Etimmé – Genesi

Dopo aver spento l’interruttore della luce, il professor Corsini poggiò le spalle alla parete dell’aula godendosi lo spettacolo. Non quello proiettato alla lim, bensì il silenzio religioso in cui era sprofondata la classe seconda C del Liceo Scientifico Antonino Cannavacciuolo. Ragazzini sempre in movimento, intemperanti, dotati di un’intelligenza vivace. Impossibile farli tacere per più di dieci minuti a lezione.

Il filmato di repertorio immortalava uno dei momenti che avevano dato nuovo corso alla storia, avvenuto non più di cinquanta anni prima. Lui, Corsini, all’epoca aveva due anni. Fortunatamente Eti041 non era così grande da causare un inverno nucleare, come era accaduto nel periodo Cretaceo, e non aveva causato l’estinzione di nessuna specie. Solo una gran confusione e nuovi sfollati cui trovare casa.

Portò l’attenzione sulla pellicola, seguendo la parabola discendente dell’asteroide ormai prossimo a impattare sulla superficie terrestre.

Boom!

Come di consueto la classe iniziò a schiamazzare, gli occhietti vivaci cercarono quelli dei compagni per condividere l’eccitazione e l’adrenalina accumulate durante la proiezione del documentario.

Il professore accese la luce, provocando malumore e uno strizzare d’occhi simile a quello di gatti infastiditi.

‹‹Bene, ora viene il peggio. Verifichiamo un po’ le vostre conoscenze di base›› li aveva avvertiti il giorno prima senza menzionare il termine “interrogazione”.

Ignorò bellamente i loro mugolii.

‹‹Dividetevi liberamente in due gruppi, scegliete un lato dell’aula. Favorevoli o contrari all’assunto che sto per enunciare.››

I più secchioni ripresero contegno.

‹‹Equilibrio nella Natura. L’ecosistema guarisce se stesso riportando equilibrio, sopprime ogni alterazione al fine di fare ritorno al punto d’origine.

Sì, lo so…›› Corsini ridacchiò, notando il disappunto di alcuni. ‹‹Pensavate che avremmo chiacchierato di panspermia, ci arriveremo…››

Le acque del Mar Rosso si divisero equamente, i più indecisi seguirono lo sgobbone che dava loro più fiducia.

Il professore puntò lo sguardo su Clara Gentili, una delle studentesse che avevano scelto la fazione favorevole. Avesse dedicato allo studio metà del tempo che occupava per la manicure avrebbe vinto il premio Nobel per la Chimica.

‹‹Clara, ricordi il nome del primo studioso ad aver spalleggiato questa teoria?››

La ragazza arricciò il nasino con espressione pensierosa. ‹‹Rodoto? Una cosa così, insomma.››

‹‹Uh, sì. Effettivamente hai ragione, c’era un “tizio” di nome Erodoto che descrisse per primo il rapporto d’equilibrio fra specie animali. Affermava che i predatori non uccidono mai in eccesso, limitandosi a quanto necessario per far fronte alle esigenze alimentari.››

‹‹Charles Elton affermava che l’equilibrio in natura non esiste›› il vocione di Tazio si levò dall’altra parte della stanza.

Tazio Levini, il prototipo del bullo scolastico. Alto e largo come un armadio, viso perennemente scuro, monociglio. Mani enormi che sapevano sfiorare il violino con la delicatezza di una farfalla. Il falso bullo per antonomasia, bullizzato dai compagni di conservatorio: figli di papà che vestivano Armani e avevano ricevuto come regalo di compleanno uno Stradivari.

‹‹La natura si adegua alle necessità. Si trasforma.››

Tazio diede il “la” al resto della classe e Corsini rimase in disparte a osservare i suoi pargoletti difendere la loro fazione con le unghie, Clara, e con i denti, Carlo Bagatti detto “il topo”. Portarono a supporto della loro tesi l’ipotesi Gaia, l’ipotesi Medea e molti altri approcci che nel tempo erano stati adottati per permettere all’umanità di avvicinarsi al mistero della natura. Ammise di essere orgoglioso di loro ed espresse dentro di sé il desiderio che crescendo il loro animo non sarebbe cambiato.

‹‹Panspermia!›› L’urlo accorato di Carlo Bagatti, fazione contraria, riportò il silenzio.

Corsini scoppiò a ridere. ‹‹Panspermia. Siamo testimoni di come la natura modifichi se stessa per creare un equilibrio che trae fondamento da nuove basi.››

Ora che la lezione di Scienze Naturali aveva ripreso il suo corso naturale molti si rilassarono sentendo di poggiare i piedi in terreno solido.

