I – Patra il Valoroso

Serie: La Leggenda del Gatto Mannaro - La Bella e la Bestia

Appena entrato nella taverna Alo avvertì odore di guai. Si era allontanato giusto il tempo per svuotare la vescica e fare un giro di perlustrazione. Non aveva mai avuto occasione di fermarsi in quella piccola cittadina del nord e non amava trovarsi impreparato: aveva visitato ogni vicolo nei dintorni, memorizzando le possibili vie di fuga.

Dopo due giorni di viaggio aveva deciso di pernottare in una locanda, sperando che Patra chiudesse occhio e lo lasciasse in pace per una notte. Il bosco lo sovreccitava, qualsiasi rumore lo faceva sedere dritto come un fuso, con le orecchie alte come quello di un gatto. Volpi, lupi, tassi, procioni, ogni creatura dell’universo sembrava essere attratta dalla presenza del mago. Era irritante osservarlo mentre, in una controllata regressione, si metteva a quattro zampe per “conversare” con gli animali della foresta. Alo era certo che quella capacità prima o poi gli avrebbe fatto comodo, ma era pronto a strozzarlo pur di riposare per qualche momento.

Una volta giunti alla Locanda dell’Orso Nero, l’elfo lo aveva pregato di mantenere un basso profilo. Ed eccolo lì, naturalmente, a fare lo smargiasso. Patra era chinato davanti al bancone, con un gomito poggiato sul ripiano, e rideva a pieni polmoni in compagnia di altri avventori. Il piglio esotico del ragazzo aveva attratto un paio di cameriere, che ridacchiavano con civetteria; non senza cattiveria, Alo si ritrovò a pensare che le poveracce non avevano alcuna possibilità di incantarlo con le loro grazie. Il mago era un giovane dal fascino schietto, possedeva un bel viso dai lineamenti volubili ed occhi verdi allegri; portava i capelli neri lunghi fino al collo, in una zazzera disordinata che lo faceva sembrare più giovane dei suoi venticinque anni.

Le donne non erano le sole ad essersi avvicinate, altri clienti si erano riuniti attorno a Patra facendo capannello. Alo si tenne discosto, sedendo ad un tavolo appartato in fondo al locale. Di lì la visuale era ottima e grazie al suo udito fine riusciva a cogliere ogni sussurro. Non ritenne di doversi preoccupare: dei quattro uomini due erano contadini che avevano alzato il gomito, uno un anziano mercante che cercava ristoro per la notte e l’ultimo un ragazzotto muscoloso che si era avventurato all’osteria per provare d’essere diventato uomo. Puntava una delle ragazze, probabilmente non era il battesimo all’alcol quello ad interessargli, ma lei aveva occhi solo per lo straniero. Fortunatamente, il paesano non sembrava geloso ma solo depresso.

Patra gesticolava entusiasta, preso nel narrare avventure inventate di sana pianta. Ad un certo punto, afferrò il bastone del mercante fingendo di tirare di scherma e schivare gli assalti di un invisibile nemico. Ad Alo parve una tarantola azzoppata, ma si ripromise di tenere per sé quel pensiero.

«Messer Gatto, avete mai incontrato un goblin lussurioso?»

L’elfo, dal suo angolo, sollevò lo sguardo sul ragazzotto che aveva appena parlato: poteva mai domanda essere tanto idiota? Il giovanotto aveva urgente bisogno di ristoro, era tentato di consigliargli di far visita al postribolo più vicino senza perdere il suo tempo con la biondina al bancone. La fanciulla non lo degnava di uno sguardo, se non per guardarlo con sufficienza.

Notò con divertimento che Patra si era zittito ed aveva preso a sudare freddo.

«Oh… sì. Ricordo che il siniscalco di un villaggio ha chiesto il mio aiuto a questo proposito. La figlia era stata rapita da un gruppo di goblin che l’avevano portata nella loro tana per profittare di lei.»

«Cosa le è accaduto? Quando siete giunto la stavano violando? Siete riuscito a salvarla?» La biondina si sporse, interessata, mettendo in mostra una generosa porzione del seno strabordante dalla scollatura.

