Cuori fuori sincrono

Serie: Viaggi

Il contenuto era minimo: un foglio con un rapporto ben dettagliato, facente riferimento alle foto anch’esse incluse nel plico.

Spostamenti. Indirizzi. Lavoro.

Ma soprattutto con chi: le foto erano chiare. Le mani di Malcom stavano tremando leggermente vedendo la sua Christina mentre saliva su un tapis-roulant dell’aeroporto, poi ancora al check-in e all’uscita dell’aeroporto di Parigi.

Ma la cosa che gli fece più male fu quell’istantanea che la ritraeva con un giovane in un café parigino: l’imbarazzo che percepiva dai loro sguardi e le mani che si sfioravano.

Doveva sapere, sapere il perché: le mani gli tremavano ancora, forse per la rabbia o per l’impotenza per non aver saputo tenerla accanto a sé. La sua Christina, ma era ancora sua? Doveva sapere.

Mise in valigia lo stretto indispensabile, certo che bastasse uno sguardo e qualche spiegazione per tornare insieme a Miami alla loro vita di tutti i giorni. Non riuscì a dormire durante il viaggio, incubi su una possibile sconfitta lo avevano tenuto sveglio, come se dormendo avesse potuto permettere che accadessero.

Quando uscì dall’aeroporto subito si sentì pervadere da una desolazione mai provata, colpa anche delle secche foglie autunnali che roteavano a terra e venivano sollevate da un frizzante vento. Non poteva essere arrivato in una stagione più adatta al suo stato d’animo.

***

Christina chiuse il quaderno degli schizzi, con il quale si esercitava in aula insieme ad altri suoi compagni su modelli dal vivo. Anche per oggi le sue lezioni erano terminate e scese dalle scale raggiante, nonostante il venerdì sarebbe iniziato il suo intenso turno di lavoro del fine settimana.

Si fermò un attimo davanti la porta della scuola e, prima di uscire, si sistemò i vestiti, ancora leggermente sporchi di pittura, e si rifece al volo la lunga treccia per sembrare più presentabile agli occhi del mondo.

Aprì per uscire e quasi il cuore le si fermò, si sentì proiettata in un universo parallelo: Malcom era lì ad aspettarla con uno sguardo già sconfitto.

Si sentì scontrare con i gelidi ricordi di ciò che gli aveva fatto, sentiva di doversi giustificare, ma di cosa? Per aver seguito i suoi sogni? Per aver scelto una vita diversa, fatta di libertà? Malcom si avvicinò tendendo la mano, per accompagnarla verso di lui e, vedendola così risoluta, accennò un timido sorriso chiedendole di poter parlare.

Erano in un bistrot e, contrariamente a quanto avrebbe pensato, Christina aveva superato il senso di imbarazzo ma si sentì subito di chiarire che non era successo niente tra lei e Adam e che non si sentivano da un po’ di tempo. Malcom non lasciò correre quest’ultima affermazione: non celò il fastidio che provava nel nominare Adam e sicuramente voleva un confronto anche con lui, perché era stato suo complice. Voleva guardarlo in faccia e capire il suo perché.

Christina, dopo varie pressioni, prese il cellulare e chiamò Adam, pensando perfino che non avrebbe risposto o che addirittura avrebbe sentito la voce meccanica che annunciava un numero non esistente. Invece lui rispose e capì subito che la situazione per lei non era facile e l’affetto, che ancora provava, lo portò ad accettare l’incontro: le diede il suo indirizzo tranquillizzandola che lui era ancora lì per lei.

***

Christina suonò il campanello con timore, immaginandosi il tipico scenario “lui, lei e l’altro”, e sentì il portone che sembrava non volersi aprire, come se le stesse mandando un messaggio di avvertimento.

Fu Claire ad aprire la porta, accogliendoli in salotto dove un elegante servizio da thè li stava aspettando, accompagnato da deliziosi biscottini al burro.

Arrivò anche Adam che la guardò come se non l’avesse mai vista, come era cambiata e come le appariva più matura rispetto alla timorosa ragazza che aveva visto andar via da quel café. Avrebbe voluto abbracciarla per sentire che era reale, lì, in casa sua, che si potevano riallacciare i fili che si erano sciolti quella famigerata mattina. Ma si fermò perché Malcom gli stava rivolgendo uno sguardo risoluto e colmo di domande che forse non avrebbero mai avuto una risposta.

L’imbarazzo tra i quattro era palpabile, ma soprattutto sia Christina che Adam percepirono gli sfuggenti sguardi che si lanciavano Malcom e Claire. Christina si sentì piccata da questo suo comportamento e allo stesso tempo si odiò per quella inopportuna gelosia che proprio non era il caso di provare.

Dopo un pomeriggio di cose dette e non dette, Malcom si alzò poco soddisfatto di quell’incontro e, con il viso ancora indurito, uscì dall’abitazione per andare a far chiarezza sui suoi sentimenti.

Inspiegabilmente Claire lo seguì.

I due amici rimasero soli e forse quello era il momento del chiarimento che avrebbero dovuto affrontare mesi prima. Ora erano diversi, più consapevoli di ciò che li aveva uniti, più sicuri che non sarebbe finito tutto con un sorso di thè con dei biscotti.

Fu un attimo e si trovarono sul divano a baciarsi con passione come assetati d’amore: lei lo guardava con altri occhi e lui capì che da sempre l’avrebbe voluta accanto a sé. Quando si trovarono sul tappeto abbracciati l’uno all’altra, lei capì tristemente che non erano le sue braccia che lei voleva: lo sentiva estraneo e percepì la sua presenza come un ripiego. Non voleva e non poteva fargli del male, non riusciva ad amarlo come avrebbe meritato.

Si alzò in fretta, vestendosi velocemente, mentre lui la guardava con occhi tristi: di nuovo si sarebbe girata per andare via, lasciandolo morire dentro.

Adam diede uno sguardo fugace alla stanza, vuota da tutto: la sua coinquilina uscita senza una parola e il suo amore scomparso per sempre.Voleva tenersi impegnato per evitare che i suoi pensieri lo logorassero e così cominciò a sistemare casa.

Tante volte Claire aveva rimesso a posto la camera di lui e quindi oggi era il giorno ideale per ricambiarla: credette che una volta tornata a casa le cose si sarebbero chiarite anche con lei.Sollevò il materasso per sistemare meglio gli angoli del lenzuolo e una cartellina attirò la sua attenzione: una vocina gli sussurrò di uscire dalla stanza perché non era affar suo.

Lui ovviamente non la ascoltò e aprì la cartellina: ovunque post-it con nomi e indirizzi a lui sconosciuti ma fra tutti quei fogli una serie di fotografie lo sconvolse.

Christina sul tapis-roulant, ancora lei al check-in e in un café di Parigi davanti a lui.

Serie: Viaggi
  • Episodio 1: Libertà
  • Episodio 2: Due destini
  • Episodio 3: Cuori fuori sincrono
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    Commenti

    1. Antonino Trovato

      Che intreccio… questo è davvero una ragnatela di amori, gelosie, incomprensioni, insicurezze… sai, mi hai fatto tornare indietro di una decina d’anni, quando, in un certo senso, mi sono ritrovato negli stessi panni di Adam, “l’amico piantato in asso”… e nonostante non sia stata un’esperienza piacevole, la ricordo comunque con rammarico, perché frammento di un periodo splendido… grazie… attendo il seguito…

      1. Isabella Sguazzardi Post author

        Ciao Antonino,
        sono contenta che il mio racconto ti abbia suscitato delle emozioni, perché sono queste che ci fanno sentire vivi buona giornata 😀