‹‹È quanto accaduto dopo l’impatto di Eti041 con la Terra. Le spore dormienti contenute nel materiale ferroso hanno ripreso vita a contatto con l’atmosfera e si sono sparse avvolgendo completamente il pianeta›› Carlo Bagatti entrò in modalità “precisino saccente”. ‹‹I batteri hanno trovato nella razza umana il giusto organismo ospite e sono proliferati cambiandone la fisiologia.››

‹‹Ah, Rototo aveva torto!››

Clara strizzò l’occhio al topolino nello stesso modo di una gatta affamata.

‹‹La natura accetta il mutamento incorporandolo›› Tazio non intendeva essere messo a tacere dal flirtare dei due. ‹‹L’organismo e il virus si sono adeguati, costruito le basi per permettere loro di coesistere.››

‹‹La scienza, non l’organismo, ha permesso loro di coesistere.›› Miriana Argenti aveva atteso al varco, paziente come un ragno. Una vedova nera, amava quel colore e se ne abbigliava ogni giorno.

‹‹Grazie alla biologia è stato trovato il modo di sopperire agli effetti della malattia inoculata dalle “spore vampiro”, rimediare ai danni del consumo del ferro presente nel sangue dell’ospite. Senza la scienza, non esisterebbero gli emoderivati sintetici che ci permettono di vivere senza inseguire qualcuno nell’intento di mordergli le chiappe.››

‹‹Ah… Rodoto!››

Corsini si concesse una risata, unendosi al resto della classe. Clara, la falsa svampita, trovava sempre il modo per sparare con la precisione di un cecchino e centrare il bersaglio.

‹‹Il buon Erodoto!›› il professore si scostò dal muro pochi secondi prima che la campanella annunciasse la ricreazione. ‹‹Equilibrio nel disporre delle risorse a disposizione.››

Gli studenti si riversarono in corridoio come un fiume in piena e Corsini attese di essere solo per prendere un respiro profondo. Prima di uscire dall’aula le sue labbra si piegarono in un sorriso malinconico.

Sapendo di contare su un’ora libera si diresse in giardino, raggiungendo la collega di Etica seduta sulla panchina vicina all’edificio in cui si trovava la palestra. Rosa osservava lo schermo del cellulare con sguardo corrucciato, facendogli presagire cattive notizie.

Prese posto accanto a lei, volgendo lo sguardo al murales che ricopriva per intero una facciata della palestra. Bellissimo, colorato, denso di forme fantastiche che si amalgamavano creando un insieme armonico: fiori, animali, persone. Tutto inteso ad abbellire la scritta a caratteri cubitali da cui prendeva vita l’intero capolavoro: Etimmé. Lo colse un sentimento di tenerezza. Gli artisti, uno fra tutti Carlo “il topo”, avevano messo in quel dipinto l’innocenza della loro età e la speranza per il futuro. Il desiderio di sentirsi vivi, supereroi votati al bene. Etimmè, un nome dal suono innocuo.

Abraham Lewinsky, biologo di origine ebraica, era stato il primo a chiamare la mutazione genetica in quel modo e da allora sempre più giovani avevano utilizzato quel termine per identificare se stessi. Ignorandone l’etimologia che si perdeva nei tempi dell’antica Babilonia. Etimmé: demoni succhiatori di sangue.

Abbassò lo sguardo e aprì la cartella portadocumenti che aveva posato a terra frugando all’interno. Raccolse una monodose gel di emoderivato e, prima di portarla alle labbra, fece una smorfia. Uno schifo…

I suoi studenti erano nati quando l’organismo umano aveva perso per completo il senso del gusto, l’unico cibo che conoscevano era quella robaccia sintetica. Corsini ricordava vagamente quello “vero” e di notte sognava di divorare pizza e spaghetti alla carbonara. Precisamente in quell’ordine.

La sua generazione aveva eletto santi quelli che un tempo erano chef, veri e propri artisti di un’arte dimenticata. Ristoranti, negozi alimentari, erano stati sostituiti da laboratori chimici.

‹‹Idioti.››

La voce di Rosa lo fece tornare con i piedi per terra. Si era decisa a mollare il cellulare per puntare lo sguardo in direzione del murales.

‹‹Qualche anno ancora e il mondo li travolgerà. Una volta all’università si “faranno” di sangue animale per sballare e portare il cervello al pieno dell’efficienza.››

Corsini si sistemò contro lo schienale della panchina, rilassando la schiena. ‹‹Siamo qui per questo, no? Ho spianato la strada, adesso tocca a te. Se non sbaglio hai lezione alla quinta ora.››

La collega gli lanciò un’occhiata ironica. ‹‹Erodoto? Siate leoni buoni e accontentatevi della plastica?››

Lui si strinse nelle spalle. ‹‹Si fa quanto si può. Magari, in futuro, qualcuno di loro inizierà a farsi delle domande. Prima di arrivare a mordere le chiappe di un altro…›› Lo sconcerto che colse nello sguardo di Rosa lo fece ridere. ‹‹Lascia perdere, parole di Miriana.››

Riuscì a strapparle un sorriso.