Dopo qualche attimo di smarrimento il mago riacquistò contegno. «Brutta, brutta faccenda…» scosse il capo pensieroso e sospirò ad effetto. «Era tardi per la poveretta, quando sono entrato nella tana se l’erano già mangiata. Fanno così, sapete? Una volta saziata la lussuria, si cibano della carne delle loro vittime.» Alzò nuovamente il bastone, agitandolo davanti a sé. «Non potevo che uccidere i maledetti. Ero circondato, ma grazie alla mia daga ne sono uscito vincitore: bisogna colpirli al basso ventre, piantare per bene la lama e risalire fino al petto in un taglio netto. Le loro budella puzzano più del vomito di un troll ubriaco, ma è l’unico modo per abbatterli in fretta.

Naturalmente ho mozzato loro la lingua. Una volta essiccata, mescolata alla bava delle lumache giganti della foresta di Jalik e altri ingredienti, può essere utilizzata per preparare una fantastica crema antirughe.»

Patra si accorse che quella breve digressione aveva confuso il suo pubblico, così fece un bel sorrisone. Restituì il bastone al mercante ed afferrò il boccale di birra posato sul bancone bevendolo tutto di un fiato. Si diede un’occhiata attorno e quando scorse Alo comprese di avere una scusa per battere in ritirata.

«Vogliate scusarmi. Viaggio in compagnia del mio anziano padre, gli ho promesso di condurlo al villaggio natio per quella che forse è l’ultima visita.»

Tutti si rivolsero nella direzione in cui era puntato il suo sguardo e l’elfo si ripromise di dargli un calcio sui genitali non appena soli. Coperto da capo a piedi dal mantello, l’assassino non dava mostra del suo aspetto.

«Ha sempre freddo. Ha compiuto da poco ottanta inverni, si regge malapena in piedi. Vado a tenergli compagnia fino a quando la camera non sarà pronta. Berta, mia cara, potresti portarci del vino speziato caldo?»

Oltre a quello ai genitali, l’elfo gli avrebbe assestato un calcio nel didietro.

La cameriera bionda squittì felice, provvedendo subito a riempire due scodelle con il contenuto di un calderone alle sue spalle.

«Accomodatevi al tavolo, Messer Gatto. Vi servirò subito.»

Patra lasciò il bancone seguito dai sospiri delle ragazze. Ormai era diventato il loro campione, forte e sensibile come un eroe delle favole.

Alo attese che sedesse, quindi avvicinò il volto al suo quanto bastava per guardarlo negli occhi. Patra strinse i suoi in due fessure, nel tentativo di vincere le ombre che ammantavano il viso coperto dell’elfo.

«Messer Gatto?»

Il mago annuì entusiasta. «In tutte le missioni che si rispettino gli eroi agiscono sotto copertura. Sono un mercenario che accompagna il padre anziano per proteggerlo dai briganti. L’ho ripetuto un paio di volte, non ti daranno fastidio.»

«Messer Gatto?» Alo volle ripetere quell’interrogativo con maggior enfasi, attendendo una spiegazione.

Patra raddrizzò le spalle, fiero. «Gatto Mannaro. Insomma, mercenari e assassini hanno tutti quei nomignoli carini. Senza Naso, Uccello Mendace, Tuono Ruggente.»

L’arrivo di Berta interruppe l’allegro elenco che, di sicuro, sarebbe continuato fino a notte fonda. L’elfo attese che si fosse allontanata prima di aprir bocca.

«Uccello Mendace?»

Il ragazzo scosse il capo, sconsolato. «Lascia stare; brutta, brutta storia.»

«Come quella del goblin lussurioso? Sono felice che non ti abbia divorato.»

Patra sbuffò, rivolgendogli un’occhiata di traverso. «La verità è che ti sei offeso perché ti ho chiamato “vecchio”. Su quello non ho mentito, se tu fossi umano potresti essere mio nonno. Dovevo pur giustificare tutta la roba che porti addosso.»

Alo rise suo malgrado.

«Allora, chiacchierone, porti notizie del luogo?»

Il mago annuì. «Berta mi ha riferito che in una città poco lontana vive un’orchessa. Ha incantato il re in modo da camuffare il suo aspetto e lui la crede una donna bellissima. Non si chiede dove finiscano i bambini che scompaiono dal villaggio e fa giustiziare chiunque abbia l’ardine di insultare la consorte. Hanno tutti paura, dicono che sia bruttissima e feroce.»

«Una magia, quindi, adombra gli occhi del re.»

«Esatto. I sudditi non hanno questa fortuna, devono sopportare la vista dell’orchessa fingendo di apprezzarla e amarla. Accettano di farlo perché, a quanto pare, ha promesso ai cortigiani che non avrebbe toccato i loro figli.»

