I – Riunione di Famiglia

Serie: La Triste Storia di Uccello Mendace - La Bella e la Bestia


Patra accolse l’inattesa visita di Alo con autentica gioia; notò che l’elfo aveva portato con sé il bagaglio e si affrettò a fargli spazio per lasciarlo passare attraverso la porta che introduceva all’abitazione. Negli ultimi mesi l’assassino era solito mettere piede nella sua bottega solo per acquistare intrugli e rivolgergli un saluto veloce; era felice di poter trascorrere con lui l’intera serata.

Si affrettò a recuperare qualcosa di commestibile dalla dispensa, intenzionato a preparare un pasto decente: quando lo aveva invitato ad andare alla taverna, l’elfo aveva declinato l’offerta dicendogli di dover conferire con lui. Quel termine, “conferire”, aveva messo Patra in allarme.

Alo era salito al piano superiore per rinfrescarsi e togliere gli abiti da viaggio. Al momento di acquistare la casa il Mago si era assicurato che avesse due stanze da letto, riservandone una al suo padrino; non vi metteva piede se non per spolverare e cambiare le lenzuola perché fossero sempre fresche di bucato.

Dopo aver setacciato gli scaffali, dove ingredienti magici si mescolavano a spezie e poco cibo, afferrò una pagnotta fresca di giornata. La tenne in mano per qualche tempo, chiedendosi con cosa accompagnarla. Aveva adocchiato un paio di patate e tre carote, ma preparare una minestra era improponibile: era certo che Alo fosse affamato e non avrebbe gradito attendere.

«Il pane va bene, lo accompagneremo con lo stufato di montone. Sono passato al Cinghiale Ubriaco e ho chiesto al locandiere di mandare qui uno dei figli; ne porterà in abbondanza.»

Patra sorrise. «Sei sempre previdente.»

Non amava cucinare, preferiva consumare i suoi pasti in una delle tante taverne della cittadina. Grazie agli introiti della sua piccola bottega poteva permettersi una vita agiata e non vedeva nulla di male nello spendere parte del suo denaro in quel modo. La sua era una professione solitaria, lo rallegrava uscire per trascorrere qualche ora in compagnia. Osti e locandieri lo avevano preso in simpatia e non mancavano di preparare pietanze di suo gusto.

Il Mago posò la pagnotta sopra il tavolo, raggiungendo la madia per prendere piatti e boccali. Per fortuna aveva messo da parte una bottiglia di vino amaranto, donatagli da un occasionale compagno. Si erano ripromessi di berlo assieme all’incontro successivo, ma tanto valeva stapparla subito. Patra dubitava di rivedere l’aitante fabbro, non dopo aver avuto notizia della gravidanza della moglie.

Dopo aver preparato il desco, recuperò il prezioso liquido scuro da una delle ante della dispensa e lo posò sul desco.

La campanella a vento posta all’entrata della bottega tintinnò allegramente.

«Deve essere arrivato Riko. Vado io, intanto accomodati a tavola.»

Alo annuì, prendendo posto con le spalle rivolte al focolare. Era piacevole godere del suo tepore, il viaggio fino a Laysa non era stato del tutto confortevole. Nella marca occidentale pioveva da un paio di settimane, incessantemente, tanto da far temere per i villaggi vicini al fiume Kadron. I suoi argini ancora tenevano, ma diversi siniscalchi avevano già approntato le vie di fuga verso la città.

Fortunatamente Laysa non correva pericolo: si ergeva in una posizione sopraelevata, un piccolo colle da cui era possibile osservare l’intera pianura circostante. Caratteristica che nell’antichità aveva attratto in quel luogo briganti e predoni: ne avevano fatto la loro roccaforte. Nel corso dei secoli la comunità era cresciuta e si era stanziata lì definitivamente; le famiglie nomadi avevano costruito alloggi in pietra, innescando il processo di civilizzazione. I discendenti dei primi abitanti erano orgogliosi dei loro natali, tanto che nemmeno a quel tempo prestavano troppa attenzione alla legittimità degli affari conclusi dai mercanti. Omicidi ed atti violenti erano perseguiti al pari di ogni marca, ma la ricettazione era alla base della fiorente economia cittadina.

Patra fece ritorno in fretta, tenendo fra le mani una pentola in coccio; quasi inciampò sulla bestiola che aveva approfittato dell’apertura della porta per intrufolarsi in casa.

«Principessa!»

La gatta fulva gli si era fatta contro, strusciandosi contro le sue gambe; il mago rise, allontanandola.

«Comportati bene e metterò da parte qualche bocconcino.»