‹‹La Argenti è abituata a farsi domande scomode… forse, lei, sarà una delle poche a salvarsi.›› Rosa si fece nuovamente seria ‹‹Salvo, dove diamine sta andando il mondo? Fra quanto tempo il sangue animale non riuscirà più a soddisfare l’appetito delle nuove generazioni?››

Corsini chiuse gli occhi. ‹‹Non lo so… Spero solo di non vedere quel giorno.››

Così Dio concesse al buon Corsini, mai vide l’alba di quel giorno.

Prossimamente: 

Etiemmè – Serie

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Sci-Fi

Commenti

  1. Claudio Massimo

    Ciao Micol, adoro il genere distopico perché butta un occhio al futuro osservando il presente. Ci vuole un grande acume e un grande spirito d’osservazione e sensibilità per poter scrivere tale genere, che tu padroneggi molto bene. Mi ritrovo molto nel profesdore Corsini e più di una volta ho avuto e raccontato le mie visioni distopiche concludendo con la frase: ” per quel tempo speriamo che io sia morto. Mi spiace solo per mia figlia.” Vi è da capire se gli autori distopici sono dei gran pessimisti o esseri realistici e lungimiranti. Analizzando Orwell, penso lungimiranti. Ancora una volta la tua scrittira mi ha affascinati. Grande stima. A presto.

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Claudio, pessimismo o realismo? Provo nei confronti degli esseri umani sentimenti ambivalenti, cerco di immaginare come potrebbero reagire in situazioni critiche atte a destabilizzare l’ordine precostituito. Ambivalenti, perché nonostante io pensi che in molti emergerebbe l’istinto di sopravvivenza e la parte “bestiale”, credo fermamente nella speranza e nella bontà insita in altri. Siamo esseri imperfetti, ma non per questo non meritevoli di una seconda opportunità. Entro un paio di settimane dovrei riuscire a pubblicare la serie che trae ispirazione da questo racconto. Sarà di tutt’altro tono, un po’ un ritorno alle origini a me care del Dio Solo e Il Branco. Fortunatamente, nel frattempo il professor Corsini ha trovato sereno riposo 🙂
      P.S. Orwell è uno dei miei autori preferiti, il primo di cui ho apprezzato lo spirito.

  2. Raffaele Di Poma

    Bhe! Per una buona forchetta come me devo dire che questo racconto mi ha fatto venire i brividi soprattutto per questo passaggio: “I suoi studenti erano nati quando l’organismo umano aveva perso per completo il senso del gusto, l’unico cibo che conoscevano era quella robaccia sintetica. Corsini ricordava vagamente quello “vero” e di notte sognava di divorare pizza e spaghetti alla carbonara. Precisamente in quell’ordine.”
    Sara una serie interessante.

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Raffele, ho scritto questo racconto per il laboratorio di ottobre (quello con l’asteroide). Poi come spesso accade… il desiderio di raccontare del mondo di “dopo” mi ha travolta. Sto scrivendo la serie Etimmè che avrà tutt’altro tono, meno ironico. E’ la storia di un uomo pregno di certezze che avrà un epilogo a sorpresa. Mancano solo due episodi, poi pubblicherò a ritmo stretto in modo da rendere la serie disponibile in fretta. Sarà un ritorno alle origini qui su Open, amo i mondi distopici 😀

  3. Ivan Collura

    Bella scrittura, proprio calzante… Infatti mi hai fatto ritornare con la mente tra i banchi di scuola e, proprio come allora però, mi sono un po’ distratto perché le tue ottime descrizioni dei personaggi mi hanno fatto ritornare in mente alcuni miei vecchi compagni di scuola. Brava e complimenti!

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Ivan, finalmente ci sono 😉 Sono contento che questo libriCK ti abbia fatto pensare ai tempi della scuola, penso che un po’ tutti li ricordiamo con odio e amore. Di norma i miei racconti sono molto più cupi, nei laboratori mi piace giocare un po’ e sono contenta quando tutto va liscio e il racconto è apprezzato. Grazie ancora.

  4. faby fabiana

    Grazie ad un tuo post sono tornata su edizioni open dopo un periodo di latitanza… grazie…..il tuo racconto è esilerante….L’asteroide, i vampiri, la lezione,Cannavacciuolo…..con note di sapienza…. fantastico!lo amo! complimenti

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Faby, nel prossimo laboratorio spero di far ugualmente sorridere. Ho una mezza idea, vediamo cosa ne salta fuori…

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Kenji, effettivamente sono termini vintage, un po’ come me 😀 Quanto ai cuochi, morirei se dovessi nutrirmi di gel sintetico!

