Fase 2 – Fuoco

Serie: Perché?


Stati Uniti del Brasile, Zona de Rio, Rio Janeiro

1 Maggio 12131 – 04:34.

«Signori miei» continuò Abayomi focosa, «questa è la potenza degli United States of Brazil!»

Il suo pubblico appariva diviso: una parte esplose in un applauso orgoglioso, un’altra parve intimorita, un’altra ancora sorpresa, ed un’ultima sgomenta. Tutti avevano gli occhi puntati sugli schermi che in tempo reale trasmettevano la devastazione.

«Tutto questo sta accadendo proprio ora!» commentò Abayomi, cercando di farsi portavoce di entusiasmo, «ma questo è solo l’inizio!»

Fase Due

Repubblica Sarhiana, Xinairobi

1 Maggio 12.131 – 10:34.

«Nei primi secondi subito dopo la detonazione inizia la fase due. A questo punto la popolazione inizierà a capire che c’è qualcosa di strano, ma per milioni di persone sarà già troppo tardi».

Nelle zone periferiche di Xinairobi l’elettricità venne a mancare, il terreno tremò come durante un terremoto; i palazzi si creparono e i condotti degli Hyperloop si sfaldarono.

Per pochi secondi la popolazione poté distogliere l’attenzione dalle loro quotidiane mansioni e notare in lontananza un secondo sole in terra.

Poi un vento potentissimo soffiò in ogni direzione; i droni e le AeroMobil vennero repulse da quella sfera luminosa, andando in fiamme, e l’onda d’urto colpì fulminea, distruggendo ed uccidendo.

«Il calore e la radiazione della palla di plasma genererà un’onda d’urto che viaggerà più veloce del suono – che a venti gradi celsius viaggia a quarantatré metri al secondo.

«I venti generati dalla pressione dell’aria, più potenti di uragani e tornado, si abbatteranno sui resti incendiati della megalopoli in un’area di millequattrocento chilometri quadrati: le infrastrutture umane non sono in grado di resistere, e poche macerie resisteranno, mentre tutto il resto sarà spazzato via come foglie secche».

Grattacieli, strade, strutture pubbliche, condotti Hyperloop, aeroporti, mercati, piazze: tutto si accartocciava mentre era respinto dall’energia proveniente dal centro di Xinairobi: i grattacieli si frantumavano e sfondavano quelli vicini; gli Hyperloop fuoriuscivano alla velocità del suono al di fuori dei loro reticoli, schiantandosi rovinosamente a terra prima di essere spazzati via; dall’alto piovevano pezzi di edifici, persone, droni, vetture: le macerie erano come la cresta di un’onda, uno tsunami, che si espandeva sempre più a velocità incredibili.

«Così facendo inizia una reazione a catena: stazioni di rifornimento di vari tipi di gas inizieranno ad esplodere e gli incendi si espanderanno in ogni direzione; un fungo atomico composto dai rimasugli della palla di fuoco e polveri si alzerà chilometri nel cielo; ecco, potete vederlo nel monitor – nel caso della Bomba Zar prima citata, il fungo atomico raggiungeva circa sessantuno chilometri di altitudine; quello dell’OMD-48-1516-2342 sarà molto, ma molto più imponente.

«Tale fungo atomico genererà un ciclo che porterà aria fresca nella megalopoli, distruggendo ulteriormente i pochi edifici ancora in piedi e portando un’abbondanza di ossigeno, che alimenterà gli incendi: si creeranno vere e proprie tempeste di fuoco!

Milioni di persone – intere famiglie, intere classi, interi uffici – erano sepolte ed intrappolate tra le macerie; i pochi superstiti, non accecati dal flash, videro sopra i cieli innalzarsi un’ombra oscura fino a negare al sole la sua vista sulla megalopoli. Malgrado ciò le temperature aumentavano sempre di più, il fumo riempiva le strade e le polveri piovevano come sotto ad un vulcano in eruzione. Il cielo appariva nero e rosso, gli orizzonti grigi.

In tanti, intrappolati o impossibilitati alla fuga, furono avvolti dalle fiamme: era un vero inferno.

«E sapete la parte più divertente? Chi è scampato all’impulso termico – che, ripeto, ha bruciato ben centocinque chilometri – sarà raggiunto dall’onda d’urto, che si estenderà fino ai centosessantotto chilometri, spazzando via droni, vetture, Hyperloop e frantumando finestre».

Subito al di fuori della periferia di Xinairobi migliaia di persone dopo la detonazione si accorsero della tragedia: alcuni chiamarono soccorsi, altri i propri familiari ed amici in città, altri ancora fecero foto e video dell’accaduto, tutti ignari dell’onda d’urto in arrivo: i malcapitati vicino a finestre o all’aperto furono travolti, e feriti da una tempesta di schegge di vetro taglienti; i droni ed apparecchi pronti ad intervenire per aiutare la popolazione furono distrutti.

«Questo meritano i nostri nemici: coloro che credono di avere il monopolio commerciale, che credono di vivere nella prosperità!»

***

Stati Uniti del Brasile, Zona de Rio, Rio Janeiro,

1 Maggio 12131 – 04:36.

Il giornalista di prima intervenne nuovamente: «quali saranno le conseguenze a lungo termine dell’ordigno…l’OMD…48-1516-2342…?»

Abayomi rispose fermamente: «come detto prima non è questo il momento delle domande. Stiamo seguendo in diretta l’avvenimento, e se mi avesse lasciato parlare avrebbe avuto comunque la risposta.

«Ciò che accadrà dopo dipenderà da vari fattori, e l’insieme delle conseguenze rientrano nella fase tre, che inizierà nelle successive ore e durerà giorni se non mesi».

Serie: Perché?


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