Il giovane raggiunse il tavolo e posò la casseruola. Si accomodò mentre Alo sollevava il coperchio, lasciando spandere l’aroma dello stufato; forte, speziato, accompagnato da patate e annegato nella salsa di cottura. Mentre l’elfo riempiva i piatti, Patra tagliò la forma di pane in fette spesse, adatte ad assorbire l’intingolo: una vera leccornia. Stappò la bottiglia e servì per primo il padrino.

Non appena Patra posò il vino la micia si arrampicò sulla sedia, acciambellandosi sulle sue gambe.

«Conosci l’educazione. Fai la brava e avrai un premio.»

La gatta posò il capino sulle zampe anteriori, chiudendo gli occhi verdi.

Una volta certo che gli avrebbe obbedito, il mago sollevò il calice in direzione dell’elfo. «Questa felice riunione merita un brindisi! Cosa ti porta a Laysa con questo tempaccio?»

Alo non fece cenno di voler sollevare il bicchiere. «Te lo spiegherò con calma. Per ora concentriamoci sul cibo, prima che si raffreddi.»

Principessa sollevò il muso per qualche istante, rivolgendo uno sguardo attento all’elfo. Sembrò intuire che il suo padrone avrebbe ricevuto notizie spiacevoli e dopo essersi riaccomodata iniziò a fare le fusa. Quasi a volerlo rassicurare con la sua presenza e fornirgli appoggio.

Patra trattenne la curiosità; sapeva che l’assassino non avrebbe proferito parola se sollecitato. La gatta gli aveva trasmesso la sua iniziale inquietudine e, all’improvviso, lo stufato non gli parve più tanto saporito. L’appetito, per fortuna, non gli fece difetto. Entrambi erano buone forchette: terminarono il pasto in poco tempo, accompagnandolo con mezza bottiglia di vino.

Una volta sazio Alo poggiò i gomiti sul tavolo, strizzando gli occhi per fissarli su quelli del mago.

«Quello a portarmi a Laysa è un mandato. Normalmente non mi occupo di facezie, ma temevo che altri accettassero l’ingaggio. Anche se il compenso è di pochi spiccioli, il mondo è pieno di disperati che svolgono la mia professione: i più giovani accettano incarichi come questo per accumulare esperienza.»

Patra annuì, interessato.

«È stata Corianna a mettermi sull’avviso. Ho incontrato il mandante, ascoltato la sua triste storia; la sentenza di morte è ben più che meritata.»

«Conosco la persona che stai cercando? Posso esserti utile?»

Le labbra di Alo si piegarono in un sorriso freddo. «Raccontarmi la “brutta” storia di Uccello Mendace. Sei tu, l’uomo che devo uccidere.» 

Serie: La Triste Storia di Uccello Mendace - La Bella e la Bestia


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Umoristico / Grottesco

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Discussioni

  1. Con questa serie scopro un altro personaggio del tuo universo ossia Potra insieme all’immancabile Alo. Per come finisce sono curioso dei prossimi sviluppi.

    1. Ciao Raffaele 😀
      Sì, Patra è ufficialmente entrato nell’universo dei miei personaggi. Mi ci sono affezionata, dopo La Leggenda del Gatto Mannaro ho voluto dargli altro spazio. Ciò non toglie che Alo farà ritorno nella sua veste cupa ;D

    1. Ciao Kenji, sono felice che ti piaccia! L’intenzione era quella di farne una miniserie, ma come al solito mi ha preso la mano 😀

  2. Non vedevo l’ora di leggere la vicenda di Uccello Mendace, ma mi hai proprio spiazzato. Mi aspettavo qualcosa di più leggero, una qualche avventura di Patra. E invece siamo in piena zona Alo, qua la vicenda è seria, più del previsto! ahia.

  3. ” lasciando spandere l’aroma dello stufato; forte, speziato, accompagnato da patate e annegato nella salsa di cottura. “
    sai che si dovrebbe fare un libro di ricette con le prelibatezze che si mangiano nei racconti Alo?! 🙂

    1. Sono una capra in cucina, magari possiamo scrivere un ricettario in gruppo, il prossimo Natale, e vedere come va 😀

  4. Uuuuui super colpo di scena, hai orchestrato bene io finale mostrando la riconoscenza che Patra ha per il suo Padrino e piloti Zac, bomba finale.
    Sono curiosissimo di vedere cosa accadrà, la Bestia non può certo disonorare un mandato. Bravissima Micol ottimo inizio

    1. Ciao Alessandro 😀 Mah, staremo a vedere. Con Alo, ma soprattutto con Patra, non c’è mai nulla di certo!