Chi ha paura del buio?

Serie: Le sentinelle della Luna

Illustrazione di Stefania Franchi

Mi chiamo Benjamin Stroke e non ho mai avuto paura.

Gli Stroke nascono senza paura, siamo tosti fin dalla nascita. Mio padre, il grande August Stroke, uccise il suo primo coboldo che non aveva ancora imparato a camminare.

Per quell’episodio passò alla storia come il Biberon Furente, portò quel soprannome con grande orgoglio. A parte quando doveva farsi stampare i biglietti da visita

La paura è per i bambini, non per i Cacciatori di Mostri; quando sei circondato da decine di zombie intenzionati a banchettare col tuo cervello non c’è spazio per l’esitazione.

Nella mia lunga carriera ho affrontato orrori che avrebbero fatto sbiancare i capelli a chiunque e non ho mai fatto una passo indietro.

Dovevo aspettare di passare a miglior vita prima di sperimentare qualcosa di simile. La colpa fu, neanche a dirlo, di una bambinetta di nome Luna.

***

“Non è possibile. Tutti hanno paura di qualcosa.”

Luna si era alzata dal suo divano indispettita, i capelli neri le ricadevano scomposti sulla fronte.

“Non io. Non ho mai temuto alcunché, la mia luminosa carriera parla per me.”

“Beh sono certa che tu abbia una lunga lista di mostri catturati, ma almeno una volta avrai avuto paura.”

“Squiiiit, squit.”

“Senti? Anche Mr Jinles ha paura di qualcosa.”

“Certo, tutti lo sanno che i topi hanno paura dei gatti.”

“Squit.”

“No dice che ha paura dei finali scontati. Lo terrorizzano.”

Come ricorderete Mr. Jingles amava molto la letteratura, specialmente come contorno.

“E tu Luna, tu di cosa hai paura?”

Il viso della bambina solitamente occupato da un grande sorriso si adombrò.

“Non te lo dico così impari.”

La conversazione fu interrotta dal campanello: un lungo ululato. 

Io e Luna ci guardammo, il suo sorriso era tornato.

“Il nostro primo cliente!”

Il bambino, che varcò la soglia di Villa Lugubre, tremava come una foglia stringendo al petto un orsetto marrone vecchio e sciupato. Lanciava occhiate nervose a ogni angolo mentre percorreva il salone.

Luna lo aspettava seduta dietro a una scrivania che aveva insistito a portare li qualche mese prima, nella speranza dell’arrivo di qualche cliente. Diceva che la cantina non era un luogo adatto.

Aveva anche scritto un cartellino, in uno stampatello tremolante, che riportava: “SENTINELLE DELLA LUNA – ACCHIAPPAMOSTRI.”

“Ciao, io sono Luna. Benvenuto.”

“Cia… ciao, io sono Marco, ho sentito dire che voi cacciate i mostri.”

“Esatto marmocchio. Noi li staniamo e li rimandiamo da dove sono venuti.”

Il piccolo Marco sobbalzò terrorizzato quando notò che a parlare era stato un ectoplasma sbucato da chissà dove. In realtà ero sempre stato lì, solo che ero invisibile, Luna diceva anche che avrei potuto scoraggiare la clientela.

“Un fantasma. C’è un fantasma.”

“Non ti preoccupare di lui fa parte della squadra” disse Luna con un gran sorrisone.

Solamente con la bocca però, gli occhi mi guardavano in cagnesco.

“Allora Marco, dicci come mai sei qui.”

“Ho paura.”

“Paura di cosa?”

“Del buio, ma solo ultimamente. Tutte le volte che rimango al buio ho come la sensazione che ci sia qualcun altro.”

“Ummmm interessante, potrebbe trattarsi di un vampiro. Oppure un licantropo. Spero solo che non si tratti di un Rosicchiapollici, quelli sono i più terribili.”

Il povero Marco sbiancò, i suoi occhi spaventati erano grandissimi sul quel visetto pallido.

“Insomma Benjamin. Così lo terrorizzi.”

“Volevo solo scherzare. Il marmocchio ha solo paura del buio. E’ normale.”

“No non è normale” gridò Marco. “Non ho mai avuto paura del buio, anzi mi piaceva andarmene i giro per la casa di notte. Invece adesso quando si spengono le luci sono terrorizzato.”

“C’è qualcosa di strano secondo me” disse Luna pensosa. “Va bene indagheremo.”

Il viso di Marco riprese un po’ del colore naturale e quasi sorrise.

“Grazie… grazie davvero.”

“Aspetta un attimo” intervenni. “Pagamento anticipato.”

Luna come al solito fece per intervenire, ma la bloccai. Se iniziavamo a non farci pagare fin dal primo cliente chi ci avrebbe preso sul serio?

Marco appoggiò sul pavimento l’orsacchiotto e si frugò le tasche, estrasse tre biglie e due soldatini.

Guardai gli oggetti mentre li appoggiava sulla scrivania.

“Mi sembra adeguato” dissi. “Stanotte faremo l’appostamento.”

***

“Luna sei sveglia?” sussurrai.

“Si tutto ok” mi rispose da sotto il letto.

Le luci a casa di Marco si erano spente da qualche ora ed entrambi eravamo in attesa con i nervi a fior di pelle. O di lenzuolo.

Stavo quasi per chiedere a Luna di rinunciare, quando un movimento nel buio attirò la mia attenzione, nella stanza  si muoveva una figura con un lungo mantello.

