Fase 0 – Quotidianità e Ogun – parte III

Serie: Perché?


Repubblica Sarhiana, Area Somalica, Xinairobi, distretto I (700 m dal Palazzo Repubblicano)

1 Maggio 12.131 – 09:55

«Prego, da questa parte» fece la guida, i ventidue turisti al seguito.

«Pazzesco!» affermò Alejandro leggendo dai suoi occhiali, «guarda! Qui vendono copie fisiche di Pokemon Verde tradotto ed adattato all’inglese moderno, con tanto di note storiche! Copie fisiche! Si torna a due secoli fa! Non ci credo: c’è anche il museo della Sony!»

Alberta alzò gli occhi al cielo: «tesoro, ti calmi per piacere? Mi fai vergognare!»

«Come puoi essere così calma in un luogo del genere! E’ il santuario del Post-modernismo questo!»

«Papà abbassa la voce che fai vergognare la mamma!» ribatté la figliola.

Alberta la prese in braccio: «papà non si riesce a contenere quando si tratta di arte elettronica».

«E’ storia!» insisté Alejandro, «qui sì che sanno valorizzare la cultura!»

Alberta alzò di nuovo gli occhi al cielo: «controlla sugli occhiali, magari c’è anche qualcos’altro» fece sarcastica.

«UAOOO! Espongono il Mars 1!»

***

Repubblica Sarhiana, Area Somalica, Xinairobi, distretto I (825 m dal Palazzo Repubblicano)

1 Maggio 12.131 – 09:56

«Tsk!» pronunciò Mei «guarda un po’ a quello che casino che fa! Certi turisti non li sopporto proprio!»

Uchenna la guardò, e tra un boccone del suo panino e l’altro rispose: «non ti lamentare, è dal Rinascimento asiatico che Xinairobi è diventata la capitale della cultura Post-moderna, e in quanto tale è ovvio che attiri visitatori. Non essere seccata: è un bene per la megalopoli».

«Saputello» beffeggiò scocciata Mei. «Sta di fatto che spesso portano disordini, fanno rumore…ti ricordi di quello che si è tuffato nella Fontana di Doria? Santo cielo, ma perché fanno i deficienti? Quanto mi divertii ad arrestarlo!»

Il collega la guardò: «la smetti di fare la sadica?»

«E tu di fare il menefreghista? Dovresti attaccarti di più al tuo giardino! E –» gli occhiali emisero un leggero suono, poi sulle lenti apparì l’avatar della centralinista della centrale: «Mei, Uchenna. Dirigetevi al Distretto III, la localizzazione vi è appena arrivata: c’è stato un incidente; i droni e gli Spot 4 sono già sul luogo».

«Voliamo subito» rispose Uchenna, buttando il panino e dirigendosi all’AeroMobil.

«Tsk!» fece Mei, «scommetti che sono turisti?»

***

Repubblica Sarhiana, Area Somalica, Xinairobi, zona militare (191,2 km dal Palazzo Repubblicano)

1 Maggio 12.131 – 10:10

Feng entrò nella sala grande.

Il laoban Murari si voltò a guardarlo: «allora?»

«Il Presidente è impegnato in una riunione coll’inviato dell’ONU, quindi ho provato con il jun guan, ma ha comunicato di restare in attesa».

«Maledizione!» imprecò il laoban. «Stiamo giocando ad un livello altissimo! Che jun guan non mi rompa le palle: attaccheremo per primi; hanno dichiarato guerra, ed ora è troppo tardi per tirarsi indietro!»

«Ma laoban…!” iniziò Feng.

Murari lo ignorò e ordinò ai soldati: «andate alle postazioni, e contattate il Presidente della Repubblica: dobbiamo intervenire!»

I soldati si guardarono interdetti, poi agirono.

Feng si avvicinò al laoban: «signore, se posso, sono alquanto sicuro che la Repubblica Sarhiana sia al sicuro. Della North America Union la Mexican Zone e la Canadian Zone si sono dette estranee alla faccenda. Se l’American Zone ha procurato i mezzi agli US del Brasile l’Onu se ne farà carico immediatamente»; poi quasi ridendo concluse: «non credo che qualcuno voglia ripetere l’Incidente Coreano o Hiroshima e Nagasaki”.

