Fuga dalla Scuola

Serie: Le sentinelle della Luna


Mi chiamo Benjamin Stroke e odio studiare.

Non è leggendo e facendo esercizi che mi sono guadagnato la fama di più grande cacciatore di mostri della storia.

Nei libri non troverete il fiato per inseguire un’Aracnobestia Irsuta, né il coraggio per affrontare il famelico Bisciostriscio.

Per questo noi Stroke non andiamo a scuola. Mai.

Iniziamo da subito il nostro apprendistato. Mentre i mocciosi pasticciano sui quaderni e si ingozzano di merendine, noi Stroke siamo già alle prese con trappole per licantropi e balestre di precisione.

Certo la nostra famiglia non è priva di macchia, anche noi abbiamo avuto qualcuno che si è intestardito ad andare anche a scuola.

Era mio cugino, Isaac Stoke. Un tipo strano.

La sua brillante carriera accademica è terminata in seconda elementare, quando munito di matitone ha assalito il bidello Vladimiro Conti.

Il poveruomo, colpevole solamente di avere un carnato pallido e un’intolleranza all’aglio, se l’è cavata con un grande spavento, ma il giovane Isaac fu espulso da tutte le scuole del regno.

La storia che vi racconto oggi è un mix di adrenalina e coraggio, l’ho intitolata “Fuga dalla Scuola”

***

“Che significa che non puoi venire?” gridai. “Sono mesi che indaghiamo sul porcello mannaro, e tu manchi proprio quando c’è luna piena?”

“Scusami Benjamin. Ma la Signorina ci ha detto di andare a letto presto perché domani inizia la scuola.”

“Scuola? Che assurdità! La scuola è per i mollaccioni. Noi dobbiamo agire. L’operazione Piede di porco ha la priorità”

Ero talmente arrabbiato che il mio colore stava migrando verso un rosso tenue. Luna era immobile nella sua maglietta, di un paio di taglie più grande, lo sguardo fisso sulle scarpe e il labbro inferiore increspato.

“Squiiiit, squiiit.”

“Come? L’educazione è il pane dell’anima? L’avrà detto sicuramente qualche secchione sconosciuto. Comunque nel tuo caso direi che è più pane per lo stomaco, visto che i libri te li mangi.”

“Nemmeno io vorrei andare” piagnucolò Luna. “ Ma credo di doverlo fare per forza. Tommaso mi ha detto che chi si rifiuta viene arrestato.”

La mia Luna arrestata? Questo era una prospettiva più spaventosa del un porcello mannaro a piede libero.

“Se le cose stanno così” risposi volandomi verso la grande finestra del salone che dava su Bosco Lugubre. “Non abbiamo altra scelta. Devi andare, io e Mr Jingles ci occuperemo del porcello.”

“Ma… Io…”

Luna non finì la frase, si precipitò fuori dalla villa, i grandi occhi velati dalla delusione. Poco dopo la vidi discendere la collina, non si voltò nemmeno una volta.

“Squiiit,?”

“No Mr. Jingles, non abbiamo tempo per andare a caccia. Dobbiamo elaborare un piano, domattina faremo evadere Luna da quel posto infernale che chiamano Scuola Elementare.”

Nonostante il cielo fosse sereno, un tuono oscuro rimbombò per la Villa facendo sobbalzare il povero Mr. Jingles.

Io invece me l’aspettavo. Villa Lugubre ha sempre avuto il gusto per la teatralità.

***

La scuola in questione di elementare non aveva proprio nulla, era piuttosto un complesso labirintico di edifici color marroncino.

“Quelle devono essere le celle dove tengono i bambini” sussurrai a Mr Jingles, indicando le molteplici finestre, tutte uguali, che riempivano le facciate.

Eravamo giunti fin li seguendo lo strano veicolo giallo, su cui erano stati caricati contro il loro volere i bambini dell’orfanotrofio.

“Squiiiit?”

“Ma certo che posso uscire di giorno. Non sono mica un vampiro. Noi spettri preferiamo la notte solamente per motivi di stile.”

Osservai l’edificio alla ricerca di un punto di accesso, c’era un’unica entrata al termine di una larga scalinata. Facilmente difendibile, sicuramente controllata dalle guardie nemiche.

