I Magistri

Serie: Levii-Hatan

≪Sedetevi!≫ comandò Kmor indicando a Turi e Dion due scranni di fronte al tavolo-montagna.

≪Vediamo di sbrigare in fretta la questione, vi spiegherò cosa è successo e non tollero interruzioni.≫

L’impavida coppia annuì con vigore in perfetta sincronia.

≪Alveo era una Camminatore…≫

≪Un cammina che?≫ chiese Turi subito fulminato dallo sguardo gelido di Kmor.

≪I Camminatori sono gli eredi dei primi uomini che calpestarono la terra, uomini veri non Natanti… non interrompermi di nuovo o assaggerai la mia lama!≫ inveì Kmor vedendo la bocca di Turi che si apriva e si chiudeva come quella di un pesce fuor d’acqua.

≪Eredi appunto, di un bagaglio tanto pesante quanto necessario. Ci sono uomini cattivi sapete? Oh, anche noi lo siamo ma c’è di peggio: i Natanti. Uomini che arrivano dal mare, con un solo scopo, far inabissare l’unica terra in mezzo a questa distesa d’acqua, Levii-Hatan. Questo per ora dovete sapere di loro.

Nessuno può contrastarli, tranne noi. Camminatori e Natanti, il solido e il liquido. Ora, ognuno ha le proprie armi e noi ci tramandiamo le nostre. Per essere precisi questo passaggio avviene al momento della nostra morte. Molti poteri sono andati perduti, a meno che l’uomo che ne era in possesso fosse riuscito a passarli ad un altro essere vivente… o a più d’uno. Capite adesso?≫ concluse Kmor sporgendosi in avanti.

Dion stava sudando vistosamente, mentre il volto barbuto di Turi era un grande punto interrogativo; Poi pian piano i suoi occhi si allargarono in una espressione stupita ≪No! Non dirmi che… Coda Fina! Era vicino e quello l’ha tocca…≫ una gomitata ben assesta da Dion gli fece perdere la parola.

≪Taci idiota, parla di noi≫ gli sussurrò il poeta.

Kmor puntò gli occhi gelidi su Turi, e prima che se ne rendesse conto aveva già aggirato il tavolo stringendogli le mani attorno al collo ≪non so se tu sia un’idiota vero ma non mi piacciano i buffoni, non in casa mia!≫ Gli disse con calma mentre l’altro era già paonazzo e con gli occhi strabuzzati.

Zaira fece un passo avanti ≪in ogni caso Alveo ha fatto la sua scelta, che sia stato disperato o no, questi due sono i nuovi allievi e vanno istruiti.≫ disse con fermezza.

Kmor lasciò la presa su Turi che si afflosciò sullo scranno, poi prese un respiro e si ravviò una ciocca bianca e ribelle ≪quello che dici è vero, spero che si facciano ammazzare velocemente e che passino il sapere ad altri. E ora portateli via, Sailo occupatene tu≫.

Dion vide se stesso alzarsi e inveire contro Kmor, dopotutto Alveo aveva scelto per loro, senza nessuna via d’uscita. Ma non fece niente di tutto ciò, non che non fosse coraggioso pensò tra sé, ma quell’uomo era grosso e lui aveva solo le sue parole come arma. Quindi si alzò di buon grado e trascinandosi dietro un perplesso Turi, uscì dalla stanza seguito da Sailo e Zaira.

Seguirono il lungo corridoio in silenzio, soppesando mentalmente ognuno le proprie riflessioni. Sembrava quasi di sentire gli ingranaggi nella testa di Turi che cercavano incastri impossibili.

Scesero una serie infinita di gradini scavati nella terra, sempre più in basso fin quando una luce tenue annunciò la Sala che Sailo definì la Conca. La semi-circolarità della parete era illuminata da un’altra enorme vetrata che ne seguiva il perimetro, al di sotto il mare era sempre più vicino, sempre più sconfinato. Dion e Turi con il naso all’insù osservavano il centro della sala, dove un grande masso allungato che ricordava la forma di un pesce, era sospeso nel niente. Turi si grattò la barba girando in torno al gigantesco obelisco orizzontale, cercando sostegni inesistenti.

≪Non troverai niente.≫ intervenne Zaira senza ulteriori spiegazioni. In sottofondo il canto del mare che s’infrangeva sul petto possente del faraglione, suonava come coro di voci lontane.

≪La sala della Conca è il nostro luogo sacro, dove la pietra vive sospesa tra mare e terra. Imparerete a sentirla, ma prima ci sono tante cose che dovrete apprendere. Suona Sailo, così che anche gli altri possano raggiungerci≫ disse voltandosi verso l’uomo che attendeva di fianco all’ingresso. In un angolo della sala, un grande tamburo scuro attendeva il suo percussore. Quando Sailo lo batté emise un lamento vibrante che rimase a echeggiare nell’aria.

≪Ma c’hai capito qualcosa tu? Io voglio uscire da qui e tornare su per li sentieri de’ porci. Mica mi piace tutta sta storia≫ disse Turi accostandosi a Dion che era perso a rimirare Zaira.

≪Con la tua arguzia dovrebbe esserti tutto chiaro, mi stupisco di te≫ lo canzonò il poeta, mentre Turi rimase interdetto, insicuro che l’altro insinuasse il contrario di quello che aveva appena detto.

≪Non si torna in dietro, se non in posizione orizzontale. Chi entra nel Rostro ci rimane e diventa un Camminatore, perché se siete qua avete con voi qualcosa di nuovo, di diverso. È nostro compito scoprirlo, affinché possiate difendere Levii-Hatan e un giorno, tramandare il Sapere.≫ disse Zaira osservando ora l’uno ora l’altro. Dion non aveva capito una parola, perso com’era a far scivolare gli occhi sullo scollo profondo e sulla sua vita sottile evidenziata dal drappeggio della veste color sabbia.

