Corde

Serie: Levii-Hatan


Svegliatosi, Dion si sbrigò ad asciugarsi il rivolo di bava che gli calava sul mento, disgustato di se stesso. Lo fece agitando la testa sulla spalla in un gesto meccanico, ancor prima di realizzare che aveva mani e piedi legati. E non era il solo. I volti cinerei di Meloria e Turi gettavano occhiate allibite al di là della grande vetrata che si apriva su un abisso nero, imbambolati e terrei come se avessero appena visto un fantasma.

≪Che succede se mi è concesso?≫ Chiese Dion mordendo le parole in un tentativo inutile di liberarsi dalle corde molli come tentacoli che lo avvincevano.

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: La compagnia degli accoliti si trova imprigionata nell'imbarcazione dei Natanti. Severo insinua il dubbio sulla strana morte/rinascita di Meloria . Si risvegliano in un nuovo ambiente, dove dalla grande vetrata che da sulle profondità del mare si vede un enorme Sauro Bianco

Meccanicamente Turi spostò lo sguardo smarrito sull’amico ≪porco boia…≫ sussurrò ≪altro che lupi ‘mpalatori, quell’affare dico, era grande come ‘na carrozza a due scomparti… e c’ha gli occhi come i gatti, ma più pericolosi… e li denti… porco boia! Li denti per fortuna non li ho visti…≫ Turi scoprì le gengive nell’imitazione di un ringhio, muovendo lentamente gli occhi nella ridicola pantomima di qualcosa di spaventoso.

Dion lo guardò accigliato soffiando via il ciuffo floscio che continuava a ricadergli sugli occhi. Al suo lato Severo, ancora sdraiato era sveglio, e guardava il soffitto ignorandoli.

≪Un Sauro bianco… è passato così vicino che…≫ Meloria rabbrividì nonostante l’aria fosse tiepida e umida.

Inaspettatamente Dion scoppiò a ridere ≪Come potevo non capirlo, imitazione perfetta Turi, davvero! Ma su via, non siate stolti, quelli esistono solo nei racconti mitologici o nelle terrorizzanti lezioni di Vöolis!≫ Sbottò. Ma quando vide che nessuno dei due rideva si drizzò e prese a balzellare sul sedere per farsi più vicino alla vetrata. Un senso di panico gli attanagliò lo stomaco, anche senza la visione di Sauri bianchi. Al di là del vetro irregolare l’acqua occupava tutto. Scura e mutevole non lasciava trapelare il ben che minimo riverbero di luce e Dion immaginò di avere il peso opprimente di una montagna in forma liquida sopra la sua testa, sentendosi sprofondare. Rimase in silenzio ascoltando Turi che aveva deciso di annegare il suo terrore trangugiando una zuppa cartilaginosa dal colore verdastro, tra risucchi e schiocchi di labbra.

≪Neanche la prigionia ti placa eh≫ disse con disgusto guardandolo allungare il collo per mangiare da terra come un cane.

Turi tirò su le spalle con aria sorniona ≪mica si butta via così l’ospitalità!≫ E strizzò l’occhio a Dion ricomponendosi subito sotto lo sguardo severo di Meloria.

≪Ci ha drogati con il gas≫ disse lei con irritazione crescente, come se stesse aspettando una domanda di rilievo tra le assurdità che i due si stavano scambiando.≪Ci ha drogati e legati. Ti fidi a mangiare quella sbobba? Chi te lo dice che non c’è del veleno? Ti sei già scordato delle lezioni di Portanza?≫ Continuò, compiaciuta nel vedere Turi sputare in fretta l’ultimo boccone ≪poco importa tanto la fine è prossima… ma spero solo una cosa, che mi facciano assistere alla tortura di Severo, o magari a quando sgozzeranno suo fratello davanti a lui≫

Con uno scatto Severo si mise in ginocchio oscillando ≪almeno ci ho provato! Almeno ho provato a salvarlo! E se speri che ti dica che mi dispiace per avervi traditi, non lo sentirai!≫ sbraitò.

≪Ma se l’arguzia non m’abbandona, hai tradito anche te stesso. Non stavi forse venendo al Rostro con noi?≫ Intervenne Dion.

≪Non ha giurato e l’intenzione non vale. Di fatto non è ancora un Cammina…≫ Meloria si interruppe perché la grande porta stagna cigolò e madre e figlia fecero il loro ingresso.

Tutti gli sguardi furono sulla donna più anziana e rimasero lì, incollati ai suoi occhi slavati e magnetici. La bocca era serrata in una smorfia di vero disgusto mentre passava, lentante e intensamente, in rassegna i suoi prigionieri. perché di fatto quello erano, legati come salami, nella assurda imbarcazione del nemico, che ora grazie a Severo sapeva perfettamente di non avere davanti uomini normali, bensì Camminatori. La donna avanzò di qualche passo, con le gambe che precedevano il busto in un moto ondeggiante, ma Dion non fece sogni su di lei. L’unico sentimento che sembrava infondere nella mente degli accoliti era la deferenza, emanava potere e il potere in mani avversarie si chiama pericolo.

Si fermò a pochi passi da Turi che ancora accovacciato la guardava dal basso torcendo il collo. Saraje alle sue spalle si tormentava le mani, in attesa. Turi la vide prendere un respiro per farsi coraggio ≪vedi madre, come ti dicevo, braccia forti perfette per le pulegge e tu potrai riposare. L’equipaggio serve a questo e…≫ ma la sua voce si spense quando la donna si voltò di scatto in un vorticare di capelli galleggianti come i tentacoli d’una medusa ≪non l’equipaggio ma gli schiavi!≫ affermò con durezza.

