Fuga

Serie: Levii-Hatan

≪Di qua, di quaaa!!!≫ Meloria correva a perdifiato con l’arco stretto in pugno. Si voltò ancora e, d’un tratto immobile, incoccò la freccia, trattenne il respiro e rilasciò l’energia del suo braccio.

≪Centro!≫ alle sue spalle un’ombra lontana imprecò accucciandosi sull’acciottolato.

La ragazza schizzò via raggiungendo Turi che si era nascosto dietro ad un’arcata delle Costole. Meloria stava per gridargli che dovevano andarsene subito, ma si fermò un istante a guardare il volto stravolto di Turi: era terrorizzato. Dion pendeva come un sacco di patate dalle sue spalle e sulla tempia il sangue si era già rappreso in croste scure.

≪Ce la fai? Ce la devi fare, avanti dobbiamo correre stanno arrivando!≫ Turi accettò quel comando come la mano di Dio, la sua testa aveva smesso di ragionare e ogni suggerimento era ben accetto.

Meloria si sporse nel buio del vicolo e saltò via, agile come una gazzella. Turi, duro come un tronco gli zampettò dietro con la testa di Dion che gli sbatteva addosso come quella di un fantoccio.

Madido di sudore e con i polmoni in fiamme si chiese come diavolo si erano cacciati in quel casino.

***

≪Per di qua. Non avrete paura vero?≫ Meloria li scrutò attentamente nel buio del corridoio.

Dion gonfiò il petto e assunse un’aria offesa, mentre Turi faceva un passo avanti ≪io ho visto i lupi degli arbusti e mica c’ho avuto paura, figurati che mi fa seguire ‘na donna per un passo segreto≫ disse superandola con aria audace.

Seguirono cunicoli tortuosi fin quando persero completamente l’orientamento, ma Meloria sembrava sicura e diceva di averlo già fatto tante volte.

≪Vedrete vi piacerà, ci sono Narratori e birra a fiumi, e ad ogni cambio di luna la festa è garantita. Il passaggio sbuca proprio sotto le Costole, di fianco alla locanda del Cavalluccio. Ogni tanto fa bene allontanarsi dal Rostro.≫ disse soddisfatta indicando una scala che saliva quasi in maniera verticale.

≪Ecco, ci siamo quasi, per di qua.≫ Meloria scostò l’arco lungo che le pendeva dalla schiena per intrufolarsi in un passaggio angusto che dava direttamente sulla strada di Kētos. Anche Dion e Turi sbucarono fuori. Turi girò su se stesso almeno tre volte, non sapendo scegliere cosa lo attirava di più. Sicuramente non la puzza di urina, o la città che era un intrico di case scure e disarmoniche, ma lui non l’aveva mai vista prima. E la gente! Tanta tutta insieme, e con abiti di fogge eterogenee in un carosello di sorrisi e denti marci. Turi si sentiva positivo e Dion stava già drizzando il mento, preparando il palco del suo spettacolo.

≪Non è meraviglioso? Ecco la locanda, andiamo che vi offro da bere≫ disse Meloria incamminandosi.

La porta si spalancò e il trio rampante venne investito da una nube di musica, voci e cozzare di calici. Quella locanda era un caos e loro non chiedevano altro.

≪Non lo si potrebbe definire il genere di locali che frequento usualmente alle Ordinate, ma dopo tutti gli avvenimenti ambigui degli ultimi tempi andrà bene≫ Dion già si scrutava intorno in cerca di qualche bella fanciulla.

≪Spero che la birra ti sciolga un po’ quella tua lingua di cicisbeo. Sediamoci là.≫ la ragazza avanzò verso una panca lunga con un unico spazio ancora libero, dove si strinsero ordinando birra scura per tutti.

Turi era affascinato. Anche se non lo confessò a nessuno non era mai stato in una locanda in vita sua. Un’oste con grandi seni traballanti portò loro sei boccali stracolmi, meglio avere a disposizione anche il secondo bicchiere, aveva detto Meloria. Immediatamente le voci si abbassarono in un brusio e un uomo con la pelle scura come il cuoio e gli occhi di ghiaccio avanzò fino al centro della sala.

≪Un Narratore…≫ disse Meloria affascinata. Turi osservava rapito l’uomo che si accomodava su uno sgabello alto, ravviandosi la coda di capelli candidi come la neve. L’uomo abbracciò la sala con lo sguardo e il brusio cessò. Prese un respiro e iniziò a narrare.

≪In principio era Notte. Scura e ostile come le fauci d’un demone. Ma un giorno piccole luci presero a scintillare come fori luminosi su velluto nero. Una di quelle con il passare del tempo divenne più splendente, più audace. Un giorno Notte si svegliò ricacciata in un angolo remoto. La grande Stella aveva preso il dominio di Cielo, fin quando esausta di brillare andava a dormire e Notte riprendeva il suo posto. Il chiarore divenne Giorno, rivelando una sconfinata massa d’acqua al di sotto di Cielo che era stata fino ad allora oscurata da Notte.≫ la voce dell’uomo era come sabbia e miele, parlava muovendo le mani in un teatro di delicate marionette.

