Epilogo: Mia figlia

Serie: SUISEKI


Mia figlia

non è mai stata perfetta

nel giorno del diploma

arrivò con due ore di ritardo

può palpitare e balbettare

ma lo spettro della sua anima

rimane luminoso

a volte si spegne del tutto

facendomi vergognare di lei

e puoi parlarci qualche giorno dopo

come se niente fosse

questa mia unica figlia

ha intrapreso un percorso

di grande movimento

e grande immobilità

vorrebbe morire in pace, come tutti

ma probabilmente

la vedrai perdere il lume della ragione

mentre estrae la linguetta di una bomba

e la tiene stretta al petto

senza aprire il paracadute.

Fu una blogger da ragazzina

e un’eroina romantica, verso i vent’anni

scrisse questo libretto

che sin da subito volle imporsi

come una violenza sessuale e psicologica

nei suoi stessi confronti.

Sui 25

ha scoperto i suoi colori

l’ottano nel

tempio del Cobra

il blu che scivolava nel maraschino

all’interno delle carrozze dello Yoga Express

zaffiri, granate e ametiste

nei capelli nascosti della donna Pangea.

Le sono ricresciuti gli arti

dopo che i fiori metallici di New York

glieli avevano mutilati

e a 27 anni

i suoi filamenti di carne erano diversi

più vividi, l’uno diverso dall’altro e

le permisero di tornare qui

nella sua antica e violenta metropoli.

Quando ha compiuto trent’anni

gli unici istinti che le erano rimasti

erano

scrivere e viaggiare

nel buio

e nel respiro della pioggia

dove

trovava la coincidenza

di ossa e spirito

rivedeva con amara dolcezza

la giovane Rumiko Takashi

che era stata.

Quando io, suo padre

abbandonai questa dimensione

lei spese

tutti i miei soldi

in giro per il mondo

scrisse quattro libri

una raccolta di poesie

e una sceneggiatura mai terminata

sparì dalla circolazione a 40 anni

e

una ragazza di Berlino

scrisse una tesi su di lei

dal titolo: “Una libertina della Narrativa”.

Ora

a distanza di dieci anni dalla sua sparizione

il Palazzo delle Esposizioni

riproporrà i due film tratti dai suoi romanzi:

s’inizierà con “Colori”

primo film italiano

ad aver vinto il Sundance Festival

e a seguire

“Se pensi a cose futili”

vincitore di due oscar

per la migliore sceneggiatura

e la migliore attrice non protagonista.

Una larga base circolare

nel punto orientale

del corpo

il suo nucleo più antico

mia figlia

cuscino broccato

color borgogna

fatto di colata lavica

chiamata all’azione

mia figlia ha affermato che

non c’è niente

che non possa essere baciato

puoi bere gender fluid

nel tempio del Cobra

anche se non è nel tuo stile

mia figlia insegna che

è finta

pure l’aria che respiri

vuol trovarti

alla fine della sera

con le mani ancora sporche

del polline di sambuco

trattato male ma

mangiato bene

vuol vederti

in buona salute,

mia figlia. Ringraziala.

Serie: SUISEKI


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Discussioni

    1. Il personaggio di Giulia, come Touch, mi ha lasciato ampia libertà narrativa: non per niente sono fratelli, cmq grazie