Come te lo immagini il presente?

Serie: Fede nel Futuro


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Non pensavo che il pranzo con Michael sarebbe finito in maniera così assurda. Dici che è il vino?

Aspiro una boccata d’aria come fossi stato in apnea e finalmente apro gli occhi, ma non capisco cosa vedo.

Sono angosciato e intorpidito.

Ho qualcosa davanti agli occhi. Con la destra mi tocco la faccia. Indosso un aggeggio. Provo a scostarlo un poco e noto che sono come degli occhiali elaborati, con lucette e fili sparsi, alcuni collegati alle mie tempie tramite ventose. Mi sento debole, ma sono facili da staccare.

Respiro affannosamente.

Dove sono?

È il salone di casa. Che cazzo di sogno!

Sento il mio corpo, so di essere seduto.

Devo calmarmi!

La suoneria! Ancora! Devo spegnere sta cazzo di suoneria!

Nella sinistra ho un display. Anch’esso è collegato alle lenti tramite i cavi.

Vibra e suona.

Appare “ACCETTA” e “RIFIUTA”. Senza pensare tocco rifiuta.

Silenzio finalmente. Devo calmarmi.

Sono sul divano. Ma Michael Dov’è?

Sto per chiamare Michi, ma l’affare nelle mie mani suona di nuovo. Forse devo “accettare”. Forse Michi…

Tocco ACCETTA.

«Salve Fede!» È una video chiamata, ma non è Michi.

È il busto di una tizia algida e sorridente, in giacca scura e camicia bianca. I capelli sono raccolti in uno chignon.

Il suo sguardo m’inquieta.

«Ti volevamo avvisare che il tuo apparecchio sembra non funzionare bene.»

Ma di che parla sta qua?

«Abbiamo notato che durante le tue ultime esperienze di seconda vita, avvengono dei fastidiosi glitch e si inseriscono i banner pubblicitari.»

La sua voce è chiara e cristallina, ma non ho capito di cosa parla.

«Glitch… Seconda vita?!»

«Siamo veramente dispiaciuti.

Tu paghi regolarmente il tuo abbonamento “senza limiti – no pubblicità”.

Per scusarci ti sostituiremo gratuitamente il suo simulatore.

Ti manderemo un corriere tra qualche minuto.»

«Non capisco… Chi è lei?» Sono evidentemente molto alterato.

«Fede?… Sono il tuo personal assistant!» – Fede gne gne gne,- ma chi ti conosce?!

«Credo che tu stia avendo una crisi da assuefazione da simulatore. Normale se si superano i tre giorni consecutivi. La finzione virtuale diventa la realtà.

Ti stiamo inviando subito uno psicodepuratore.

Direttamente a casa.

Vedrai, starai meglio.»

La video chiamata si interrompe.

Io respiro ancora più a fatica. Ho la nausea!

Ma guarda te sta tizia, che parla manco fosse mia mamma!

Psicodepuratore!

Mi ha appena detto che la mia vita è una cazzo di simulazione. Ma che sta succedendo?

La mia testa! È come se fossi ubriaco e strafatto contemporaneamente.

Guardo il coso spento nella mia mano, collegato alle lenti tramite le sottili appendici con le ventose. Sembra uno schifoso, orrendo polipo elettronico.

Michi dove cazzo sta? E se Michi non fosse…

Sono in iperventilazione, mi tremano le mani, un senso di malessere mi esplode nello stomaco e dietro la nuca.

Ho paura! No, sto per avere un attacco di panico.

«MICHAEL!» Urlo nel silenzio del salone senza alcuna risposta.

Suonano! È Michi… O forse lo psicodepuratore?!

Non è il campanello, è una la suoneria di prima, ma il display in mano è spento!

Non respiro! Non sopporto più questo suono.

Ho la vista annebbiata, il cuore mi tampella come se stesse per esplodere e sto per vomitare.

Esasperato scaglio lontano da me il simulatore e sento che si sfascia in decine di pezzi, ma il suono non smette.

Basta! Mi porto le mani alle orecchie, ma non cambia nulla: sento l’esasperate suono ripetersi come un urlo ritmico.

Sto morendo, lo sento mi mancano le forze. «Michael!»

Addio Michi… Non vedo più nulla.

Sono morto. Per un attimo non sento nulla.

Poi sono una coscienza terrorizzata; angoscia e buio. Questa è la morte?

E la suoneria non smette! Ma allora…

Ingollo l’aria, i miei polmoni tornano a riempirsi. Sbarro gli occhi e mi piego in avanti.

Continuo a respirare e sento che questa volta va meglio.

Vedo le mie gambe sotto la leggera copertina di cotone bianco e subito mi rendo conto che sono a letto.

Sono subito calmo, ma confuso. Che incubo!