Murari si voltò a guardarlo truce: «sei troppo ingenuo, anzi peggio, ottimista: e gli ottimisti muoiono in questo mondo». Laoban gli si avvicinò, quasi come se gli volesse impartire una lezione: «l’Unione Sudafricana ci vuole distruggere da quando la Cina ha ricostruito Nairobi e le altre città dell’Est. E’ sempre stata in combutta con gli USB, ed anche l’American Zone vuole la sua fetta; supporta sempre gli USB dalla fine della Pax Americana».

«Laoban, credo sia prematuro considerare quelle trasmissioni la prova di una dichiarazione di guerra. Inoltre c’è l’ONU di mezzo! Capisco le tensioni sui satelliti e la crisi economica euro-asiatica, ma un attacco del genere – un attacco nucleare è tutt’altra cosa!»

«Tu le hai sentite le intercettazioni!» gli urlò Murari all’apice del nervosismo, i nervi a fior di pelle. «Gli USB sono pericolosi, e fanno sul serio. Gli rode che la Corsa allo Sviluppo l’abbiamo vinta noi! Abbiamo già rischiato troppo! Voi» fece rivolgendosi nuovamente agli altri «ce l’avete in collegamento o no il Presidente?»

Se continua a trattarmi così, pensò, se continua a ignorarmi e fare la buonista diplomatica del cazzo, prendo l’AeroMobil e la vado a prendere con le mie mani!

***

Repubblica Sarhiana, Area Somalica, Xinairobi, Palazzo Repubblicano

1 Maggio 12.131 – 10:22

«Presidente, abbiamo in linea il laoban Murari. Vuole passare all’attacco» comunicò il Primo Segretario «credo sia inutile passargli di nuovo il jun guan».

Il Presidente lo guardò meditabondo: «mh» proferì solamente.

Il Primo Segretario ricambiò lo sguardo stressato. Lei e il Consiglio Repubblicano oramai erano barricati al Palazzo da quasi due giorni.

Il Presidente si sedette e meditò.

Da quando l’intelligence della Repubblica Sarhiana aveva intercettato le comunicazioni tra l’American Zone e gli USB, tutta Xinairobi, tutta l’Area Somalica, tutta la Repubblica Sarhiana si era mobilitata.

Dopo svariati fallimentari tentativi di comunicazione e negoziazione con il Sud Africa, e dopo aver chiesto supporto agli alleati euro-asiatici, l’ultima cosa diplomatica da fare prima di dichiarare guerra era stata la denuncia diretta all’ONU.

Il laoban Murari non poteva intromettersi all’improvviso e fare di testa sua alterando una lunga e delicata sessione di equilibrata diplomazia. Chiesto supporto all’ONU non avrebbero potuto improvvisamente tirare fuori l’artiglieria e dichiarare guerra.

D’altro canto, se l’allarme fosse reale, evacuare l’intera popolazione di Xinairobi avrebbe chiesto giorni, se non settimane, creando il caos più totale.

Lei doveva invece mantenere la calma, avere sangue freddo, e cercare di uscire da quella situazione mantenendo le apparenze; quanta ipocrisia: spiavano i nemici e li denunciavano alle autorità che vietava lo spionaggio.

Se avessero sbagliato a decrittare il messaggio…già l’ammonimento all’ONU avrebbe inasprito le tensioni tra le nuove superpotenze del sud del mondo.

La Corsa allo Sviluppo non avrebbe dovuto portare a guerre, ma risolverle…

«Comunicate al laoban Murari, con estrema fermezza, che non si azzardi ad intervenire. Non vogliamo una guerra nucleare» dichiarò il Presidente con voce grave, poi si voltò a guardare il Consiglio: «veniamo da secoli di guerre, culminate nella distruzione della costa est.

«L’espansione cinese e asiatica ci ha dato nuova vita, abbiamo vinto la Corsa, ed ora non manderemo in fumo tutti quei sacrifici: oramai la Repubblica prospera, e continuerà a farlo!

«Ci hanno dichiarato guerra? Beh, se è vero i grandi organi globali interverranno senza spargimento di sangue: la strada diplomatica e pacifica è la più saggia».

Serie: Perché?


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