«Una situazione spiacevole.»

L’arrivo dell’altra cameriera interruppe il suo ragionare. La ragazza, una brunetta snella e dal sorriso genuino, porse a Patra una chiave.

«Messer Gatto, la vostra camera è pronta. Me ne sono occupata personalmente, spero sia di vostro gradimento e che vostro padre possa riposare. Il materasso nel letto accanto alla finestra è il migliore della locanda, di solito riserviamo quella stanza agli ospiti di riguardo.»

«Ti ringrazio Hanna.» Il mago afferrò la chiave sfiorandole per un attimo la mano e la ragazza si ritrasse imbarazzata. Colta da un ripensamento, si rivolse a quello che credeva un uomo anziano.

«Perdonate la scortesia, mio Signore. Avete gradito il vino caldo? È una ricetta di famiglia, tramandata di madre in figlia: molti lo ritengono un toccasana per le ossa stanche.»

«Era ottimo, ti ringrazio» da sotto il mantello la voce giunse roca.

«Figliolo, è tempo di andare a riposare. Il viaggio che ci attende è ancora lungo.»

La ragazza raccolse le scodelle vuote in fretta, accomiatandosi con un inchino.

Patra si alzò, incerto su cosa fare. «Devo porgerti il braccio?»

«Solo se vuoi che ti spezzi tutte le ossa dalla spalla in giù.»

«Ti faccio strada.»

Serie: La Leggenda del Gatto Mannaro - La Bella e la Bestia
  • Episodio 1: I – Patra il Valoroso
  • Episodio 2: II – Una Visita Inattesa
  • Episodio 3: III – La Principessa Leggiadra
  • Episodio 4: IV – L’Orca Regina
  • Episodio 5: V – La Leggenda del Gatto Mannaro
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Umoristico / Grottesco

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    Discussioni

      1. Ciao Kenji, grazie 😀
        Questa volta ho voluto tentare anch’io qualcosa di nuovo, con questa serie comica

    1. Ciao Micol, nel breve tempo che ho letto questa primo episodio, sono stato catapultato subito nella taverna senza nemmeno capire come. Quando la scrittura fluisce come lo scorrere di un fiume, nemmeno ci si accorge di aver oltrepassato la soglia, al di la della quale, si entra in una dimensione parallela da cui si fa fatica a uscire. Davvero brava.
      Ps: io mi sono, per indole, immedesimato nell’elfo, e tu sai che di elfi me ne intendo. 🙂
      Un abbraccio.

      1. Ciao Claudio, con questa mini serie ho voluto giocare un po’. Sono contenta che ti sia piaciuta 😀
        Quanto agli elfi, questo si sta praticamente impossessando di metà del mio cervello. Se sei curioso di saperne di più, le sue gesta sono narrate nella serie “La Bella e la Bestia” ;D

    2. Ciao Micol 🙂 Adoro quest’inizio tutto penombra e bisbigli. Patra è già il mio preferito con il suo fascino e la sua sfacciataggine, non vedo l’ora di sapere di più su di lui! Lettura scorrevole, divertente e intrigante. Proseguo subito!

      1. Ciao Erica, grazie! 😀
        Con questa serie mi ero prefissa di divertire, sono felice di essere riuscita a mantenere il mio intento. Patra è una vera “diva”, se ti va di leggere il racconto che lo introduce nel mondo di Alo il titolo è “Il Mago” 😀

    3. Che dire, aspettavo questo episodio da quando me ne avevi parlato 🙂
      E non son rimasto deluso! E’ davvero sorprendente come tu ti muova con maestria in mondi differenti. Dal fantasy di Alo, al futuro distopico del Branco, al mondo alternativo di Lenore, Diana ed Akira.. tutte ambientazioni solide e credibili.
      Come avrai visto dai commenti, in questo ci son proprio entrato, ero nella locanda ad origliare i discorsi di Patra e sbirciare le reazioni non proprio soddisfatte di Alo… Per essere una serie “intermezzo”, parte benissimo. 🙂 e spero di poterla seguire a lungo!!

