Identici

Serie: LEVII-HATAN -seconda stagione-

Dion mise la testa fuori dal buco e il vento vorticò facendo danzare il suo ciuffo come la cresta d’un gallo.

Cupole di nubi evanescenti ricoprivano le cime delle montagne più altre, ai loro piedi solida e inaspettata, una casa di legno si confondeva con le rocce sparse.

≪L’ho vista! Un miraggio, una promessa di calore e accoglienza! Grande Tartaros, siamo vicini!≫ esultò Dion sputacchiando i fiocchi di neve da cui veniva investito. Turi e Meloria, rannicchiati l’uno sull’altro, si svegliarono di soprassalto sbattendo le teste insieme, immediatamente imbarazzati per la loro vicinanza. Meloria senza troppa cortesia si arrampicò sul corpo di Dion sbucando in mezzo a quel mondo incolore. Il vento ghermiva le cime innevate, trascinando nelle sue giravolte i fiocchi gelati che si aggrappavano alla barba di Dion.

Si strinsero nelle cappe di lana che come una mano santa, avevano rinvenuto nelle borse, insieme al cibo da viaggio, una cote, qualche soldo e delle borracce vuote.

Le tre figure ammantate arrancarono verso la casa di legno, con gli occhi stretti e il corpo dolorante. Nonostante il freddo pungente e le ripetute proteste da parte dei compagni, Dion continuò a cantare con voce tenorile un’aria del melodramma “donna fugace” la sua preferita.

≪Siam giuntiiii!≫ solfeggiò allegro in prossimità della loro meta. Meloria lo ammonì con occhi dardeggianti e si avvicinò di soppiatto ad una delle finestre chiusa da robuste imposte. Nessun rumore giungeva all’esterno. Fece cenno a Turi di girare sul retro, che con fare guardingo sparì dalla vista svoltando l’angolo della facciata. Una volta solo non seppe bene cosa fare, quindi imitò il gesto di Meloria accostando l’orecchio alla parete gelida dell’abitazione. Ristette in ascolto con il solo risultato di infradiciarsi ancor di più la faccia arrossata. Stava per desistere quando qualcosa lo pungolò ad un fianco.

≪Spie. E per giunta maldestre. Cosa siete a fare una scampagnata?≫ una voce poco rassicurante anticipò un ulteriore movimento lento ma perentorio della lama che si trovava ora sul collo scoperto di Turi. Si voltò lentamente vedendo il proprietario di lama e voce: una figura robusta ricoperta da pellicce scure con una spada lunga quasi quanto lui.

Turi alzò le mani con cautela cercando nella sua testa la risposta giusta ≪…si cerca un certo Raddic… per portarlo nel cerchio, c’è la mi’ amica là che lo sa come…≫ s’interruppe bruscamente con il fosco pensiero di aver tradito gli amici, qualora l’energumeno non ne avesse già intuito la presenza. L’uomo lo squadrò spostando il peso da una gamba all’altra ≪interessante…≫ disse senza abbassare la lama ≪se dici il vero, vorrei sentire la parola segreta≫.

Dion s’accigliò distratto dal quel braccio d’acciaio che lo minacciava da vicino ≪…ma… io mica la so…≫ disse in fine.

≪Interessante≫ proseguì l’altro ≪ma di sicuro saprai i nomi dei Magistri.≫ disse squadrandolo da capo a piedi.

Turi rimase un attimo interdetto, quei nomi fino a poco prima così familiari si nascondevano ora in qualche anfratto recondito della memoria. D’un tratto il suo viso s’illuminò ≪Tireo! Che è quello sciroccato, Zaira che è quella che al mio amico gli fa perdere la testa e le braghe… poi c’è Voölis faccia di pesce e Kmor faccia di… ‘nzomma lui.≫ concluse fiero di se stesso. L’uomo rimase impassibile, l’espressione congelata come il paesaggio introno. Poi un sorriso si allargò sciogliendo i lineamenti tesi, e mentre l’arma si abbassava la sua grande mano colpiva la schiena di Turi ≪sei il ben venuto Camminatore! Vieni andiamo dai tuoi compari≫ e lo afferrò tirandolo a sé con fare amichevole.

Sull’altro lato Meloria e Dion erano immobili e tesi come due marionette: a poca distanza un arciere tendeva la sua freccia incoccata su di loro. Turi stretto tra le pellicce e l’ascella dell’enorme uomo si strusciò gli occhi incredulo. L’arciere che teneva in scacco i suoi compagni era uguale identico all’altro.

