Come te lo immagini il futuro?

Serie: Fede nel Futuro


Scoprirai quanto il pranzo con Michael, il tuo caro amico, sia un evento straordinario. Nel senso che diventa letteralmente l'inizio di eventi fuori dall'ordinario.

Il dolore dovrei sentirlo subito dopo.

Prima di perdere i sensi vedo la faccia di Michael deformata dal terrore che urla il mio nome.

Sento una piccola esplosione e non so se sia dentro o fuori di me.

Credo sia la prima volta che sbatto la nuca sul pavimento.

Ho invitato Michael a pranzo. Stare con lui mi fa stare bene. Sono certo che sia raro incontrare amici sinceramente interessati come lui. Lo osservo con la curiosità di un biologo difronte alla scoperta di una creatura insolita e vedo quanto si diverte con me.

Ho preparato una semplice pasta col sugo e parmigiano ma, dai muggiti con i quali commentiamo ogni forchettata e la velocità con la quale vediamo i fondi dei nostri piatti, sono certo che sia uno dei pasti migliori di sempre.

Il vino di Michael è buonissimo. Non sono un esperto e credo mi piaccia più il bianco naturalmente frizzantino, ma il rosso che stiamo bevendo mi dà una sensazione di morbido e fresco.

Mentre divoriamo gli ultimi fili di spaghetti, notiamo il pane caldo sul tavolo. È un attimo, uno sguardo d’intesa e scoppiamo a ridere: celebreremo il rito della scarpetta con la dovizia di devoti sacerdoti triviali.

Il vino è quasi finito e mi sento allegro, ma un pochetto stordito.

«Ma tu il futuro come te lo immagini?» Gli faccio di botto.

«Eh! Domandone.» Mi sa che anche Michi è un po’ brillo.

«Che poi tu lo leggevi Natan Never?» Dopo i pasti è così: io entusiasta che tempesto Michael di domande e lui, divertito, risponde paziente, in attesa di capire dove voglio andare a parare.

«Boh! Sì. Qualche albo l’ho letto. È che a me piacevano solo quelli disegnati da dio.»

Allora questo lo ha letto: «Quello dove Natan ha un appuntamento a cena con la biondissima Sara, in un ristorante volante: L’Hinderbuger. Un dirigibile trasformato in locale esclusivo. Chiacchierano un casino parlando delle serie televisive del ventesimo secolo, anni 60 –70.»

Michi si illumina: «Ah sì! Bello quell’episodio! Mi ricordo: parlano di Star Trek, anche se lo chiamano Star Trip, dei mascheroni che gli attori indossavano per fare gli alieni con le testone enormi, e parlavano come nel galateo del 19° secolo.»

Sarà il vino, ma sto ridendo: «Sìi! E poi c’era quella sottile analisi della comparsa Smith. Quando dall’astronave i protagonisti scendevano su un pianeta sconosciuto per condurre ricerche, sapevi già che la comparsa era destinata a fare una brutta fine.»

«Troppo divertente! E quando parlano della serie UFO? Si chiedono come facciano a non frullarsi gli alieni nei dischi volanti che ruotano su sé stessi.»

Michi ride e credo di essere proprio ubriaco perché vedo la sua faccia deformata. Sento nella testa come un suono.

Non riesco a smettere di fissarlo e devo avere una brutta cera perché mi guarda allarmato: «Oh! Fede stai bene?»

«Eh? Sì. Sto bene… Forse no. Ho come un capogiro. Sarà il vino.»

«Mannaggia! Prova a bere un po’ d’acqua.» Prende la bottiglia, me ne versa un po’ nel mio bicchiere macchiato dell’ottimo vino, e mi porge l’acqua vagamente rosata. È strano. Michi ha delle contrazioni improvvise e sembra che… Lampeggi, ma pare non accorgersene.

Non so come faccia a non rovesciare l’acqua: «Tieni!»

Il suono in testa sembra più intenso.

Non sto bene.

Forse sono ubriaco, gli spasmi di Michi sono più violenti, ma lui è sereno e l’acqua resta immobile.

Neanche una goccia è stata versata.

Allungo una mano, ma alza la voce di botto «QUANDO HAI CAPOGIRI PRENDI SUBITO UNA COMPRESSA DI IMARGANT!» Il bicchiere… Ora è una scatoletta di medicine!

«È DERMO-SOLUBILE, BASTA POGGIARLA IN MANO!»

