Estasi

Serie: Nel Buio della Notte Terza Stagione

Moo fece ritorno a Glenrock la notte dopo il trapianto. Recuperò il coltello dal nascondiglio e, una volta individuato il camioncino di John, si nascose nel cassone di carico come aveva fatto durante il primo viaggio.

Riusciva a vedere e a comprendere tutto più chiaramente. Anche gli umani possedevano dei ricordi ancestrali: li avevano sepolti sotto secoli di evoluzione, ma giacevano nascosti nella loro carne. Il Cuore di Nicolas gli aveva permesso di accedere a quelle memorie. Non erano poi così diverse da quelle dei Suoi. La sostanziale differenza consisteva nelle istruzioni impresse dai Creatori. Gli umani erano stati “fatti” per essere i padroni del mondo. I Suoi per raccogliere le briciole.

C’era stato un tempo molto lontano in cui le due razze erano state vicine. Gli umani ne portavano il ricordo nella mitologia: licantropi, vampiri, mostri… Avevano creato i loro incubi riesumando vecchie memorie dal nucleo primordiale del loro cervello.

Moo non provava rancore per questo: conosceva la vita degli umani e non la invidiava. Le loro “linee” erano troppo incostanti, in balia del vento.

Con la consapevolezza umana aveva ricevuto un bagaglio molto pesante. I “Sentimenti” erano davvero difficili da gestire. Lo stavano mandando in confusione: non sapeva più quello che desiderava davvero.

Arrivato al punto di partenza, la casa di Nicolas, decise di fare ritorno nella Foresta.

Sapeva che il suo gesto era contrario a ogni buon senso. Eppure, in lui vinse il desiderio di tornare e la speranza di essere accettato. Vivendo con Nicolas aveva imparato il significato della Parola “Famiglia”. Quella dei Senza Pelo non era la sua.

Aveva lasciato quel luogo in fin di vita, deriso e ripudiato. Contava di cambiare le cose aiutato dal “Coltello”.

Al principio scelse come prede animali che mai si sarebbe sognato di avvicinare. I grandi grizzly possedevano la forza di una montagna, ma peccavano in agilità. Diventò tanto bravo da rischiare di decimarne un folto gruppo tenuto in osservazione dalla Guardia Forestale.

Smise in tempo utile per non essere scoperto, decidendo di mirare a un bersaglio più pericoloso. Era bravo a individuare il terreno di caccia dei Suoi: questa volta, non avrebbe utilizzato le sue abilità per nascondersi da loro.

Aveva fatto pratica nell’uso del “Coltello” con gli orsi e imparato dai propri errori. Aveva osservato attentamente i Selvaggi della Città, i loro movimenti, ma utilizzare quell’arma era tutt’altra cosa. Gli servirono diversi mesi prima di padroneggiarla perfettamente.

Le memorie umane lo aiutarono a comprendere quando era tempo di “aggiustarla”. Nel tempo la lama perdeva di potenza ed era possibile sistemarla solo con l’uso di alcune pietre che poteva trovare nel Canyon. Con quelle, riusciva a riportare il “Coltello” in piena efficienza: le passava più volte sulla lama fino a quando tornava tagliente.

La prima caccia a uno dei Suoi lo portò a un livello di adrenalina che non avrebbe mai pensato di raggiungere. Fu così facile da fargli dubitare di aver potuto sconfiggere il maschio ormai riverso ai suoi piedi.

Lo aveva seguito per giorni, osservando le sue “linee” mentre si muoveva nel territorio di caccia. Moo non aveva cercato lo scontro diretto. Era comparso alle sue spalle afferrandolo con forza e trattenendolo contro di sé. Con il “Coltello” aveva praticato un taglio netto e preciso sul suo collo recidendo l’arteria giugulare. Era stato facile, immediato. Il maschio non aveva avuto la minima possibilità di reagire.

La sua morte gli diede un’immensa soddisfazione. Volle immaginare fosse uno degli esemplari che anni prima lo avevano deriso apertamente, ignorando la sua presenza mentre le femmine lo colpivano a morte. Ora, era lui a giacere ai suoi piedi.

In un gesto di sfida decise di non seppellirlo. Non profanò il suo corpo lasciando semplicemente a terra, esposto agli elementi.

