Dall’altra parte

Serie: Cuore Nero - Seconda Stagione

Il buio e l’aria stantia, regnavano all’interno dell’attico di Robert Carlson.

La fornitura di energia elettrica era stata interrotta per cui Patrick Guilliman e Daniel Neri, furono costretti ad usare le loro torce elettriche.

I due investigatori fecero roteare i fasci luminosi delle pile, all’interno del soggiorno.

Lo spazio intorno a loro, sembrava galleggiare in un’atmosfera sospesa e silente.

Molto era cambiato dopo la loro ultima visita, a cominciare dalla morte del padrone di casa.

Facevano scorrere le loro luci sulla libreria raffinata, le poltrone eleganti, su un lucido grammofono di altri tempi.

A chiunque non conoscesse la vera storia del povero professore di matematica, quegli oggetti sarebbero apparsi come ordinari e appartenenti a un’esistenza come tante.

Per i due detective invece, rappresentavano solo una pallida illusione, che nascondeva una verità spaventosa.

La verità di Robert Carlson: una vita sofferente, traballante, trascorsa nel ripetuto tentativo di soffocare una presenza scomoda e malvagia.

Nessuno ti ha mai compreso, Robert…Neanche io…Pensò Guilliman, mentre illuminava con la torcia una fotografia che raffigurava un paesaggio, a lui familiare.

Era la stessa immagine che aveva visto la prima volta che si era trovato in quella casa.

Non c’era alcuna soluzione per Robert Carlson, concluse il detective.

Nessuna cura o terapia, avrebbero mai potuto restituirgli il sollievo della normalità, di una vita come tante altre; quella vita che in un pomeriggio di trent’anni prima, gli venne strappata via a calci e pungi.

“Non sarebbe cambiato nulla…” sussurrò Guilliman.

“Come dici?” Gli domandò Neri, raggiungendolo dal fondo del corridoio.

“Carlson non avrebbe mai potuto avere nuovamente una vita normale. Alex lo avrebbe consumato fino alla morte. Forse fra un anno o fra dieci, ma il suo epilogo era segnato. Avremmo potuto evitare la morte di Franz Mendel…”

“Patrick, basta…” lo interruppe Daniel Neri: “Se non era Mendel sarebbe stato qualcun altro. Doveva andare così, smettila di colpevolizzarti.”

Poi, il ragazzo illuminò le scale che conducevano al piano superiore e, guardando Guilliman, disse: “Andiamo.”

Iniziarono a salire lentamente, puntando le torce in alto, verso il secondo piano. La luce riusciva a malapena a illuminare i gradini davanti a loro e il buio, sembrava avvolgerli e inseguirli, incuriosito da quei due individui che stavano disturbando la sua quiete. Il silenzio era profondo, tanto che neanche il minimo rumore, ad esclusione dei loro passi, era percettibile.

Entrarono in bagno. Le torce illuminarono le piastrelle decorate e i sanitari.

Guilliman si voltò, inquadrando lo specchio, ma la luce della pila produsse un violento riflesso che gli rimbalzò in faccia. Dovette distogliere lo sguardo, mentre la vista si riempiva di minuscoli puntini luminosi che vagavano senza sosta e il detective dovette chiudere gli occhi per alcuni istanti, in modo da riprendersi.

“Patrick, guarda…” Neri gli indicò un punto sotto allo specchio.

Guilliman spostò lo sguardo e qualcosa attirò la sua attenzione. Sembravano piccoli oggetti metallici di forma rotonda, che risplendevano vicino al rubinetto del lavandino. Il detective puntò la luce su di essi e comprese cosa fossero in realtà: quindici proiettili.

I nuclei erano lucidi e inseriti nei rispettivi bossoli, alloggiati ordinatamente all’interno di una cartucciera, come se fossero appena usciti dalla fabbrica.

Erano uguali a quelli che tutti i poliziotti avevano in dotazione, compresi i due detective.

Patrick Guilliman spostò di poco la luce e notò qualcos’altro.

Sotto la cartucciera, vide una scritta, incisa sullo smalto del lavandino.

Il tratto appariva nervoso e pasticciato eppure, il detective comprese immediatamente il messaggio che recava:

– Provaci di nuovo Ah ah ah –

Guilliman si voltò verso Daniel Neri.

Entrambi annuirono senza pronunciare alcuna parola.

Quindici proiettili.

Esattamente lo stesso numero che Patrick Guilliman aveva scaricato addosso a Robert Carlson, dopo averlo visto uccidere Franz Mendel davanti ai suoi occhi.

L’ennesima provocazione di Alex.

Senza indugiare afferrò il contenitore e se lo mise in tasca.

Dopo di ché tornò a fissare lo specchio.

“Insomma…Che cavolo dobbiamo fare….Dannazione!” Esclamò battendo le mani sul lavandino.

“Calmati…” Neri gli pose una mano sulla spalla.

“Aspetta!” Guilliman lo scansò, indicando un punto specifico della superficie dello specchio.

“Che succede?” Domandò Daniel Neri, cercando di scorgere quello che aveva catturato l’attenzione del suo mentore.

Un flebile alone di luce illuminava un angolo, alla loro destra.

Gli investigatori si voltarono entrambi verso la porta del bagno, alla ricerca della luce, ma non riuscirono a notare nulla di più del buio totale che li accompagnava da quando erano entrati.

Patrick Guilliman tornò ad osservare lo specchio.

La luce era sempre lì e adesso si poteva distinguere in maniera netta e definita.

“La vedi anche tu?” Domandò a Daniel Neri.

“Si…” Il giovane collega era stupefatto.

L’alone di luce sembrava provenire dal corridoio alla destra del bagno, da dove erano arrivati salendo le scale.

