Diagnosi

Serie: Dall'inferno un fiore

Continua a girare lo stecco di plastica nel suo caffè, che ormai si sarà raffreddato. Rimugina sulla diagnosi che ha formulato. Vorrebbe essersi sbagliata, ma sa che non è così. Anita si è specializzata sui casi come Lele: una laurea triennale e una magistrale, e l’offerta di un dottorato a cui ha rinunciato. È fuggita da quella proposta con la stessa paura di un bambino che corre per attraversare un corridoio buio.

Sente il tacchettio dei passi che si avvicina. Una zaffata di dopobarba la schiaffeggia. Il commissario Scipioni l’ha raggiunta di fronte al distributore automatico.

«Come stai?» le chiede.

«Tutto a posto. Mi sono preoccupata per papà» risponde. «È un po’ che il suo cuore non va» aggiunge, cercando di apparirgli affranta dal dispiacere.

Luca le poggia una mano sulla spalla. «Sicura che non vuoi andare?»

«C’è mia zia.» Si libera dal contatto, piegandosi per buttare il bicchiere di plastica nel cestino. «E poi sarebbe un errore lasciare proprio adesso.»

«Perché?»

«Ho capito che cosa ha: sindrome di Asperger.»

«E cos’è?»

«Una via di mezzo tra la normalità e l’autismo.»

Luca esibisce la solita espressione da piacione. «Non ho mai conosciuto persone normali, e gli autistici, quando costretto, li ho visti solo in qualche pallosissimo film d’autore. Sai, alle donne piacciono le storie impegnate.» Le fa l’occhiolino.

Lei ignora l’omuncolo che ha di fronte e parla al commissario. «Ci sono persone che hanno la sindrome e neanche lo sanno. Per altre, invece, i sintomi sono più evidenti.»

«Per esempio?»

«Quello che hai visto: no al contatto visivo, mutismo selettivo, conversazioni a senso unico, incapacità di cogliere gli stati d’animo dell’interlocutore. Sono maniacali verso tutto quello che li appassiona. Non ti sei accorto che parla citando frasi di romanzi?»

Luca allarga le braccia. «E chi legge?»

Anita pensa che Luca Scipioni sia senza speranza. «Mi hai detto che sua madre lavorava come segretaria alla biblioteca dell’università. Deve essere stato abituato a leggere sin da piccolo. Se gli piaceva farlo, uno come lui ne ha macinati di romanzi, e la sua memoria ha fotografato ogni pagina.»

«Se è il genio che dici, come cazz’è che non sa spiegarci chi è ‘sto lui?»

«Non è un genio, assimila solo quello che gli interessa. Nel suo caso, la narrativa. Al di fuori di questo, è un quattordicenne sotto shock pieno di complessi e con problemi d’interazione. Non posso andare via proprio ora che ci sono entrata in confidenza.»

«Ripensandoci bene, da studente lessi qualcosa su questi…»

«Asperger, Luca.»

«Sì, vabbè, come dici tu. Ma è vero che, mentre giocano, potrebbero non rendersi conto di fare male a qualcuno?»

Serie: Dall'inferno un fiore
  • Episodio 1: Prologo
  • Episodio 2: Anita
  • Episodio 3: Primo interrogatorio
  • Episodio 4: Diagnosi
  • Episodio 5: Secondo interrogatorio
  • Episodio 6: Suo l’amore (parte I)
  • Episodio 7: Suo l’amore (parte II)
  • Episodio 8: Mio lo strazio
  • Episodio 9: Epilogo
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    Commenti

    1. Daniele Parolisi

      Non una macchia, nnt. Ti assicuro ci ho provato ma nada. Non ho trovato nessuna pecca sul racconto. I dialoghi risuonano nella mia testa in maniera naturale e la tua capacità descritta come sempre riesce ad attrarre il lettore. Grande Massimo!

      1. Massimo Tivoli Post author

        Grazie Daniele. Tengo molto ai dialoghi. Sono la voce dei personaggi e, quindi, sono importantissimi.

    2. Giuseppe Gallato

      Iniziano i risvolti psicologici dei personaggi – elemento che apprezzo molto in una narrazione –, che sembrano presentarsi alquanto complicati in Anita. In passato ho seguito casi “affetti” da sindrome di Asperger, e in poche righe sei riuscito a delinearne i punti essenziali, importanti per la costruzione di Lele.

      1. Massimo Tivoli Post author

        Grazie, Giuseppe. Anche io, in passato, ho avuto modo di interagire con persone Asperger. Chiaramente, oltre a documentarmi nei limiti di quanto io possa fare da non esperto, mi sono lasciato condurre anche dalle esperienze dirette, per quanto limitate siano state. Ti ringrazio ancora per il tuo “prezioso” tempo 🙂

    3. Sara

      Mi piace come descrivi la psicologia del protagonista , mi piace come descrivi la psicologa il suo travaglio interiore , come se lei assimilasse la malattia e in lei fiorissero fiori del male da estirpare.

      1. Massimo Tivoli Post author

        Sei una lettrice molto attenta. Hai colto questo aspetto psicologico di Anita che poi verrà chiarito negli episodi che devo ancora postare. Grazie, ottimo commento.

      1. Massimo Tivoli Post author

        Luca è un commissario in una questura di una piccola è piuttosto tranquilla città, non è abituato a risolvere casi complessi. È un po’ superficiale, come anche la sua squadra (vedi l’agente Marco Ianni). Ovviamente, questa superficialità si rivelerà funzionale alla storia 🙂

    4. Massimo Tivoli Post author

      Anita riserva belle sorprese, o almeno lo spero. Grazie per la lettura. Contento che la protagonista ti piaccia. Come dicevo a Dario, non sono velocissimo. La serie l’ho già scritta. In questi giorni revisiono un capitolo al giorno e lo posto. Io e la velocità di scrittura siamo agli opposti. E poi, trattandosi di un thriller, avrei commesso un errore a mettermi a scrivere d’istinto, senza una scaletta, e una prima bozza. Almeno, per me, è così. 🙂

    5. Marta Borroni

      Ma sei velocissimo! Un altro episodio… in questo mi sembra che l’attenzione sia rivolta particolarmente ai dialoghi, Anita continua a dleinerasi bene, riesci a farmela proprio”vedere”. Bravo!