Epilogo: Lettera

Serie: Siamo pazzi


Siamo pazzi. Siamo PAZZI! Pazzi. Pazzissimi. Folli. Da legare. 

Noi artisti condividiamo certamente questa peculiarità; con le nostre fragilità, la nostra empatia, le nostre paure, le nostre bizzarrie, i nostri pensieri universali, o i nostri pensieri personalissimi ed intimi ed unici per la nostra debole, umana persona.

Noi artisti che ci tuffiamo nelle turbolente ingerenze ed insensibilità altrui, che portiamo un qualcosa che spesso non viene capito, una lama, citando qualcuno, che taglia l’ombrello sotto al quale gli altri si riparano, mostrando qualcosa, ottenendo sofferenza ed isolamento, ma venendo poi seguiti ed imitati, talvolta troppo tardi per godere di quella riconoscenza.

E tra tutti, con i loro mondi e folli piani, ci siamo noi, noi musicisti, che siamo pazzi a spendere ore della nostra vita a cercare la perfezione in ogni nota che suoniamo; siamo pazzi a versare lacrime e sudore su cose che, superficialmente, potrebbero risultare insignificanti; siamo pazzi quando, nonostante la schiena a pezzi, decidiamo di continuare a stare nella stessa posizione; siamo pazzi a stare male fino allo sfinimento quando aspettiamo dietro il sipario che il nostro nome venga chiamato e sicuramente siamo pazzi a reggere quella sensazione meravigliosamente terrificante che percepiamo quando entriamo in scena, salutiamo il pubblico, che sia di dieci o mille persone, e siamo consapevoli di mettere le nostre imperfezioni a nudo.

Tutto sta in quel sospiro che emettiamo prima di toccare la prima nota, in quella tensione che cerchiamo invano di scaricare. Ma dopo quel sospiro… chi se ne fotte?

Chi se ne fotte di sbagliare quella nota, quel passaggio; chi se ne fotte di sudare all’inverosimile, di riempire la faccia di smorfie, di uccidere il silenzio per poi contemplarlo per poi colpirlo nuovamente. L’unica cosa che conta è sentire il cuore vibrare assieme alla tua musica; è far sentire chi sei e cosa hai da dire e da dare; da quel momento in poi l’unica cosa che importa è aver trasmesso l’amore che muove tutta quella pazzia che precede quell’atto, e che l’accompagna, accompagna quel monologo ricco di suoni ma povero di frasi, senza pronunciare neanche una parola.


R. M. 15-04-1991

Serie: Siamo pazzi


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni

  1. La lettura di questa lettera mi sembra il giusto corollario di questa storia, toccante e densa di sogni e speranze. Le scale da affrontare si trovano nella musica così come nella vita e vien da chiedersi quale sia la motivazione che muove lo spirito di un musicista. Pazzia? Forse si, in senso lato, intesa come impulso irrazionale a inseguire la propria essenza, senza un motivo preciso, senza un ritorno, semplicemente per il gusto di emozionare, emozionarsi ed essere se stessi.

    1. Ti ringrazio ancora! Sì, credo lo stesso, e questa pazzia vera e propria è la stessa che muove lo spirito di ogni artista e scienziato ed essere umano, nella varietà di mestieri ed amori che sviluppiamo nel nostro campo umanistico su questo piccolo pianeta nel cosmo.