HELLEN

Serie: Il terzo squillo

Successe tutto in pochi secondi. Il cane abbaió e partì come una saetta facendo lo slalom tra gli alberi del parco. La ragazza gli correva dietro urlando di fermarsi. Chiedeva aiuto ma la gente, a quell’ora, aveva terminato la pausa e lavorava al fresco degli uffici. C’erano solo i due tipi vestiti in abito scuro e la giacca con quello stemma strano. Il cane continuava a correre, non riuscivo a vedere cosa stesse seguendo e non mi interessó fino a quando la ragazza spuntò dai cespugli con un salto disperato. Lo sguardo della biondina faceva presagire una catastrofe imminente e dalla mia posizione potevo capire da solo che se il cane non si fosse fermato sarebbe arrivato dritto dritto sotto un taxi o sotto i furgoni che sfrecciavano all’incrocio di fronte al parco. Il cane girò bruscamente, ritornando sull’erba e io lo fissai a lungo per capire dove sarebbe andando. Ero tentato, dovevo fare qualcosa. Il cane rallentó e la biondina era in ginocchio a parecchi metri da lui.

Guardai in direzione dei due tipi in abito scuro ma li persi di vista.

Mi sistemai sul prato e mi girai in una posizione più adatta a tenere sotto controllo il campo d’azione. Il cane si fermò e io presi la decisione più ovvia, mi accesi la sigaretta e restai a guardare. Fu la cosa più stupida che potessi fare in quel momento perché il cane riprese la sua folle corsa verso la strada e l’ennesimo urlo della ragazza mi scosse a tal punto di correre dietro a quel bastardo di un labrador. Il fumo mi si bloccó nella trachea e continuai a tossire per tutto il percorso di ciottoli che quell’infame di un cane stava seguendo come un gioco. Ora eravamo in due a corrergli dietro e lui si avvicinava pericolosamente al cancello. Mi fermai e aspettai che la tosse liberasse i polmoni, poi mi venne in mente di fischiare, come mi aveva insegnato mio padre. Fu un gesto istintivo che non programmai. Mi venne da solo e in quel momento fui fiero dei suoi insegnamenti e di quello che avevo appreso da lui. Piegai il labbro inferiore verso l’interno della bocca e ci poggiai i due indici delle mani. Soffiai con tutto il fiato che avevo e un suono acuto si propagó per tutto il parco.

Non successe niente. Col cane non successe proprio niente. Mio padre aveva le pecore e con loro funzionava in campagna, ma io pensavo che andasse bene con tutti gli animali. Mi sentii un cretino.

Ripresi a seguirlo e quando cambiò direzione mi avventai su di lui, pronto a mordergli la coda per avermi fatto correre in quel modo. Lo bloccai per qualche minuto ficcandogli le dita nelle orecchie, fino a quando la biondina si avvicinò e gli legò il collare al suo lungo guinzaglio firmato.

“Bella tecnica, complimenti” mi ringrazió togliendosi i capelli bagnati dal viso. “Non saprei proprio come ringraziarla per aver salvato Ted”.

“Ma no… ” fu l’unica cosa che riuscii a dire.

“Se non fosse stato per lei, forse a quest’ora starei piangendo. Mi fido troppo di questo burlone e a volte dimentico che Ted è anche un cane”

La guardai ansimando. Il cuore mi pompava nelle orecchie e copriva alcune parole che mi stava dicendo. Cercai di dire qualcos’altro ma appena aprivo bocca, il fiato si fermava e il petto stringeva talmente tanto che avrei potuto vomitare da un momento all’altro. Tossii e gli occhi mi uscirono quasi dalle orbite, insieme alle lacrime. Pensai seriamente di morire in quell’istante e chiusi gli occhi. Mi calmai mentre la mano della ragazza cominciava ad accarezzarmi la schiena e ripresi fiato a poco a poco sentendo il suo respiro vicino il mio orecchio sinistro. Fu una bella sensazione. Qualcuno si stava preoccupando di me. Lo stava facendo veramente, senza volere soldi in cambio. E non voleva pestarmi. Quel calore mi calmò il cuore e rilassó i muscoli della faccia permettendomi di riaprire gli occhi. Non potevo credere a quello che stavo vedendo e la sua scollatura si apriva davanti al mio naso con una generosità inaspettata. Il cuore riprese la sua folle corsa e io rinchiusi immediatamente gli occhi.