Io sarei potuto entrare da una delle pareti, ma Mr. Jingles non era in grado di attraversare i muri, né di diventare invisibile.

Per fortuna il mio socio, anni prima, era stato invitato al catasto e aveva assaggiato un ottimo piatto dallo strano nome di “Piano regolatore”.
Adesso aveva stampate nella mente tutte le piantine degli edifici della zona. O meglio ce li aveva nella pancia, che per lui era la stessa cosa.

Mr. Jingles mi guidò verso un edificio più piccolo, le cui finestre erano dipinte con strani disegni colorati dalla forma inquietante, sicuramente pitture rituali. Si intrufolò in una crepa del muro vicino a una porta con su scritto “Scuola Materna”. Lo seguii.

Ma qualcosa doveva essere cambiato dalla cena del mio amico, poichè ci ritrovammo in mezzo a un branco di strani animaletti.

“ ‘polino” farfugliò uno di loro, dirigendosi verso Mr Jingles con un passo incerto da Zombie.

Il suo richiamo attirò l’attenzione degli altri. Decine di teste si girarono verso di noi, in pochi minuti fummo circondati da bocche sdentate con sorrisi sbavosi.

Manine appiccicose e impiastrate cercavano di afferrarci.

“Demonietti” gridai tornando visibile. “Hanno evocato dei demonietti per ostacolarci.”

Il mio aspetto battagliero, che terrorizzava anche i mostri più feroci, non sortì nessun effetto su quei mostriciattoli. Si avvicinavano sempre di più, lanciando grida acute e farfugliando parole senza senso che probabilmente servivano a evocare qualche incantesimo spaventoso.

Quando tutto sembrava perduto, il mio eroico compagno mi lanciò uno sguardo rassegnato e si gettò verso la selva di piccole dita malefiche.

“Racconterò a tutti del tuo gesto eroico, amico mio. Addio” dissi mentre guadagnavo l’uscita.

Trovai Luna nel corridoio successivo.

Con mio grande stupore non sembrava spaventata o triste. Anzi rideva in compagnia di altri bambini.

Le feci un cenno rimanendo nascosto nell’ombra, lei arrivò poco con un sorrisone.

“Ben”sussurrò. “Cosa ci fai qui?”

“Sono venuto a salvarti. Seguimi ti farò evadere. Mr Jingles purtroppo non ce l’ha fatta.”

“Salvarmi? Ma non ce n’è bisogno. Mi piace stare qua, ho conosciuto nuovi amici e ci sono tante cose che devo imparare. Noi possiamo sempre andare a caccia nel weekend. Torna alla Villa, passerò a trovarti stasera dopo cena.”

***

Così tornai a casa, un po’ triste ma rincuorato. Anche Mr. Jingles tornò dopo qualche ora, con un fiocco sulla coda e delle mollette a forma di farfalla a entrambe le orecchie, ma non aveva grosse ferite. Se non contiamo quelle alla sua dignità, perlomeno.

Luna venne a trovarci, come aveva promesso, era felice e non stette zitta un momento. Ci raccontò di tutte le cose che aveva imparato e concluse dicendo che non vedeva l’ora di tornare a scuola il giorno successivo.

Dopo tutto sono felice che non sia come me e abbia deciso di andare a scuola, questo farà di lei una cacciatrice di mostri migliore

Come dite? In questa storia non ci sono mostri spaventosi?

Vi sbagliate di grosso, uno c’è. Ed è il più terribile di tutti.

Si chiama ignoranza.

Serie: Le sentinelle della Luna


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Discussioni

  1. ““Ma certo che posso uscire di giorno. Non sono mica un vampiro. Noi spettri preferiamo la notte solamente per motivi di stile.””
    Mi ha fatto ridere
    Questa sugli spettri non la sapevo.

