Casa

Serie: Il Branco Terza Stagione

«Ne ho trovato altri.»

Joy raggiunse Roger e Randy, porgendo loro un foglio. Il Branco li aveva eletti detectives grazie alla loro competenza di gamers: prima dell’Inferno, entrambi avevano trascorso gran parte della giornata attaccati al pc e alla console, impegnati a risolvere rebus ed enigmi.

Roger aveva estratto da uno dei suoi diari una mappa di New York e si era procurato un righello da cartografo. Era stato Patrick il primo a subodorare che i murales della stazione nascondessero un codice. Quando erano di pattuglia, lui e Joy passavano spesso al terminal deserto. Joy ammirava i murales, cercando significati nascosti in ogni linea e segno tracciato alla rinfusa dai vandali che li avevano deturpati, Patrick si concedeva una pausa su una delle sedie della sala d’attesa e approfittava per bere un sorso d’acqua.

Dieci giorni prima, Joy aveva puntato un dito in direzione della parete a nord.

«È diversa. Due giorni fa, quei numeri non c’erano.»

Patrick lo aveva raggiunto ed aveva individuato facilmente i numeri scarabocchiati in rosso, disposti apparentemente a caso. Qualcuno si era recato in stazione di proposito per scriverli con della pittura spray; Joy aveva annusato i caratteri, confermandogli che il colore era stato applicato da poco tempo.

Dopo la scoperta, si erano recati lì spesso. Dubitavano che i maiali giocassero con loro in un modo tanto complicato, fin da subito la spiegazione era parsa un’altra. Pressappoco nello stesso periodo, avevano incrociato per la prima volta lo “spettro”; un Elfide albino che si defilava abilmente non appena li individuava. Nemmeno Joy era riuscito a scovarlo.

«Ti prego, dimmi che sono indaco!» Randy era corso dal Devil entusiasta, strappandogli di mano il foglio. «Si!!!»

I numeri comparivano sempre a coppie, uno di segno positivo, l’altro negativo, ed ogni volta erano tracciati in un colore differente.

Roger assestò una pacca sulle spalle dell’altro investigatore. «Perfetto.»

Il biker era riuscito a venire a capo di parte del mistero, i numeri rappresentavano delle coordinate geografiche, mentre il ragazzo aveva compreso il motivo per cui erano stati utilizzati colori diversi. Numeri e colori dovevano essere disposti in un ordine specifico, seguendo la sequenza dello spettro così come voluta da Newton. Rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto. Avevano separato i positivi dai negativi, ottenendo le coordinate.

«È nel Bronx, ne sono sicuro.» Roger era tornato al tavolo per trafficare con il righello. «Un altro paio di numeri ed è fatta.»

Patrick sbirciò la cartina sulla quale il biker stava lavorando, quindi si rivolse a Kato. «La zona inizia ad essere circoscritta, se sei d’accordo io e Joy possiamo andare in avanscoperta. Se incontriamo lo “spettro” cercheremo un contatto pacifico.»

Il Daemon corrugò la fronte, pensieroso. «L’Elfide ci evita con cura, non si farà avvicinare. Penso che questo codice, coordinate, sia una prova per valutare la nostra determinazione. Ci sta studiando.» Portò l’attenzione su Roger. «Hai detto che mancano pochi numeri.»

Il biker annuì.

«Attenderà alcuni giorni prima di fare ritorno alla stazione, è possibile che ci stia osservando anche in questo momento. Non sento il suo odore, ha trovato il modo per mascherarlo; è intelligente, un’alleanza con lui porterebbe al Branco molti vantaggi. Andremo dove desidera portarci.»

Qualcosa nel tono di voce del Capobranco, colpì nel profondo Randy. Il ragazzo alzò il volto cercando i suoi occhi.

«Un luogo da chiamare Casa?»

Dopo lo scontro con i Daemon avevano cambiato un paio di rifugi; nessuno aveva offerto loro sicurezza né comodità.

Kato sorrise. Non aveva dimenticato quanto aveva promesso al bambino umano, quando lo aveva accolto nel suo piccolo branco. Si sentiva invecchiato di una decina d’anni, eppure il ventre di Katy diceva il contrario: erano trascorsi nove mesi dal loro incontro, mesi che avevano stravolto le vite di ognuno creando legami profondi.

«Lo spero, ragazzino.»

***

Ariel era seduto sulla base di una finestra aperta, apparentemente disinteressato.

Nim sapeva che non era così e quando lo raggiunse era pronta ad un altro addio. Anuk era al suo fianco e la sua presenza la rendeva forte; sapeva di poter contare sul Daemon in qualsiasi situazione. Era l’unico ad averla vista debole, l’unico custode dei suoi segreti.

«Non è questo, il nostro posto.»

Le parole del piccolo la colpirono allo stomaco. Nim aveva già deciso, aveva sepolto il passato e riaprire quel vaso di Pandora l’avrebbe devastata.

