Cuccioli

Una piccola colonna di fumo si innalza dal monte innevato; dal paese è quasi invisibile, tanto è fitta la boscaglia. Ma ciò non ferma la fervida immaginazione di un ragazzino pieno di sogni, che pian piano inizia a fantasticare; e così immagina un cacciatore: alto, grosso, barbuto e rozzo come la natura lo ha fatto. Al suo fianco vede un piccolo cagnolino a cui sta insegnando le basi della sopravvivenza. Entrambi, stanchi, si riposano al tepore del falò; e non appena viene spento dal burbero cacciatore, il cucciolo si drizza di scatto, eccitato, pronto a trovare il suo primo tartufo. I due hanno già un forte legame, anche se uno è troppo piccolo per capirlo e l’altro è troppo grezzo per dimostrarlo, le sue carezze sembrano schiaffi e il suo richiamo è tutt’altro che amichevole. Finita la giornata i due fanno ritorno a casa, dove ad attenderli c’è la dolcissima moglie, che a vederla ci si chiede come abbia fatto a finire lì. Tra cesti di bacche, un orto da curare e galline da controllare; ma soprattutto con un marito così greve. Eppure, quando lo vede tornare sano e salvo, il suo cuore sussulta di gioia e si riempie di amore; riesce a guardare oltre la scorza bruta, apprezza quei piccolissimi segni d’affetto e li erige a monumenti di platino. Lui non le ha mai mancato di rispetto, nonostante le sue fattezze riesce ad essere quasi accettabile con lei; ci tiene a donarle la vita migliore possibile e quindi anche il lato di sé migliore possibile. I loro momenti di intimità sono quanto di più puro e reale il ragazzino possa immaginare. Ma, come ogni cosa, è destinata a finire, e lo stesso vale per il sogno ad occhi aperti del giovanotto. Questa volta i suoi compagni di classe si sono accorti della sua assenza mentale e non la prenderanno bene. Lui è gracile e cagionevole; loro, in branco, non perdono occasione per farsi beffe di lui, senza risparmiare alcuna percossa. Vorrebbe tanto essere amico del cacciatore, vorrebbe che qualcuno lo salvasse dai lupi, vorrebbe smettere di avere paura di alzarsi dal banco. Ma un giorno capirà e troverà il cacciatore dentro di sé. Si libererà dei lupi da solo, come da solo li aveva sempre affrontati. E allora avrà difficoltà a trovare in sé la moglie, a vedere oltre, a fidarsi dell’altro e a sperarci. Tornerà a nascondersi, questa volte nelle sue insicurezze, nella paura di essere di nuovo esposto. Smetterà di cercare legami con le persone, arriverà ad odiare chiunque senza averne alcun motivo. Ormai adulto, troverà un cane abbandonato, con coda e orecchie tagliate; lo curerà e lo farà vivere con lui. Vedrà, in quel tenero amico peloso, il ragazzino martoriato che fu e riuscirà in qualche modo a scongelare il suo cuore; a poco a poco ritroverà il calore affettivo di cui aveva fatto a meno per gran parte della sua vita. Tornerà a vedere il bello nel mondo e a farsi trasportare dalla voglia di vita; tornerà a fantasticare e incontrerà il cacciatore nei suoi sogni, ora anziano. Gli parlerà di sé, cercherà consigli, conforto, come fossero amici di lunga data. Arriverà a convivere con il meglio ed il peggio di sé, trovando il suo equilibrio unico, il suo posto nell’universo. Starà bene, in fin dei conti.

Ma queste, in fondo, sono solo fantasie sulla vita di quel ragazzino.

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