≪Il nuovo astro e Acqua divennero amici e lei gli diede il nome di Sole, felice di essere finalmente illuminata. Notte passò e Sole splendette in un susseguirsi di ere e sussurri. Acqua e Sole decisero di creare cose nuove per sfuggire alla noia. Sole prese una scintilla del suo fuoco e Acqua un lembo della sua pelle: così nacque Terra. Solo un granello minuscolo e scuro. Sole provò a posarlo sulla superficie di Acqua ma questo affondò. Allora pensarono insieme di affidare la nascita di Terra a…≫

≪Che cazzo fai coglione!≫ una voce evidentemente alterata interruppe il Narratore. Tutte le teste della sala si voltarono all’unisono verso l’uomo che era appena stato annoverato tra le parti basse maschili: Dion. Sgattaiolando tra il pubblico assorto si era avvicinato ad una bellezza dalla pelle olivastra, e languidamente le sussurrava all’orecchio. Sbigottito quanto gli altri per quel repentino grido, si voltò per cercare il coglione, ma quando si rese conto di essere proprio lui, una montagna d’uomo stava già alle sue spalle osservandolo con i pugni serrati ≪lei è con me, ti sei scelto la donna sbagliata≫.

Dion si voltò ancora verso la sua bellezza ≪non dirmi… su via, sembra tuo padre≫ le sussurrò, mentre lo sguardo di lei s’accendeva. Il nostro caro poeta non era certo un eroe, ma quando si trattava di donne, la sua audacia superava di gran lunga la sua codardia.

L’uomo si rabbuiò, sentendosi sfidato dal damerino che sembrava uscito da uno dei quartieri bene delle Orinate. Senza troppa gentilezza afferrò Dion per il colletto e caricò un pugno madornale. La testa del poeta fu colpita da un macigno, rimbalzò sul bancone e l’intero corpo s’afflosciò a terra. L’uomo tirò su il corpo esangue e stava per colpirlo ancora quando un boccale da pinta gli si fracassò in testa. Meloria alle sue spalle reggeva ancora in mano il manico spezzato. Ci fu un attimo di silenzio e poi scoppiò il caos. Turi si caricò Dion sulle spalle e come un toro si fece largo imboccando l’uscita.

≪Prendeteli!!≫ gridò l’uomo grondante di birra mentre Meloria faceva volare tavoli e sgabelli sgattaiolando via dalla porta. Corsero a casaccio con le grida che li raggiungevano. Svoltarono in un vicolo, costeggiarono case e botteghe. Un pugnale volante raggiunse quasi Turi alla schiena mentre la ragazza lo strattonava via per un’ennesima svolta. Meloria si fermò un attimo, incoccò, e… ≪Centro!≫.

Si erano ficcati davvero in un bel casino.

Serie: Levii-Hatan
  • Episodio 1: Porci e poesie 
  • Episodio 2: A sud-ovest di Kētos
  • Episodio 3: I Magistri
  • Episodio 4: Aquaria 
  • Episodio 5: Radici
  • Episodio 6: Portanza
  • Episodio 7: Neracciaio
  • Episodio 8: Fuga
  • Episodio 9: Caos
  • Episodio 10: Illusione
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Narrativa

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    Discussioni

    1. “la sua audacia superava di gran lunga la sua codardia”
      Come diceva Ceccherini ne “il ciclone”?
      “la mi’ voglia di baciarti è più grande della paura de le su’ botte”?

    2. Vai, ci voleva un po’ di azione! Inizialmente “la fuga” avevo creduto che fosse quella che li aveva portati in città, alla fine invece ho capito qual era la vera fuga… Ahahahah I tuo personaggi sono forti, proprio perché spesso non sono forti… non so se mi sono spiegato. Ahahah Alla prossima!

      1. Esatto, sono proprio anti-eroi! Avevi chiesto azione e eccola qua! Vedrai che le avventure non mancheranno. Grazie ancora di aver letto

    3. Ciao Virginia, bel cambio di tono! L’uscita non ha avuto l’esito sperato dai nostri eroi, che di sicuro non si sono rilassati. Bello lo scorcio di questo tuo mondo, ancora tutto da conoscere.

      1. Niente di rilassante per i poveretti, i Rostro è riposante come i chiodi di un fachiro! Ma i due prodi non si scoraggeranno, ammesso che Dion si riprenda! A presto e grazie!

    4. Ciao Virginia,
      un altro bell’episodio, il tuo punto di forza sono tuoi protagonisti, così esilaranti e all’apparenza inadatti a vivere nel mondo in cui sono capitati.
      Al prossimo episodio

      1. Ciao Alessandro,
        esatto, la loro inadeguatezza è il motore trainate della storia, le loro avventure rocambolesche infatti sono sempre provocate da azioni “sbagliate”… ma nell’errore ci sta un mondo intero!
        Grazie tante per avermi letto

    5. Molto bella l’introduzione che crea suspense e curiosità.
      Gran bel episodio, complimenti, hai tenuto ritmo per tutto il tempo, l’ho letto che era un piacere, e bello il collodi scena durante la narrazione, non me l’aspettavo proprio in quel momento.
      Al prossimo episodio
      Ciao

      1. Sono felice di essere riuscita nell’intento di suscitare curiosità e suspense! Il prossimo svelerà un’intuizione che solo tu hai avuto già dal secondo episodio ?
        Grazie tante per la tua attenzione