«Lui desiderava altro.» Ariel distolse lo sguardo dall’orizzonte la fissò con un’espressione dura. «Non eri la sola, ad amarlo.»

«Lui è morto…»

«Lo so.» Ariel le mostrò i denti, cedendo alla rabbia. «Ero lì e non ho dimenticato le sue parole. “È tempo che gli Elfidi facciano fronte comune, non possiamo vivere e morire nell’egoismo.”

Bull voleva andarsene, fondare una Colonia nelle foreste a nord. Una Colonia per la nostra gente. Voglio realizzare quel desiderio, con o senza di te; ho lottato per questo. Ho sputato sangue, ingoiato, attendendo il momento giusto per fuggire dall’umano che mi teneva con sé.

Siamo ancora una famiglia, Nimea?»

Quel nome non le apparteneva più. Nim scosse il capo, lentamente, e l’espressione di Ariel si fece nuovamente imperscrutabile.

«Partirò domani, sono certo che una volta superati i confini della città riuscirò a trovare altri della nostra gente: è sufficiente che io arrivi alla foresta, poi mi lascerò guidare dall’istinto.»

«Come desideri.»

Nim, era consapevole che nulla gli avrebbe fatto cambiare idea.

Il silenzio calato d’improvviso, pesante, fu rotto dalla voce morbida di Anuk.

«Ti accompagnerò per un tratto del cammino, le anime ci guideranno.»

***

Le previsioni di Kato si rivelarono esatte, trascorsero sette giorni prima che lo spettro tracciasse altri numeri. Gli ultimi. Cosa inconsueta, Joy e Patrick trovarono una scritta vergata con lo stesso colore spray. La bomboletta era stata posata sul pavimento, poco lontano dal messaggio.

“Matteo 7:7”

Non era servito decriptare quella breve nota, Juana era scoppiata a ridere con le lacrime agli occhi. Una risata liberatoria, pianto e gioia, che coinvolse il Branco.

«È una citazione tratta dal Vangelo di Matteo: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto”.»

Serie: Il Branco Terza Stagione
  • Episodio 1: Il Topino
  • Episodio 2: L’Elfide
  • Episodio 3: ToyTown
  • Episodio 4: La Colonia
  • Episodio 5: Senz’anima
  • Episodio 6: La Promessa
  • Episodio 7: Metallo
  • Episodio 8: Sotto assedio
  • Episodio 9: Casa
  • Episodio 10: La Biblioteca 
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    Discussioni

    1. Sì, è lo spettro il personaggio interessante… Vediamo come va a finire.

      1. Oramai la serie è giunta al termine. Penso che non affronterò più uno scritto così articolato, alla fine il lettore si perde in vicende e personaggi. La serie è composta da 3 stagioni di 10 episodi, 30 in totale: ed ancora avrei bisogno di più spazio per tutti 🙂

    2. Ciao Micol, in questo penultimo atto hai posto in essere un tema molto importante: la famiglia, il sentirsi una famiglia, il sentirsi a casa, qualcosa che, in fondo, bramano tutti, perché anche nella fiera solitudine, a volte, sovviene tale desiderio. E ai tuoi personaggi ancor di più, visto il clima conflittuale con cui han dovuto convivere. Un elfide albino… Tutto da scoprire il finale😀, bella l’idea dei bikers investigatori e l’indizio attraverso un passo del vangelo😁, ci siamo, la fine è ormai prossima, e quasi mi dispiace, ma ormai concludo il viaggio insieme a te😊😊😊

      1. Ciao Tonino, anche a me dispiace che il cammino termini la prossima settimana. Il Branco troverà, finalmente, un luogo da chiamare casa per qualche anno: la biblioteca. So che per ora andranno in vacanza, le idee per il futuro ci sono dipende se qualcuno di loro bussa alla mia mente con violenza perché ha altro da dire 😀

    3. Siamo quasi alla fine, lasciare il branco non sarà facile, ma sono curioso di sapere cosa creerai per la prossima serie.
      Molto bella l’idea delle coordinate che seguono lo spettro della luce e anche il versetto del vangelo.
      Brava

      1. Ciao Alessandro, stai già pensando alla prossima serie?
        Vuoi la verità? Non lo so nemmeno io. 😉

    4. ““Matteo 7:7”Non era servito decriptare quella breve nota, Juana era scoppiata a ridere con le lacrime agli occhi. Una risata liberatoria, pianto e gioia, che coinvolse il Branco.”
      👏 Questo passaggio mi è piaciuto 👏

      1. C’è molto da imparare, dalla Bibbia. Indipendentemente dal credo religioso

    5. Anche lo spettro è un personaggio estremamente interessante e m’incuriosisce parecchio.
      Sono estremamente curioso di leggere il gran finale.

      1. Ciao Raffaele, la tua curiosità sarà presto soddisfatta. Martedì prossimo i nostri eroi giungeranno finalmente a “Casa” 😀