≪Fratello! Sono arrivati!≫ gridò l’ammasso di pellicce all’altro altrettanto bardato e quello subito abbassò l’arco per andare incontro al poeta e alla ragazza. Meloria però quando gli fu vicino gli ferrò un destro che, visto la notevole mole del suo avversario, lo fece solo sorridere.

≪Pace! Scusate la nostra accoglienza ma ci dobbiamo pur difendere dagli estranei. Ma voi, voi! Vi stavamo aspettando! Venite.≫ Disse l’omone afferrando i ragazzi per le spalle e trascinandoli verso l’ingresso nonostante la resistenza di Meloria.

La casa all’interno era calda e accogliente, anche se disseminata di macabri trofei: grandi teschi di teste d’orso, enormi palchi di alci aggrovigliate tra loro e tanti altri scheletri di animali irriconoscibili.

I fratelli si spogliano delle pesanti pellicce senza per questo perdere la statuaria imponenza. Sui vestiti di lana dai colori della terra, spiccavano lunghe collane con denti di enormi predatori, unghie affilate di animali temibili e rostri d’uccelli notturni. I capelli di entrambi erano così biondi da sembrare bianchi e i volti squadrati assolutamente identici.

I tre accoliti vennero fatti accomodare vicino a un fuoco rampante e in breve tre coppe di vino speziato e fumante furono servite dai fratelli.

Turi e Dion tennero a distanza la loro, studiando guardinghi le mosse dei loro anfitrioni, e solo dopo che entrambi ebbero svuotato la loro coppa si concessero il lusso bere.

≪Dunque, scusate chi è li Raddic giusto?≫ disse Meloria tendendo le mani verso il camino.

≪Entrambi!≫ risposero in coro i fratelli per poi ridere del loro stesso sincronismo.

≪Prego, parla tu≫

≪No no, tocca a te≫

≪La prima parola va al più grande≫ disse in fine uno dei due che non sembrava affatto più piccolo dell’altro.

≪Siamo i gemelli Raddic, entrambe scelti per diventare Camminatori, secondo la volontà di nostro padre e la nostra naturalmente. Io sono Filcasto-Severo-Raddic di Passo Burgado e lui è Brunoro-Regalo-Raddic di Passo Burgado≫ concluse con un lieve inchino che il fratello seguì come l’immagine in uno specchio.

Dion sembrava divertito ≪Facili i vostri nomi, sembran certe filastrocche paesane che mia nonna materna mi soleva narrare a…≫

≪Come sarebbe a dire che siete stati scelti? Non è stata la sorte ad eleggervi?≫ Meloria perplessa interruppe Dion, che la guardò impermalosito derubarlo del suo diritto all’orazione.

≪In un certo senso. Nostro Padre, Sulifiandro-Rapido-Raddic-Burgado era un Camminatore, uno dei migliori≫ il ragazzo strizzò l’occhio al fratello che accennò un sorriso. ≪Ci ha cresciuti con l’idea di tramandarci il suo sapere, e così è stato. Quando la Falce sedeva al capezzale del suo letto, noi eravamo al suo fianco, ad attendere.≫

Turi tirò su col naso ≪mi ‘spiace≫ sussurrò.

≪I suoi ultimi giorni non sono stati felici, aveva perduto l’uso della parola e i suoi piedi consunti dal tanto camminare… pace al suo pensiero. Per questo non ha potuto recitare la frase di rito, ma solo formare il cerchio per richiamare l’attenzione dei Magistri fino a noi≫ concluse il ragazzo guardando Turi.

≪Ed eccoci qua! Per portarvi all’anima della festa: il Rostro≫ Dion fece una boccaccia che per lui sfidava l’indecenza, “ma quando ci vuole ci vuole” pensò. ≪Prima però dobbiamo fare qualcosa per i vostri nomi, cosa sono tutte quelle parole messe in fila?≫ Dion si ravviò il ciuffo, in attesa.

I biondi giganti risero di gusto.

≪Spiega tu≫ disse uno.

≪Tu sei più bravo in queste cose, prego≫ rispose con gentilezza l’altro, lasciando la parola al fratello.

≪Il primo è il nome scelto dal Padre, Brunoro nel mio caso. Il secondo è quello scelto dalla Madre al momento del parto: pare che mio fratello avesse un espressione inclemente, da lì Severo. Mentre io non ero atteso sono quindi stato un Regalo. Raddic è il secondo nome del Padre e la sua famiglia, la prima ad insediarsi in questi monti erano i Burgado. Semplice no?≫ concluse.

