CUORE DI TENEBRA ( La metamorfosi )



All’ interno della casa tutto era immobile, irreale, ma era palpabile l’odore di Morte, perché questo era il suo nome. 

Eva entrò, il cuore le batteva così forte nel petto che temeva le sarebbe scoppiato. Aveva la gola secca e le mancava l’aria, ma tutto questo non le impedì di varcare la soglia. Lui la stava aspettando! Erano secoli che l’aspettava, nella oscurità, in silenzio ed in questa lunga attesa aveva dovuto nutrirsi, ma non era stato facile trovare le vittime giuste da cui attingere energia; molti i corpi trovati lungo la sua strada, ma pochi che gli avessero dato una reale soddisfazione. Eppure era sopravvissuto ed ora, finalmente, lei era lì, in piedi, davanti a lui.

Ambedue sentivano di appartenersi pur venendo da mondi diversi. Si appartenevano come il giorno e la notte. Si erano rincorsi nell’arco del tempo, ma ora tutto stava per finire. Lui cominciava a sentire il peso della solitudine, dell’oscurità. Era ora di fermarsi.

” Ho terminato il mio cammino, ” fu lei a spezzare quel macabro silenzio, ”  ti ho inseguito per molti mondi e molte ere ed ora sei qui! ”

Lui le sorrise, ma era un sorriso carico di tristezza e di dolore. La sua reputazione lo aveva sempre preceduto, ovunque andasse, creando intorno a lui un deserto di solitudine e silenzio.

” Ti stavo aspettando! ” Nel dirle quelle parole le porse un piccolo fagotto. ” Non ho più voglia di scappare, di nascondermi. Sono giunto al termine di questa eterna e straziante vita, prendilo è tuo. Ora tocca a te! “

Con timore, Eva, prese ciò che le veniva donato ignorandone il contenuto, ma appena le sue dita lo sfiorarono avvertì una forte energia al suo interno e comprese la gravità della situazione. Lo guardò spaventata. Nonostante fosse stata addestrata sin dalla nascita per quel momento, sentì che il suo coraggio cominciava a vacillare.

” Tu ne sei il custode! ” Urlò. ” Per secoli lo hanno cercato, ti hanno dato la caccia e mai nessuno è tornato indietro. Hai seminato distruzione! Hai gettato il mondo nel caos più completo, ed ora? Ora vuoi darlo a me?… Dopo tante battaglie ed inseguimenti hai deciso di arrenderti? ” Stava tremando, la rabbia, la paura e  la tensione stavano per avere la meglio su di lei, doveva mantenere il controllo.

” Sarai tu che porterai avanti ciò che io sto per abbandonare e per te sarà una vera maledizione, così come lo è stato per me.” La sua voce era quasi un sussurro. ” Vivrai di notte, nella oscurità, e ti nutrirai con le loro anime.” Dicendo questo fece un gesto plateale verso l’esterno della casa. ” Il tuo candore, la tua purezza non esisteranno più, sarai più oscura del buio stesso.”

Eva ebbe l’impressione che il fagotto che reggeva diventasse più pesante col passare del tempo. Avrebbe voluto lasciarlo andare, ma qualcosa di potente glielo impediva. Con le lacrime agli occhi gli rivolse una semplice domanda. ” Perché io? …” Lui non le rispose. ” Sono un Angelo, il mio compito è quello di salvarti. Ci istruiscono sin dall’infanzia per porre fine alle vostre sofferenze…”  mentre parlava sentì qualcosa afferrarle una caviglia, urlò, cercò di liberarsi, ma era troppo forte per lei. Qualcosa la stava trascinando negli inferi.

” Non puoi porre resistenza, è inutile! Ancora non lo hai capito, tu mi stai salvando, ma non come vorresti. ” Si alzò e le si avvicinò. ” Stai perdendo la tua luce! ” La fissò negli occhi. ” Ti sto uccidendo come Angelo perché tu possa prendere il mio posto. Tu sarai me! Tu sarai Morte! “

Nel pronunciare quelle parole si trafisse il cuore con la candida piuma dell’ ala di un Angelo, il suo Angelo, per poter morire in pace. Non aveva mai ambito alla redenzione. Cadde a terra e, finalmente, chiuse gli occhi per sempre mentre un sorriso affiorava sulle sue labbra.

Eva rimase paralizzata. Era stata presa in trappola, non c’era modo di tornare indietro, il suo destino era segnato. Un sussurro appena percettibile le impose di aprire il fagotto che ancora teneva tra le mani, si accorse che, stranamente, era diventato più leggero. Con gesti meccanici tolse la tela che lo avvolgeva, vi scoprì una preziosa scatola antica rifinita in oro, l’aprì e al suo interno trovò una pietra nera molto simile ad una scheggia. Era magnifica, emanava una luce propria, ipnotica e seducente. Stava ammirando la tanto temuta Scheggia della Morte, la leggenda narrava che chiunque la possedesse governava le Tenebre, molti uomini avevano intrapreso un lungo e tortuoso viaggio alla sua ricerca senza far più ritorno alle loro dimore.

Avrebbe voluto scagliarla lontano da se, liberarsene e mantenere la sua purezza, ma ne era assuefatta; sentì il potere scorrerle nelle vene. La strinse forte, tutte le sue barriere furono abbattute, anche il più piccolo barlume di resistenza venne spazzato via. Il sangue cominciò a scorrerle lungo la mano, era nero come la notte che si apprestava a vivere, una notte che non avrebbe più avuto fine.

Avvertì il suo corpo mutare. La metamorfosi era iniziata, l’Angelo della Luce si spense per sempre.



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