Mi ritraggo istintivamente: «Michi, ma cazzo dici? E cazzo hai fatto?… La scatola è sparita!»

«Fede, ma quando? A fare che? Che scatola?» Il suo tono è pacifico, ma preoccupato. Non ha nessuno spasmo e mi studia col suo tipico sguardo corrucciato.

«No scusa! Forse il vino. Sono confuso! E poi sto suono in testa che aumenta.»

«Che suono? Ma dai! Così all’improvviso?» Prendo il bicchiere e bevo tutta l’acqua. Mi sento meglio. «Grazie Michi, ora è tutto a posto. Forse devo bere di meno la prossima volta o forse ho problemi di vista»

Pare tranquillizzarsi: «Bene dai! Comunque se hai sti problemi – FAI UNA VISITA AI LABORATOIR AVANCE!» Guardo Michi atterrito.

Ha di nuovo quegli spasmi «Fede che hai? – I LABORATOIR AVANCE LI TROVI OVUNQUE.» Balzo dalla sedia.

Ho paura.

Vicino la sua faccia è apparsa un’insegna luminosa dei Laboratoir Avance.

«Fede calmati che ti prende? – E NON VEDONO L’ORA DI SODDISFARE OGNI TUA ESIGENZA OCULISTICA! – Fede?!»

«Tu… Lampeggi… Hai degli spasmi e dici… Parli come una pubblicità!»

Michi è in piedi evidentemente spaventato per me: «Fede calmati. Cazzo stai dicendo? Fede sono io! Respira!»

Non capisco!

Tenta di avvicinarsi.

Ho l’affanno!

Non sto bene! «Tu lampeggi e…» E non sto per niente bene, che mi succede? Cos’è questo suono in testa?

«Fede calmati, sono io Fede! Sei stressato? – NEI MOMENTI DI STRESS O ANSIA – Fede respira! – RESPIRA PROFONDAMENE “COCANAX” IN POLVERE, NE BASTA UNA PICCOLA DOSE!»

Non riesco a parlare!

Ma che cazzo ha Michi?

Ma che cazzo ho io?

Michi si avvicina.

Mi fa orrore. Scatto indietro. La mia sedia schianta a terra lontano da me.

Mi agito e respiro a fatica.

Ho le vertigini.

Precipito di schiena. «FEDE!»

Le ultime cose che vedo sono la faccia di Michi terrorizzato, le sue mani mentre tenta di prendermi e il soffitto. Poi sento “TOK”, la piccola esplosione in testa.

Credo sia la prima volta che sbatto violentemente la nuca sul pavimento.

Il dolore dovrei sentirlo subito dopo. Tra poco.

E invece non viene.

È tutto buio, sono intorpidito, ma stranamente calmo e cosciente. Chissà se ho gli occhi aperti o chiusi?

Non sento il mio corpo. Sento solo quel suono che si ripete ciclicamente, mi sembra di riconoscerlo.

«Anche oggi un’altra giornata uggiosa!

La noia è tua nemica!

Dopo ore e ore di lavoro, sarai stanco e hai bisogno di stimoli nuovi e, perché no, d’imprevisti!»

Nel buio, davanti a me è apparsa una coppia, sembrano tristi, ma non sono loro che parlano. Che strano, non vedo i colori.

«Da oggi le tue giornate saranno piene di vita!»

Ai loro piedi è apparso uno di quei cosi morbidi e tondi che rotola verso di loro. Non ricordo il nome. Quei trastulli con cui l’umanità si diverte… Come si chiama…?

«Il nostro C1cc10 è il quello che fa per te!»

La coppia tira su quell’affare da terra ed è felice.

“Bambino!” Ecco come si chiama! Ora la coppia è allegra e la vedo colorata. Questa visione mi angoscia!

«C1cc10 è imprevedibile perché programmato in provetta!»

Sento ancora quel suono ciclico, ancora più forte e fastidioso! Mi è familiare, ma non ricordo!

«C1cc10 è il tuo bambino e noi della Giochi Inestimabili possiamo produrlo per te!»

Ho un attacco di panico.

Un’altra allucinazione?!

Il suono! Devo ricordare!

«C1cc10 lo trovi in varie colorazioni ed è personalizzabile prima dell’acquisto.»

Basta!

Il suono!

Ho capito!

È una sveglia!

Forse è un incubo. Devo svegliarmi! Devo aprire gli occhi. DEVO APRIRE GLI OCCHI!

Serie: Fede nel Futuro


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