≪Si madre, gli schiavi faranno il tuo lavoro…≫ rispose lei mesta e speranzosa.

Gli occhi della donna si strinsero sulla pelle bianca e quasi trasparente, che formò rughe profonde sugli zigomi ≪solo fino a Ūrta≫ aggiunse e si voltò sparendo dietro la porta.

Severo si sedette sui talloni ≪come sta mio fratello? Dov’è?≫ Chiese con urgenza prima che qualcun altro prendesse la parola. Ma Saraje abbandonò l’aria mesta e drizzò la schiena ≪Padrona, devi chiamarmi padrona≫ affermò con voce dura. ≪E ora mangiate perché le forze devono tornare in fretta o la madre vi lascerà ai Sauri. Non vuole pesi inutili e se non servite, se non aiutate siete solo carne terricola≫ si gettò un’occhiata rapida alle spalle e chinandosi più in basso sussurrò ≪lei non sa il segreto, siete contadini, semplici uomini della terra si?≫ e li scrutò uno ad uno per assicurarsi che avessero assimilato. Poi si bloccò sul volto rabbioso di Meloria ≪e tu, perché conosci la lingua del mare? Hai parlato a Saraje con la nostra parola… e i tuoi occhi… vedo buio sconfinato. Non mi piaci!≫ Decise drizzandosi d’improvviso.

Le richieste di Severo si accavallarono alle parole di Meloria che inveiva contro Saraje mentre lei già se ne stava andando.

≪Te lo dicevo che c’erano i Sauri!≫ urlò Turi a Dion con aria di vittoria sopra al frastuono degli altri.

≪Si, te lo devo!≫ ammise Dion gridando a sua volta, mentre Meloria strisciava sul sedere cercando di raggiungere Severo con aria assassina.

Turi sbuffò cancellando l’aria di conquista e sbraitò ≪ora bastaaaa!!!!≫ Meloria si zittì ostacolata dal piede di Dion su cui aveva ora spostato i suoi intenti omicidi e Turi riprese ≪e che è! Mica mi piace neanche a me tutta questa storia! E non sono per nulla contento che Severo abbia detto quella cosa con il giuramento, ma se proprio lo vuoi sapere≫ e fece una pausa guardando ingrugnito Meloria ≪io avrei fatto lo stesso se in terra mezzi morti ci eravate te o Dion! È no, non ricominciare a urlare che non s’arriva da nessuna parte. Non che si possa andare lontani legati così, ma nemmeno bisogna incasinarci ancora di più la situazione!≫ fece una breve pausa per constatare che Meloria avesse assimilato e poi riprese ≪bene, tre cose: le armi non ci sono più, siamo sotto il mare, ma sotto per bene e siamo pure legati come arrosti. E allora, scappare non si può perché dove si va anche se ci si libera, con tutta l’acqua che c’è sopra e con quei Sauri bianchi≫ e rabbrividì un poco al solo pronunciare il nome di quelle terribili creature.

≪Sicchè mica abbiamo tanta scelta no? E se ci danno da mangiare non penso proprio che ci vogliono torturarci, visto che la vecchia bianca non sa niente e quell’altra mica glielo dice, il nostro segreto. Facciamo come vogliono e poi si vede, senza scannarci tra di noi. A proposito, mica che per caso lo sa qualcuno dov’è questa Ūrta?≫

Serie: Levii-Hatan


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Discussioni

  1. Ciao Virginia 😀
    Con il trascorrere della vicenda Turi rivela sempre più la saggezza che gli viene dall’essere uomo pratico. Mi piace che tu riesca a stemperare qui e lì con delle note ironiche anche gli episodi più “drammatici”. Le curiosità sono molte, ancora penso che Saraje si rivelerà un’alleata.

  2. “e tu, perché conosci la lingua del mare? Hai parlato a Saraje con la nostra parola… e i tuoi occhi… vedo buio sconfinato. Non mi piaci!≫ Decise drizzandosi d’improvviso.”
    Questa una domanda che mi faccio anch’io e sono estremamente curiosa di conoscere la risposta 👏

  3. Grande Virginia, altro episodio da divorare tutto d’un fiato!
    Continua a crescere la curiosità attorno a Meloria – chi o cosa è davvero!? – ed anche Saraje ha qualcosa da nascondere. Perchè non ha svelato il segreto alla madre? Questi interrogativi sono davvero una bella esca per il lettore, che rimane aggrappato all’amo in attesa del prossimo episodio!
    E poi Turi, sempre sugli scudi! Anche qua il suo genuino pragmatismo regna alla grande! 🙂

    1. Ciao Sergio, è un piacere sapere che gli ami funzionano 😉
      Le due donne fanno sicurante parte di questi interrogativi, e la loro nuova destinazione ingarbuglierà ancor di più la situazione.
      Grazie mille di essere passato

  4. “Dion immaginò di avere il peso opprimente di una montagna in forma liquida sopra la sua testa”
    Rende l’idea! Per me poi, che se non ho i piedi sulla terraferma non son contento, l’immagine è davvero chiara ed efficace!

  5. Che bel brano, molto divertente. Cioè la situazione è tragica e senza via di scampo, ma Turi veramente a rendere tutto divertente. E’ bello che sia Turi, il più semplice delgruppo a risultare il più saggio.
    Che succederà a Utra? Non vedo l’ora di scoprirlo

    1. Ciao Alessandro,
      come sempre apprezzamenti graditissimi i tuoi! E meno male che c’è Turi a rendere la situazione più leggera, Urta, come avrai inteso, non renderà le cose più semplici.
      Grazie di aver letto 🙂