I tre sembravano piuttosto confusi e Meloria prese il controllo della situazione ≪bene, da oggi sarete Severo e Rega*, più facile, più immediato. Il viaggio sarà breve, abbiamo la nostra terra e le mie parole. Quando si parte?≫

*L’autore ringrazia la scelta decisa di Meloria, in quanto sarebbe stato davvero tediante nonché complicato ripetere gli astrusi nomi, dotati oltretutto di infiniti trattini (-)

Serie: LEVII-HATAN -seconda stagione-
  • Episodio 1: Luce e Ombra
  • Episodio 2: Ricompense 
  • Episodio 3: O-Missione
  • Episodio 4: Identici
  • Episodio 5: Cerchi nella neve
  • Episodio 6: Il tocco della Falce
  • Episodio 7: L’Ultima Porta
  • Episodio 8: Carcasse
  • Episodio 9: Zanne
  • Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Narrativa

    Letture correlate

    Discussioni

    1. Ciao Virginia, a quanto pare Turi e Dion non saranno gli unici yin e yang all’interno del Rostro. Anche se, questi gioviali gemellini non mi convincono fino in fondo… Non mi rimane che attendere il prossimo episodio ;D

      1. Ciao Micol! I teutonici gemelloni entrano nella storia a gamba tesa, vedrai che l’avventura e i colpi di scena sono assicurati! Grazie di essere passa ancora ❤️

    2. “*L’autore ringrazia la scelta decisa di Meloria, in quanto sarebbe stato davvero tediante nonché complicato ripetere gli astrusi nomi, dotati oltretutto di infiniti trattini (-)”
      👏 👏 👏 Pienamente d’accordo con l’autrice

    3. Ah bellini i gemelli, mi ricordano Pancopinco e Pincopanco in versione svedese. Molto divertenti e interessanti i tuoi personaggi.
      Ti muovi con maestria tra le descrizioni e le caratterizzazioni dei tuoi protetti m questa è una serie che si legge veramente con piacere

      1. Ciao Alessandro! Mi piace la versione svedese di Pincopanco e Pancopunco, e mi piace anche la tua immaginazione 😂
        Questo nuovo incontro è l’anticipo di Una bella (spero) avventura. Grazie di essere passato❤️

    4. “L’autore ringrazia la scelta decisa di Meloria, in quanto sarebbe stato davvero tediante nonché complicato ripetere gli astrusi nomi, dotati oltretutto di infiniti trattini”
      Mi ha fatto ridere

    5. Eccoli! aspettavo Turi, Dion, e la responsabile (beh, più di loro, credo) Meloria: non so, ma penso che con lei presente, abbiano meno probabilità di combinar disastri.
      Son contento per prima cosa di vedere che non sono morti assiderati! XD
      E tutto mi aspettavo, tranne che trovare due gemelli! chissà se al Rostro se l’aspettano, o se anche per i magistri sarà una sorpresa!

      1. Grazie Sergio, sono pienamente d’accordo con te, la narrazione e la caratterizzazione si può svolgere anche attraverso particolari, è difficile ma se ci si riesce l’introduzione alla storia è più fluida. Quindi grazie!

      2. I gemelli e il Rostro… quante cose devono ancora succedere… non ce la farò con soli sei episodi rimanenti😂. Grazie di essere passato

    6. “cosa sono tutte quelle parole messe in fila?”
      Certo che Dion ha una bella parlantina, eh? 🙂 immagino non ti sia facile fargli tener a freno la lingua, quando scrivi di lui 😉
      battute a parte, resto sempre ammirato da come tu sappia “seguire la corrente” (Voolis sarà fiero di te, immagino!) adattandoti al parlare di Turi ed a quello di Dion. E li rendi entrambi bene, caratterizzandoli senza farli diventare parodistici.

      1. Grazie Sergio, sono pienamente d’accordo con te, la narrazione e la caratterizzazione si può svolgere anche attraverso particolari, è difficile ma se ci si riesce l’introduzione alla storia è più fluida. Quindi grazie!

    7. “Una volta solo non seppe bene cosa fare, quindi imitò il gesto di Meloria accostando”
      Lo dico sempre, sono i dettagli che fanno la differenza. E questo “che non seppe bene cosa fare” è azzeccatissimo: una storia non è un meccanico susseguirsi di azioni, passaggi come questi anzi sono quelli che rendono più reali i personaggi! 🙂