Giorno libero

Serie: Hotel Zen


Nel giorno libero pulisco la mia casa da cima a fondo.

Passo lo spray su finestre e specchi, lucido il lavandino con l’aceto, rimuovo e butto tutto quello che non mi serve più o, come dice Marie Kondo, che non mi da’ più gioia.

Dopo aver lucidato la mia abitazione, apro una bottiglia di vino e mi affaccio alla finestra.

Il sole infuoca le arterie tangenziali di piazzale Prenestino portandosi appresso un fascio baluginante di color melone che sfuma nel viola opaco con decine di silhouette delle antenne paraboliche a fungere da spaventapasseri per i pappagalli che nuotano nell’aria formando strane figure: macchie, lettere, disegni astratti sullo skyline tropicale che sembra disegnato da un Picasso ubriaco.

Quartiere Pigneto, pomeriggio inoltrato.

Due giovani busker suonano il brano Quando dei Tre Allegri Ragazzi Morti di fronte al cinema Aquila.

Profumi orientali evaporano dalle palme e dai baobab conficcati nei marciapiedi, una trascinante esperienza olfattiva che riempie naso e bocca e fa mélange con l’odore d’incensi vietnamiti sulle strade piene di ragazzi e ragazze sparsi un po’ ovunque che si muovono come degli zombi felici, il mento sulla gola a controllare notifiche e status.

Dalla mia finestra, con una Pueblo in bocca e un bicchiere di Est!Est!Est!  ghiacciato in mano, osservo a vista d’uccello le migliori menti della mia generazione, circonfuse con generazioni Millennial, Y, Z e post-Harry Potter che vagano, s’informano a livello globale senza sapere dove andare a sbattere la testa pur conoscendo l’esatta ubicazione delle proprie sacche organiche all’interno di questo blocco metropolitano tramite smart phones.

L’atmosfera del tramonto scende il suo velo dorato sulle strade color fumo rendendo tutto più vintage e fuori dal tempo.

Nella caligine tropicale s’insinua la marcia di una cerimonia religiosa.

Dei cattolici sventolano crocefissi come fossero armi contundenti, giù verso piazzale Prenestino.

Dall’altra parte della strada stessa storia, un’altra marcia cerimoniale, ma stavolta con un grappolo di monaci che suonano un gong ogni due secondi. Stanno per scontrarsi. Scontro tra titani.

Osservo e medito in silenzio.

Serie: Hotel Zen


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Discussioni

  1. Ho vissuto per qualche tempo sulla Prenestina. Sfortunatamente, non ho mai avuto il piacere si gustare una battaglia epica di matrice religiosa. Però, mai porre limiti alla provvidenza, magari succederà anche a me.