      1. Ciao Sergio, spero di non aver deluso le tue aspettative 😀
        Nasco dalla fantasy classica e con Alo mi ci sono rituffata felicemente. Le storie che lo vedono come protagonista sono spesso cupe, per questo mi piace metterlo in delle situazioni diverse in grado di far nascere un sorriso. Non so quanto ci azzeccherà al momento di riunirle tutte in un libro dedicato a lui (ci sto lavorando…), ma mi piace così 😀

      2. Guarda, secondo me sarebbero degli ottimi interemezzi anche in una raccolta di racconti “Alocentrica”. Ti dirò di più: se penso al primo libro della saga di Geralt che ho letto, che era appunto una raccolta di racconti, uno degli aspetti che mi hanno conquistato è stato prorprio l’alternanza di episodi epici e drammatici con altri decisamente più leggeri.
        Gusto personale, per carità, ma è un po’ come il sorbetto tra due serie di portate più “impegnative”, ti rinfresca il palato e ti prepara al seguito. Quindi, perchè no? 🙂

    4. “È una ricetta di famiglia, tramandata di madre in figlia: molti lo ritengono un toccasana per le ossa stanche.»”
      la ricetta la metto in coda, assieme a quella dei pasticcini allo zenzero e pistacchio! ?

    5. “Naturalmente ho mozzato loro la lingua. Una volta essiccata, mescolata alla bava delle lumache giganti della foresta di Jalik e altri ingredienti, può essere utilizzata per preparare una fantastica crema antirughe.»”
      ecco, adoro questi intermezzi. E’ vero, apparentemente non aggiungono nulla alla trama. Ma sono dei tocchi di classe per arricchire un personaggio e renderlo più vivo.

      1. Anche a me piace inserire qualcosa per alleggerire il clima, e Patra è decisamente nato Diva

      1. Come ho detto poco più giù nei commenti, se mi mettessi nella stessa situazione il risultato sarebbe quello

    6. Ciao Micol! Bel racconto, questa serie promette davvero bene 🙂 Come già hanno osservato altri, ho trovato particolarmente efficace l’alchimia tra i due personaggi. Aspetto i prossimi episodi 😉

      1. Ciao Raffaele, che bello trovarti qui! 😀
        Sono contenta che Patra e Alo siano riusciti a divertirti. Non ci sarà molto da aspettare per il prossimo episodio, tranne imprevisti lo pubblicherò domani 😉

    7. Ah Alo ha trovato il suo Ranuncolo, Petra è veramente un bel personaggio, divertente e simpatico in grado suscitare ben più di una risata. L’alchimia con Alo è perfetta, è proprio il caso di dirlo

      1. Ciao Ale, in realtà Patra non sa cantare 😀
        Mi sono divertita a scrivere questa miniserie e sdrammatizzare la figura di Alo mi ha dato modo di conoscerlo sotto un aspetto differente. Questo non significa che nella prossima storia dedicata solo a lui non correrà un fiume di sangue…

      1. Mi piacerebbe provarla, ma Patra è gelosissimo delle sue ricette

    8. Oh, ma che avete tutti contro goblin, troll e orchi??
      Questo primo episodio mi è piaciuto: veloce, divertente, si legge in un baleno. Alo pg top.?

      1. Ciao Dario. Alo Ama i Troll! (non in senso biblico, come sai il suo harem è ben fornito). Questa cosa del goblin lussurioso è balzata fuori da una specie di fastidio personale, in molti degli anime che ho visto negli ultimi tempi che ne sono a bizzeffe. Ma perchè mai? E’ una cosa che non riesco a capire…

    9. Ciao Micol. Il primo episodio di questa serie mi ha preso notevolmente. Patra è un personaggio che sa essere da una parte odioso (povero Alo) e dall’altra spassoso. Mi ha fatto ridere un sacco, soprattutto quando ha parlato di Alo e il suo “anziano padre”. Mitico! 🙂 L’avventura sembra essersi già delineata, ma credo ancora solo in parte. Sono sicuro ci riserverai delle sorprese. Al prossimo episodio. 🙂

      1. Ciao Giuseppe, ho visto dai commenti che Patra effettivamente piace 😀
        Dopo aver terminato la miniserie, vorrei scrivere un’altra storia su di lui spiegando come ha conosciuto Alo: giusto per chiudere il cerchio che comprende l’episodio Il Mago della serie principale.
        Quanto al Gatto Mannaro, farà parlare di sè 😀

      1. Le mie belve non sono così educate, mi assalgono non appena mi vedono con i croccantini in mano ;D

    10. “Tutti si rivolsero nella direzione in cui era puntato il suo sguardo e l’elfo si ripromise di dargli un calcio sui genitali non appena soli.”
      ? ? Povero Alo!

      1. Mi sono immaginata nella scena, mi muoverei esattamente come Patra! 😀