“E’ davvero un vampiro”pensai. “Luna non può battersi con lui è troppo potente. E’ in pericolo.”

“Vattene malefica sanguisuga”  intimai mentre abbandonavo l’invisibilità.

Il mostro spaventato dal mio carisma scappò fuori dalla stanza. Pervaso dal mio istinto di cacciatore lo seguii.

Dopo qualche metro mi resi conto che avevo lasciato Luna da sola. E se il vampiro non fosse stato da solo?

Mi precipitati indietro, ma quando entrai nella stanza di Marco le luci erano accese e i due bambini tenevano entrambi le mani su un bicchiere, all’interno si dibatteva un esserino color blu.

“E’ solo un Pixie” disse Luna. “Quando sei apparso si è spaventato ed è sbucato fuori. Così l’ho catturato col bicchiere sul comodino. Tu dove sei scappato? Avrai svegliato tutta la casa.”

“Oh, non vi preoccupatevi troppo, mio padre è al lavoro e la mia mamma ha il sonno molto pesante.”

Alle fine scoprimmo che il Pixie non aveva cattive intenzioni, viveva in quella casa da secoli e voleva bene a Marco, fin dalla sua nascita. Era solo molto preoccupato che se ne andasse in giro la notte col rischio di farsi male, così gli aveva lanciato l’incantesimo della paura. 

***

A pensarci bene, la paura non è sempre una cosa brutta, a volte serve a proteggerci dal farci fare cose stupide. Proprio come aveva fatto il Pixie con Marco.

Col senno di poi, se in vita avessi avuto un po’ di paura, forse avrei evitato di finire il quel covo di zombie affamati, da cui tutti mi consigliavano di tenermi alla larga.

Quella fu la prima volta che capii la paura e la provai anche. Per un attimo ho avuto paura che Luna fosse in pericolo. 

Ma come tutte le paure forse è infondata. Quella piccoletta non si fa battere tanto facilmente e poi non è sciocca come me.

Ogni tanto ha paura. 

Serie: Le sentinelle della Luna
  • Episodio 1: Il mostro goloso
  • Episodio 2: Missione di San Valentino
  • Episodio 3: Un salto in Paradiso
  • Episodio 4: Le megere lagnone
  • Episodio 5: Chi ha paura del buio?
  • Episodio 6: Il racconto di Nonno Lugubre
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Fiabe e Favole, Umoristico

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    Discussioni

    1. Ciao Ale, che belli gli incipit di Stroke, meravigliosi e spassosi, come del resto tutto il racconto! La paura è qualcosa di necessario, perché ci serve a stare lontano dai guai, ma è anche quella che ci dà l’adrenalina per spingerci oltre i nostri limiti. Le tue favole sono sempre incantevoli e significative, complimenti sempre😊

    2. Quant’è bella l’amicizia come la descrivi tu… “Quella fu la prima volta che capii la paura e la provai anche. Per un attimo ho avuto paura che Luna fosse in pericolo.” Alessandro riesci sempre a toccare il profondo del cuore di ognuno di noi, o almeno del mio. Grazie!

      1. Ciao Ivan grazie di essere passato e grazie per il tuo bel commento e per i suggerimenti :-*

    3. Vabbé… non te lo dico più… che questi incipit mi piacciono troppo! 🙂
      Altro episodio stupendo, che ci lascia con una morale di tutto rispetto. Davvero bravo! E poi… epiche queste sentinelle della luna! 🙂

      1. Ciao Giuseppe,
        grazie per i tuoi incoraggiamenti e commenti che mi fanno davvero tanto piacere.
        Al prossimo episodio

    4. “Quella fu la prima volta che capii la paura e la provai anche. Per un attimo ho avuto paura che Luna fosse in pericolo. “
      👏 👏 👏 Sì, sono quelle le “vere” paure

    5. “Marco appoggiò sul pavimento l’orsacchiotto e si frugò le tasche, estrasse tre biglie e due soldatini.Guardai gli oggetti mentre li appoggiava sulla scrivania.“Mi sembra adeguato” dissi. “Stanotte faremo l’appostamento.””
      Questo passaggio mi è piaciuto

      1. Non capisco, di tanto in tanto nel commento scompare la frase evidenziata. Riprovo

    6. Ciao Alessandro, ormai Le Sentinelle della Luna sono entrate a far parte delle fiabe della buona notte 😀
      L’agenzia entra in azione con un vero e proprio cliente, non vedo l’ora di conoscere gli altri e sapere quali “mostri” si troveranno ad affrontare Luna e Benjamin… e Mr. Jingle, naturalmente 😉

    7. “No dice che ha paura dei finali scontati. Lo terrorizzano.”Come ricorderete Mr. Jingles amava molto la letteratura, specialmente come contorno.”
      😂 👏

    8. Non vorrei mai incontrare un Rosicchiapollici, questo è poco ma sicuro😂. Molto carina anche questa nuova avventura dalla morale educativa. Mi piace che ogni racconto si apra con la nuova presentazione di Benjamin (nome e cognome molto azzeccati ) e con una sua caratteristica. Le sentinelle della Luna non deludono mai! 👏👏

      1. Se non vuoi incontrarli non lasciare mai un piede fuori dalle coperte quando dormi, nemmeno d’estate.
        Grazie per averlo letto, mi fa piacere che ti siano piaciute le Sentinelle.
        Cerco di far dare la morale a Benjamin, per rimanere nelle stile della fiaba 🙂
        GRazie ancora