Dramma in poesia. Atto decimo.

Serie: Dramma in poesia

Dramma in poesia.

Atto decimo:

“Goccia”.

Vi era semplicemente gelo nel suo cuore. La ragazza aveva cessato di provare fiducia verso il genere umano dopo l’accaduto con Limone. Il ricordo ancora le causava un incessante brivido dietro la schiena. Enrico la condusse in un motel poco fuori città. Continuava a pensare alla foto. Suo padre, il signore Jerrics e Thomas dunque erano amici? Nella foto lo sembravano. Si domandò che genere di persona fosse suo padre per essere amico di quei due. La macchina di Enrico si fermò dinanzi il motel e la ragazza vide in lontananza una figura che riconobbe: Agata. Scese dalla vettura e qualcosa si mosse nel profondo, una leggera scintilla di felicità. Le due si abbracciarono e parve quasi che il gelo nel cuore della ragazza si stesse sciogliendo. Pianse, per la prima volta in vita pianse di felicità.

“Mi sei mancata anche te!” Disse semplicemente Agata sorridendo.

Enrico le fece accomodare in una camera ed uscì a comprare la cena.

“Ho letto sui giornali dei signori Jerrics, hanno avuto ciò che meritavano. Ti ricordi Sughetto?”

A sentire quel nome un brivido penetrò nella schiena della ragazza.

“È in una prigione qua vicino. Ieri sono stata a parlargli poiché mi era giunta voce di un suo recente patteggiamento. Ha rivelato delle informazioni in cambio di uno sconto di pena, ha confermato che Thomas ed i Jerrics collaborassero. Tuttavia il primo è ancora ricercato. Ha parlato anche di tuo padre.” Agata si morse le labbra agitata.

“I tuoi genitori non erano sotto protezione a causa di mio padre, lui era una copertura! Erano sotto protezione poiché tuo padre voleva accusare Thomas di…”

Agata si interruppe sentendo Enrico entrare nuovamente nella stanza. L’uomo aveva portato dei panini presi da qualche fast food nei dintorni. Le due mangiarono di buon gusto.

“Sai, tuo padre era bravo,” iniziò a parlare Enrico “mi piacciono le sue poesie”.

“Papà…”

“Agata ti ho detto più volte che preferirei che mi chiamassi Enrico, ancora non sono abituato ad averti come figlia” la interruppe secco.

“Enrico magari le farebbe piacere sentire delle poesie del padre” poi involontariamente Agata sbadigliò.

“Certo. Vai a riposarti, sarai stanca.”

Enrico si preparò a recitarne una mentre Agata cadde letteralmente sul letto svenuta.

“Vi era un amore dolce,

intenso ed ardente

emerso dalla soave foce

del mi amor per te!”

La ragazza provò ad alzarsi in piedi ma la stanchezza la pervase. Voleva controllare Agata, la ragazza che l’aveva cresciuta come una sorella giaceva sul letto senza muoversi.

“Vi fu separazione!

Tu nascosta da scaltri nemici,

io tra sbarre posto ad invecchiare

semplicemente solo!”

La ragazza con un incredibile forza di volontà si alzò in piedi e crollò a terra. Le gambe erano immobili, la visuale si stava offuscando.

“Tu rapita dal tradito.

Tradito si! Ma dal tuo amato!

Ora in erme nel tuo destino

ed in attesa di venir scambiata a me!”

La ragazza avrebbe potuto strisciare fino la porta ma non poteva, Agata era svenuta e non l’avrebbe abbandonata.

Poi tutto svanì.

La mattina seguente.

Agata sollevò le palpebre. Era incatenata al pavimento. La cella era molto piccola e dalle sbarre si poteva intravedere nonostante il buio un altra figura relegata. Enrico entrò nella cella sorridendo.

“Sono quasi felice di non essere riuscito a far abortire tua madre. Non puoi capire quanto ha pianto mentre la pestavo per convincerla a farlo. Lei tuttavia ha resistito ed è arrivata la polizia. In quel periodo vi furono molti arresti nel quartiere perciò convinsi semplicemente gli agenti che si trattava dell’ennesimo ladro. È stato veramente rilassante sbarazzarmi di quella troia, non faceva altro che piangere supplicandomi di farti nascere ed alla fine eccoci qua. Mi è bastato far finta per qualche anno di volerti bene. Aspettavo solo che la tua amica uscisse dall’orfanotrofio per attirarla grazie a te. Ora finalmente ho l’unica donna che io abbia mai voluto. Avevo trovato tanti anni fa i suoi genitori, tuttavia Thomas vi arrivò prima e decise di vendicarsi facendo di loro i suoi personali schiavi sessuali. Iniziai a lavorare per lui con l’unico scopo di proporgli un accordo: la tua amica per la sua adorata madre”

 Detto ciò Enrico prese una mazza da baseball e colpi ripetutamente Agata alla testa.

Fine decimo atto.

Serie: Dramma in poesia
  • Episodio 1: Dramma in poesia. Atto Primo.
  • Episodio 2: Dramma in poesia. Atto Secondo.
  • Episodio 3: Dramma in poesia. Atto terzo.
  • Episodio 4: Dramma in poesia. Atto quarto.
  • Episodio 5: Dramma in poesia. Quinto atto.
  • Episodio 6: Dramma in poesia. Atto sesto.
  • Episodio 7: Dramma in poesia.
  • Episodio 8: Dramma in poesia. Atto ottavo.
  • Episodio 9: Dramma in poesia. Atto nono.
  • Episodio 10: Dramma in poesia. Atto decimo.
  • Pubblicato in LibriCK

    Commenti

    1. Tiziano Pitisci

      Grande episodio, stavolta anche sotto il profilo della forma: fluido e coinvolgente, vedo con piacere che sono stati aggiunti più dialoghi. Di questa parte (e della serie in generale) mi piace la sua brutalità, il sadismo insensato e pulp. Bello.

      1. N. F. F. Logan Post author

        Grazie mille 🙂
        Mi fa piacere e spero di stupirti con i due episodi finali!
        Normalmente sono quasi sempre molto sadico e brutale nelle trame, ciò che amo scrivere sono i finali, cercare il colpo di scena più adatto a far rimanere il lettore senza fiato!
        Infatti amo scrivere anche romanzi noir, di serial killer ecc
        Probabile che terminato Dramma in poesia inizierò la stesura di un racconto del genere