza di Dion. Mentre i due fratelli devo ancora inquadrarli bene.. Mica ho capito se possiamo davvero fidarci di loro!

    3. “La neve candida era intervallata dai tronchi rachitici e spogli, in quella che sembrava un’ ordinata armata di smilze sentinelle.”
      Sarà che sei un’artista polivalente, e si vede, ma quando mi soffermo a leggere le tue descrizioni paesaggistiche (questa, come quella prima degli “acquerelli logori”), mi sembra di vederle. Si vede che sei brava a “leggere” un’Immagine, perché le sai raccontare davvero bene!

    4. Bella e originale queata nuova minaccia. Sono curioso di vedere questi lupi degli arbusti, spero per i nostri eroi che siano commestibili. Bell’episodio di una serie sempre più appassionante