Favole Oniriche : Mira e L’Uomo In Frac

Serie: Favole Oniriche


Mira è una dolce fanciulla che vive sulle colline. La sua casa è immersa nel verde e nella pace. La spensieratezza è la sua più grande virtù. E tutti i giorni si regala passeggiate in quello che può essere definito un luogo fiabesco. 

Unico.

Dove la fantasia e la varietà dei colori supera la realtà.

Il suo vestito dai colori autunnali crea una sottile e, al tempo stesso, intensa armonia con il mondo circostante. Ma, mentre passeggia, la sua mente è spesso rivolta a una persona. Un giovane uomo che ha conosciuto tempo fa. Ed è in questi momenti che quella spensieratezza viene graffiata superficialmente.

Perchè quell’uomo, di cui non ne conosce il nome, le ha in qualche modo rubato il cuore. L’uomo in frac lo chiama…perchè, quando l’ha conosciuto, indossava quell’abito. In totale contrasto con i colori e le fantasie del mondo che circonda Mira ma, al tempo stesso, affascinante.

Quando pensa all’uomo in frac, spesso Mira vorrebbe rivederlo, conoscere il suo nome, il passato, il presente e provare la piacevole sensazione di scoprire sempre qualcosa di nuovo sulla persona a cui sta regalando la sua ammirazione.

Non sa come agire. Non sa nulla di lui, non sa dov’è andato e quando, di corsa, è partito non ha lasciato messaggi di saluto. Una mattina, durante la solita passeggiata, si ferma vicino ad un albero che sta perdendo le foglie. C’è molto vento ma è l’unico quasi spoglio. Solo alcune foglie ingiallite resistono mentre la vegetazione circostante è rigogliosa e colorata. Mira lo guarda e pensa, «che strano albero…e poi…questo vento non lo ricordo così impetuoso». Poi una voce cattura l’attenzione di Mira «dolcissima fanciulla…fai in fretta…il tuo uomo è in pericolo».

Mira, sorpresa, domanda «con chi sto parlando?»

La voce, un po’ affaticata, che proviene dall’albero risponde «tu non mi conosci. Ma non è importante…devi trovare e raggiungere l’uomo in frac prima che io perda tutte le foglie. Dopo di me toccherà a tutte le altre piante…e poi a tutto ciò che ti circonda. Questo mondo colorato sparirà per sempre».

«Come fai a conoscere l’uomo in frac?» domanda Mira. La voce risponde «raggiungi la casa di Linni e te lo spiegherà. Io non ho tempo da perdere e nemmeno tu. Ora vai ! Non indugiare!»

Una folata di vento crea un tappeto di foglie nel sentiero che sta percorrendo Mira a indicare la strada da percorrere «vai, svelta!» di nuovo la voce mentre il vento si placa. Nel frattempo, altre tre foglie ingialliscono e cadono a terra lentamente.

Mira giunge a casa di Linni detta anche «La Pasticciona». Bussa alla porta. Una voce dall’interno risponde «entra pure, Mira». La fanciulla entra, timidamente. Trova davanti a sè, quasi sdraiata su una poltroncina troppo piccola per la sua stazza, Linni. Per terra un tappeto di gomitoli di lana sparsi ovunque, fogli di carta, oggetti di vario tipo. Mira è sconvolta da tanta confusione, ma cerca di non darlo troppo a vedere.

Linni si alza dalla poltroncina per andare incontro alla fanciulla, ma nell’alzarsi inciampa e cade per terra con un tonfo. Mira si avvicina preoccupata «ti sei fatta male?»

La donna si alza, un po’ a fatica a dire il vero, poi risponde «tranquilla Mira, sto invecchiando ma riesco ancora a cavarmela» poi sorride e si avvicina a una libreria…colma di volumi sistemati alla rinfusa. «Stai cercando l’uomo in frac…vero?»

La fanciulla annuisce senza parlare mentre segue con lo sguardo Linni che inizia a buttare per terra tutti i volumi che le capitano a tiro «questo no…mmm…no…neppure questo…ah…sì…no…neanche…» poi si ferma.

«Ah! Eccolo qui!» prende in mano un volume impolverato e ricoperto di foglie. Simili a quelle dell’albero che Mira ha incontrato nel suo cammino. Ma sono di un verde intenso. Linni apre il libro e tira fuori una vecchia pergamena ingiallita e la mostra a Mira.

«Anche io cercavo un uomo in frac…tempo fa…sai?»

La fanciulla la guarda…poi domanda «e ora non lo cerchi più…hai rinunciato?»

La donna risponde mentre torna a sedersi lasciando per terra i volumi che si aggiungono al disordine precedente «no…non lo cerco più…troppo faticoso. Riesco a cavarmela qui, ma andare alla ricerca dell’uomo in frac non è più cosa per me…forse se tornassi indietro…» poi aggiunge, «tu sei giovane e devi trovarlo» indica la piccola finestra «e se non lo troverai, là fuori tutto cambierà…in peggio».