“Se c’è qualcosa che posso fare per te…” -mi sussurrò all’orecchio – ” sarei felice di aiutarti.

Balbettai qualcosa per gestire il disagio del momento e lei mi bloccó subito sottolineando che se avessi voluto un compenso, non aveva problemi di soldi. Senza aprire gli occhi le dissi che non era necessario ma se voleva, poteva parlare ai suoi amici del nostro negozio. Il lavoro scarseggiava e qualche cliente facoltoso sarebbe stato graditissimo. Mi stropicciai gli occhi e le sorrisi per non sembrare troppo disperato.

Ci furono alcuni secondi di silenzio, prima che mi rispondesse con voce squillante: “Allora posso aiutarti in questo modo, se vuoi. Abbiamo due PC che non danno segni di vita e un Tablet che non riusciamo a sbloccare”

La guardai e lei riprese a parlare.

“Ne possiamo comprare altri cento di Tablet, non è quello il problema. .” – continuò Hellen cercando di capire se poteva essere un’idea giusta “…è che mi dispiace per le foto di Ted di quando era piccolo. Sarebbe come gettare anni di vita. Non so se sono riuscita a spiegare. Sembro una cretina, vero?”

Io le sorrisi e la ringraziai. Contemporaneamente mi guardavo intorno perché non ero tranquillo. Le dissi che non era il caso ma alla sua insistenza le allungai il nostro bigliettino da visita e la invitai il giorno dopo in negozio per recuperare tutte le foto di Ted.

“Qui c’è tutto, sai dove trovarmi” le dissi in attesa che prendesse il bigliettino.

“Stefan e Ivan PC. ” – disse leggendo quello è c’era scritto.

Trattenne una risata, forse per il nome del negozio.

“Si, io sono Stefan. Stefan Mcquire” puntualizzai per uscire dall’imbarazzo.

“Io sono Hellen” continuò fissandomi con i suoi occhi chiari.

Hellen si allontanò salutando con la mano libera e la sensazione di disagio aumentò quando i due uomini si fermarono sul bordo del laghetto e guardarono verso di me. Parlarono di qualcosa e uno dei due rispose con una risata acuta, poi si girarono e andarono via. Il cuore riprese la sua folle corsa e martelló come un tamburo sui miei debiti che risuonavano in ogni angolo della testa. 

Serie: Il terzo squillo
  • Episodio 1: LA DECISIONE
  • Episodio 2: LA CHIAMATA
  • Episodio 3: HELLEN
  • Episodio 4: L’ATTESA
  • Episodio 5: LA SCELTA
  • Episodio 6: LA DEA BENDATA
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    Commenti

    1. Fabio Volpe Post author

      Ciao Antonio. Grazie, sei sempre molto gentile con la mia scrittura 🙂
      I loschi figuri, quei maledetti.. Ehehe.
      Per la copertina, effettivamente, pensavo fosse necessaria quella messa all’inizio ma se serve per tutte le puntate cercherò di inserirle. È la mia prima serie e a volte faccio cse inesatte.
      Grazie per aver letto

    2. Antonino Trovato

      Ciao Fabio, la tua cura per i dettagli è sempre avvolgente, è un piacere leggere questo racconto, per via soprattutto dei due loschi figuri che aggiungono curiosità e suspense all’intera trama. Una curiosità, ma perché non metti la copertina? Alla prossima😁!