Dove vuoi arrivare?

Sapete, alcune volte mi capita di aprire il computer, anzi, quasi tutti i giorni, e di iniziare a perdere la cognizione del tempo, non che me ne importi tanto del tempo che mi resta da vivere; insomma,a uno sfigato nulla facente ex-autolesionista che ha tentato il suicidio e che cerca di capire la sua utilità nel mondo, cosa gli potrà mai fregare del suo tempo restante, eppure penso…

Non sono matto, ne tanto meno pazzo, eppure riesco a vedere cose che pochi riescono a vedere, e non intendo fantasmi o morti, o peggio ancora sentire delle voci, ma riesco forse, e dico forse, a vedere la realtà com’è realmente… SENZA SENSO.

Lo so cosa state pensando, tu trovi la vita senza senso, tu che hai tentato il suicidio?, ebbene si è così.

Un esempio stupido e banale sono le scarpe che indossi, cazzo valgono 20 euro e tu le hai pagate cento volte il loro prezzo reale, mi potresti rispondere che il valore è dovuto alla marca, ma che valore può avere una marca che tutti hanno e che tutti possono permettersi?, che valore ha una marca che ha delle rifiniture fatte da qualche bambino sfruttato?; sono giovane lo so, ma so anche che un tempo la marca era quella cosa costosa il cui costo dipendeva dalla sua capacità di renderti differente dalla massa, quindi il costo elevato dipendeva dallo status sociale che ti permettevano di raggiungere, e più il costo era elevato, maggiore diveniva il tuo rango nei confronti delle altre persone.

Un esempio ancora attuale sono le auto di lusso, quando tu acquisti una Ferrari non comperi un’auto, ma comperi un biglietto da visita con cui le persone possono subito capire con chi hanno a che fare.

Poi non trovo un senso alla distribuzione della ricchezza, perché concentrare tanti soldi nelle mani di una sola persona, se poi dall’altra parte del mondo ne muoiono tante di fame? Perché se un atleta professionista perde una gare importante, invece di dire che semplicemente l’avversario è stato migliore di lui e che forse dovrebbero frequentarsi per potersi migliorare l’un l’altro, deve trovare un insieme di elementi che lo assolvono, come se perdere sia un peccato? Perché le persone vogliono avere un lavoro ben pagato ma non hanno voglia di mettersi in gioco e di rischiare? Perché le persone smettono di sognare, di credere nell’esistenza dell’ anima gemella, di credere nella possibilità di una vita migliore e giusta?

E mentre sto facendo questi pensieri sdraiato nel mio letto, pronto ad alzarmi per cambiare la mia vita, ecco che arriva la mia ragazza, unica nel suo genere, capelli neri, pallida, forse troppo, che mi avvolge, mi paralizza e che mi fa provare un senso di vuoto; niente emozioni, niente sentimenti, niente amore, paura, odio o brivido di alcun genere.

Se vedo la realtà in questo modo in parte lo devo a lei, il suo nome è “Depri”, anche se il mio psichiatra la definisce depressione.

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