≪Ascoltami babbeo! Questo gioco è già diventato noioso, io sono la tua nuova Magistrae quindi levati quello sguardo melenso dalla faccia o troverò il modo di levartelo io!≫ disse alterata guardando Dion che sembrava riprendersi.

“Però come suonava bene la parola babbeo detta da quella bocca adorabile”, pensò cercando di dissimulare il suo interesse.

≪Io so proteggere li porci, a parte Coda Fina che fa sempre co’ la su capoccia, ma di Levii-Hatan mica so niente≫ disse accorato Turi, quando una voce alle loro spalle li interruppe.

≪Gli umani non sono molto diversi dai porci, guarda te per esempio≫ un uomo longilineo come un fuso e con un incarnato latteo, fece il suo ingresso nella stanza. Vestiva con abiti attillati che cangiavano da sfumature perlescenti al blu del mare d’inverno; i suoi occhi erano pioggia e i capelli lunghi e grigi, si muovevano leggermente, come sott’acqua. Quando avanzò nella sala gli occhi di Turi e Dion furono come rapiti dal suo passo ondeggiante e fluido.

≪Vöolis benvenuto. Avrai capito che questi sono i nuovi accoliti, dovremo sudare per cavarne qualcosa di buono≫ disse Zaira facendosi di lato.

≪Io non sudo≫ rispose Vöolis squadrandoli, e mettendosi di fianco alla donna la salutò con un cenno del capo.

≪Ecco che arriva anche Tireo, benvenuto Magistro≫ la donna sorrise mostrando i denti perfetti ad un uomo giovane dall’aria assonnata. Tireo fece a sua volta un sorrisetto divertito e si andò ad accostare agli alti.

≪Siamo tutti, manca naturalmente Kmor che avete già incontrato. Noi siamo i quattro Magistri dei Camminatori ed il Rostro è la sede di tutto il Credo.

Vöolis vi seguirà nella classe di Aquaria, è un ex Natante, o meglio è ancora un Natante, ma si è convertito verso lidi più… solidi.

Tireo terrà la classe di Radici, imparerete molto da quest’uomo se sarete in grado di sentire.

Kmor vi seguirà in Neracciaio per farvi trovare il vostro Segreto e tramandare l’arte del combattimento.

E infine ci sono io, tenterò di insegnarvi la Portanza, e il Dio solo sa quanto ne avete bisogno.≫ la donna si voltò di lato ≪Sailo è nostro asso nella manica, di qualsiasi cosa abbiate bisogno potete chiedere a lui≫ l’uomo emise un grugnito e annuì.

≪Bhe io ‘na cosa ce la dovrei già chiedere, ma dove li fate li bisogni in questo Rostro?≫ disse Turi saltellando a disagio. Tireo scoppiò a ridere rovesciando la testa all’indietro e Turi gli fece eco ragliando ≪non ridere che mi fai peggio!≫ Turi continuò a saltellare fin quando Sailo lo raggiunse.

≪Portali nelle loro stanze, tra poco verrà servito il pasto serale.≫ Zaira sbuffò infastidita e si allontanò sfiorando appena con le dita la grande pietra sospesa, e l’aria sembrò vibrare del suono lontano della tempesta.


Serie: Levii-Hatan
  • Episodio 1: Porci e poesie 
  • Episodio 2: A sud-ovest di Kētos
  • Episodio 3: I Magistri
  • Episodio 4: Aquaria 
  • Episodio 5: Radici
  • Episodio 6: Portanza
  • Episodio 7: Neracciaio
  • Episodio 8: Fuga
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    Responses

    1. Ciao Virginia, adoro i personaggi imperfetti e improbabili. Sono i migliori anche se difficili da gestire: veri eroi che superano le avversità rimanendo se stessi. Perchè spero in questo, Turi e Dion sono bellissimi così!

      1. Cercherò di preservarli allora, anche se al Rostro tra risate e sberleffi, non si scherza (vallo a spiegare a quei due!)
        Grazie

    2. Ciao Virginia,
      bel brano, finalmente inizia a svelarsi la trama, inizia l’addestramento in quella che sembra una vera e propria scuola di magia.
      Turi è un personaggio veramente azzeccato, amo il suo sguardo disincantato e la sua attenzione ai problemi seri come i porci e i bisogni fisiologici, speriamo che il soggiorno al Rostro non lo cambi troppo.
      Al prossimo episodio

      1. Grazie Alessandro , giustissima la lettura di Turi, certo non lo snaturerò troppo prometto anche se le lezione lo metteranno a dura prova😉
        Grazie di avermi letto a presto

    3. Cavolo! Sono proprio curioso di sapere che genere di “guerrieri” ne usciranno fuori. Intanto durante l’allenamento, chi baderà ai porci? Ahahahahaha Speriamo che qualcuno si prenda cura di quei poveri animali.

      1. Il tuo pensiero ai porci è più che legittimo e io sono sempre dalla parte degli animali! Vedrai che tra innumerevoli peripezie qualcosa verrà fuori anche dai più sgangherati avventurieri. Grazie del commento

    4. Leggendo il primo episodio non riuscivo a captare bene la situazione. Arrivando qui, invece, posso dire che la trovata del primo racconto (ovvero quella di descrivere i fatti secondo i due punti di vista differenti) mi è piaciuta particolarmente.
      Poi, questa accoppiata così stramba mi fa sempre ridere, chissà cosa ci riserverà in futuro.
      Complimenti e al prossimo episodio. 😊

      1. Ciao Debora! Grazie per questo commento positivo. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato il primo episodio con punti di vista differenti (molto😁). Capiterà di tutto te lo prometto 😉. A presto e grazie