“Patrick, non c’è corrente qui.” Osservò Daniel Neri.

“Già…” Rispose Guilliman.

“E allora, da dove proviene quella luce?”

“Non ne ho idea.”

Un’ombra si mosse di fronte a loro.

Come se qualcosa fosse passato davanti alla luce, interrompendone il flusso per una frazione di secondo.

“Cristo!” Esclamò Neri: “Che diavolo era?”

Patrick Guilliman si avvicinò allo specchio e in fu quel momento che accadde.

Una sensazione che non sarebbe mai riuscito a spiegare.

In qualche maniera, bizzarra e del tutto improvvisa, il suo punto di vista si invertì.

Era come se, d’un tratto, si fosse trovato dall’altra parte dello specchio.

Si rese conto che la luce che avevano visto poco fa, adesso proveniva dalla direzione opposta, mentre lo specchio davanti a lui, mostrava il bagno completamente al buio.

Il detective si voltò a sinistra e vide che la fonte luminosa proveniva dal corridoio del piano superiore, il quale era ben illuminato.

“Daniel…” Guilliman guardò alle sue spalle ma lo colse un terrore crescente.

Daniel Neri era scomparso.

Un suono ovattato e caldo, che sembrava provenire dal piano inferiore, gli giunse alle orecchie.

Era la musica di un grammofono, accompagnata da uno strano odore, come di terra umida.

Senza sapere bene cosa stesse facendo, Guilliman si avvicinò al corridoio. Si appoggiò al corrimano delle scale, procedendo lentamente e si affacciò verso il gradini che conducevano al piano inferiore.

Tutto era invertito. Le scale, le stanze, le porte, si trovavano all’esatto opposto rispetto a prima e ora la luce sembrava illuminare tutta la casa.

Guilliman estrasse la pistola ed iniziò a scendere i gradini, intenzionato a scoprire l’origine di quella musica.

Mentre raggiungeva il piano terra, l’odore, dapprima vago, si intensificò gradualmente fino a tramutarsi in un olezzo pungente, che gli fece girare la testa.

L’aria divenne di colpo pesante e densa di sudicio, simile al miasma emanato dalla fanghiglia putrida, nel mezzo di una palude.

Il detective represse la nausea, tappandosi il naso e la bocca con una mano, mentre entrava nel soggiorno.

Il grammofono suonava indisturbato, su un mobile in fondo alla sala.

Patrick Guilliman avanzò all’interno della stanza.

Tutto l’arredamento, appariva decadente.

Si diresse alla libreria.

Il legno della struttura era consunto e marcio. Diede uno sguardo ai libri sugli scaffali. I dorsi delle rilegature, erano rovinati e ammuffiti, con vistose macchie verdognole.

Grandi ragnatele si sviluppano negli angoli, come piccoli drappi trasparenti.

Guilliman abbassò lo sguardo.

La moquette era strappata e chiazzata da macchie scure di umidità.

Di sottofondo con la musica, il detective avvertì un altro suono, decisamente più incisivo e fastidioso.

Un intenso ronzio.

Il detective non riuscì a capirne la provenienza, ma unito a quell’odore nauseabondo, gli diede l’idea di un nugolo di mosche, intente a fare incetta di un pezzo di carne rancida, da qualche parte nell’appartamento.

Si accorse di un movimento alle sue spalle e si voltò di scatto, puntando la pistola.

I suoni cessarono all’istante e il silenzio calò come un sipario invisibile.

“Buonasera detective.”

Alex apparve davanti a lui, con il suo sorriso e un elegante abito nero.

“Buonasera Alex…” Rispose Guilliman a voce bassa.

L’investigatore tentò di apparire forte e lucido, ma il puzzo di morte e putrefazione lo devastava.

“Accomodati Patrick.” Lo esortò Alex, indicando una delle poltrone nel soggiorno.

Patrick Guilliman voleva rifiutare l’offerta, quando venne colto da una grande stanchezza data da una profonda vertigine.

Si sedette quasi cadendo, avvertendo una sensazione di freddo, trasmessa dal raso impolverato della poltrona.

“Ammetto che l’ambiente non è dei migliori, ma a breve ci farai l’abitudine.” Disse Alex sorridendo di nuovo e prendendo posto davanti a lui.

“Dunque…” Proseguì: “Eccoci qui, detective. Ti avevo detto che ci saremo incontrati presto.”

Guilliman era come paralizzato.

Sentiva le parole di Alex rimbalzargli da una parte all’altra del cervello e faticava a tenere gli occhi aperti: “C-come…Hai…Fatto?” Gli chiese a fatica, soffocando un conato di vomito.

“Non agitarti Patrick, non c’è fretta.” Rispose Alex, accavallando le gambe e appoggiando le mani sui braccioli della poltrona: “Avremo tutto il tempo per le spiegazioni.”

Alex fissò il detective e, con un’espressione perfida, aggiunse: “Sei nel mio mondo adesso.” 

Serie: Cuore Nero - Seconda Stagione
  • Episodio 1: La prima volta
  • Episodio 2: Cenere alla cenere
  • Episodio 3: Il mestiere dell’investigatore
  • Episodio 4: Uno sfortunato incidente
  • Episodio 5: Vecchi amici
  • Episodio 6: Messaggi dal buio
  • Episodio 7: Il confine
  • Episodio 8: A caccia di fantasmi
  • Episodio 9: Dall’altra parte
  • Episodio 10: Il circo dei mostri
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    Discussioni

    1. Titolo del prossimo episodio: Corri, detective! Mi piace la svolta che sta prendendo la storia, lascia presagire una terza stagione, a meno che, non ci sia un colpo di scena mostruoso nei prossimi due episodi