La porta d’avanti a me si spalanca «Ooohu! Allora la vuoi spegnare sta cazzo di sveglia, che è mezzora che suona?!» Michael biascica incazzato. Vederlo con le occhiaie, capelli appiccicati su un lato della testa e il suo largo pigiama azzurro, mi provoca un leggero sorriso.

Ora va tutto bene.

«Scusa Michael! È che… Niente. Buongiorno.»

«Eh sii! Bongiorno» Scocciatissimo si appoggia alla pediera in ferro del mio letto e mi guarda come una mucca guarda un treno, e aspetta che spenga la sveglia.

Eccola lì, sul comodino, la mia sveglia in plastica rossa. Anch’io sono stufo di sentirla.

Allungo la mano, la prendo e cerco il pulsante per interrompere il suo estenuante berciare elettronico.

«Fede, spegni la sveglia e torna operativo.»

«Ci sto provando, ma non trovo il…» Guardo Michael e sbarro gli occhi.

Il terrore si impossessa di me paralizzandomi.

Come nel sogno, anzi peggio, il suo corpo è pervaso da spasmi, se possibile, ancora più violenti, i glitch.

Il suo volto è piegato in maniera innaturale, la sua bocca è un ghigno che solca le mascelle e il suo sguardo è talmente fisso nel vuoto che le pupille sembrano dipinte sulle palpebre.

È una cazzo di marionetta rotta che danza nel vuoto.

Non ho idea di dove sia la sveglia, ma la sua risonanza ha il ritmo di una estenuante marcia militare.

Tutta la stanza è pervasa da glitch.

«Fede, spegni la sveglia e torna operativo.» Mi ripete con un tono più autoritario, e anche se dal suo corpo si dipanano centinaia di tralci luminosi, che lo fanno somigliare a un mostruoso ragno, sono certo che non abbia aperto l’insolita bocca.

Ho incredibilmente sonno.

«Fede, spegni la sveglia e torna operativo.» Mi comanda tranquillo, per la terza volta, mentre intorno a me rampicanti luminescenti stritolano le pareti.

La sua voce si espande nella stanza.

La sua voce è la stanza che si sfalda, accompagnata da suoni meccanici ed elettrici.

Il mio corpo è un ricordo di un passato mai avvenuto.

Fase uno. Stop sveglia.

È tutto stramaledettamente folle e logico e la sveglia si interrompe.

Fase due. Inizializzazione.

Il mio letto galleggia in questo nulla e si liquefà in una nuvola di particelle colorate che sfumano in una esplosione di luce elettrica bianca che mi acceca.

Avvio funzioni visive… Fatto.

Ecco… Il bianco accecante ora ha il volto tranquillo di Michael.

Posso vederlo, finalmente, perché ho appena attivato la piccola cam-drone ad alta risoluzione che silenziosamente svolazza intorno la sua scrivania.

Ormai il torpore sta svanendo.

Avvio sistema operativo… Fatto.

Ma pensa te Michael, se potessi mi batterei la mano sulla fronte!

Continua a smanettare, veloce e abile, sulla tastiera gestuale multi colore. L’ha progettata per velocizzare l’inserimento dei vari comandi nelle impostazioni del suo nuovo computer.

Grazie alle sue scoperte applicate nelle cellule vegetali conduttive della canapa, ha finalmente sviluppato i processori di un computer quantistico con una capacità di calcolo inimmaginabile, ma… Portatile!

Un Fibrocomputer Empatico Deduttivo Emozionale.

Per ora, purtroppo, il nuovo ultra computer del futuro, tanto portatile non è, perché vedo la scrivania di Michael, il geniale dott. Michael, ancora cosparsa di cavi ottici, un intricato disegno di fibre vegetali bioluminescenti simili a liane, avviluppate a cubi luminosi e svariati raffreddatori magnetici per superconduttori.

Attivo l’audio se no non riesce a sentirmi.

Avvio funzioni vocali… Fatto.

«Salve dottor Michael!»

Sorride alla cam volante. «Ciao Fede. Buongiorno! Dammi un rapporto del nuovo software sulla personalità che ho scritto e ti ho installato ieri sera. Ha funzionato?»

Dietro di lui c’è il solito cartello. Laboratorio F.E.D.E. L’accesso al laboratorio è consentito solo ed esclusivamente al personale autorizzato dai Direttori dei laboratori.

«Dottore, il tuo software… Che trip! Che cazzo di sogno!»

– Questo racconto nasce come sceneggiatura per un cortometraggio che ho girato anni fa, per sperimentare le possibilità tecniche di uno smartphone.  Il racconto si discosta dalla sceneggiatura in più parti, diventando unico e inedito. Il video ha lo stesso titolo e ha evidentemente tanti limiti, ma se desideri vederlo metterò qui il link di Youtube.

Serie: Fede nel Futuro


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