  5. Andrea Bindella

    Ciao Micol!!
    Storia interessante e scritta molto bene, è sempre un piacere leggerti. 😄
    Hai avuto una bella idea a usare una lezione scolastica per introdurre il tema del lab, brava!!
    Adoro Antonino ❤️😊, mi ricorda troppo Bud Spencer quando era giovane… quante risate guardando quei film. 😌
    A presto 🎁

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Andrea, sono contenta che questo racconto ti abbia fatto sorridere. Anche a me Cannavacciulo ricorda Bud Spencer ;D
      Grazie per essere presente, come ho già avuto modo di dirti ogni tuo consiglio è benaccetto.

  6. Giuseppe Gallato

    Ingegnoso sfruttare una lezione per dare vita a un dibattito che, oltre a coinvolgere gli studenti, cattura irrimediabilmente i lettori. E non è facile poi trattare tutti questi argomenti così diversi tra di loro. Davvero brava. Ma la domanda fondamentale è: cosa ci riserverò questa miniserie? 🙂

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Giuseppe, grazie per aver letto anche questo pazzo lab di ottobre. La domanda fondamentale… temo che la risposta non piacerebbe al Professor Corsini.

  7. dontry

    Davvero ingegnoso, avvincente e “coltissimo”.
    Curioso come parta dalla quotidianità della scuola, per poi condurre il lettore impercettibilmente il letto verso uno scenario apocalittico.
    Complimenti 🙂

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Dontry, grazie per aver letto anche questo racconto. Ho fatto il possibile per combinare l’asteroide con il tema vampiri che mi ero proposta e tutto sommato non è andata malaccio. L’Apocalisse è alle porte, la miniserie che ho annunciato avrà tutt’altra ambientazione e l’atmosfera si farà pesante.

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Cristina, per un verso o per l’altro questo laboratorio ha seguito la scia “insegnamenti e insegnanti” 😀
      Chissà che cosa ci proporrà Open per novembre…

  8. Lorenza Cesaratto

    Ahahah splendido, mi è piaciuto tantissimo. L’asteroide i vampiri, la lezione di scienze naturali, i cuochi e soprattutto la scuola Antonino Cannavacciuolo! Geniale! I nuovi eroi dei nostri tempi. Aspetto con ansia…

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Lorenza, Cannavacciuolo santo! 😀 Immagini un mondo senza sapori? Io, impazzirei.

  9. Dario Pezzotti

    È profumo di sangue quello che sento?
    Ho trovato interessante lo scambio di opinioni che hai messo in scena con questa classe. Trattare mutazioni genetiche non è certo una novità nell’ambito letterario, vedremo cosa hai in mente. 😊

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Dario, certo che sì. Fruttato, secco, dolce… ce ne sarà per tutti i gusti. L’idea che la natura si “ripari” da sola mi ha sempre dato da pensare, nell’ultimo periodo mi sento in sintonia con l’idea che muti se stessa per adeguarsi e non viceversa. La mutazione genetica, accidenti a me, era funzionale al dover unire vampiri + asteroide come mi ero compromessa a fare. Come ho detto ad Antonino, il vampiro che è in me ha iniziato a scalciare per rivelarsi al mondo in una veste meno “fruttata” e per quietarlo non potuto fare altro che promettergli una serie più consona alla sua natura 😀

  10. Antonino Trovato

    Ciao Micol, non riuscivo a capire il riferimento allo chef Cannavacciolo, ma poi mi hai illuminato! Per costruire questo lab ti sei di certo documentata, fondendo la tua fantasia con le conoscenze di biologia, legando il tema del lab con l’elaborazione di una “variante” interessante insita nella natura umana dalla caduta dell’asteroide. Sei passata da una normale giornata in classe all’inquietudine di un futuro in sospeso, con la sorpresa finale… e non vedo l’ora! Racconto ben congegnato, hai saputo ben guidare la mia curiosità per tutto il racconto trasmettendomi valori ed emozioni del tutto coerenti con la nostra vita “normale”. Bel lavoro, come sempre!

    1. Micol Fusca Post author

      Ciao Antonino, finalmente sono riuscita a postare il racconto per il laboratorio di ottobre 😉 Mi ero compromessa nel dire che avrei trattato il tema “vampiri”, ma con l’asteroide non ci azzeccava nulla. Così ho ricordato che molti attribuiscono la nascita della vita sulla Terra a delle spore trasportate dai meteoriti. Parassita e organismo ospite, ho cercato di costruire una storia che risultasse nei limiti del possibile “credibile”. Peccato che poi mi è partito l’embolo per i vampiri/vampiri e ho iniziato a immaginare un mondo governato da loro 😀