Prese gusto alla morte e presto cercò nuovi esemplari da eliminare. A differenza di quanto accadeva per i grizzly, gli umani non controllavano l’andamento demografico dei Suoi. Appartenere a una razza sconosciuta poteva avere molti vantaggi.

Se era una femmina quella a catturare la sua attenzione, sceglieva di non ucciderla. La sottometteva con la forza delle sue nuove conoscenze obbligandola ad accoppiarsi con lui.

Moo visse mesi di pura estasi, sentendosi invincibile. Non gli importava se i Suoi sapevano del suo ritorno. Il branco si era fatto carico di cercare le vittime per dare loro la sepoltura prevista dalle leggi ataviche.

Contrariamente alla tradizione il Clan aveva accettato di accogliere i solitari che chiedevano asilo. I Suoi avevano compreso la necessità di aggregarsi in un unico gruppo: assieme, erano più forti.

Moo non se ne preoccupò, determinato ad ottenere il suo scopo.

Serie: Nel Buio della Notte Terza Stagione
  • Episodio 1: Il Luogo Grigio
  • Episodio 2: Il Piccolo Principe
  • Episodio 3: Estasi
  • Episodio 4: Divisi
  • Episodio 5: La Grande Battaglia 
  • Episodio 6: Uniti
  • Episodio 7: Epilogo
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Horror

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    Discussioni

    1. “I “Sentimenti” erano davvero difficili da gestire. Lo stavano mandando in confusione…”: come dare torto al povero Moo! L’intreccio tra i due sentimenti in Moo è sempre più vivo, sempre più profondo. E il fatto che ci fai “vedere” cosa pensa un essere come lui, combattuto costantemente tra la potenza di due anime – ora l’istinto e ora il sentimento – è una delle particolarità più affascinanti della serie. Brava! 🙂

      1. Ciao Giuseppe. Hai ragione, è difficile gestire istinto, ragione e sentimento. Sono felice di essere riuscita a tratteggiare Moo tanto da esprimere chiaramente i suoi “Sentimenti” 😀

    2. Ecco la Micol che adoro! In questo racconto l’istinto primordiale entra in conflitto con i nuovi sentimenti che si stanno insinuando nell’ “animo” di Moo.
      Forse l’episodio migliore della serie.?

      1. Ciao Dario, com’è che non fatico a credere che ti è piaciuto? 😀
        Avevo premesso che questa terza serie è la più dark della serie, spero di riservarti altre sorprese prima della fine. Anche se, so già che odierai l’epilogo 😀 😀 😀

    3. Signora Fusca, che scontro di sentimenti in questo episodio! Mi ha veramente colpito. Complimenti per lo stile.
      Distinti saluti.

      1. Buongiorno Marco, mi permetta la confidenza di chiamarla per nome. Sono felice che il racconto le sia piaciuto. Fonti attendibili mi hanno rivelato che il suo ritorno su Edizioni Open è ormai prossimo. Attendo con paziente impazienza 😀

    4. Ciao Micol, in questo episodio vedo mischiati gli elementi della memoria primordiale e una sorta di implementazione dovuta alle nuove esperienze nella coscienza di Moo. Vedo il suo istinto potenziato proprio dalle nuove conoscenze, mi chiedo, prevarrà la parte più “animale” o Moo maturerà una coscienza determinata dai buoni sentimenti? O ci sarà equilibrio? Beh, lo scoprirò solo nelle prossime puntate, e non vedo l’ora??

      1. Ciao Tonino, chissà… Cosa succederà è tutto da vedere, ormai Moo è contaminato dai “Sentimenti” ed è possibile che si lasci sopraffare da questi. In fondo è un mostro con un cuore umano 😉

    5. L’idea di Moo contaminato con i sentimenti e veramente “forte”, una delle caratteristiche che ci rendono umani contagiano un mostro rendendolo più forte dei suoi simili solamente bestiali. L’idea alla base che esce adesso fuori chiaramente è veramente una bella trovata.
      Brava

      1. Ciao Alessandro, i “Sentimenti” sono davvero tremendi! 😀
        Chissà dove porteranno Moo, se potrà realizzare il desiderio di essere accettato o rimarrà per sempre un sogno.