Mira ricorda le parole che le erano state dette dalla voce misteriosa che proveniva dall’albero. Come permettere che quel mondo così bello possa scomparire, perdere i suoi colori, spogliarsi delle sue bellezze? Così prende la mappa. Lancia ancora uno sguardo al disordine che domina la dimora di Linni e domanda : «ma tutta questa confusione non ti infastidisce?»

«Assolutamente no…ma se avessi cercato e trovato l’uomo in frac…forse…» poi torna a sprofondare sulla poltrona. 

Mira esce dalla casa di Linni e segue il percorso indicato sulla mappa. Le indicazioni sono chiare e la fanciulla non può perdersi. Giunge davanti a una grande costruzione. Sembra una via di mezzo tra un castello e una fortezza militare. Solo un portone chiuso e tante grate alle finestre. 

Mira guarda in alto e lancia un grido «dove sei? Mi puoi sentire?»

Ma nessuna risposta…solo l’eco della sua voce. La fanciulla non demorde «so che sei nascosto da qualche parte…dimmi qualcosa…sono qui per te».

Ad un tratto da una delle grate scende lentamente, come una foglia mossa dal vento, un fogliettino. Si posa per terra e Mira lo raccoglie. Poche righe : «non posso parlare, altrimenti la guardia si accorgerà di te e sarà la fine».

Mentre Mira termina la lettura del messaggio, il portone si apre ed esce una guardia dall’aspetto bizzarro e dalla strana uniforme «che ci fai qui?» domanda. La fanciulla, senza arretrare e gonfiando il petto piena di orgoglio risponde alla guardia «sto cercando il mio uomo in frac».

La guardia scoppia a ridere «ma guarda un po’ e…dimmi…cosa ti fa pensare che sia rinchiuso qui un uomo in frac?»

Mira risponde «me l’ha detto Linni La Pasticciona…la conoscete?»

La guardia, sentendo il nome della donna, sgrana gli occhi, fa tre passi indietro e spiana il fucile. «Lei?????? Ancora lei????» poi aggiunge, «adesso manda te a cercarmi?». Mira lo guarda…poi risponde «io non cerco voi, cerco il mio uomo in frac. Perché mai dovrei essere interessata a voi?»

La guardia inizia a scrollare la testa «l’ho detto centinaia di volte…io sono l’uomo in divisa! Non sono l’uomo in frac! E deve smettere di cercarmi». Poi arretra e abbassa il fucile. «Vieni dentro, fanciulla, che ti mostro una cosa». La guardia attraversa il portone ed entra nella fortezza. Mira lo segue. Una volta all’interno la fanciulla nota numerose gabbie appese alle pareti.  Alcune sono vuote, mentre in altre sono rinchiusi individui vestiti in modo differente l’uno dall’altro.

«Chi sono?» domanda Mira «sono uomini in attesa» risponde la guardia.

«In che senso?» replica la fanciulla. «In attesa che venga la persona giusta a cercarli».

«E chi lo decide?». La guardia sembra spazientirsi «Io!» risponde con veemenza. Mira osserva lo strano individuo in uniforme, poi replica «oggi sono venuta qui per l’uomo in frac. Liberatelo, ovunque sia prigioniero».

«Non indossa l’abito giusto per te…fanciulla. L’uomo con il frac rimarrà qui». Non appena termina la frase, entra dal portone correndo Linni che inciampa e piomba di peso sulla guardia, facendola cadere a terra. «Ti ho seguita…era giunto il momento di alzarmi da quella poltrona» rivolgendosi a Mira. La guardia, immobilizzata, osserva la donna che lo sovrasta e che, a sua volta, lo sta fissando. All’improvviso sembra rendersi conto di quanto sia dolce e intenso quello sguardo.

«Lo sai che adoro l’uomo in divisa» afferma Linni ridendo «non ho mai cercato un uomo in frac».

La guarda è disorientata…un pensiero scorre veloce «e se tutte coloro che sono venute qui a cercare il loro uomo avessero nascosto il loro reale desiderio? Linni ha fatto credere di cercare un uomo in frac e invece cercava un uomo in divisa…come me».

Lo sguardo si rivolge verso l’alto. Con un cenno della mano, le gabbie iniziano a scendere. Una volta a terra, le grate si aprono e gli uomini, ormai liberi, escono e fuggono dileguandosi. Uno solo rimane fermo…un uomo dall’aria timida e riservata. Indossa un frac e osserva, con un lieve sorriso, Mira. 

«Mi stavi cercando» afferma l’uomo, «ci stavamo cercando» sottolinea Mira «ma eri tenuto prigioniero dalla guardia».

Linni e l’uomo in divisa riprendono il cammino verso la casa della donna. «Magari mi potrai aiutare a combinare qualche pasticcio in meno» sussurra la donna.

Mira e l’uomo in frac, con l’aiuto della mappa, tornano al villaggio sulle colline. Passano davanti all’albero spoglio…ma ora è ricoperto di foglie e fiori di un colore scintillante. Un vento leggero li accompagna verso casa, liberi finalmente di scegliere e di aver scelto.

Serie: Favole Oniriche


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Discussioni

    1. L’accostamento alle avventure di Alice rende un po’ giustizia alla favola che, non lo nascondo, è stata quella più complicata da scrivere: forse perché parla, sommessamente, di amore.