  2. ““No Mr. Jingles, non abbiamo tempo per andare a caccia. Dobbiamo elaborare un piano, domattina faremo evadere Luna da quel posto infernale che chiamano Scuola Elementare.””
    😂

  3. Anche questo episodio mi è piaciuto un sacco, bravo Ale. Mi hai fatto sorridere, incuriosire e la missione dei due è stata ben descritta. Ma l’operazione “Piede di porco” com’è finita? Spero che ce ne parlerai al più presto perché già il nome è tutto un programma!😂😂

    1. heheeheh il Porcella Mannaro è il grande nemico delle Sentinelle, prima o poi lo affronteranno.
      Grazie per aver letto e apprezzato la mia piccola fiaba.
      Un abbraccio

  4. Ciao Ale, sono contenta che anche Benjamin sia riuscito ad apprezzare la scuola. I bimbi della materna mi hanno divertita particolarmente: è vero, non hanno paura di nulla! La paura viene insegnata, nel bene e nel male (mi riferisco a quelle “paure” che non hanno nulla a vedere con qualcosa di realmente pericoloso ma sono frutto di pregiudizio). Bellissima anche la stoccata finale 😀

    1. Ciao Micol, grazie per essere passata, mi fa piacere che ti sia piaciuta la favola, che favola sarebbe senza la morale?

  5. “Per fortuna il mio socio, anni prima, era stato invitato al catasto e aveva assaggiato un ottimo piatto dallo strano nome di “Piano regolatore”.”
    😂 😂 😂

  6. Ciao Alex. Sull’incipit non mi pronuncio più, sai quanto mi piace (e alla fine mi pronuncio sempre!). 🙂
    Il precedente episodio – La torta funebre – mi era piaciuto molto, ma questo forse mi ha fatto sorridere dall’inizio fino alla fine. E di questo non posso che ringraziarti. 🙂 La particolarità di questa serie, in ogni caso, rimane il fattore morale: la conclusione di questo episodio è perfetta. D’altronde credo proprio che l’ignoranza sia il mostro più spaventoso di tutti. Alla prossima! 🙂

    1. Ciao Giuseppe, per rispettare la traduzione favolistica cerco sempre di dare una morale in fondo alle mie fiabe, cercando anche di far divertire i lettori.
      Sono molto contento che il risultato ti sia piaciuto.
      Grazie per il commento e per aver aver letto anche questo episodio.
      Stay fantasy

  7. Anche questa storia mi ha fatto sorridere in tante occasioni, mi piace sempre il punto di vista del narratore così convinto del suo mestiere. Il finale poi è davvero una perla! Nelle tue storie come accade spesso nelle storie per i bimbi, c’è sempre una morale ma il modo in cui la proponi più o meno esplicitamente le rende originali. Molto bravo!

    1. Ciao Virginia, grazie per aver letto questa favola.
      Sono contento che ti piaccia e ti abbia divertito.
      Un abbraccio

  8. “Vi sbagliate di grosso, uno c’è. Ed è il più terribile di tutti.Si chiama ignoranza.”
    ❤️

    Ho sorriso per tutto il tempo, come sempre, leggendo quello che ci racconta Ben.
    Ma il finale, il finale è perfetto. Penso davvero anche io che l’ignoranza sia il mostro peggiore, e la causa della maggio parte dei mali del mondo.
    Le avventure delle sentinelle della luna hanno sempre la morale, ed anche stavolta non si smentiscono. E rimane un po’ di amaro in bocca sapendo che questo mostro è lungi dall’essere sconfitto. Ma finché ci saranno bambine e bambini come Luna, la battaglia non sarà persa! ❤️

    1. Grazie Sergio per aver letto e apprezzato il nuovo episodio delle Sentinelle, sono contento di farti ridere.
      Ogni favola che si rispetti ha una morale e con le sentinelle cerco di fare lo stesso.
      Un abbraccio

  9. “Adesso aveva stampate nella mente tutte le piantine degli edifici della zona. O meglio ce li aveva nella pancia, che per lui era la stessa cosa.”
    Quando si dice “assimilare le informazioni”

    1. Esatto e anche che se lanci da una torre un licantropo e una palla di piombo, toccheranno terra nel solito istante. Ma la palla di piombo raramente cercherà di sbranarti.

  10. Con un po’ di semplicità e un pizzico di simpatia ecco pronto un buon insegnamento! Ahahah queste sentinelle non deludono mai! Molto piacevole questa lettura 😊